Uomini e Profeti

"Uomini e Profeti" - Dialoghi. "Nuove interpretazioni della Cabala ebraica" con DAVIDE ASSAEL, Moshe Idel, Fabrizio Lelli

  • Andato in onda:06/05/2017
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      Il tema di questa puntata è Il male nella tradizione cabalistica che rappresenta la via mistica in cui si è declinato l'ebraismo nel corso della sua storia. La riflessione sul male è urgente in ogni epoca , riflettere su di esso  non è tema astratto ma necessario per affrontare anche il presente. 
      Moshe Idel  professore emerito dell'Università ebraica di Gerusalemme  è unanimamente considerato come la massima autorità degli studi sulla cabala e di storia della cabala.  Succeduto a Gershom Scholem nell’insegnamento di mistica ebraica all’università di Gerusalemme, ventidue anni fa Moshé Idel ebbe il coraggio di ribaltarne la visione con il libro "Qabbalah, nuove prospettive". Idel sostiene che
      La Qabbalah è senza dubbio una Tradizione, come tale ci viene tramandata e dunque va studiata col dovuto rigore cosa però che non ci esime dal reinterpretarla depurandola dagli errori di chi ci ha preceduti.  Scholem da giovane  aveva utilizzato  delle tecniche mistiche nel suo approccio alla Kabbalah. Non a caso la elevò a sistema di pensiero ebraico, come tale contrapposto ai sistemi filosofici organici di Kant e di Hegel. Moshe Idel invece, vede nella Qabbalah più semplicemente un modo di vivere: " Considero il ritmo della vita più significativo delle idee, senza bisogno di contrapposizioni filosofiche". 
      Il filosofo Davide Assael ne parla  anche con Fabrizio Lelli  traduttore degli scritti  di Moshe Idel e docente di lingua e letteratura ebraica all'Università del Salento.




      Suggerimenti di lettura 
      Moshe Idel, Il male primordiale nella Qabbalah.  Traduzione di Fabrizio Lelli 
      Adelphi 2016 
      Moshe Idel, Qabbalah. Nuove prospettive.  Traduzione di Fabrizio Lelli, Adelphi 2010

       

      Link
      www.fabriziolelli.it    



                                   Moshe Idel


      Ascolti  

      Yedid Nefesh, Amato dell’anima,
      Poesia cabalistica ebraica in musica (Piyyut), di lode a Dio: del rabbino e cabalista Elazar ben Moshe Azikri, XVI sec. " ...Per favore rivelati mio Amato e stendi la tenda della tua pace su di me, illumina la terra con la tua gloria così che possiamo deliziarci e gioire soltanto in Te…” .
      Lecha dodi, Vieni mio amato, noto canto liturgico del rabbino e cabalista Shlomo Alkabetz, XVI sec. 





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