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Teatri in Prova 25/01/2016 - La Giornata della Memoria a Teatro

  • Andato in onda:25/01/2016
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      Teatri in Prova
      Lunedì 25 gennaio 2016, ore 22.45

      Zakhor/ricorda
      La memoria non serve per il passato. Serve per il presente e per il futuro.
      ( Moni Ovadia)

      Abbiamo scelto tre eventi teatrali, tra i tanti, tantissimi, che sui palcoscenici e le piazze d’Italia ricorderanno anche quest’anno  le vittime dell’Olocausto e la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz avvenuta il 27 gennaio 1945. Con Renato Sarti, Elena Bucci e Marco Sgrosso, Gioia Costa, Viola Graziosi e Ermelinda Bonifacio tracciamo un  percorso teatrale di memoria e ricordo che si concluderà il 27 gennaio alle ore 21.00 con lo spettacolo in diretta audio e video dalla Sala A di Via Asiago L’ultima risata – Storie di comici nei lager nazisti, tratto dal  testo di Antonella Ottai Ridere rende liberi, appena pubblicato da Quodlibet.



       

      I ME CIAMAVA PER NOME 44.787
      RISIERA DI SAN SABA
      scritto e diretto da Renato Sarti
      da testimonianze di ex deportati raccolte da Marco Coslovich e Silva Bon per l’IRSML di Trieste
      con Nicoletta Ramorino, Ernesto Rossi, Rossana Mola e Renato Sarti

      produzione Teatro della Cooperativa
      25 – 31 gennaio 2016 Teatro della Cooperativa - MI

      Pochi sanno cosa sia stata, in tutto il suo orrore, la Risiera di San Sabba a Trieste, unico lager nazista in Italia munito di forno crematorio (da 3.000 a 5.000 le vittime). Un colpevole oblio ha soffocato fin dall’immediato dopoguerra le voci di quanto accadde. “Credo che ogni persona dovrebbe sapere e non dimenticare” afferma uno dei sopravvissuti. Man mano che passano gli anni i testimoni oculari di questa esperienza vengono meno.Il teatro può aiutarci, ma deve anche assumersi la responsabilità di raccontare. E’ questa, forse, la funzione civile e morale più alta che il teatro possa esprimere: aiutare a non dimenticare.



      UNA PASSIONE
      "ridere così tanto"/ musica e teatro nei luoghi dell’Olocausto

      progetto artistico,  drammaturgia e interpretazione Elena Bucci e Marco Sgrosso

      ideazione e consulenza drammaturgica Gerardo Guccini
      al violino e alle tastiere Dimitri Sillato, al contrabbasso Felice Del Gaudio
      disegno del suono Raffaele Bassetti- disegno luci Loredana Oddone

      Le Belle Bandiere in collaborazione con Emilia Romagna Teatro Fondazione
      27 gennaio - Bologna, Arena del Sole / 28 gennaio - Russi (RA), Teatro Comunale


      Attingendo alla raccolta di testi drammatici e di cabaret inscenati nel ghetto di Theresienstadt , ritrovati dalla ricercatrice americana  Lisa Peschel (Translating Laughter: A Cabaret from the Terezín Ghetto),ma anche all’avvincente racconto degli eventi di quel tempo e alla descrizione delle attività teatrali nel ghetto di Varsavia riportate dall’attore e regista Jonas Turkov, dai poeti  Moishe PulaverKrystyna Żywulska (pseudonimo di Sonia Landau)  e a molti altri, Elena Bucci e Marco Sgrosso con la consulenza di Gerardo Guccini e l'appassionata opera di documentazione di Serena Blandolino e Edyta Scibior, hanno costruito una partitura di parole e musica per testimoniare di un teatro che esplode - segreto e necessario - nei luoghi della coercizione e dell’umiliazione.La metamorfosi scenica di una tragica realtà diventa strumento di protesta, resistenza e sopravvivenza della dignità contro la ferocia e la violenza.




      LA PRIMA STELLA
      Memorie dal Ghetto di Roma

      con Viola Graziosi, Ermaelinda Bonifacio
      a cura di Gioia Costa 
      esplor/azioni
      27 gennaio Spazio Teatro Villa Guglielmi  - Fiumicino

       Due testi brevi ed esemplari per raccontare, da prospettive diverse, Roma. Quella degli anni che vanno dal 1938 al 1943, e quella del “sabato nero” del ghetto di Roma.

      Il primo è La parola ebreo di Rosetta Loy. Cuore del suo racconto la casa in via Flaminia 21 dove lei, bambina, osserva l’imbarbarimento di tutto. Con la firma delle leggi razziali, ogni equilibrio si sgretola e la portiera Elsa diventa un emblema: si erge a vigile della “moralità“ del palazzo, umiliando i condomini “non ariani”. La sua furia di assentimento è assecondata dal silenzio, del mondo vicino alla bambina come di quello di Papa Pacelli, Pio XII, che, tacendo, ha reso possibile la deportazione nei campi della morte di milioni di ebrei.

      16 ottobre 1943 di Giacomo Debenedetti è la testimonianza della razzia del Ghetto di Roma, in quella notte piovosa e terribile che tradì ogni patto. 1259 ebrei furono buttati fuori dalle loro case, radunati per due giorni e due notti all’addiaccio e poi caricati come pacchi sui treni piombati rivolti ai campi di concentramento che dovevano attuare la “soluzione finale”.

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