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Forlì - 10 giugno

L’idealista

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19 dicembre 2016 | "5 copertine di Andy Warhol"

Una lista che documenta la straordinaria evoluzione dell’arte di Andy Warhol attraverso un aspetto non marginale della sua produzione grafica: le copertine dei dischi. Lavoro che ha accompagnato l’intero suo percorso artistico dagli esordi giovanili (la sua prima copertina è del 1949 e Wharol ha appena 21 anni) alla completa maturità nel 1987, suo ultimo anno di vita. Complessivamente una produzione di oltre 60 opere (tra questi anche molti dischi di musica classica e di jazz). Un percorso incredibilmente poco noto che noi attraverseremo solo parzialmente, ma con cinque tasselli significativi. La storia dell’iconografica delle covers si intreccia con la storia stessa dell’arte di Warhol, ne segue le evoluzioni, registra e talvolta precorre i diversi passaggi estetici, diventando insieme specchio della modificazione della società e del costume del secondo Novecento. Le immagini di Warhol (compresa la celeberrima banana del primo album dei Velvet Underground che abbiamo deciso di omettere dalla nostra lista per “manifesta superiorità iconica”…) non sono solo lavori grafici, ma si candidano ad un superiore ruolo di simulacri globali della nostra stessa storia.



20 dicembre 2016 | “5 nuovi cantautori italiani che hanno scelto il dialetto

I grandi cantautori italiani hanno spesso manifestato un vero interesse per il dialetto, sia nelle loro canzoni, sia nei loro studi. Come non dimenticare le canzoni in dialetto sardo e genovese di De André, o le escursioni “appassiunate” di Paolo Conte nel vernacolo partenopeo, oppure Pino Daniele che ha costruito la sua carriera artistica cantando inizialmente esclusivamente in dialetto napoletano. Come non ricordare la malia di Guccini per i suoi luoghi d’origine, le proprie radici e quindi tutto quello che vi è legato come la lingua. Come dimenticare gli esordi in milanese di Jannacci, il veneto di Lino Toffolo, il romanesco di Gabriella Ferri…Poi negli anni novanta sono arrivati nuovi gruppi e nuove posse che hanno rilanciato questa appropriazione anche come un modo per manifestare il proprio antagonismo e la propria militanza, più globalizzata che identitaria. Noi siamo andati a tastare il polso alla riscoperta del dialetto, oggi, nel 2016, con alcuni cantautori che hanno prodotto album e canzoni negli ultimissimi anni e continuano a pensare che il dialetto sia uno “strumento” perfetto per colorare una canzone e regalarle un surplus di poesia.



21 dicembre 2016 | "5 festival che si celebrano in luoghi meravigliosi"

Primavera, Estate, Autunno, Inverno: tempo di festival. Oramai gli appuntamenti con le kermesse dello spettacolo e della cultura sono più sicuri di quelli con il solleone e con le bufere di neve. Il mosaico frastagliato della geografia mondiale si trasforma, per chi volesse seguire l’itinerario dei festival, in un vero e proprio labirinto di occasioni, spunti, specchi per le allodole. Occorre saperselo scegliere il festival giusto. Valutare il progetto che lo ispira, scorrere il programma nell’intento di discernere tra promesse e bluff, riflettere sul calendario pesando il difficile equilibrio tra coerenza e voglia di stupire, considerare infine la location nel quale il festival è stato fissato. Perché, se il festival è l’arredamento, i teatri, le arene, le città, alle volte come vedremo, anche i meravigliosi scenari naturali che lo ospitano, sono la casa. Oggi vogliamo proporvi una lista fatta con cinque rassegne che hanno un pedigree artistico molto interessante, ma che si giocano la propria carta vincente proprio grazie allo scenario in cui sono stati fissati. Il filo rosso questa volta non sarà solo musicale, anzi da questo punto di vista il percorso si rivelerà davvero camaleontico e variegato…il filo rosso saranno gli spazi in cui sono stati allestiti i palchi, le città bellissime che accolgono queste carovane sonore, gli scorci naturali che fanno da contorno ai concerti…insomma ci metteremo in viaggio alla ricerca di buona musica proposta in posti dove meravigliarsi e stare bene.



22 dicembre 2016 | "5 brani dedicati a Jacques Cousteau"

Per tutta la vita, il comandante Jacques Cousteau ha continuato infaticabilmente ad esplorare, a raccontare il mondo sommerso, a battersi contro la distruzione del pianeta. Ricco e indipendente, ha affrontato tutti i campi dell' oceanografia: geologia, zoologia, archeologia, biologia…Pochi hanno saputo come lui coniugare il gusto dell' avventura, la genialità dell' inventore, le qualità del pedagogo, l' abilità mediatica e la disinvoltura dell'uomo d' affari. Nessuno ha saputo resistere a questo inquilino degli oceani, spinto sulle creste della vita da una passione insaziabile per il mare. Per quarant' anni, a bordo della sua mitica 'Calypso', ha solcato tutti i mari del pianeta. E alla fine è riuscito perfino a ispirare decine di musicisti e di band che a lui hanno voluto dedicare “peana sonori” spesso molto affettuosi, o ammirati, o idealizzati. Ne abbiamo scelti cinque e li abbiamo messi in lista…



23 dicembre 2016 | “5 Canzoni per un Natale senza melassa

Al cinema ci hanno pensato i Grinch, Billy Bob Thornthon con il suo cattivissimo “Bad Santa” e Tim Burton con il suo “incubo prima di Natale” a minare l’ondata di pensieri, suoni e propositi caramellosi che l’ideologia (e la macchina promozionale) del Natale ci recapitano ogni anno in questo periodo. L’idealista è andato a cercare cinque brani che perseguono lo stesso intento in musica e che parlano del Natale (o lo mettono in mezzo) senza ricorrere allo stereotipo, alle volte addirittura mandando in frantumi l’immagine inattaccabile di “periodo più buono dell’anno”. Il Natale, come tutti i giorni della vita, può essere felice o disperato, docile o bricconcello, mansueto o violento e per una volta abbiamo deciso di ascoltare canzoni che svelano una prospettiva più realistica di quella veicolata da “Jingle Bells”, “We Whish You a Merry Christmas”, “The Christmas Song” e altre canzoni moleste tipiche del periodo natalizio.


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