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Food movie: la nostra top 12

Food movie: la nostra top 12

Il cinema ha un profondo rapporto con l'enogastronomia. Da La grande abbuffata di Ferreri del ’73, a Big Night di Stanley Tucci. Dallo storico Vatel con Gerard Depardieu al moderno Chef – la ricetta perfetta. Il cibo è utilizzato spesso nei film per cratterizzare un personaggio e rivelarne la vera natura. 
Questa è la nostra top 12 (in ordine sparso) dei più divertenti o profondi foodmovie degli ultimi 50 anni. Diteci la vostra!


Chef: la ricetta perfetta. Pellicola è scritta, diretta e interpretata da Jon Favreau (il regista dei primi due Iron Man, per intenderci) uscita il 30 luglio 2014 nelle sale italiane. Racconta la caduta e la risalita di Carl Casper, un noto chef di Los Angeles. Nel cast anche John Leguizamo, Dustyn Hoffman, Sofia Vergara, Scarlett Johansson, Bobby Cannavale e Robert Downey Jr. Cambiano le tendenze in cucina e anche Hollywood se ne rende conto: gli opinion leader sono i food blogger, l’alta ristorazione è in profonda crisi e il pubblico vuole verità, semplicità e gusto anche nel piatto. Così, dopo aver conquistato i giovani gourmet di tutto il mondo, lo street food è servito anche al cinema.

Vatel.
Film del 2000 diretto da Roland Joffé. Il film è tratto dalla storia vera di François Vatel, morto suicida per non aver compiuto il suo dovere di cuoco a causa di un ritardo nella fornitura di pesce, come riportò il duca de Saint Simon nei suoi "Mémoires". Fu presentato fuori concorso al 53º Festival di Cannes. Francia, 1671. Il maestro di cerimonie François Vatel deve preparare per i tre giorni di permanenza del Re Sole alla corte del Principe di Condé festeggiamenti e pranzi meravigliosi e incredibili.

Big Night.
Film del 1996, diretto da Stanley Tucci e Campbell Scott. Primo e Secondo Pileggi sono due fratelli cuochi, italiani di origine abruzzese ed emigrati negli Stati Uniti d'America, dove hanno aperto un ristorante in una cittadina della East Coast. I due fratelli, molto diversi tra loro, si scontrano su come gestire il locale: Primo (il maggiore), che è lo chef, è molto legato alla tradizione della cucina italiana, e non vuole scendere a compromessi, mentre Secondo (che funge da maître), cerca di accontentare i gusti dell'ancora sparuta clientela, che ha un'idea distorta della tradizione culinaria.

Ratatouille. Film d’animazione del 2007, con tanto di roditore d’oltralpe che aiuta l’imbranato sguattero di turno a farsi largo tra gli spocchiosi chef di Parigi. Sono lontani i tempi in cui Lilli e il vagabondo dividevano un piatto di spaghetti in un vicolo lercio…

La cuoca del presidente. Diretto nel 2012 da Christian Vincent, vede protagonista Catherine Frot nei panni della superba cuoca Hortense, chiamata a soddisfare i palati esigenti dell’Eliseo. Film gradevole, dalla sottile vena polemica, che contrappone i sani gusti e principi della campagna contrapposta ai viziati palati della città e della politica.

Come l’acqua per il cioccolato. Passiamo agli anni ‘90 con un film diretto da Alfonso Arau e tratto dall’omonimo romanzo di Laura Esquivel: colorito, brioso, piccante, surreale, insomma ottimi ingredienti per un’opera che parla di cibo anelando al sesso e alla passione.

Super Size Me. Critica a una delle società accusate di crimini contro la nostra glicemia: Super Size Me, diretto e interpretato dall’aspirante “suicida” Morgan Spurlock che per un mese si nutre solo dei maxi menù della più nota catena di fast food al mondo. Educativo e sconvolgente.

Il pranzo di Babette. Oscar come Miglior film Straniero, per un film grazioso e malinconico tratto da un racconto di Karen Blixen. Il pranzo di Babette racconta il cibo come forma d’arte e massima espressione della vita della protagonista. Delicato, ma con un retrogusto persistente.

Chef. Commedia d’oltralpe di Daniel Cohen che prende in giro il mondo dei grandi chef, ormai da anni sempre più star televisive e alchimisti esoterici e sempre meno cuochi. Sceneggiatura dall’impasto semplice, con Jean Renò che ricorda perfettamente il nostro Vissani.

Sideways - In viaggio con Jack. Film del 2004 diretto da Alexander Payne, con Paul Giamatti e Thomas Haden Church. Miles, un enofilo insegnante di inglese, divorziato e aspirante scrittore, che accompagna il suo amico attore e vecchio compagno di college Jack, che sta per sposarsi, in un viaggio di una settimana nella zona vinicola di Santa Ynez Valley, nella contea di Santa Barbara in California. 

Un’ottima annata. Russell Crowe perfettamente a suo agio in un film di un inedito Ridley Scott che idealizza il bon vivre e la campagna come ultimo rifugio dalle nevrosi della vita contemporanea. Buon vino, cene d’altri tempi, una villa nella campagna francese e ottima compagnia. E il pranzo è servito.

Soul Kitchen. Fatih Akin dirige un film furbescamente “fusion” con protagonista un greco ad Amburgo che sembra una rockstar ma invece è un ristoratore. Una bella commedia, un percorso di crescita a suon di buona musica e di ricette multietniche.

La grande Abbuffata
. Tognazzi, Mastroianni, Noiret, Piccoli: un poker di gaudenti autodistruttivi, protagonisti di una “cena trimalchionis” che dal luculliano sfocia nell’allucinazione. Sempre sopra le righe ma mai volgare, sostanzioso fino all’eccesso ma non indigesto. 

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