Radio2 Ritratti

THE WHO





The Who, ovvero la più importante rock band degli anni Sessanta, dopo i Beatles e i Rolling Stones. I primi a raccontare l’angoscia, l’appartenenza (sono stati il gruppo più vicino ai mod inglesi, che cantavano a memoria le loro canzoni ai raduni) e la paura del futuro (“spero di morire prima di invecchiare”, urla My Generation) dei giovani cresciuti con la musica di Elvis nelle orecchie.

Una storia che attraversa i decenni, passando dal blues al pop, dal pezzo di tre minuti al concept album, pensato come un romanzo in musica (Tommy, 1969), fino ai primi esperimenti con l’elettronica (Baba O’Riley, 1973). Una storia fatta anche di tragedie (nel 1978, la morte per overdose del batterista Keith Moon, grande irregolare del rock’n’roll, l’alcolismo e i problemi di udito del chitarrista Pete Townshend, che ha scritto tutti i testi degli Who), di strumenti distrutti sul palco, di irripetibili concerti dal vivo (memorabile il Live At Leeds, pubblicato nel 1970, considerato il miglior album live di tutti i tempi).

La racconteremo partendo dalle radici del gruppo, per arrivare fino alle reunion di oggi,  un po’ malinconiche, senza tralasciare pezzi che hanno fatto epoca, precorrendo il punk e testimoniando un’indole artistica decisamente avanti coi tempi in cui si è manifestata.

 




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Di e con John Vignola

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