Scatti di scena

Note degli autori

«Se ti droghi ti capisco, perché il mondo ti fa schifo; se non lo fai ti ammiro, perché sei in grado di combatterlo», Jim Morrison. 

Quello che ci ha fatto sentire la necessità di raccontare un'altra stagione della Sezione Narcotici di Roma è la consapevolezza che oggi più che mai le droghe sono diffuse trasversalmente in tutte le fasce anagrafiche e i ceti sociali della popolazione, ma il loro radicamento è più che mai profondo tra gli adolescenti.
Le ragioni di questa penetrazione capillare nel mondo dei giovani non sono difficili da individuare.
Gli adolescenti del 2015 sono nati e cresciuti all'interno di un mondo in crisi: crisi economiche, ideologiche, politiche che travalicano i confini nazionali per coinvolgere l’intero pianeta il quale, per chi ha imparato a parlare o cominciato la scuola elementare dopo l'attentato terroristico alle Twin Towers di New York, è diventato sempre più piccolo e raggiungibile ma al contempo più ansiogeno e in qualche modo minaccioso.
L'universo dei così detti ‘adulti’, i genitori, ha vissuto allo stesso modo cambiamenti storici e vertiginosi. Il principio di autorità è tramontato, la struttura familiare si è modificata e frammentata molto velocemente. Non esistono più un paradigma educativo e dei rituali unici e socialmente condivisi. E soprattutto gli adulti non sono più in grado di promettere alle generazioni che seguono un mondo abitabile e una condizione di vita se non migliore almeno simile a quella di cui loro hanno beneficiato. Non è un caso che questi argomenti sono oggetto di acceso dibattito nelle assemblee di istituto di tutti i licei italiani e sono al centro delle problematiche che riguardano le fasce più giovani della popolazione, strette tra crisi identitaria, disoccupazione giovanile che sfiora il 50%, incapacità e oggettiva difficoltà di figurarsi un futuro a lungo termine, tutti fattori che portano a un sostanziale smarrimento esistenziale.
D’altro canto la diffusione così endemica dell'uso delle droghe ha consentito alle organizzazioni criminali che ne riforniscono il mercato di accumulare un’enorme liquidità, che, ancor più in un periodo di crisi economica, ha conferito loro una capacità di influenza e cooptazione dell’economia legale e un potenziale di corruzione enorme.
Questi temi sono l'oggetto del nostro racconto. Ci sono sembrati necessari, perché, assistendo agli incontri che avvengono nei licei tra genitori ed esperti delle problematiche giovanili, le domande che vengono poste sono molte. Che possono fare i genitori per i loro figli? Come bisogna porsi davanti all’insorgere di situazioni critiche? Quanta è la responsabilità dei genitori nei confronti delle difficoltà dei loro figli? Quanto viceversa dipende da loro? Cosa può fare un ragazzo per impegnarsi a combattere una società che presenta così tante zone grigie e dove diventa molto difficile fare emergere le proprie capacità o continuare ad avere fiducia perché queste possano essere valutate nel modo giusto? Come non avere come unica speranza quella di fuggire? Ovviamente noi non abbiamo le risposte, ma una cosa che abbiamo sentito dire da questi esperti ci ha colpito: è soltanto quando i problemi, i nodi e le complessità del nostro mondo vengono portati alla luce che possono essere affrontati, e affrontarli è il primo passo per combatterli.

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