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Aspettando la fase finale

Puntate integrali

MARIA ISABELLA PIANA

Scrivi la storia di una persona che si sveglia al mattino, mette il piede giù dal letto e si accorge che l’acqua gli arriva alle ginocchia.

"SINFONIA IN CRESCENDO D’ACQUE"

C’era tanto freddo in quella stanza (maledetto il momento in cui aveva deciso di venire in questo paese di…), che quando tentò di poggiare i piedi per terra quella mattina (mattina per modo di dire, dov’era quel sole che lo accecava quando era a casa?) non si accorse nemmeno che le calze di lana fatte a mano dalla sua mamma (mamma dove sei?) si erano inzuppate in un attimo. Poi seguì con occhi assonnati il tappetino del bagno che veleggiava verso la cucina. Si tirò sul letto, cercando a tentoni l’interruttore della luce. Il letto era l’unico oggetto rimasto al suo posto. Orrore! Navigava come una barchetta di bambini la custodia del violino e il violino dentro la custodia e gli spartiti che doveva ancora studiare (me lo avevano detto che a volte d’inverno in questo paese di… si spaccano i tubi, mann…) e gli venne da piangere e allora decise che basta! Non gliene importava niente di diventare un musicista e voleva tornare a casa sua dove avrebbe bagnato i piedi nell’acqua tiepida del mare. Ma all’improvviso uno spartito stropicciato e ingiallito si fermò in un gorgo ai piedi del letto. Era la serenata con cui aveva promesso di svegliarla al suo ritorno. Lei lo amava anche per quello, per la musica che aveva dentro e che lui doveva imparare a far uscire da sé. Capì. Gli artisti devono soffrire… Si mise in piedi nell’acqua gelata, sollevò il violino gocciolante, strizzò i pantaloni e infilò le scarpe che gli risposero con un accordo in Do minore. Avrebbe suonato quella serenata.