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Autrice del programma è Gabriella Caramore ,
Paola Tagliolini curatrice,
Benedetta Caldarulo redazione e regia,
Cristiana Munzi consulente musicale. Via Asiago n.10 00195 Roma Indirizzo-mail uominieprofeti@rai.it


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OTTOBRE 2015

Grazie, Mille volte grazie. I motivi sono tanti. Ma oggi grazie per avermi fatto scoprire le parole luminose di Franco Marcoaldi.
Adamo Marcantonio - Ancona

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Caro Uomini e Profeti,
voglio dire grazie, a caldo, a Gabriella e a Marcoaldi perché la puntata appena ascoltata è stata per me un regalo.
Sentirla aprire col pensiero rivolto ai fatti accaduti ieri sera ad Ankara, ancora così trascurati dai mezzi d’informazione, mi ha toccato il cuore. La certezza di non essere soli a fare empatia con gli accadimenti tragici che ogni giorno emergono dalla cronaca, al porsi domande senza vere risposte, ma a soffermarcisi sopra. Tutta la puntata sembrava modularsi sulla sincronicità di Jung, filo conduttore delle parole dette e scritte da Marcoaldi. Pensieri e parole di un laico che vive immerso nella spiritualità. Così ci si ritrova, ci si sente accomunati. Sì, perché Uomini e Profeti è una comunità, poiché di fatto riesce a far dialogare non solo i diversamente credenti, persino chi ammette di non avere il “dono della fede” ma costantemente ringrazia. Lo fa tacitamente, mentre Marcoaldi lo fa pubblicamente e magistralmente tramite le sue opere. Gabriella Caramore sceglie fior da fiore gli ospiti con cui dialogare rendendoci partecipi.  
Una domenica inaugurata da questa puntata, è una domenica speciale. Certo, lo sono tutte quelle che Uomini e Profeti ci regala, poi ci sono quelle ancor più speciali per via delle “coincidenze significative” per dirla sempre con Jung.

Non aggiungo altro.  Grazie di esserci
Chiara
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Stupendo il poemeto di Franco Marcoaldi. Sarà l'unico prezioso regalo che per Natale chiederò alle mie figlie.
Mi capita sempre più spesso che ad avvicinarmi a Dio siano gli scritti di persone che si dichiarano non credenti. Mi è accaduto anche questa mattina, come mi accade quando leggo Erri de Luca.
Un caro saluto, Teresa Mele

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Spesso l'ascolto della vostra trasmissione è davvero piacevole. La puntata di domenica 4 ottobre è stata affascinante, con l'intervento di Enzo Bianchi.

Un solo problema. Mi sembrava di risentire tali e quali le discussioni che noi facevamo negli ambienti libertari durante gli anni '60 e '70. Dài, noi ci fermiamo per un po': se voi correte (e magari cominciate a considerare le Scritture solo come leggenda da studiare), vi aspettiamo. Ma il passo fatelo tutto, altrimenti noi ricominciamo ad avanzare.

G. Guarda

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Buongiorno.

Ci tenevo a raccontare ,a proposito dell'argomento che trattate  stamattina domenica 4 ottobre, la mia esperienza personale.
La mia è una famiglia anomala, il genitore è uno soltanto: io
Vi posso assicurare che anche per questo tipo di famiglia esiste una forma di discriminazione sia sociale che nell'ambito religioso.
Esiste forse la possibilità per me di partecipare  a esercizi spirituali per famiglie? Mi hanno detto schiettamente di no. L' argomento trattato non è  mai adatto a una famiglia monogenitoriale, così pure incontri per famiglie  che si svolgono nelle varie parrocchie. C'e un clima escludente. Altro che famiglia omosessuale! Qui non c'è meditazione nemmeno sulla vicenda possibile della famiglia com'è intesa da sempre.
Una vicenda come la morte di uno degli sposi fa si che tu non esista più,non entri piu nel format : sei fuori.
Credo che la Chiesa cattolica abbia un'idea di famiglia totalmente astratta ed entra in crisi quando questo modello declina in mille  varianti.
Personalmente ho lottato e lotto affinché i miei figli possano pensare alla loro famiglia esattamente per quello che la famiglia è :una comunità perfetta per lo sviluppo dell'essere umano, accogliente, pensante....non sono stata aiutata dalla religione e neppure dalla società,  la religione  ci vuole famiglia oleografica per strappare qualche lacrimuccia.
Ringrazio per la bellezza del programma e la bontà del lavoro.
Emilia
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