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Forlì - 10 giugno

Gianfranco Baruchello

Artista dell'anno 2016

Gianfranco Baruchello
Gianfranco Baruchello nasce nel 1924: il padre è avvocato, direttore dell'Unione Industriali di Livorno e docente all'Università di Pisa, la madre è insegnante elementare. Dopo la guerra, nel 1945, a 21 anni,  si laurea in  Giurisprudenza con una tesi in Economia, e nel 1947 lavora alla Bombrini Parodi Delfino. Tra il 1949 e il 1955 si occupa della creazione dell'azienda di ricerca e produzione chimico-biologica Società Biomedica. Nel 1959 Baruchello lascia l'azienda per dedicarsi completamente all'arte.

La sua prima formazione avviene tra l’Italia e Parigi: conosce Sebastian Matta e tre anni dopo Alain Jouffroy. Nel 1962 conosce Marcel Duchamp e su Duchamp pubblica un libro, edito a New York nel 1985, dal titolo Why Duchamp.  A New York nel 1964 conosce  John Cage e si confronta con la pop art e il neodada americani. L'eredità europea, nella quale un posto importante lo ha anche la poesia,  si concretizza  nella creazione di oggetti vicini allo spirito del Nouveau Réalisme. In questi anni realizza grandi tele, le Altre tracce,  nelle quali  usa spessi e densi filamenti di colore nero.  È del 1962 la partecipazione alla mostra New Realists organizzata da Pierre Restany alla Sidney Janis Gallery di New York (alla quale espongono anche Enrico Baj, Tano Festa, Mimmo Rotella e Mario Schifano). Nello stesso anno è anche presente alla mostra curata da Alain Jouffroy e Robert Lebel, Collages et Objets, a Parigi, presso la Galerie du Cercle. Realizza oggetti in cui assembla libri o giornali che chiamaCimiteri di opinione. La  ricerca di Baruchello si configura tuttavia sin dall'inizio come essenzialmente autonoma. Al 1963 risale  una personale alla Galleria La Tartaruga di Roma, presentata da Jouffroy e da Maurizio Bonicatti. Dal 1962-1963  la  pittura costruisce spazi frammentari, su grandi superfici bianche,  nei quali   segni, parole, disegni, collage interagiscono moltiplicando sia gli orientamenti della visione sia i significati.  Sono di questi anni anche le opere su strati di plexiglass, esposti per la prima volta presso la Galleria Cordier & Ekstrom nel 1964. 

Al 1960 risale il suo primo film, Molla, del 1963 è  il film Il grado zero del paesaggio, mentre risale al 1964 il film Verifica incerta, un’operazione di found footage, realizzata in collaborazione con Alberto Grifi: una grande quantità di materiale di scarto cinematografico, consistente in pellicole di cinema per lo più  statunitense commerciale degli anni cinquanta, fu acquistata da Baruchello e da essa prese il via l’idea di realizzare un montaggio degli  spezzoni di pellicola incollati poi con lo scotch-tape. Il film fu presentato a New York al Guggenheim Museum, con presentazione di John Cage, e al Museum of Modern Art, nel 1966.

Pittura, cinema e produzione di libri sono solo alcuni dei linguaggi che Baruchello sperimenta; a partire dalla seconda metà degli anni sessanta pubblica un romanzo costruito da sole trascrizioni di sogni, Avventure nell’armadio di plexiglass (Feltrinelli, 1968) e  il libro-oggetto La quindicesima riga (Lerici, 1967).

Nel 1968 fonda una società fittizia dal nome Artifelx, che si proponeva di “mimare” in senso critico i modi dell’industria. Artiflex “mercificava tutto”, da oggetti paradossali, a capitali finanziari. Nel 1968 fu presentata una parte del progetto (la Finanziaria Artiflex,  che vendeva monete da lire 5 a 10 lire e da 10  lire a 5, e la Sala d’attesa Artiflex) presso la Galleria La Tartaruga, a Roma.

Agricola Cornelia S.p.a. viene fondata nel 1973; era un'azienda agricola, (ubicata nei terreni che circondavano la sua casa-studio, nei pressi di Roma, in campagna)  che per otto  anni sperimentò   le  relazioni  tra arte, agricoltura e estetica, indagando le connessioni tra il valore d’uso e il valore di scambio del prodotto agricolo e del prodotto artistico.  L’activity, che comprese  l’allevamento di pecore, bovini e suini, la coltivazione di prodotti agricoli, fu raccontata in un libro pubblicato negli Stati Uniti:How to imagine ( McPherson & Company, 1983). Lentamente l'azienda si espanse occupando e coltivando anche i terreni circostanti, sottraendoli  dunque  alla speculazione edilizia, con un atteggiamento tra lo happening artistico e l'intento politico.

Nel 1998 con Carla Subrizi, Baruchello decide di donare la sua casa-studio, opere e archivi a una Fondazione che porta il suo nome.  

Tra la fine del 2011 e l'inizio del 2012, a cura di Achille Bonito Oliva, la Galleria nazionale d'arte moderna di Roma presenta la mostra antologica Gianfranco Baruchello. Certe idee.

Il 13 giugno 2014  presso la Deichtorhallen Sammlung Falckenberg, ad Amburgo, si apre la retrospettiva Gianfranco Baruchello. Certain Ideas. Retrospektive, a cura di Dirk Luckow, in collaborazione con lo ZKM / Karlsruhe, dove la mostra si sposta nel novembre 2014 (1º novembre 2014 - 29 marzo 2015), a cura di Andreas Beitin e Peter Weibel. In occasione delle due mostre in Germania,  è pubblicato il catalogo Baruchello. Certain Ideas, a cura di Achille Bonito Oliva, Carla Subrizi, Dirk Luckow, Peter Weibel, Harald Falckenberg (Electa, 2014).
Gianfranco baruchello
Il suo lavoro è stato oggetto di numerose esposizioni in prestigiose sedi internazionali, tra cui   i musei MoMA (1965 e 1970) e Guggenheim di New York (1966, 1969 e 1970), il Palais des Beaux-Arts di Bruxelles (1967,  1974, 2013), il Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris  (1968, 1970, 1975 e 1976) e il Centre Pompidou (1989, 2000, 2001, 2006, 2009, 2010 e 2011), a Parigi, il MADRE di Napoli, il MACBA di Barcellona, la Serpentine Gallery di Londra (2011). Baruchello ha partecipato alla  documenta di Kassel (1977, 2012) e a numerose edizioni dell’Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia (1972, 1976, 1980, 1986, 1988, 1990, 1993,  2011, 2013).

Sue opere fanno parte di  collezioni  internazionali tra le quali quelle dei musei: Guggenheim e MoMA (New York),  Hirshhorn Museum and Sculpture Garden (Washington), Philadelphia Museum of Art,  Deichtorhallen (Amburgo), ZKM (Karlsruhe),  Macba (Barcellona), Galleria nazionale d’arte moderna (Roma),  Macro (Roma), MADRE (Napoli), Lenbachhaus, Monaco, MCA- Museum of Contemporary Art, Chicago, The Kreeger Museum, Washington D.C. , Museum of Contemporary Art, Skopje, Macedonia

Dal 2014 inizia la collaborazione con la Galleria Massimo De Carlo, che lo rappresenta in Italia e all'estero.
 
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