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Noi, i ragazzi dello zoo di Bowie e di King Kong

Martedì 12 gennaio 2015




Artista totale, spaziale, anche nel suo ultimo trasformismo... Il 12 gennaio King Kong presenta lo speciale con le testimonianze di musicisti e fan che hanno votato la loro "Bowie Song".

RIASCOLTA LA PUNTATA

Qui vorremmo condividere con voi l'ondata di emozione che ha travolto lo scimmione...

Nicolina Di Gesualdo
- Il primo album di Bowie che ho ascoltato in assoluto è stato "Let's Dance", avevo 7 anni. Ricordo di aver trovato il vinile nella libreria di casa, un po' impolverato, incastrato tra una ventina di dischi di Mina e vicino a Saturday Night Fever (the Original Movie Soundtrack) dei Bee Gees. Fui colpita dalla copertina, particolare nei colori, e da quell'uomo dal fisico asciutto e dallo sguardo così tenace. Decisi di ascoltarlo. L'emozione che provai alle prime note di "Modern Love" la ricordo ancora ora: adrenalina pura, restai a bocca aperta. Corsi da mia madre a chiedere "ma chi è questo David Bowie?" con la curiosità che solo i bambini possono avere. Da allora, non ho più smesso di ascoltarlo. "Moonage Daydream", "The Width of a circle" e "Heroes" sono i miei pezzi preferiti, in assoluto. L'album del cuore è "Hunky Dory", che negli anni ha surclassato "Let's Dance". Ma si sa, "il primo amore non si scorda mai", quindi oggi ho voluto riascoltare proprio il disco che me lo ha fatto conoscere, mentre le lacrime non cessavano di scorrere. Ogni cosa nella mia vita è musica e lo devo a lui. In cuor mio spero ancora che sia un gigantesco scherzo e che domani mattina dia l'annuncio di un tour mondiale. Chi lo sa, in fondo David Bowie è immortale.

Barbara Illi - Avevo 14 anni. Era il 1984 e stavo studiando nel mio salone con la TV accesa su Videomusic. Avevo la testa china sui libri quando partì il primo accordo di Life on Mars? Immediatamente ho alzato la testa e sullo schermo bianco sono comparsi prima i capelli rossi, poi quegli occhi azzurri che mi hanno folgorato insieme alla melodia e all'armonia dell'intera canzone. Piansi, tanto era bella. Acquistai i primi dischi e da allora l'ho sempre seguito. Ero una ragazzina dai capelli color topo e quello "spit in the eyes of fools" mi ha aiutato in moltissime circostanze. Provo tanto dolore ed un'enorme emozione. Era mio padre, mio fratello. Musicalmente era il mio mondo. E la Musica per me è morta con lui.

Giuseppina De Giovanni - A 13 anni grazie alla trasmissione "Per voi giovani" scoprii Ziggy Stardust, e fu amore a primo ascolto...da allora l'ho amato, studiato, cantato, sognato, seguito in tutte le camaleontiche trasformazioni, ho amato grazie a lui Mott the hoople, Lou Reed, Iggy Pop, dalle canzoni più popolari, agli esercizi di stile più raffinati, mi ha sempre ispirato bellezza, ricerca, innovazione, mi ha emozionato e stupito...I thought you died alone, a long long time ago....

Rossella Gaccetta - Ho conosciuto Bowie casualmente, grazie a X-Factor nel 2009, quando Marco Mengoni interpretò Ashes To Ashes. Avevo 15 anni e da quel giorno Bowie non mi ha più lasciato. Tra le tante Ziggy Stardust mi ha rapito il cuore.

Claudia - Vivevo in strada, ero capitata a Lucca per sbaglio la sera che lui venne a cantare dopo un lungo viaggio in autostop dall'Olanda. Giravo con un amico appena conosciuto e mi misi a fare la colletta con lui in centro città, io facevo la giocoliera e lui il tossico a torso nudo . Ci dissero che a breve la piazza sarebbe stata transennata per il concerto di David Bowie, noi restammo fuori e prima di sentire le prime due strofe di Jean Genie, due signori inglesi, un uomo e una donna vennero verso di noi e ci regalarono un biglietto. Ero felice, era un miracolo! Il biglietto lo intascò il mio "amico" e corse a venderlo per una dose di eroina, non lo rividi mai più.

Leonardo Sanfilippo - Il mio ricordo. Di Bowie è la notte tardi da ragazzo, dopo le serate in giro con gli amici alla ricerca di chissà cosa. Mi mettevo le cuffie hunky dory, mi infilavo sotto le coperte, e lì finalmente, vedevo il posto dove avrei voluto essere Bowie. Non era un artista comune lui, era uno stato d’animo...

Antonella Rossetti -1987 liceo Mamiani durante la ricreazione una mia amica si avvicina dicendomi di avere 2 biglietti per la conferenza stampa del glass spider tour, al Piper.. Presto detto ci firmammo una giustificazione per uscire, prendemmo il tram e ci fiondammo al Piper....che emozione , ci siamo fatte coraggio abbiamo alzato la mano e chiesto" è vero che il prossimo tour sarà molto teatrale?" Una cosa del genere... Il giorno dopo leggemmo la nostra domanda su "La Repubblica" indimenticabile.

Alessandra Boccali - Io avevo 15 anni quando nel 1969 ho ascoltato Space Oddity....da allora ho seguito sempre David. ..aspettavo con ansia l'uscita dei suoi dischi... è stato meraviglioso... perché facendo parte della generazione anni 70..ho vissuto questo mito in tempo reale!!!!

Claudio Ferilli - Sarà stato il 1981. Ascoltavo più che altro Clash, Police e Bob Marley, finché non ho visto in TV "Christiane F. e i ragazzi dello zoo di Berlino": folgorato, dalla colonna sonora, più che dal film. E allora via, a comprare il primo LP suo che ho trovato: sapevo che era già uscito Scary Monsters, ma nel negozietto di provincia dove compravo i dischi non c'era più, di ciascun titolo ne tenevano sempre non più di 4-5 copie. E pure Heroes era finito. Allora mi sono "accontentato" di Lodger. Ed è così che è cominciato tutto. Poi Heroes l'ho trovato, qualche tempo dopo, a casa di un amico con il fratello maggiore simpatizzante di destra, che l'aveva comprato perché si vedeva già dalla copertina che "non era la solita roba da comunisti" (sic). Mi ricordo che ero lì per una festa, e mi ero piazzato proprio accanto al giradischi: il disco arrivava alla fine e io lo rimettevo da capo. Un paio d'anni dopo ero a chiedermi come fosse finito insieme a quello degli Chic, mentre ballavo "Let's Dance", ad un 'altra festa, quella del mio compleanno. Ne sapevo ancora troppo poco e non potevo mica controllare la discografia su Wikipedia. Così poco alla volta ho "scoperto" tutti i suoi dischi più vecchi, Ziggy in primis. Ah, poi il mio viaggio premio per la laurea: è stato a Berlino nel '92. Dopo aver visto la Zoo Station degli U2 (chiaro omaggio alla trilogia del nostro), mi ricordo che sono andato a cercare gli Hansa Studios, dalle parti di ciò che restava del Muro, cioé solo la musica, quella di Heroes: ma in testa, così, senza nemmeno bisogno di walkman. E senza neppure uno smartphone per farmici un selfie, che dovevano ancora inventarli. Però me lo ricordo lo stesso. Ciao, David.

Daniele Shantaram Ferrini - La mia lettera a David....non pensavo la notizia mi avrebbe segnato così. "HALLO SPACEBOY, yes I am talking to you, THE MAN WHO SOLD THE WORLD pieces of imagination. Some of them were SCARY MONSTERS, coming from a secret world called LITTLE WONDER where EVERYONE SAYS “HI”, ALL THE MADMEN are ALWAYS CRASHING IN THE SAME CAR and DIAMOND DOGS pet a little CHINA GIRL. Somehow you turned ABSOLUTE BEGINNERS into HEROES. Now is time to GET REAL, OUTSIDE it might all look the same, but inside everything CHANGES. THE NEXT DAY after your departure all we can do is wear a BLACK TIE, WHITE NOISE is all around. And as somebody will give ASHES TO ASHES, someone else will SCREAM LIKE A BABY:”LET’S DANCE”. I wish it could all be joke, that you will rise up like LAZARUS. But in the end I know that ZIGGY STARDUST came back to pick you up and show you if there is really LIFE ON MARS. "

Maurizio Mercogliano - Non si può avere un ricordo di Bowie senza che sia inflazionato dalla sua immagine di artista, non avendo avuto l'onore di conoscerlo di persona. Di lui adoro la trasgressione, il modo in cui stuprava la moralità delle persone, i suoi personaggi mai banali e il suo fascino anticonformista ed intelligente. È stato un educatore per me, da quando a 10 anni ascoltavo i suoi dischi e sognavo di essere il maggiore Tom.

Andrea Angelini - Ho iniziato ad ascoltarlo ad 8 anni con il 45 giri di Starman sul mangiadischi, folgorazione totale. L'anno dopo Rebel Rebel era diventato un tormentone assoluto per me, ore a fissare la copertina e ad ascoltarlo, estasiato dalle note di chitarra elettrica.. Poi da adolescente in fissa totale con lui e altri mostri sacri nei tardi'70s. Quando ho iniziato a suonare e cantare, album come Hunky Dory, Ziggy e The Man Who sold the World mi hanno insegnato tutto. La prima volta che ho suonato live con una band Rebel Rebel ho chiuso gli occhi e mi sono ritrovato a 9 anni col mangiadischi e il 45 giri in mano. Unico e irripetibile, anche in album che non ho apprezzato era ammirevole il coraggio e la perenne voglia di cambiare ed evolversi.

Francesca Romana Fantozzi - ero adolescente e vidi, forse fu troppo presto, cristiana f noi i ragazzi dello zoo di berlino. Rimasi scioccata da quel film. Io, 14enne, non immaginavo che il mondo e la vita potessero essere così crudi, ma in quel film c'era lui in concerto. Quella fu la mia illuminazione, è il primo vero e fulgido ricordo che ho di David Bowie e dopo quel film ho imparato a conoscerlo e amarlo. Ho scoperto Space Oddity, pubblicata ancor prima della mia nascita, la mia preferita, la canzone più struggente e ineluttabile e psichedelica e senza speranza mai stata scritta. Ma come dimenticare heros, life on mars, absolute beginners, ashes to ashes...l'elenco potrebbe continuare all'infinito. Il Duca è stato grande and the stars look very different tonight....

Gianni Pauri - Ero un bambino quando nel 1976 scoprivo David Bowie. All'inizio mi incuriosiva la sua stranezza ambigua e esplosiva, poi con il passare dei tempi l'ho incominciato ad apprezzare per il suo modo di interpretare musica, sempre ostinatamente travolgente e originale. L'ho seguito nei concerti Glass Spider Tour, Sound and Vision, Pistoia Blues. Ero contentissimo nel sapere di un suo nuovo lavoro da studiare e farmi entrare in testa. Oggi sono rattristato dispiaciuto e rammaricato per una perdita che ancora tanto poteva dare...Un saluto a David Bowie il più grande modesto artista....

Claudio Bignami - Io l'ho conosciuto come Jareth, il re dei Goblin. Era il lontano 1986 ed avevo solo dodici anni. Quel mondo magico e fantastico in cui regnava sovrano. Ero rimasto stregato da Lui. Perché era anche questo. Un artista eclettico e camaleontico. Riusciva a stupire ed affascinare. Altra parentesi con "Miriam si sveglia a mezzanotte". E li ho pensato che fosse immortale. Poi è arrivata la sua musica. Il suo universo. Ed è anche un po' colpa sua se ho cominciato a disegnare....

Federico Salpietra - Avevo 16 anni. Era il 9 giugno 1987. Se non sbaglio, quello allo stadio di Firenze era il suo primo concerto in assoluto in Italia. Mi ricordo che c'era un enorme ragno dal quale Bowie fu calato sul palco all'inizio dello show. Non riuscivo a staccargli gli occhi di dosso, nessuno poteva. Bowie riusciva da solo a riempire il palco, aveva un magnetismo che non ho più ritrovato in nessun altro. Del concerto in sé non ricordo tutti i dettagli: onestamente quello non era il suo periodo migliore, ma allora non me ne importava e in fin dei conti non me ne importa neanche adesso: quello che mi importa è che io c'ero.

SEGUE a pag 2...

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