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Olha Vozna - Ucraina

Il programma è stato realizzato in collaborazione con il Ministero dell'Interno - Dipartimento per le Libertà Civili e l'Immigrazione

e con il cofinanziamento del Fondo Asilo Migrazione e Integrazione 2014-2020



Paesi

Cina

La Cina occupa gran parte della zona continentale dell’Asia Orientale, ed è il Paese più esteso di quest’area, con 9 milioni e mezzo di km quadrati.

Può essere distinto in due grandi aree: a nord e a nord ovest predominano gli elevati massicci montuosi, che racchiudono al loro interne vaste zone aride e desertiche; a sud e a sud-est si allargano invece sconfinate pianure solcate da grandi fiumi. All’estremo nord, un sistema di rilievi poco elevati e coperti da foreste forma un’ampia cintura disposta a ferro di cavallo, alla cui base si apre la fertile pianura della Manciuria. A sud di questa si estende una vasta area, il Bassopiano Cinese, attraversata dal Hwang ho, o Fiume Giallo, e dai suoi affluenti. Questo lungo fiume che nel suo alto e medio corso attraversa la regione del loess (una zona coperta da strati di terra argillosa dal colore giallastro che conferisce al fiume il suo tipico colore) rende, col suo limo, fertilissima la pianura costiera. A sud del Bassopiano si estende un’altra pianura alluvionale attraversata dallo Yangtze-Kiang, o Fiume Azzurro. L’Himalaya, il Karakoram, il Pamir e il Tian Shan sono le catene montuose che separano la Cina meridionale dall’Asia centrale.

La distribuzione della popolazione cinese è strettamente legata alle condizioni climatiche e ambientali, infatti, è concentrata prevalentemente nelle province orientali e nelle grandi pianure, lungo i fiumi e nelle zone costiere. Ad ovest dove si trovano le aree più aspre e aride vi è una densità bassissima. Shanghai, Pechino, Hong Kong sono le megalopoli più popolose.

Ai portoghesi, che furono i primi a insediarsi lungo le coste cinesi a Canton e a Macao (XVI secolo), seguirono le altre potenze coloniali. Approfittando della progressiva decadenza dell’impero cinese, le potenze occidentali, durante il XIX secolo, riuscirono a strappare privilegi e concessioni sino a spartirsi la Cina secondo zone di influenza per il controllo politico e lo sfruttamento economico. Agli inizi del 1900, soprattutto dopo la Rivoluzione Russa, in Cina si rafforzò tra le masse operaie e contadine un forte sentimento nazionalistico, che si organizzò nel Partito Comunista Cinese.

Successivamente, mentre il governo cinese otteneva le revoche di tutte le concessioni illegali ottenute in passato degli Europei, i contrasti tra le masse marxiste, la borghesia urbana e i proprietari terrieri portarono il Paese alla guerra civile. Per l’enorme divario delle forze in campo si ebbe la sconfitta dell’esercito governativo, che si rifugiò sull’isola di Taiwan. La fazione guidata da Mao-Tse Thung prese il potere e proclamò la Repubblica Popolare Cinese (1949). Da quel momento l’ideologia politica pervase tutte le iniziative del nuovo Stato: si provvide alla riforma agraria che, assegnando ai contadini la proprietà dei terreni coltivati, modificava la struttura produttiva del Paese; il Tibet venne occupato; si inasprì il contrasto con gli altri Paesi confinanti. A partire dagli Anni 80 venne intrapresa un vasta opera di trasformazione economica interna, sostenuta da Deng Xiaoping, tesa a favorire un’elevata industrializzazione ed una maggiore apertura al commercio con i Paesi occidentali.

A partire dagli Anni 90 lo sviluppo economico della Cina ha avuto una rapida accelerazione, con tassi di sviluppo che, nell’ultimo decennio, si sono attestati anche al 10% annuo. Dopo aver invaso i mercati americani ed europei con prodotti a basso costo, oggi l’industria cinese è in grado di produrre beni tecnologicamente avanzati in enorme quantità a costi molto concorrenziali. Oggi fa parte dei BRICS, acronimo che comprende quei Paesi accomunati da una economia in via di sviluppo, vastità del territorio, densità abitativa e caratterizzati da una forte crescita del prodotto interno lordo.

Occupa il primo posto nel mondo per l’esportazione di prodotti tessili e di abbigliamento, di scarpe, di giocattoli, di strumenti elettronici e di precisione. È il primo produttore mondiale di carbone, di acciaio, di ghisa, di tungsteno; secondo per la produzione di energia idroelettrica e argento. In continua crescita la produzione di ferro, stagno, piombo, zinco, alluminio, fosfati, oro, zolfo, uranio, manganese. Nell’industria metal meccanica primeggia il settore delle macchine utensili, ma è importante anche quello delle autovetture e dei veicoli commerciali; resiste la tradizionale produzione di biciclette. Da non trascurare i prodotti artigianali di alto pregio: porcellane, vetri, seta.

Ma la Cina vanta diversi primati anche in campo agricolo: nella produzione di frumento, riso, patate, arachidi, agrumi, tè, tabacco, cotone, lino. È seconda solo agli Stati Uniti per la produzione di birra.

L’allevamento di suini, ovini, caprini, equini e volatili da cortile vanta un largo primato, mentre per i bovini è al terzo posto mondiale. Primo posto si aggiudica anche per i prodotti ittici: pesci d’acqua dolce, crostacei e molluschi.

Il settore terziario fornisce da solo circa la metà del PIL e si è sviluppato negli ultimi venti anni, con il moltiplicarsi di iniziative private in campo commerciale, bancario e finanziario.

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