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SunHee You - Programma di sala

SunHee You

Nata a Seoul, capitale della Corea del Sud, SunHee You ha studiato alla Yewon School, la più importante istituzione di formazione musicale della sua città, e si è poi trasferita giovanissima in Italia, dove ha conseguito il diploma presso il Conservatorio Santa Cecilia di Roma. Al suo debutto da enfante prodige  con l’Orchestra Yangeum di Seoul, come solista nel Concerto n. 2 di Beethoven, Sun Hee You ha fatto seguire un percorso di studio e di maturazione sia espressivo sia tecnico avvalendosi di numerosi apporti e insegnamenti. Si è perfezionata all’Accademia musicale di Firenze con Lazar e Valentina Berman, per la musica da camera ha seguito i corsi di specializzazione tenuti da Rocco Filippini all’Accademia di Santa Cecilia. Ha quindi avuto l'opportunità di lavorare con artisti del calibro di Bruno Canino, Oxana Yablonskaya, Paul Badura-Skoda e Boris Petrushansky.

Il suo repertorio spazia dal Barocco al contemporaneo, con un particolare interesse per la ricerca di territori inesplorati e per la valorizzazione di autori italiani che gli italiani stessi tendono a trascurare: in questo senso va considerato un CD che SunHee You ha dedicato ad Alfredo Casella, con l'incisione di brani come A Notte Alta, Scarlattiana e la Partita per pianoforte e orchestra. Di recente ha pubblicato un album dedicato al compositore ucraino Nikolai Kapustin.

Tra le orchestre con le quali SunHee You ha suonato si possono qui ricordare l’Orchestra Sinfonica di Roma, l’Orchestra Sinfonica Abruzzese, la Kaunas Symphony Orchestra e l’Orchestra Stara Zagora, con direttori come Julian Kovatchev, Pavel Berman, Yun Ho Chu, Rui Massena, Francesco Ivan Ciampa e Francesco La Vecchia. Fra i numerosi premi che ha ottenuto in concorso vi sono, infine, due importanti manifestazioni che hanno sede in Italia: il Concorso Vanna Spadafora di Roma e il Concorso Città di Avezzano, dove SunHee You si è aggiudicata anche il premio speciale del pubblico.

 

A unire autori tanto lontani e diversi come Mozart, Rachmaninov, Chasins e Kapustin è il filo poetico del rapporto fra virtuosismo ed espressione. Il Mozart della Sonata K. 576, che appartiene al suo ultimo periodo creativo, cerca infatti di trasformare il contrappunto in una forma di rappresentazione emotiva quasi teatrale, come sarebbe accaduto compiutamente di lì a poco nell'opera Il Flauto Magico (1791). I Preludi op. 23 e op. 32 di Rachmaninov attingono liberamente allo stile del tardoromanticismo e dell'impressionismo per fare della tecnica pianistica un modo di annotare, come su un taccuino da analista, i movimenti profondi della vita psichica. Più leggera, ma pur sempre volta a cogliere espressivamente il carattere dei personaggi e delle situazioni teatrali, è la fantasia pianistica che l'americano Abram Chasins dedicò a Švanda dudák del compositore cèco Jaromir Weinberger (nella versione americana Schwanda the Bagpiper), una delle opere di maggior successo mondiale fra le due guerre. Meno ortodossa, infine, è l'ispirazione dell'ucraino Nikolaj Kapustin, il quale mescola armonie e ritmi del jazz a una scrittura persino barocca nel tentativo di trovare, attraverso un virtuosismo giocoso, nuove dimensioni espressive per il linguaggio della musica classica.

 

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