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Gezipark un anno dopo: la Turchia in rivolta

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di Lea Nocera

Un anno fa, poco prima dell’estate del 2013 a Istanbul scoppiano delle proteste che presto si estendono a tutto il paese. La scintilla delle mobilitazioni è un progetto di trasformazione urbana che prevedeva l'abbattimento di un parco pubblico, il Gezipark, per la costruzione di un centro commerciale e di una moschea ma presto le proteste diventano una mobilitazione molto ampia e trasversale di critica al governo, alle sue politiche neoliberiste, all'autoritarismo del premier, Recep Tayyip Erdogan.
Considerate oramai un momento determinante per gli sviluppi politici e sociali della Turchia contemporanea le proteste di Gezi hanno prodotto un cambiamento decisivo nella partecipazione politica e nell'attenzione per tematiche quali i diritti delle minoranze, la libertà di espressione, il pluralismo, da sempre nodi critici per i governi che si sono susseguiti.
Dopo lo sgombero del parco le mobilitazioni hanno cambiato forma e nel corso di un anno sono stati ancora numerosi i momenti di protesta e di opposizione al governo. Gezi ha avviato un processo intenso di politicizzazione della società e allo stesso tempo ha aperto uno spazio di discussione, ripensamento e creazione di pratiche politiche e sociali che aspirano a superare le divisioni e le rigidità della società turca.
Le proteste di Gezi hanno suscitato anche un grande interesse fuori dalla Turchia: in parte grazie a una vicinanza di pratiche e di linguaggi che hanno reso queste mobilitazioni più vicine ad altri movimenti di protesta del mondo occidentale (occupywallstreet, indignados) ma anche perché,  negli ultimi dieci anni. le trasformazioni che hanno investito la Turchia hanno provocato anche un cambiamento del nostro immaginario sul paese, che ora appare più vicino, accessibile e codificabile. Così anche in Italia le proteste di Gezipark hanno portato alla pubblicazione di vari volumi, alla produzione di film, videomontaggi e numerose sono state le iniziative a supporto (concerti, collegamenti, reportage fotografici e giornalistici).

L’audiodocumentario Gezipark un anno dopo: la Turchia in rivolta racconta le proteste, ciò che hanno significato per il paese, i cambiamenti che hanno provocato. Parlare degli eventi che hanno sconvolto e scosso il paese un anno fa, con lo sguardo di oggi, è anche un modo di raccontare la Turchia di oggi, un paese alla vigilia delle elezioni presidenziali e di fatto di fronte a una nuova svolta politica.

Gezipark un anno dopo: la Turchia in rivolta si basa su interviste a persone esperte in lingua italiana (Fabio Salomoni, ricercatore alla Koç University, Istanbul e Fazila Mat, giornalista turca corrispondente per Osservatorio Balcani Caucaso) e rappresentanti ed esponenti della società civile turca che in diverso modo hanno partecipato e contribuito alle proteste (Bülent Müftüoglu, Taksim Dayanismasi; Ömer Madra, Açik Radyo; Necati Sönmez, Documentarist); suoni e voci presi in diretta a Istanbul durante le proteste e in occasione dell’anniversario; musiche prodotte da diversi gruppi e dedicate agli eventi e infine da brevi estratti di articoli e scritti.
L'autrice, Lea Nocera, insegna Lingua e letteratura turca all’Università L’Orientale di Napoli, ed è coautrice di #Gezipark. Coordinate di una rivolta, Alegre 2013. Socia fondatrice di Audiodoc.

twitter: @lea_nocera

Credits

a cura di Elisabetta Parisi con Daria Corrias e Lorenzo Pavolini

Il programma

Uno spazio nella sera di Radio3 dedicato all’audio documentario.

Percorsi sonori che raccontano la realtà di oggi e di ieri con il linguaggio della testimonianza diretta.

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