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Voci dalle città di sbarre

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Flashback di un corso di scrittura in carcere

di Angelo Ferrarini e Marco Fantacuzzi

Nel 2009 Angelo Ferrarini entra per la prima volta nel carcere Due Palazzi di Padova, come volontario, per condurre un corso di scrittura creativa con i detenuti, due ore la settimana. L’idea che lo muove è quella di proporre, anche in un contesto chiuso e marginale come il carcere, tecniche e suggerimenti per far emergere, nella disciplina del testo, racconti di vita. Frequenza, partecipazione e scrittura dei detenuti attraversano momenti di diversa intensità, ma rimane costante il desiderio di raccontare ed ascoltare storie. Il corso diventa un laboratorio in forma di “Gruppo”, non solo di scrittura, ma anche “di lettura e di ascolto”.

Nella primavera del 2013 avviene un miracolo inatteso: la classe esprime una serie di racconti freschi, nuovi: cronache di un rapinatore (Lorenzo), visioni da un permesso di uscita (Wieser), ricordi di un giovane beone (Alain), storia di un "venditore" di auto (Angelo). Pochi mesi dopo, durante Kinocchio, un laboratorio di cinema ideato da Marco Fantacuzzi, sotto la supervisione dei docenti Pietro Marcello, Wu Ming 2 e Giorgio Diritti, da questi racconti nasce "Fuori", documentario sonoro con le vive voci dei partecipanti del Gruppo di scrittura di Angelo, che raccontano la loro prima esperienza fuori dal carcere dopo molti anni di detenzione.  

Il lavoro di raccolta delle voci e dei suoni prosegue durante tutto il 2014: in 12 mesi Angelo registra oltre 20 ore di interviste, letture, ricordi, racconti, grazie a un piccolo registratore audio portatile - l'unico consentito dal regolamento del carcere - quello della redazione della rivista “Ristretti Orizzonti”. L'idea è di trasformare la raccolta dei testi, scritti finora su carta, in una serie di vive e crude testimonianze orali.  

“Voci della città di sbarre” è la sintesi in cinque puntate di questo racconto collettivo, in cui sono stati affrontati i temi più importanti e necessari per una riflessione civile sul carcere oggi in Italia: la notte, il suicidio, l'attesa ma anche le gioie, gli affetti, l'uscita. Essendo il prodotto di un gruppo di scrittori, non è possibile tracciare il confine tra racconti veri e di finzione. L'obiettivo è quello di far immedesimare l'ascoltatore, e far sentire l'umanità delle testimonianze. Come cornice o controcanto, la voce del "maestro di scrittura", che ascolta e interviene alternandosi ai detenuti.

Regia: Angelo Ferrarini e Marco Fantacuzzi 
Registrazione voci dei detenuti: Angelo Ferrarini 
Montaggio: Marco Fantacuzzi

Voci di: Alain, Andrea, Angelo, Bardhyl, Biagio, Bruno, Dritanet, Erjon, Giuliano, Kleant, Lorenzo, Luca, Mario, Marsel, Mohamed, Paolo, Roverto, Sandro, Slavisa, Ulderico, Victor, Wieser

Produzione: Cinema Key, in collaborazione con il progetto Kinocchio - Il cinema in movimento (www.kinocchio.com), l’Associazione Artisti A Progetto e con il sostegno della redazione di «Ristretti Orizzonti»

 

Ringraziamenti: Direttore, Educatori e Assistenti del Carcere Due Palazzi di Padova, Ornella Favero, Silvia Giralucci, Donatella Erlati, Maria Elena Frusciante, Riccardo Broch

 

Foto: “Architextile” di Michela Battistella, per gentile concessione dell’autore

 

Credits

a cura di Fabiana Carobolante, Elisabetta Parisi, Daria Corrias e Lorenzo Pavolini

Il programma

Uno spazio nella sera di Radio3 dedicato all’audio documentario.

Percorsi sonori che raccontano la realtà di oggi e di ieri con il linguaggio della testimonianza diretta.

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