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Il Cairo, dalle strade della rivoluzione

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di Giuseppe Acconcia

Che la rivoluzione sia causata da disuguaglianze sociali, impennate e abbassamenti improvvisi dei prezzi o da un’ideologia politica è difficile da stabilire. Ancora più complesso è definire un movimento sociale, ancora in corso, come le rivolte egiziane scoppiate il 25 gennaio 2011. Di sicuro, per la prima volta la strada ha unito e definito le richieste di cambiamento di giovani, lavoratori, migranti e donne. Con azioni improvvise, senza una guida, ma con il vigore di chi fa della lotta quotidiana una ragione di sopravvivenza, chi vive ai margini ha messo a nudo l’ambiguità del potere, la brutalità di decenni di liberalizzazioni e misure di emergenza. Se l’esercito ferma le richieste della piazza per difendere i suoi interessi corporativi, affretta le procedure elettorali per integrare nel sistema i nuovi antagonisti politici e costruisce mura di cemento per disattivare il potenziale rivoluzionario dell’occupazione permanente dei luoghi pubblici, proprio dalle strade rinasce la necessità di una trasformazione radicale, che ripaghi i diseredati dell’assenza di diritto al lavoro, giustizia sociale e libertà di espressione.  

Il racconto di questo documentario radiofonico parte con il mio arrivo al Cairo. Si sentono i suoni dei vicoli di una città caotica, ma ricca di luoghi di pace. Tra mercati, vie, caffè turco e piatti di fave viene descritta la quotidianità di un paese in procinto di affrontare giorni straordinari. La rivoluzione si fa tra le strade non asfaltate dei quartieri popolari di Sayeda Zeinab e Abdeen, a un passo da piazza Tahrir. Le manifestazioni del 25 gennaio 2011 fino alla battaglia dei cammelli e alle dimissioni di Mubarak vengono raccontate da attivisti, blogger e gente comune. La speranza del cambiamento passa attraverso le elezioni parlamentari e politiche. Ma la giunta militare riesce a disattivare i movimenti giovanili e di sinistra, scegliendo i Fratelli musulmani per il governo del paese. A questo punto, tornano protagoniste le vie della città con festività sufi e celebrazioni rituali. I mawlid ritrovano il loro antico fascino nonostante le censure subite durante il deposto regime. Infine, il video di un film blasfemo riporta la tensione nelle strade del Cairo. Ma la resistenza creativa continua nelle immagini degli artisti egiziani che trasformano costantemente le strade e lo spazio della cultura nel luogo dell’antagonismo politico.   

Si ringraziano Abdallah Abozekry, Ahmed el-Sandabasi, Infinito edizioni, Massimo Croce, Mustafa Essam e Samuli Schielke.

Foto di Nabil Farag.


Credits

a cura di Fabiana Carobolante con Daria Corrias e Lorenzo Pavolini

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