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Riparte da Rimini la guerra ai siti meteo

Gli albergatori e la Regione: azione legale per le previsioni errate

Una lunga serie di previsioni meteo foschissime, accompagnate da icone minacciose con tanto di lampi e nuvoloni tempestosi, si sono poi risolte in pioggerelline di pochi minuti, se non in giornate radiose.  Finché gli albergatori della riviera romagnola, all’ennesimo weekend di strafalcioni meteorologici su internet, si sono organizzati e ora promettono azioni legali contro i pronostici errati a lungo termine. «Azioni legali vere», garantisce Patrizia Rinaldis, presidente dell’Assoalbergatori di Rimini, dopo che anche regione Veneto e Federalberghi ligure si erano scagliati contro i «meteoterroristi»: «Abbiamo calcolato che ogni struttura perde fra i 5 e i 6mila euro per ogni fine settimana per cui sia stato previsto maltempo, senza che le piogge annunciate arrivassero sul serio, a causa delle disdette di chi aveva già prenotato». Gli operatori turistici della costa, circa 3.300 hotel cui si sono aggiunti bagnini e gestori di locali, ce l’hanno coi siti commerciali le cui previsioni sono messe online con grande anticipo, quando è risaputo che solo due-tre giorni prima gli annunci hanno qualche efficacia: «Il problema sono le previsioni a lungo termine – aggiunge la Rinaldis -, anche perché l’Italia è una delle situazioni più complesse al mondo sotto questo punto di vista.  L’anno scorso avevamo scritto una lettera di protesta ai siti meteo commerciali, ce ne sono oltre 300 ma i più seguiti sono tre, e loro ci hanno risposto che dalle nostre parti è difficile azzeccare le previsioni. Ma allora non fatele!». 
E così, dopo che nell’estate 2013 a Rimini avevano piazzato persino delle webcam per documentare il reale stato delle cose, ora gli operatori si affidano agli avvocati, spalleggiati dalla regione Emilia Romagna che garantisce «sostegno morale» all’iniziativa, per usare l’espressione dell’assessore al turismo, Maurizio Melucci. Filippo Andreini, legale riminese consulente di Assoalbergatori, spiega: «Considerate le lungaggini della giustizia civile, prima di arrivare a una class action o a un’altra forma di rivalsa per danno ingiusto, abbiamo pensato di ricorrere alla media conciliazione, istituita nel 2010. Consiste nell’individuazione di un mediatore autorevole davanti al quale le parti, cioè gli albergatori da un lato e i gestori dei siti dall’altro, cercano un accordo: in questa sede si può arrivare a una quantificazione del danno, calcolato in base alle perdite subite dalle strutture per le disdette delle prenotazioni e al seguito che hanno i siti internet fra il pubblico». Non si tratta di un semplice accordo fra privati, ma di un lodo che «costituisce titolo esecutivo», dunque diventa immediatamente esigibile. Tradotto: i siti dovrebbero pagare subito. Se poi rifiutano ogni forma di negoziazione, si andrà per via ordinaria: «Inizierà la causa civile o la class action, questo dovrà essere verificato». 

sito della Stampa

Credits

A cura di Paola De Monte
In redazione:
Maria Chiara Beraneck, Angelica De Rossi, Marco Pompi, Gianfranco Rossi

Massimiliano Panarari
a Prima Pagina


Massimiliano Panarari, nato a Reggio Emilia il 14/12/1971, è docente di Analisi del linguaggio politico e di Comunicazione politica presso la facoltà di Scienze della comunicazione e dell’Economia dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Collabora con diversi quotidiani tra cui “La Stampa”, “Il Piccolo”, “Europa”.  Ha scritto per “Il Secolo XIX”, “la Repubblica” e le testate periodiche del Gruppo L’Espresso. Ha partecipato ad alcune puntate dei programmi televisivi “L’aria che tira” e “Omnibus” de La7, e allo spazio di approfondimento del mattino di SkyTg24. Ha condotto, nel 2011 e nel 2012, i talk show “Il bene comune” e “Il bene comune dossier” (di attualità politica, economica e sociale) sul canale digitale Studio 1.  

È autore del libro L’egemonia sottoculturale. L’Italia da Gramsci al gossip (Einaudi, 2010) e coautore del libro Elogio delle minoranze. Le occasioni mancate dell’Italia (con F. Motta; Marsilio, 2012).

È co-curatore del libro Alfabeto Grillo. Dizionario critico ragionato del Movimento 5 Stelle (con M. Laudonio; Mimesis, 2014)

 

 

 

Rassegna del 23 luglio

“Il labirinto delle garanzie” – Michele Ainis – Corriere della Sera

“Agricoltura e pregiudizio” – Gilberto Corbellini – L’Unità

“La Ue, la crescita e il fattore fiducia” – Paolo Borioni- Unità

“Su quei barconi eclissi di umanità” – Luciano Moia – Avvenire

“Boldrini: stragi evitate se si cambiano le strategie politiche” – Giovanni Grasso – Avvenire

“L’agenda del Colle” – Claudio Tito – La Repubblica

“Quei privilegi da tagliare” – Tito Boeri – La Repubblica

“2030 la sconfitta dell’Aids” – Natalia Aspesi – La Repubblica

“La palude umana” – Gilles Kepel – La Repubblica

“Villeggiatura addio così si sono ristrette le vacanze” – Cristina Salvagni – La Repubblica

“Legislatura al giro di boa e nuovi ruoli per i leader” – Alessandro campi – Il Messaggero

“La trappola tedesca che frena l’Europa” – Carlo Bastasin – Il Sole 24 Ore

“Non c’è Europa senza una politica estera” – Adriana Cerretelli – Il Sole 24 Ore

“Un tesoro vero da non sprecare” – Oscar Giannino – Il Mattino

“Medici senza assicurazione” – Benedetta Pacelli – Italia Oggi

“Se scricchiola la ricetta tedesca” – Stefano Lepri – La Stampa

“Torino come Parigi, la spiaggia in città” – Stefano Lepri – La Stampa

Confessioni di un trafficante di uomini - Di Nicola e Musumeci




“Mosè è stato il primo scafista della storia.” 
Aleksandr, trafficante siberiano

“Dietro alle decine di migliaia di migranti che ogni anno arrivano in Europa c’è un’industria fatta di grandi professionisti del crimine, gente in doppiopetto, uomini d’affari il cui fatturato mondiale è secondo solo a quello della droga.” 
Andrea Di Nicola, Giampaolo Musumeci


Per la prima volta parlano gli uomini che controllano il traffico dei migranti. Un sistema criminale che gli autori di questo libro hanno potuto raccontare dopo aver percorso le principali vie dell’immigrazione clandestina, dall’Europa dell’Est fino ai paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Ecco cosa si muove dietro la massa di disperati che riempiono le pagine dei giornali. Una montagna di soldi, un network flessibile e refrattario alle più sofisticate investigazioni. La testimonianza dei protagonisti conduce dentro un mondo parallelo che nessuno conosce. Ora finalmente possiamo vedere in presa diretta la più spietata agenzia di viaggi del pianeta.

sito di Chiarelettere


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