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“Mai un leader così avanti. La giustizia non è vendetta”
 

intervista con Luigi Manconi di Mara Elena Vincenzi 
 

“Un discorso di grandissima qualità giuridica ed etica che, tra l’altro, critica a fondo il populismo penale. Ovvero l’idea della sanzione come vendetta che utilizza la pena per affrontare le contraddizioni della vita sociale”.  Luigi Manconi, presidente della Commissione Diritti Umani, è ammirato dall’intervento del Papa.

 

Senatore, partiamo dal no all’ergastolo

 

“Il Pontefice ricorre ad una formula simile a quella che il pensiero giuridico più critico ha utilizzato per contestare il giustizialismo. Il discorso non è solo contro la pena di morte, ma anche contro l’ergastolo,l a tortura e tutti i trattamenti inumani e degradanti. Francesco utilizza la lingua delle convenzioni internazionali e ricorda come il codice del Vaticano abbia abolito a che l’ergastolo, definito “una pena di morte nascosta”.

 

E le critiche contro il regime carcerario?

 

“La straordinaria modernità del ragionamento emerge proprio nell’analisi di tutti gli istituti che noi siamo abituati, pigramente, a vedere solo nel carcere. Il Papa indica gli istituti per minori, gli ospedali psichiatrici giudiziari e quei “campi” che, nelle legislazioni europee e per la mi esperienza, non possono essere altro che i CIE per migranti. Questo è importante perché il moderno sistema del sorvegliare e punire, passa attraverso molti luoghi di imprigionamento”.

 

Altre cose che l’hanno colpita?

 

“Due formidabili richiami: quello alla dignità della persona, criterio da affermare prima e a prescindere dalla condanna. E quello della “cautela nella pena”, che, nel linguaggio giuridico laico, corrisponde alla necessità di evitare ogni pena che possa comportare sofferenza maggiore di quella che la pena stessa intende riparare”.

 

Che conseguenze avrà questo discorso?

 

“Nessun leader europeo ha mai detto cose simili. Il messaggio alle Camere del Presidente Napolitano andava nella medesima direzione e rimase inascoltato. Mi auguro con tutto il cuore che non accada lo stesso per questo messaggio di così radicale forza morale”.

 

su La Repubblica, il discorso di Francesco

 

Credits

A cura di Paola De Monte
In redazione:
Maria Chiara Beraneck, Natascia Cerqueti, Marco Pompi, Gianfranco Rossi

Alessandro Giuli
a Prima Pagina



Alessandro Giuli, studi filosofici, giornalista professionista dal 2004. Ha cominciato alla redazione del Foglio rosa del lunedì con Giorgio Dell’Arti. Poi è entrato al Foglio quotidiano come redattore di politica interna, oggi è vicedirettore del quotidiano di Giuliano Ferrara. Nel 2007 ha pubblicato un pamphlet sulla destra postfascista di Gianfranco Fini: “Il passo delle oche”, edito da Einaudi; nel 2012 un suo saggio storico-religioso: "Venne la Magna Madre - I riti, il culto e l'azione di Cibele romana" della casa editrice Settimo Sigillo.

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Nano-nano Mork!



La Maggioranza invisibile -
di Emanuele Ferragina





Mentre la politica discute con parole sempre più vuote di soluzioni per risollevare il paese, continua ostinatamente a ignorare le persone che costituiscono la vera forza motrice dell'Italia, e che, se valorizzate con un adeguato progetto sociale di redistribuzione della ricchezza e delle opportunità, potrebbero fare la differenza. Disoccupati costretti a lavorare in nero, precari imprigionati nel limbo dei contratti a termine, pensionati che stentano ad arrivare alla fine del mese, immigrati preda dello sfruttamento, giovani che non studiano e hanno abbandonato la ricerca di un lavoro stabile, rappresentano una fetta consistente della società italiana: si tratta di una maggioranza invisibile, perché ignorata da politica e sindacati, e silenziosa, perché incapace di riconoscere la sua forza elettorale. Portando alla luce problemi, tratti distintivi e potenzialità di questa maggioranza invisibile e dimenticata, Ferragina fa luce sulle ragioni del disagio sociale che oggi paralizza lo Stivale e ricostruisce gli eventi che hanno condotto alla crisi in cui siamo impantanati, proponendoci una nuova visione progressista capace di dare voce a chi da troppo tempo manda avanti il paese senza ricevere nulla in cambio. 

 In uscita per Rizzoli il 15 ottobre

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