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L'Unità chiude e accusa il Pd: "Fa killeraggio"

di Roberto Giovannini


Dal primo di agosto, e chissà per quanti mesi, non ci sarà più in edicola «l’Unità». La soluzione per salvare la storica testata sembrava a un passo, con la proposta presentata da Matteo Fago per l’affitto per sei mesi (prorogabili una volta) della testata, per poi procedere a rilevare l’azienda salvando i posti di lavoro. Ma a sorpresa, nell’assemblea di ieri della attuale editrice (in liquidazione) dell’Unità, la Nie, gli altri azionisti l’hanno bocciata come «inadeguata».
Costringendo i due liquidatori a dichiarare l’inevitabile sospensione delle pubblicazioni, visto che le altre due proposte (quella del costruttore vicino al premier Renzi Massimo Pessina, e quella del duo Santanché-Paola De Benedetti) non sono state nemmeno esaminate.
Drammatiche le conseguenze per il giornale che domani uscirà con 18 pagine bianche per protesta  e per i giornalisti che da tre mesi lavorano senza stipendio e approvavano la proposta Fago. Ora gli azionisti della Nie rischiano di vedere del tutto azzerato il loro investimento  nel concordato in bianco ora avviato, che potrebbe però permettere la presentazione di nuove offerte (o delle stesse, rivedute e corrette) per salvare il giornale. L'unica spiegazione possibile, sbotta Umberto De Giovannangeli, del Comitatodi Redazione, "non è economica ma politica. E' un killeraggio politico". Nel mirino dei giornalisti, si capisce, c'è Matteo Renzi. (...)
Del tutto opposta la tesi del partito e del premier. "L'Unità non chiuderà, dice Renzi
, non ho detto di puntare sul brend dell'Unità per chiudere una storia che è parte della memoria, dell'identità e del futuro della sinistra italiana".

continua sul sito della Stampa

Credits

A cura di Paola De Monte
In redazione:
Maria Chiara Beraneck, Angelica De Rossi, Marco Pompi, Gianfranco Rossi

Enrico Fontana
a Prima Pagina



Giornalista professionista dal 1988, Enrico Fontana dirige il quotidiano on line e il mensile “Paese Sera”. Per "Legambiente", in qualità di Responsabile dell’Osservatorio nazionale Ambiente e Legalità, cura la pubblicazione del Rapporto annuale sull'Ecomafia. Dal 2000 al 2005 è stato vicepresidente dell’associazione "Libera" e dal 2011 è presidente del Consorzio Libera Terra Mediterraneo, formato da cooperative impegnate nel riutilizzo sociale di terreni e beni confiscati alle organizzazioni criminali. Dal ‘96 al 2005 ha diretto il mensile "La nuova ecologia" e per un anno è stato condirettore del quotidiano “Terra”. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo il libro “Dark economy, la mafia dei veleni” (Einaudi), attualmente in libreria, scritto con Antonio Cianciullo

 

 


Rassegna del 30 luglio

Da “Corriere proletario” a brand glorioso e abbandonato” – Jacopo Iacoboni – La Stampa

 

Netanyahu faccia come Rabin. Si deve trattare per due Stati” – Intervista a Elie Wiesel di Andrea Tarquini – La Repubblica



Porta i figli sul Bianco e filma la caduta
– Enrico Martinet – La Stampa

 

Renzi chiude la porta: non tratto con chi è attaccato alla poltrona – Fabio Martini – La Repubblica


Media: c’è chi ruba il posto ai giovani
– Roberto Giovannini – La Stampa

 

Lo Stato pagherà la fecondazione eterologa – Un miliardo l’anno a carico del Servizio sanitario – La Stampa

 

Abbiamo le tasse più alte del mondo – Milano è diventata la capitale della stangata – Il Giornale

 

Prima comunista, poi anti Cav. Ma L’Unità mancherà a tutti – Paolo Granzotto – Il Giornale

 

Il mistero CottarelliFrancesco Giavazzi – Corriere della Sera

 

Chiusi nella gabbia del Nazareno – Massimo Franco – Corriere della Sera

 

L’estate non c’è, il meteo cambia regole – Corriere della Sera

 

Bufera sull’inchino al boss, il vescovo chiede i nomi di tutte le confraternite – La Repubblica

 

Se troppo successo fa male al museo – Salvatore Settis – La Repubblica

 

Hogan dà 48 ore a Alitalia – Garanzie su conti e Poste altrimenti non firmiamo – La Repubblica

Enrico Pedemonti "Morte e resurrezione dei giornali"





Per Hegel «il giornale è la preghiera del mattino dell'uomo moderno». Oggi però la stampa sembra attraversare una crisi irreversibile: riviste e quotidiani chiudono, le redazioni vengono decimate dalle ristrutturazioni, i ricavi della pubblicità continuano a calare. Le cause sono diverse: l'avvento dei nuovi media, la gratuità della rete, i giovani che leggono sempre meno i quotidiani...
Tuttavia un'informazione libera, indipendente e di qualità, che sappia svolgere anche il ruolo di «cane da guardia del potere» e di punto d'incontro delle comunità, è un ingrediente indispensabile della democrazia. Senza di essa, diventa impossibile formare un'opinione pubblica competente e attiva.
Enrico Pedemonte ha studiato quello che sta succedendo nel mondo dell'informazione negli Stati Uniti e in Europa. Racconta la crisi della carta stampata e ne coglie le motivazioni più profonde. Valuta le differenze tra informazione generalista e riviste di settore, tra testate di impatto nazionale e d'interesse locale.
In questa fase di cambiamento rivoluzionario nel mondo dell'informazione, suggerisce che lo stesso concetto di servizio pubblico debba essere ripensato e rovesciato, consapevole del ruolo irrinunciabile del «quarto potere» e della sua importanza nella vita civile di ogni collettività moderna.
Alla fine, delinea l'identikit dell'«ipergiornale», quello al quale le migliori testate del mondo oggi cercano di assomigliare: un giornale nel quale la partecipazione dei lettori (che sono anche cittadini) diventa un ingrediente fondamentale.
Senza dimenticare l'emergenza che sta vivendo l'Italia, degradata da Freedom House tra i paesi «parzialmente liberi» per quanto riguarda la libertà d'espressione e i diritti umani, al di sotto di Ghana, Tuvalu e Nuova




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