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Grandola Vila Morena

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Portogallo: la Rivoluzione dei Garofani del 1974

di Marcello Anselmo con la collaborazione di Livia Apa


Il 25 aprile del 1974 le strade di Lisbona furono invase dai blindati e dai soldati dell’esercito Portoghese capitanati da un gruppo di ufficiali subalterni riuniti nel Movimento dei Capitani (Movimento dos Capitães), e successivamente nel Movimento delle Forze Armate (MFA - Movimento das Forças Armadas). Spinti da idee progressiste e stanchi dello stato di guerra permanente dettato dalla politica colonialista del regime salazarista in Mozambico, Angola e Guinea-Bissau, i militari spodestarono il governo dittatoriale per stabilire un governo democratico.

Il popolo di Lisbona e dell’intero Portogallo, affiancò i rivoltosi utilizzando il garofano rosso (simbolo dell’internazionale socialista) come simulacro di ribellione e riscossa. Nell’iconografia dell’evento è celebre la fotografia del fiore che spunta dalle canne dei mitragliatori degli uomini in uniforme. 

Dalla fine della seconda guerra mondiale il regime salazarista aveva perdurato in una feroce politica repressiva sintetizzabile nell’attività della polizia politica PIDE - Polícia Internacional e de Defesa do Estado - che costrinse centinaia di giovani dissidenti all’emigrazione verso l’estero da un lato, dall’altro alla guerra contro i movimenti di liberazione anticolonialisti che impose un servizio militare obbligatorio in zone di guerra della durata di quattro anni.

La miopia della guerra coloniale portata avanti in un contesto globale segnato invece da un inesorabile processo di decolonizzazione e indipendenza, implicò una crisi economica del Portogallo capace di minarne potenzialità e risorse arrivando al 1970 (anno della morte del dittatore Salazar) ad un tracollo economico-sociale radicale della nazione portoghese.

L’avvio della rivoluzione fu dato dalla messa in onda della canzone del cantautore José Alfonso (proibita dal regime) Grandola Vila Morena sulle frequenze di Rádio Renascença nel popolare programma musicale Límite che dette il via alle operazioni rivoluzionarie. La canzone composta nel 1971, significa "Grândola, città dei Mori"; la cittadina portoghese di Grândola, infatti, nel medioevo era stata per lunghi anni sotto la dominazione moresca.

La rivoluzione dei garofani rappresenta ad oggi un caso raro di mutua assistenza tra un popolo ed apparato militare nonché un caso unico di “lotta di liberazione” articolata in un’insurrezione pacifica (anche se in presenza di reparti militari) che ad oggi non trova corrispondenze nella storia europea. Inoltre rappresenta un momento estremamente significativo di congiunzione tra la Storia europea e gli effetti del movimento di decolonizzazione (in particolare nel periodo degli anni ’70 in piena guerra fredda, guerreggiata appunto in contesti subalterni dalle grandi potenze Usa-Urss).

Il documentario radiofonico Grândola Vila Morena ripercorre alcune tappe fondamentali della rivoluzione dei garofani nell’anno del suo quarantennale e prova a cantestualizzare il significato che continua a ricoprire nel Portogallo contemporaneo.

Attraverso il montaggio di materiali d’archivio  (italiani quanto portoghesi), documenti sonori, estratti da romanzi e saggi, interviste a protagonisti e analisti si vuole raccontare al pubblico italiano un episodio della storia recente d’Europa decisamente poco frequentato dalla divulgazione storica e culturale del nostro paese.

Grândola Vila Morena è stato realizzato grazie alle testimonianze e contributi di:

- Ana Luisa Amaral, poetessa, docente presso Università di Oporto

- Lidia Jorge, scrittrice

- Helena Teutonio Pereira, attivista e prigioniera politica

- Ana Paula Tavares, storica e poetessa angolana

- Antonio Lousa, storico e archivista  della televisione nazionale portoghese

- Livia Apa, docente di Lingua e letteratura Portoghese, Università L’Orientale di Napoli

- Maria Cristina Ercolessi, docente di Storia dei sistemi politici e sociali dell’Africa contemporanea presso l’ Università L’Orientale di Napoli.  

- Manuel Santos Lima, scrittore e capo delle forze armate angolane durante la guerra di liberazione
- Mario Tomé, militare, capitano delle Forze armate Portoghesi il 25 aprile.

Credits

a cura di Elisabetta Parisi con Daria Corrias e Lorenzo Pavolini

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