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Run Out, le migrazioni del cricket

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di Jacopo de Bertoldi


Nel cricket non esistono regole (rules) ma leggi (laws) e la trentottesima (delle 42 che regolano il gioco) è proprio quella che riguarda il Run out. Dopo aver colpito la palla, il battitore tenta una corsa per guadagnare un punto, si trova al di fuori del crease (casa base) ed è esposto all'eliminazione. Questa legge ha forse un significato simbolico per le migliaia di migranti che praticano oggi questo sport fuori dai confini dei loro paesi d'origine.

Il cricket, da un punto di vista storico e simbolico, ha rappresentato e ancora rappresenta un importante luogo di incontro tra culture diverse e molto lontane tra loro. Nato nelle remote campagne inglesi è oggi, anche grazie agli straordinari progressi economici del continente indiano, diffuso un po' ovunque nel mondo. 

Se i grandi movimenti migratori di questi anni rispondono al processo di globalizzazione dei popoli, il gioco del cricket ce ne rende un’importante fotografia. Infatti partendo dalla Gran Bretagna ha  “migrato” in tutti i paesi del Commonwealth trasformandosi da sport aristocratico a sport popolare. 

La diffusione del cricket in Italia mostra anche un bisogno di fusione tra i ragazzi che praticano questo gioco ed è abbastanza evidente quanto sia fondamentale e funzionale, per alcuni di loro, al bisogno di colmare la distanza tra la cultura d’origine, per la quale il cricket è un motivo di identità, e quella occidentale dove il cricket è nato.

foto: Piazza Vittorio Cricket Club
di Daniela Silvestri 

Credits

a cura di Fabiana Carobolante con Daria Corrias e Lorenzo Pavolini

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