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Vacanze romane, frammenti di vite recluse

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di Alice Gussoni

 

“Sono stato in vacanza”. Questa è una delle tipiche battute che per ironizzare gli ex carcerati  usano dire per riferirsi al loro periodo di detenzione. Ma il carcere è tutt’altro che una nave da crociera, anche il suo isolamento lo fa somigliare piuttosto a un’astronave in viaggio attraverso la galassia, dove vigono particolari regole da rispettare e si imparano nuovi sistemi per la sopravvivenza. Attraverso i frammenti  delle storie dei reclusi si compone il paesaggio degli istituti penitenziari romani. Dall’ingresso al Regina Coeli, situato nel cuore di Roma, dove arriva chi è appena stato arrestato, al carcere di Rebibbia, dove si scontano le pene definitive e la cella diventa “la propria casa”, fino a quelle strutture che ospitano i detenuti in misura alternativa, come la comunità di Villa Maraini della Croce Rossa Italiana e la casa famiglia Don Puglisi, gestita dalla cooperativa integrata Pronto Intervento Disagio.
Un percorso dentro e fuori le mura, dove non si è lavoratori né si diventa liberi, ma si è lavoranti e liberanti, e persino l’uso del participio sembra sottolineare quella perdita del diritto ad auto determinarsi.

Si ringraziano per la realizzazione di questo audio documentario la direzione del DAP, le direzioni delle Case Circondariali di Rebibbia N.C., Femminile e Regina Coeli, il Garante dei detenuti del Lazio, gli operatori della Cooperativa PID, e tutte le detenute e i detenuti che hanno voluto raccontare le loro storie

Credits

a cura di Fabiana Carobolante, Elisabetta Parisi, Daria Corrias e Lorenzo Pavolini

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