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L'Ilva tra lavoro e ambiente

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di Ornella Bellucci

Un racconto dalla Taranto di oggi, devastata da oltre quarant’anni di siderurgia, prima pubblica e poi privata. Una città alle corde, stretta tra lavoro che uccide, invalida e ammala, e i veleni – copiosi, irrefrenabili, mortali – rigurgitati dalla grande fabbrica in nome della produzione.

Un ritmo – quello scandito dal ciclo integrale dell’acciaio – che si è impresso nella vita dei tarantini, piegando due generazioni di lavoratori. Un racconto complesso e articolato che ora esplode, con l’avvelenamento dell’aria, della terra, delle acque, e le emergenti malattie “ambientali”. Da qualche tempo queste colpiscono, e in maniera preoccupante, anche i bambini.

L’Ilva di Taranto, di proprietà del gruppo Riva, produce 10 milioni di tonnellate d’acciaio l’anno, e occupa oltre 13mila dipendenti, cui vanno aggiunti i circa 4mila dell’indotto. Il gruppo Riva è il nono produttore mondiale d’acciaio. Il solo stabilimento tarantino gli frutta il 70 per cento della produzione.



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a cura di Fabiana Carobolante con Daria Corrias e Lorenzo Pavolini

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