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Grandi speranze

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Piero Baldini legge Grandi speranze di Charles Dickens

Il mio cognome era Pirrip, il nome Philip - il mio linguaggio infantile non seppe forgiare con i due nomi nulla di più lungo o più chiaro di Pip. Così, presi a chiamarmi Pip, e il nome mi rimase.
Che Pirrip fosse il cognome di mio padre, lo affermo in base alla sua pietra sepolcrale ed a mia sorella - la signora Gargery, moglie di un fabbro. Poiché non vidi mai né mio padre né mia madre, né alcun loro ritratto (essi vissero assai prima dell'èra della fotografia), le mie prime supposizioni sul loro aspetto derivarono, per strano che possa sembrare, propiro dalle loro pietre sepolcrali. […]
Il nostro era un paese paludoso che si stendeva lungo un fiume, più o meno a venti miglia dal mare, a seconda delle sinuosità del fiume, e mi sembra di avere avuto la prima vivida percezione del creato in un memorabile pomeriggio freddo e umido, verso sera.

Credits

A cura di Anna Antonelli e Fabiana Carobolante, con Lorenzo Pavolini e Chiara Valerio

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