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Libri in cura

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Viaggio nell'Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario di Roma

di Renato Bossa

Ogni tanto, troppo spesso, incendi, alluvioni, terremoti ci ricordano che tra le “vittime” di tanti disastri ci sono anche i libri: intere biblioteche vanno perdute con il loro carico di memorie, di affetti. Oppure sono piccole comunità che restano senza libri: per i bambini, ma anche per gli adulti, è un lutto anche questo. Anche le nostre librerie nascondono nemici: i tarli, l’umidità, la polvere. L’Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario è il luogo dove i libri vengono curati, risanati. È ancora oggi meglio noto come Istituto per la Patologia del Libro (“Icpal” come indica anche il sito www.icpal.beniculturali.it). Con questo nome era stato fondato da Alfonso Gallo alla fine degli anni Trenta, dopo che un grave incendio alla Biblioteca di Torino aveva distrutto o danneggiato libri e codici rari. È stato il primo dei grandi istituti di restauro italiani, un’attività in cui il nostro paese eccelle (gli altri sono l’Istituto Centrale per il restauro e l’Opificio delle Pietre Dure). La sede è a Roma, in una zona molto centrale, fra Termini e via dei Fori Imperiali, nel cuore del rione Monti, non lontano da dove era il laboratorio di fisica dei “Ragazzi di via Panisperna”. Prima della sua fondazione, in quella zona c’era l’Università, che comprendeva anche l’Orto Botanico, poi trasferito a Trastevere. Ma nel bel giardino che circonda l’Istituto ci sono ancora alcune piante rare, già troppo grandi allora per essere spostate. Al vecchio edificio, che ospita anche un piccolo Museo, se ne sono aggiunti altri due più moderni: in uno ci sono i laboratori, dove sono scientificamente indagati e combattuti i “nemici” del libro, in un altro la Scuola di Alta Formazione, che prepara gli studiosi e i bibliotecari di domani. Libri in cura vuole fare conoscere questa realtà, i suoi luoghi, i problemi, le persone che ci lavorano, la loro passione: il restauro dei libri (ma ora anche di altri materiali come le pellicole dei film) è uno dei mestieri in cui noi italiani siano ancora all’avanguardia, nonostante tutte le difficoltà. Sabato prossimo, 18 maggio, per “La Notte dei Musei” l’Istituto sarà aperto: una visita che vale la pena.


Credits

a cura di Fabiana Carobolante con Daria Corrias e Lorenzo Pavolini

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