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in onda la domenica alle 11.50

Alla vigilia della diciassettesima edizione dei Concerti del Quirinale forte è la sensazione di guardare all’indietro, a quello che tra le mura della Cappella Paolina è accaduto in questi anni. Intanto una cifra: oltre 450 concerti che hanno visto protagonisti complessi da camera, orchestre sinfoniche e popolari, cori e solisti. Formazioni varie come vari sono stati i suoni: musica medievale, barocca, classica e contemporanea, jazz, etnica, di tradizione e di innovazione.

Questa apertura è un valore originario di questa iniziativa. Come anche l’attenzione ai giovani musicisti e alle nuove esperienze che, nonostante molte difficoltà, nascono nel nostro paese. Queste due vocazioni di fondo si sono negli anni approfondite di motivi nuovi. Il primo è dato dalla crescente apertura ai cittadini dell’istituzione che ci ospita: i Concerti del Quirinale sono diventati così un momento, speriamo significativo, di un nuovo modo di vivere il Palazzo. Il secondo consiste nel fatto che la programmazione domenicale dei concerti è diventata un presidio importante di attenzione in un periodo di difficoltà per diverse istituzioni culturali. Fa parte della missione più profonda di servizio pubblico, riconosciuta a tutta la Rai e in particolare a Radio3, mettere a disposizione spazi e risorse per aiutare giovani artisti a esibirsi, mettersi alla prova e farsi apprezzare. In questo senso, si può dire che la Cappella Paolina ha rappresentato in questi anni una grande vetrina musicale per numerosi artisti che si sono nel tempo variamente affermati.

Nello stesso tempo, guardando agli anni alle nostre spalle, va segnalato qualcosa che è profondamente cambiato. Le modalità di ricezione di circolazione dei Concerti si sono arricchite, grazie alle nuove tecnologie digitali. Non c’è più solo l’ascolto radiofonico in diretta –che resta comunque la modalità più importante e coinvolgente, in qualche caso accompagnata dalla ripresa televisiva. Streaming, podcast e altre forme di fruizione digitale danno la possibilità di ampliare l’ascolto e intercettare nuove generazioni e nuove sensibilità. Guardando alle quali volgiamo finalmente lo sguardo al ciclo dei Concerti di questo nuovo anno. Perché più dei bilanci è importante per noi l’impegno a mantenere alta la qualità e il significato di questi Concerti con i loro valori di fondo: apertura, pluralità di suoni, attenzione ai giovani artisti e ai loro percorsi di formazione, sottolineatura del legame profondo che unisce le diverse esperienze musicali con la vita pubblica del nostro paese. Valori che ci sembra rafforzino la sintonia tra l’idea di fondo dei nostri Concerti e l’istituzione che non solo li ospita ma con noi li cura. E che rendono particolarmente significativa e ragione per noi di gratitudine e di orgoglio la fiducia del Presidente delle Repubblica.

Marino Sinibaldi Direttore di Radio3

 

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Credits

I Concerti del Quirinale di Radio3 sono un programma della Direzione di Radio3 In collaborazione con Rai Quirinale A cura di Alessandra D’Angelo

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