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Il deserto della Libia

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Claudio Bigagli legge il romanzo di Mario Tobino
Con la prefazione di Eric Salerno

“Quando una persona in Italia, durante il fascismo, riceveva la cartolina precetto, che lo mandava i guerra, si presentavano diversi quesiti, e: Primo: per chi doveva fare la guerra. Rispondeva che la doveva fare per i fascisti, per un gruppo di persone che erano l’opposto della bontà o per lo meno dell’intelligenza e conducevano l’Italia alla rovina.
Secondo: se anche lui era un collaboratore di questa tendenza.
Egli rispondeva di sì, perché non aveva fatto nulla per opporsi ai fascisti;davanti alle loro azioni era stato in dignitoso riserbo; aveva contro di loro mormorato genericamente, parlato con franchezza solo tra amici fidati…
Terzo: se era meglio andare alla guerra e combattere a favore dei fascisti, oppure non andarci e rimanere nel dignitoso riserbo.
Si rispondeva che era meglio non andarci, che così almeno non favoriva la vittoria dei fascisti…
Quarto: quale mezzo si poteva usare per non andare alla guerra…
Si rispondeva che fare il disertore non era possibile, a causa della efficace polizia…Allora, essendo proibito disertare si doveva eludere il servizio militare attraverso le visite mediche e cioè simulare malattie…
Quinto: per simulare malattie era necessario essere raccomandati… e bisognava umiliarsi ai fascisti, genuflettersi, adularli…
Rimaneva il sesto quesito: la pura simulazione…alcuni lo hanno fatto. Non si sa se applaudirli o tenerli lontano.
Rimane un altro quesito, il settimo.
Settimo: il popolano, la persona umile ha le raccomandazioni? Può sfuggire alla guerra per mezzo di queste? No.
Allora se loro vanno in silenzio alla guerra, a scontare il peccato di colui che non si è ribellato al tiranno, perché la persona non deve scontare?
Abbiamo sopportato la pace fascista, sopportiamo insieme la guerra. Altrimenti quando verrà la libertà il popolano dirà: al tempo  che la tirannia mi avvolse di nebbie tu non mi aiutasti a tenerle lontane, quando venne la guerra mi lasciasti morire.”

Nella foto la locandina disegnata da Chiara Rapaccini del film  "Le rose del deserto"  diretto nel 2006 da Mario Monicelli, e liberamente ispirato al romanzo Il deserto della Libia di Mario Tobino

 

 

 

 

Credits

A cura di Fabiana Carobolante con Lorenzo Pavolini e Francesca Zammarelli.

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