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Mezzogiorno di fuoco

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Di Lidia Riviello

“…Ma in questa terra oscura, senza peccato e senza redenzione, dove il male non è morale, ma è un dolore terrestre, che sta per sempre nelle cose, Cristo non è disceso. Cristo si è fermato a Eboli…”
Questo raccontava Carlo Levi nel 1943 descrivendo con la dolente lucidità dello scrittore la sua storia di confino in Basilicata, la regione che confina con la Calabria, con la Puglia e con la Campania e che trova però nei suoi confini interni, politici e culturali, la maggiore resistenza. “Mezzogiorno di fuoco”, è il viaggio alla scoperta di generazioni al lavoro e  fuori dal lavoro. Operai di fabbrica, lavoratori socialmente utili, ex operai, donne e uomini che raccontano di una terra nera di petrolio e trasparente d’acqua minerale, di una natura di straordinaria bellezza e ricchezza, di una storia lenta e di una burocrazia soffocante, oltre che di un mercato del lavoro che stringe i suoi figli in una morsa di ricatti, attese, promesse non mantenute.
La regione ha due nomi: Basilicata e Lucania che significa “terra di luce”.
In cinque puntate  le voci di Aldo e Carmela, Massenzio e Annina, Antonietta e Francesco si snodano lungo la Basentana, la strada che attraversa l’intera regione, e ci raccontano  di fabbriche vissute come “case” eppure a loro estranee, di cassa integrazioni traumatiche, di contratti a progetto brevi come il tragitto che separa un paese dall’altro e freddi come il capoluogo, Potenza, quando si ricopre di neve  e di silenzio.

Credits

A cura di Fabiana Carobolante con Maria Angela Spitella regia di Daria Corrias

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