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Sopra e sotto la torre: immigrati e lavoro al nord

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di Marzia Ciamponi e Ebe Giovannini
musiche di Eros Zabeo 


“Sopra e sotto la torre” di Marzia Ciamponi e Ebe Giovannini,  ripercorre le tappe fondamentali della recente protesta dei lavoratori immigrati nel Nord Italia, dall'occupazione di una gru a Brescia nell'autunno del 2010 sino agli sviluppi più recenti. Lo spunto della protesta è rappresentata dalla cosiddetta "sanatoria truffa colf badanti", la legge 94 contenuta nel pacchetto sicurezza varata nel luglio del 2009. Il primo documentario, realizzato attraverso le voci dei protagonisti, ricostruisce le motivazioni dell'occupazione della torre di via Imbonati a Milano, gesto di protesta organizzato in appoggio all'occupazione della gru a Brescia. La testimonianza di Marcelo Galati (uno degli occupanti della torre milanese), messa a confronto di quella di Mohamed El Aga (presidiante la gru di Brescia), svela le motivazioni profonde del gesto di protesta. Qualche mese dopo, terminata la protesta delle occupazioni, i microfoni di Marzia Ciamponi ed Ebe Giovannini vanno alla ricerca degli eventuali risultati raggiunti nei locali della CGIL di Monza, dove giornalmente Luciana Spagnoli si occupa di aiutare gli immigrati truffati dalla sanatoria. Testimonianze colte in presa diretta, che rappresentano la reale situazione vissuta da numerosi lavoratori immigrati che rischiano giornalmente la clandestinità e l'espulsione dal nostro paese. Viene così alla luce che tra i settori più colpiti dallo sfruttamento degli immigrati vi è quello della logistica, dove alcune cooperative, su mandato di ditte internazionali, reclutano personale straniero portando avanti un giornaliero e sistematico sfruttamento degli immigrati. E' questo il tema del terzo documentario, realizzato alla TNT di Piacenza a luglio di quest'anno, durante lo sciopero organizzato dal sindacato SI Cobas. Le voci dei sindacalisti si alternano a quelle dei lavoratori sfruttati. La protesta riprende forza, e nel settembre di quest'anno, ancora a Milano, un'altra torre, questa volta in piazza Selinunte, viene occupata. Nel quarto documentario viene seguita questa nuova occupazione attraverso, ancora una volta, le voci dei protagonisti. Ad un anno di distanza dalla prima occupazione, la storia si ripete.
E che la storia si ripete, anche in termini più ampi, lo ricorda lo scrittore senegalese Cheikh Tidyane Gaye, che nel quinto documentario accompagna il radioascoltatore alla scoperta della storia di Gorée, l'isola senegalese dalla quale milioni di schiavi africani presero il largo alla volta degli Stati Uniti, forza lavoro a bassissimo prezzo per la costruzione della ricchezza di una nazione. Una vicenda terribilmente simile a quella degli odierni immigrati che sbarcano giornalmente a Lampedusa.

Credits

A cura di Fabiana Carobolante
con Daria Corrias e Lorenzo Pavolini

tresoldi@rai.it

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