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Il tempo dell'acqua

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di JAROSLAVA COLAJACOMO  (www.playapart.it)
A cura della redazione di Tre Soldi
 
 
 
Questo in cui viviamo è il tempo dell'acqua. Da almeno due decenni l’ acqua è al centro del nuovo business internazionale e  le grandi multinazionali dell’ acqua stanno mettendo in atto strategie sempre più affinate per accumulare contratti di gestione di questo bene comune a condizioni vantaggiose.
 
In ITALIA è oggi il tempo dell'acqua. Al posto delle tradizionali aziende municipali e di gestione pubblica  il modello delle privatizzazioni e quello delle partnership pubblico-privato è stato promosso dalla fine degli anni '90 e avanza oggi a velocità allarmante.
 
Le società private come le francesi Suez e Veolia o quelle semi-private come ACEA si vanno sostituendo al sindaco nella gestione degli acquedotti di moltissime città grazie ad un accesso senza limiti alla finanza internazionale, al mercato che regola gli investimenti e alle assicurazioni che li proteggono.
 
In Italia è il tempo dell'acqua perché nel nostro Paese questo  modello  di mercificazione dell'acqua ha assunto delle caratteristiche del tutto particolari attraverso la vendita sul mercato delle azioni dei nuovi gestori idrici, addirittura anche di quelli ancora pubblici, che negli ultimi dieci anni si sono trasformati in s.p.a, in società per azioni quotate in borsa. Trasformando di fatto l'acqua da diritto da assicurare ai cittadini in merce su cui fare profitto. Con un incremento delle tariffe per i cittadini del 66% .
 
E sono in molti coloro che contestano questo sistema di appropriazione indiscriminata e di collasso della gestione pubblica .
La resistenza all’aumento delle tariffe e alle privatizzazioni è iniziata in molte parti d’Italia.  Come a Napoli o in Puglia dove si chiede la ripubblicizzazione o in provincia di Latina,  dove i cittadini si sono rifiutati di pagare le bollette alle multinazionali straniere, o in provincia di Frosinone dove sono stati avviati numerosi ricorsi contro la legalità degli aumenti indiscriminati, o come in Piemonte con la riforma degli statuti comunali per includere il riconoscimento dell’acqua come bene comune. E non come merce da vendere e comprare.
 
L'imbottigliamento è una delle tante facce della privatizzazione. Oggi in Italia è il tempo dell'acqua perché gli italiani sono il popolo che consuma più acqua in bottiglia in Europa pur essendo il nostro un Paese ancora ricco di acque buonissime che potrebbero essere distribuite dagli acquedotti pubblici invece che venire regalate alle compagnie imbottigliatrici.
 
In Italia oggi è il tempo dell'acqua perché il decreto Ronchi approvato nel 2009 impone l'obbligo della messa a gara e quindi la fine di ogni forma residua di gestione pubblica entro la fin e del 2011.
 
Per l'abrogazione di questo decreto 1,4 milioni di persone in tutta Italia hanno ottenuto e stanno lavorando ad una grande campagna per un REFERENDUM NAZIONALE per l'acqua pubblica che si terrà il prossimo anno.
 
 Si ringraziano per le interviste concesse o per il materiale audio messo a disposizione per questo audio-documentario: Erri de Luca, Alex Zanotelli, Claudio Jampaglia, Emilio Molinari, Luca Martinelli, Consiglia Salvio, Alberto de Monaco, Ulderico Pesce, Lorella Lari, Marco Bersani, Renato Di Nicola , Corrado Oddi, Michel Drouin e il Comitato Umbro Acqua Pubblica, Paolo Carsetti, Luca Parenti, Alexandra Gonzales, Corrado Barbetti, in aggiunta a molti altri esponenti dei Comitati locali del Forum Italiano dei Movimenti per l'acqua (www.acquabenecomune.it)

Credits

A cura di Fabiana Carobolante con Maria Angela Spitella regia di Daria Corrias

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