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Io conto, tu ti nascondi

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di Marzia Coronati 
in collaborazione con AMISnet

"Quando sono grande voglio giocare da sola".
Viola ha tre anni, a chi le chiede cosa vuole fare da grande risponde che il suo lavoro è giocare. E sogna un futuro in cui potrà farlo in autonomia, lontano dagli sguardi dei grandi.

Il gioco è una delle componenti essenziali della nostra vita, ma più cresciamo più tendiamo a dimenticarlo. Giocare significa esplorare i propri limiti, acquisire la capacità di spostarsi da un ruolo a un altro, "di cambiare cornice". Lo spiegano i numerosi esperti della cultura del gioco che intervengono in "Io conto, tu ti nascondi".
Secondo i protagonisti di questo lavoro - maestri, costruttori di giocattoli, ricercatori, pedagogisti, educatori di strada - il divertimento è la base fondamentale della scelta. Quando un individuo ha la possibilità di scegliere se mettersi in gioco, allora lì sta passando un conflitto interno: se si è disposti a rischiare di fare una brutta figura o di sbagliare, si possono scoprire delle cose nuove. "Cio che il gioco sregola è il sè stesso del giocatore, che non puo più restare immobile in un ruolo unico e fisso".

Con gli interventi di: Gianfranco Staccioli, Valentina Pescetti, Roberto Papetti, Franco Lorenzoni, Enrico Euli, Viviana Petrucci, Walter Cozzolino, Ariel Castelo, Marco Saverio Loperfido, Francesco Tonucci

Con le voci di: Viola, Greta, Andrea e i bambini del cortile di Via Selinunte

Credits

a cura di Elisabetta Parisi con Daria Corrias e Lorenzo Pavolini

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