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A pieni polmoni

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di Sara Sartori

A pieni polmoni è la corsa, sia essa per divertimento o per fuga, ma è anche la lotta quotidiana per riconquistare il diritto ad esistere. Siamo in Libano, nei campi profughi nati dalla diaspora che, nel 1948, portò il popolo palestinese a disgregarsi e rifugiarsi nei paesi limitrofi. Da allora la vita di centinaia di migliaia di donne, uomini, bambini e anziani è scandita da un unico desiderio, quello di ritornare un giorno alla propria terra. Nel Paese dei cedri, più che altrove, questa sofferenza si somma ad una ferita quotidiana, l’assenza pressoché totale del diritto ad esistere. E’ a partire da qui che Cooperazione italiana e Uisp, Unione italiana sport per tutti, condividono l’idea di una corsa che attraversi i campi profughi palestinesi, fazzoletti di terra di 1 km quadrato abitati da centinaia di migliaia di persone in condizioni estremamente precarie.
Protagonisti di questa avventura chiamata Vivicittà - run for dialogue sono i più piccoli, prime vittime di una realtà distorta, 3500 bambine e bambini provenienti da 12 campi profughi hanno corso contemporaneamente per riprendersi le strade e, con queste, il proprio diritto ad esistere. Dalla linea di partenza di Vivicittà prende il via il racconto degli sfollati del campo di Nahr el-Bared, situato alle porte di Tripoli, emigrati nel vicino campo di Beddawi in seguito alla distruzione totale dell’insediamento da parte dell’esercito libanese iniziata il 20 maggio 2007. L’accoglienza, il dolore, la vita quotidiana, la mancanza di diritti, il desiderio di integrazione con il popolo libanese, le aspirazioni per il futuro e il miraggio della Palestina. “A pieni polmoni”, radio documentario prodotto da Ami, Agenzia multimediale italiana, attraverso il racconto di Sara Sartori e Valerio Perogio, ci porta all’incontro di chi, da decenni, senza tregua, rincorre la propria identità sospesa.



Voci di:


Carlo Balestri - responsabile relazioni internazionali Uisp
Filippo Fossati - presidente nazionale Uisp
Mohammud Alì Hassan - venditore di caffè di Nahr el-Bared sfollato al campo di Beddawi a Tripoli
Hanea Hazed - rifugiata del campo di Beddawi
Ines Kenasi - professoressa di scienze alla scuola Rafani di Nahr el-Bared a Tripoli
Wassim Ibrahim - professore di inglese e allenatore sportivo alla scuola Jenin di Beddawi
Ali Nasser - traumatologo al centro medico di Beddawi, sfollato dal campo di Nahe el-Bared
Abeer Orabi - professoressa di arabo alla scuola primaria femminile Al - Masar a Nahr el-Bared sfollata a Beddawi
Mauro Rozzi - presidente Uisp Reggio Emilia
Jamila Shadi - responsabile del Beit Atfal Assamoud center al campo di Shatila a Beirut
Alessandra Testoni - responsabile progetti cooperazione italiana nei campi profughi palestinesi
Massimo Tossini - responsabile coordinazione Uisp
Mohamed Zeid - coordinatore sportivo campi dell'area nord del Libano
Head Teacher della scuola Majdal al campo profughi di Beddawi
Fadi e Fausi, operatori Unrwa nel campo di Beddawi
Gli studenti dalla scuola secondaria Jenin di Beddawi
Le bambine e i bambini e gli abitanti dei campi di Shatila, Beddawi e Nahr el Bared


Oversound di Corinna Lo Castro e Jacopo Venturiero.

Credits

A cura di Fabiana Carobolante con Maria Angela Spitella regia di Daria Corrias

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