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Atene 1973: “Qui Politecnico”

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Dalla rivolta studentesca all'incubo Alba Dorata. 

di Michelangelo Cocco in collaborazione con Amisnet 

Quarant'anni fa, la rivolta del Politecnico di Atene segnò l'inizio della fine della dittatura dei colonnelli nata col colpo di stato del 21 aprile 1967. Quella degli studenti greci fu una ribellione contro un regime screditato, che tuttavia era riuscito a mantenere il potere per sette anni grazie all'utilizzo sistematico della tortura contro gli oppositori e all'appoggio statunitense. Molto si è scritto e discusso, in Grecia e non solo, su quella che è passata alla storia come la “generazione del Politecnico”, archiviata il più delle volte come un manipolo di arrampicatori sociali che - dopo il ripristino della democrazia nel 1974 - nel decennio successivo avrebbe abbandonato i vecchi ideali per lanciarsi alla conquista del potere economico e politico.

Esiste però una parte rilevante di quella generazione che invece ha scelto di rimanere fedeli allo slogan di allora - “pane, istruzione, libertà!” -, che nel paese alle prese con l'ennesimo tornante della sua storia, ha riacquistato drammaticamente attualità. Nadia Valavani, ex leader studentesca e deputata del partito di sinistra SYRIZA, l'ex speaker della radio del Politecnico Dimitris Papachristos, e altri protagonisti dell'occupazione del Politecnico raccontano quell'evento di 40 anni fa e analizzano i problemi della Grecia di oggi: la perdita di sovranità e l'ascesa dell'estrema destra in un paese prostrato dalle politiche di austerità; gli omicidi politici che stanno spaventando sempre più la popolazione; ma anche le prospettive che si aprono per la sinistra radicale, secondo partito in parlamento e attualmente in testa nei sondaggi.    

 

Credits

a cura di Elisabetta Parisi con Daria Corrias e Lorenzo Pavolini

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