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Màntica, contro ogni evidenza

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frammenti di un festival

di Fabiana Carobolante


L'ignoranza può essere dotta, come diceva Nicola Cusano (1401 - 1464), in confronto a una sapienza che circoscrive l'orizzonte - paga, e al tempo stesso debitrice - dei suoi sistemi.

L'ignoranza può essere il nome di una festa organizzata da un gruppo di ragazzi ventenni, in una cava, accanto a una palude, vera, ma pure metaforica. Una festa dove veniva proiettato L'ora del lupo di Ingmar Bergman; una festa stroncata dalle forze dell'ordine, che hanno identificato tutti i ragazzi, comminando loro una multa esorbitante per le loro tasche di ragazzi. Ragazzi certamente intelligenti, perché volutamente ignoranti le regole abominevoli di una cultura bruta, brutta, abbrutita.

Dedico a loro, e a tutti quelli che cercano la dotta ignoranza, Màntica. Vogliamo riparare al danno subito, facendo ricominciare la loro festa e recuperando il denaro della multa. Con questo, pagheremo il debito del nome.

Ignoranza può essere anche una condizione da cercare, per ricominciare e ricapitolare la comprensione della realtà e di tutto ciò che esula dall'evidenza; con i soli strumenti che il corpo offre, proprio l'ignoranza può spingere a immaginare, a rendere immensa e interessante la realtà.

È questa ignoranza che mi ha guidato a concepire un'Accademia d'Arte Drammatica, da affiancare agli spettacoli del festival. La contraddizione dei termini è praticabile. È la pratica esatta dell'attenzione, esercitata dalla vista, dall'ascolto e dalla descrizione, tutti provenienti da una ignoranza che è liberazione da molti presupposti: stilistici, scolastici, concettuali. Accetto la polvere depositata su questo nome vetusto, Accademia, perché non ho bisogno di rinnovare la dicitura, ma l'esercizio. Un esercizio certamente speciale, ma aperto a chiunque voglia.

L'ignoranza è l'oscuro testamento di Macbeth, quando dice "And nothing is, but what is not" (Nulla è, se non ciò che non è). Questa sentenza apre a necessità, come dicevo all'inizio, di produrre ignoranza, o meglio, come dice Rubina Giorgi, che ho invitato in queste giornate di Màntica, di "partire da ciò che si ha: quel Nulla, e da ciò che si è: il Nessuno che da quel Nulla è generato".

Auguro a tutti gli artisti, ai partecipanti e agli spettatori di questo festival di fare tesoro di una condizione che da subìta, si fa desiderabile e cercata.

Chiara Guidi 
Cesena, 8 settembre 2012

Frammenti di un discorso teatrale dal festival Màntica, contro ogni evidenza, diretto da Chiara Guidi in collaborazione con Claudia e Romeo Castellucci
Cesena, 2 | 14 Ottobre 2012

Socìetas Raffaello Sanzio 

Credits

a cura di Fabiana Carobolante con Daria Corrias e Lorenzo Pavolini

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