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La magnifica ossessione

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Roberto Sorgato racconta la conquista della parete nord dell’Eiger

di Jacopo de Bertoldi

 

 

Il monte Eiger, nelle Alpi bernesi, mostra a nord un’enorme parete che è stata il teatro di numerosissime tragedie. Durante tutto il 900 vi si sono avvicendati i più grandi alpinisti del mondo in una gara drammatica alla sua conquista. Non sono state le difficoltà tecniche a fare di questa parete uno degli ultimi “problemi” dell’alpinismo e a meritargli il soprannome di “Orco”, anche se con la sua estensione verticale di quasi 1800 metri è una delle più alte al mondo. La difficoltà dell’Eiger è dovuta altresì alle variazioni improvvise e velocissime del clima che quando volge al brutto, riproduce un quadro infernale fatto di pioggia e venti freddi, ma soprattutto di slavine e frane imponenti. In questo scenario hanno perso la vita svariate decine di esperti scalatori.

Roberto Sorgato è un alpinista tra i più forti e dotati della sua epoca. Sull’Eiger è salito ben 14 volte nel tentativo di aprire una via nuova, la “direttissima”. La sua presenza costante a Kleine Scheidegg, ai piedi della parete, lo ha reso testimone involontario di numerose tragedie, ma ha anche fatto di lui uno dei maggiori conoscitori di questa montagna.

Attraverso la sua testimonianza ripercorriamo la storia della conquista della parete nord dell’Eiger e cerchiamo di far luce su quel misterioso e oscuro lato dell’uomo che lo spinge ad affrontare questo genere di imprese al limite della sopravvivenza.

Credits

a cura di Elisabetta Parisi con Daria Corrias e Lorenzo Pavolini

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