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Di mano in mano

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di Costantino D’Orazio

Nell’epoca dell’arte digitale e delle immagini virtuali, esiste ancora un lavoro che si occupa dell’arte come materia, oggetto tangibile e deperibile. Si tratta di un vero e proprio “mestiere”, con i suoi segreti imparati sul campo attraverso ore di pratica. E’ il restauro, che vede l’Italia tra i paesi più all’avanguardia, stimato in tutto il mondo eppure impegnato in una empasse piuttosto complessa. Mentre nell’antichità restaurare poteva significare “ridipingere”, incollare frammenti di statue diverse per costruirne una completa e proteggere con strati di cera, oggi consiste soprattutto nel togliere, riportare all’origine, liberare dai segni del tempo. Tre soldi entra nei laboratori di restauro, dove giovani stanno apprendendo tecniche e metodi, sale sui ponteggi del restauro della Cappella Sistina e indaga le questioni più calde che stimolano la discussione sull’identità del restauratore. Dopo aver permesso la proliferazione di corsi di restauro in tutto il paese, pubblici e privati, oggi il Ministero sta cercando di stabilire le regole per certificare la “patente di restauratore”: il dibattito è aperto.


Credits

A cura di Fabiana Carobolante con Maria Angela Spitella regia di Daria Corrias

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