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Vite migranti

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di Paola Ferrara, Gabriella Guido e Alessandro Triulzi da un’idea della campagna LasciateCIEntrare con la collaborazione dell’Archivio delle Memorie Migranti  

Volevamo braccia, sono arrivate persone: così commentava la grande stagione della migrazione italiana in Svizzera lo scrittore Max Frisch. Valeva ieri per i nostri emigrati d’oltralpe. Vale oggi per gli immigrati provenienti dalle sponde tormentate del Mediterraneo. Troppo spesso i discorsi, le cronache giornalistiche e persino le polemiche, non solo tra le forze politiche ma nella stessa società italiana, sui crescenti arrivi (e lutti) degli immigrati in fuga dal loro paese si avvalgono di ricostruzioni e testimonianze  indirette in cui prevale la diffidenza o lo sdegno, la compassione o l’intolleranza, ma da cui non emerge se non raramente la voce e lo sguardo, quello interno, dei migranti. “Loro” – definiti variamente ‘vu’ cumprà’,  extra-comunitari’, ‘clandestini’, o più  genericamente ‘migranti’ o lavoratori stranieri (gästarbeiter ) nell’Italia degli ultimi venti anni – sono ancora e solo ‘braccia’ e non ‘persone’, numeri buoni a compilare statistiche di arrivi e partenze, di barconi affondati o soccorsi in mare, pur essendo loro, i ‘sommersi’ e i ‘salvati’, gli attori e testimoni principali della irruente, complessa e spesso tragica mobilità transnazionale che caratterizza sempre più l’età contemporanea.

VITE MIGRANTI vuole raccogliere le voci, i racconti, le cronache individuali e famigliari di chi questa età la attraversa come ‘età dell’uomo’, di donne e uomini che si cimentano con i mali del mondo e cercano una strada alternativa, forzati dagli eventi, dalle tensioni o dalle guerre a lasciare casa e affetti per trovarli, ricostruirli o riannodarli altrove. Lo abbiamo fatto mettendo insieme interviste, colloqui, incontri e ‘prese di parola’ di singoli migranti nell’ambito delle testimonianze e iniziative promosse dalla Campagna LasciateCIEntrare in collaborazione con l’Archivio delle Memorie Migranti, attivi entrambi nella richiesta di cittadinanza – di garanzia di diritti e di parola - per gli stranieri in Italia.

Crediamo che queste voci e testimonianze siano importanti per capire il mondo di provenienza e le complesse ragioni che spingono uomini, donne spesso con bambini al seguito, e persino minori non accompagnati, a mettersi in cammino verso aree e regioni dell’Occidente ricco e industrializzato. Ma anche per capire meglio il nostro mondo,  le sue chiusure e i suoi eccessi, le sue ossessioni e ristrettezze, e perfino le generosità e dedizioni, viste attraverso lo sguardo, gli occhi, e la voce di chi ne è strumento od oggetto.

Le testimonianze sono state raccolte dalla voce di immigrati e richiedenti asilo durante le iniziative audio e video di ascolto partecipato della Campagna LasciateCIEntrare e degli operatori dell’Archivio delle Memorie Migranti e nel corso di visite ai centri CARA e CIE, i Centri di accoglienza per richiedenti asilo resi esecutivi nel 2005 e quelli di ‘permanenza temporanea’ inaugurati nel 1998 e confermati dieci anni dopo come ‘centri di  identificazione e di espulsione’ dal Parlamento italiano.

Alle voci ‘di dentro’ dei migranti abbiamo voluto unire quelle di artisti, testimoni e attivisti dei diritti umani che hanno accompagnato, sostenuto e arricchito le campagne di ascolto e di legalità volute da LasciateCIEntrare e il loro non facile cammino a ritroso nella memoria di queste vite migranti. Già, perché anchegli operatori della Campagna LasciateCIEntrare e dell’Archivio delle Memorie Migranti e sono a loro modo ‘camminanti’ che ricercano, o ripercorrono, il cammino incerto dell’umanità in fuga che a volte si infrange, ma più spesso riparte dalle nostre coste. Come ha scritto il poeta spagnolo Antonio Machado: “Caminante no hay camino, se hace camino al andar” – Camminante, non c’è cammino. La strada si fa camminando.

Con il contributo di: Monica Bandella, Gianluca Gatta, Federico Triulzi

Si ringraziano: Zakaria Mohamed Ali, Mahamed Aman, Alessandra Ballerini, Alberto Barbieri, Giuseppe Cederna, Erri De Luca, Tahar Lamri, Paola La Rosa, Melania Mazzucco, Giusi Nicolini, Fulvio Vassallo Paleologo, 

Si ringrazia inoltre la Open Society Initiative

Per info:
lasciateCIEntrare
Archivio Memorie Migranti

La campagna LasciateCIEntrare e l’Archivio delle memorie migranti sostengono la CARTA MONDIALE DEI MIGRANTI e la CARTA DI LAMPEDUSA


photo credit: Mario Badagliacca, AMM

Credits

a cura di Fabiana Carobolante, Elisabetta Parisi, Daria Corrias e Lorenzo Pavolini

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