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Fuga dalla vittoria

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Come vincere dopo aver perso tutto

di Jonathan Zenti

La crisi finanziaria del 2008 e la contemporanea “linea del rigore” imposta dall'Unione Europea ha costretto l'Italia a trovare una sorgente di liquidità veloce ed immediata e che, almeno all'apparenza, non risultasse un ulteriore prelievo fiscale per i cittadini già sul piede di guerra per le difficoltà economiche e burocratiche generate dal governo. Perché un conto è chiedere al cittadino di pagare le tasse, un altro conto è dirgli di giocare.

In pochi anni è stata messa in piedi quella che è, ad oggi, la terza “multinazionale” dello stato, che segue per incassi soltanto Eni e Finmeccanica: l'industria del “gioco d'azzardo”. Un apparato legislativo blindatissimo che rende lo stato onnipotente  rispetto alla concessione di licenze a scapito dei territori locali che devono assumersi il costo delle ricadute in termini di salute e assistenza sociale dei cittadini.

La zona del Lago di Garda è una delle zone più sensibili: i paesi che si riempiono durante i mesi estivi e la quasi desertificazione invernale la rendono per il governo una zona di enorme interesse per l'installazione di dispositivi per il gioco: una sorta di Las Vegas del Nord Italia, a poco più di un'ora di distanza dal Casinò di Venezia e già allestita per il tempo libero con locali notturni e grandi centri commerciali.

Le istituzioni locali, non potendo opporsi ai piani strategici nazionali, hanno iniziato a costituire una rete per la prevenzione, in modo da poter gestire in anticipo i problemi derivanti dal gioco d'azzardo anziché ritrovarseli quando è troppo tardi. La rete è costituita dai comuni della zona, coordinati dal dipartimento dipendenze dell'ULSS 20, e gli attori volontari del territorio, come i centri di auto aiuto, le forze dell'ordine, gli uffici anti-usura.

E tra le maglie della rete, i giocatori, quelli che si avvicinano alle “lucine colorate” e non si allontanano più, perdendo tutto, lavoro, soldi, famiglie, relazioni.

Il documentario è scritto interamente da un gruppo volontario di giocatori, che per 8 mesi hanno preso in mano le loro storie per farle diventare una storia unica, che si muove sulle lancette di un orologio e che passa le fasi della curiosità, dell'euforia e della disperazione. Con la loro voce portano l'esperienza di chi ha perso tutto inseguendo la vittoria. E raccontano come sia possibile ripartire con un nuovo inizio.

Credits

a cura di Fabiana Carobolante con Daria Corrias e Lorenzo Pavolini

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