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SGANGHERATI, UBRIACONI E POCO DI BUONO

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Abbiamo pensato a canzoni che idealmente si possono ascoltare nelle vecchie bettole, sulle navi dei pirati, canzoni nelle quali si racconta di avventure picaresche o dove di rocambolesco magari c’e’ poco ma c’e’ tanta umanita’ − oltre a tanto vino − che scorre nelle vene di alcuni antieroi della società.  Un suono sgangherato che si fida poco delle regole della buona scrittura, ruvido, sporco, pieno di storie, allegre o malinconiche, a volte grottesche e surreali, ma tutte storie che si sforzano di aprire una breccia nella sobrietà, nella moderazione delle regole quotidiane imposte dalla vita.

Sgangherati, ubriaconi e poco di buono saranno i nostri protagonisti, un carrozzone in cui prendiamo a bordo le bande musicali dell'est europeo e i sublimi − scapestrati per eccellenza − Iggy Pop e Tom Waits, Shane MacGowan e Gogol Bordello, Captain Beefheart, Vinicio Capossela e Rachid Taha.

DYLANIATA (VISIONS OF BOB)

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E' considerato il più grande cantautore di sempre e rendergli un omaggio è veramente complicato…Abbiamo scelto quindi di far ascoltare alcune versioni di suoi brani non così famose (Carla Bozulich, i Wailers, Richie Havens, Phall Fatale, Mike Cooper) e di mettere in luce qualche prestito non troppo dichiarato e qualche omaggio criptato…

BACK TO THE FUTURE: D'ANGELO E DINTORNI

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Con un titolo importante e un suono a dir poco trascinante D’Angelo è tornato dopo più di dieci anni dando vita a un album che non ha nulla da invidiare a quel Voodoo che gli ha dato tanta fama. Black Messiah è un modo per esprimere al mondo intero l’orgoglio non solo nero, ma di chiunque voglia far valere un proprio diritto manifestando un dissenso. Dopo i disordini avvenuti a Ferguson, che ci hanno ricordato le lotte degli anni '60 per i diritti degli afroamericani, D’Angelo ha deciso di anticipare la pubblicazione del suo lavoro - è uscito a fine 2014 invece che nel 2015 - e ha sentito il dovere di chiarire nelle note di copertina che il messia nero si trova in ognuno di noi, ci parla delle rivoluzioni arabe come di Occupy Wall Street.

E la musica? La sentiremo questa notte a Battiti, insieme al groove che ha influenzato la musica di questo artista - Soul Stirrers, Prince, Sly Stone, Ohio Players, The Gap Band, Marley Marl tra gli altri - e ad alcuni brani che hanno definito il suono del neo-soul.

 

DAVID MURRAY: SAXOPHONE MAN

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DAVID MURRAY: SAXOPHONE MAN

David Murray o L'Uomo Sassofono, così come si definisce sul suo sito. Il suo è stato un percorso pieno di musica: iniziato nel cuore della Loft Scene newyorchese, proseguito con tanti progetti diversi - dal solo alla big band – nell'instancabile esplorazione dei mille rivoli della musica nera, quella dell'Africa e della diaspora, sempre in dialogo con il jazz. Fra qualche giorno, il prossimo 19 febbraio, David Murray compie sessant'anni. Noi stanotte lo festeggiamo in anticipo con una selezione di brani tratti dalla sua sterminata discografia, augurandogli e augurandoci ancora tanta buona musica. Happy Birthday Saxophone Man!

LUCA BANDIRALI. SENTI COME SUONA HIP HOP SENZA PAROLE

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battiti 
invita 

Luca Bandirali 
Senti Come Suona. Hip hop senza parole 
  

Luca Bandirali, docente e appassionato ricercatore musicale nonché conduttore di Hollywood Party, è ospite di battiti nella puntata odierna e ci conduce in un giro di ricognizione sui suoni dell'hip hop. Tralasciando volutamente tutta la parte testuale, ci concentriamo sulle basi, i ritmi, i beat, i campionamenti, le citazioni e gli omaggi in una disamina vorticosa che va da Grandmaster Flash a J Dilla, passando per De La Soul e Public Enemy

HAPPY BIRTHDAY ROBERT WYATT!!!

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Pochi giorni fa, il 28 gennaio, Robert Wyatt ha compiuto 70 anni e noi abbiamo pensato che il modo migliore per festeggiarlo sia quello di offrire un piccolo florilegio di alcuni dei brani che ha scritto e interpretato in una lunga e straordinaria carriera.

Lo abbiamo sempre ammesso, siamo fans incalliti di Wyatt: la sua voce, morbidamente screziata, capace di mescolare gioia e malinconia, è una delle più belle che abbiamo mai ascoltato. Wyatt continua a colpirci con la forza delle sue invenzioni musicali e l'originalità delle scelte di repertorio.

Questa notte ci muoveremo in senso quasi cronologico, tralasciando di proposito tutte le sue collaborazioni e offrendo solo un parziale ritratto della sua carriera…

PEOPLE FUNNY BOY: MR. UPSETTER LEE ‘SCRATCH’ PERRY

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Non c’è bisogno di una ricorrenza speciale, di una data da ricordare, di un motivo particolare per festeggiare Lee “Scratch’ Perry: è sufficiente il desiderio di ascoltare la sua musica.

È quello che facciamo questa notte, saltellando qua e la’ tra la vastissima discografia del padrino del dub e del reggae, un genio della musica - non solo giamaicana.

Inventore di ritmi, audace e innovativo, Lee ‘Scratch’ Perry è un autentico visionario, un creativo rasta dalla personalità controversa, la cui longevità musicale è impressionante, attivissimo ancora oggi a quasi ottanta anni come lo era nelle dancehall di Kingston degli anni cinquanta!

 



VIOLONCELLO BASTARDO

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Violoncello bastardo è il titolo di una composizione di Ernst Reijseger che abbiamo preso in prestito scherzosamente per questa puntata interamente dedicata al violoncello e in particolare a quei musicisti che hanno voluto portare il bellissimo suono di questo strumento dalla lunga e nobile tradizione classica in altri contesti. Questa notte percorriamo, in una selezione forzatamente limitata, le tante strade che vedono e hanno visto il violoncello protagonista nelle avventure musicali più diverse, dal jazz all’avant-rock, dall’elettronica alla musica improvvisata. 

 

WONDERLAND

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Senza motivi speciali, ma solo per passione, dedichiamo la notte a uno dei soulmen più prolifici della musica nera. Cieco dalla nascita, Stevie Wonder fin da bambino cantava, suonava il pianoforte, l'armonica a bocca e la batteria.

A 12 anni ha inciso il suo primo successo per la Tamla cui ne sono seguiti altri per tutti gli anni '60. Ma la vera svolta è arrivata con la pubblicazione di Music Of My Mind, Innervisions, Talking Book, dove si sgancia dal suono tipico della Motown per immergersi in una personalissima miscela di funk, rock e soul, con una particolare attitudine per le ballad.
Ascoltiamo parte della sua discografia sorvolando la sua carriera dagli inizi ai lavori più recenti.

SLIDE & THE FAMILY BONE

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Stanotte viaggiamo sulle onde del trombone, uno strumento speciale, meraviglioso, che sorprende sempre. Strumento che agevola progetti trasversali e avvicina linguaggi musicali differenti, ci porta a inseguire intrecci particolari tra avanguardia, funk, jazz, reggae e sonorità da banda di paese.
I nostri variegati ascolti passano da grandi trombonisti - gli italiani Gianluca Petrella e Mauro Ottolini, i maestri Fred Wesley, Ray Anderson, Craig Harris, Phil Ranelin e Rico Rodriguez – e dalle Brass Band di ottoni come la Brass Fantasy di Lester Bowie e le orchestre balcaniche.
Il trombone e’ una meravigliosa macchina da suoni...

SHOUT!

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Per molto tempo gli afroamericani hanno avuto un unico strumento di espressione: la voce. Hanno generato work songs, spirituals, gospel e, appena gli è stato concesso, intrattenimento nelle sue varie forme.

Questa notte Battiti esplora una delle direzioni prese dal canto jazz, inseguendone alcune diramazioni e ascoltando alcuni degli artisti che come bluesmen hanno pianto le pene di un popolo, come shouters le hanno urlate, sull'onda del rhythm & blues le hanno liberate con il ballo, come attori hanno intrattenuto e reso spettacolari le loro esibizioni e infine come predicatori hanno mandato in visibilio intere generazioni.

Ne approfittiamo per riascoltare il blues struggente di Jimmy Rushing e quello potente di Big Joe Turner, Billy Eckstine, Cab Calloway e cantanti della generazione successiva come Lou Rawls e Joe Williams, senza dimenticare anche voci meno conosciute, ma ugualmente emozionanti come quella di Billl Henderson e Joe Lee Wilson.

 

 

 

 

IT’S A FAMILY AFFAIR: SLY & THE FAMILY STONE

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Sly & The Family Stone sono decollati nel marzo del 1967 con una musica che nessuno aveva fatto mai, ma che parlava a molti. Soul, Gospel e Rock psichedelico venivano frullati con una libertà che parlava di inclusione tanto quanto i diversi colori delle loro pelli, la presenza maschile e femminile, la stravaganza dei loro vestiti e soprattutto i testi delle loro canzoni. Nel 1969, all’apice del loro successo, Sly Stone era diventato icona e messaggero di un'istanza di pace e di fratellanza in un’America per niente pacificata. Forse questo o forse altro lo spinse a rinchiudersi in sé stesso, a puntare su una creatività autosufficiente, a fare una musica molto più scura e ancora più innovativa. E’ questa la storia che cerchiamo di tracciare questa notte a Battiti, senza alcuna pretesa di completezza e grazie alla nuova pubblicazione della Light In The Attic – I'm Just Like You: Sly's Stone Flower 1969-70 – che ci racconta di un aspetto di Sly Stone rimasto sconosciuto ai più.

OGUN RECORDS

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Con un'intervista a Hazel Miller, il contributo di Riccardo Bergerone e una testimonianza di Mike Cooper.  
Fondata nel 1974 dal contrabbassista sudafricano Harry Miller e la compagna Hazel Miller, Ogun è l'etichetta discografica nata allo scopo di documentare la musica prodotta dall'incontro tra il Jazz sudafricano esiliato a Londra nei primi anni settanta e la crema del Jazz d'avanguardia britannico. A quarant'anni di distanza, grazie alla gestione diretta di Hazel Miller e nonostante la scomparsa di molti dei musicisti di riferimento, la Ogun continua nella sua impresa.  
L'intervista è stata registrata presso Blutopia di Roma lo scorso 4 ottobre in una serata arricchita dalla mostra delle copertine dei dischi Ogun a cura di Fabrizio Spera e Roberto Corinaldesi.

HENRY COW AND OTHERS PLAY THE MUSIC OF LINDSAY COOPER

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È da non perdere il concerto Henry Cow And Others Play The Music Of Lindsay Cooper che ci sarà a Forlì domenica 23 novembre organizzato da Area Sismica.
Basta solo leggere la lista delle formazioni (Henry Cow, News From Babel, Oh Moscow!) e dei musicisti - Chris Cutler, Fred Frith, Tim Hodgkinson, Dagmar Krause, Zeena Parkins, Veryan Weston, Phil Minton, Alfred Harth, John Greaves, Sally Potter, Anne-Marie Roelofs e Michel Berckmans - che si alterneranno sul palco per ricordare la straordinaria musicista britannica ad un anno di distanza dalla sua scomparsa.
Ne parliamo al telefono con Ariele Monti mentre noi ne approfittiamo per rinfrescare la memoria con una piccola selezione di musiche provenienti da quel pianeta...

JACK BRUCE

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Una notte intera dedicata a Jack Bruce, scomparso pochi giorni fa. Cantante, bassista, compositore, Bruce ha attraversato stili e generi differenti attraverso una miriade di collaborazioni durante mezzo secolo di carriera.

Gli ascolti andranno dalle prime prove con Alexis Korner e Graham Bond ai tanti album a suo nome, passando ovviamente per i Cream e senza dimenticare i suoi incontri con Carla Bley, Frank Zappa e Kip Hanrahan

THERE'S A TRUMPET IN MY SOUL

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"There's A Trumpet In My Soul" è il titolo di un disco di Archie Shepp che si adatta perfettamente ai tre protagonisti della puntata di stanotte: Chet Baker, Art Farmer e Clifford Brown, tre trombettisti che hanno lasciato il segno. Anagraficamente vicini e musicalmente diversi, le loro strade si sono incrociate, nella vita o nel pensiero, più di quanto si crederebbe. Stanotte ripercorriamo una parte dei loro percorsi grazie a tre pubblicazioni di nota: il libro di Matthew Ruddick, "Funny Valentine. La vita di Chet Baker", pubblicato da Arcana; il cofanetto "Art Farmer - The Complete Remastered Recordings on Black Saint & Soul Note"; il triplo cd Brownie Speaks. The Complete Blue Note Recordings”.

EASY WRITERS

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Nella storia della musica, per una congiunzione di eventi più o meno fortunata, ci sono dei brani che nel tempo hanno acquisito una vita indipendente dal proprio autore, in alcuni casi oscurandone la fama. Altre volte sono stati catturati da interpreti che li hanno indossati così bene, da farli quasi coincidere con la propria immagine più che con quella di chi li ha creati.

Otis Redding ne sapeva qualcosa: Respect è di Aretha Franklin? E anche J.J. Cale, autore di Cocaine o Tito Puente con Oye Como Va. Ci sono tanti esempi del genere, associati a diversi contesti.

Cercando uno dei percorsi possibili nelle fitte trame della storia, vogliamo ricongiungere alcuni di questi brani ai propri autori, ascoltando le versioni originali, ripercorrendone la genesi oppure dando spazio al musicista che li ha composti.

PHAROAH SANDERS

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A quaranta anni dalla sua prima incisione e a pochi giorni dal suo compleanno (il 13 ottobre del 1940) dedichiamo una puntata intera a Pharoah Sanders. Pilastro del nuovo corso di John Coltrane, compagno di strada di Alice Coltrane, il Faraone del jazz ha percorso una lunga strada caratterizzata dal suono ampio, rotondo, ricco di armonici del suo sassofono e dalla ricerca inesausta di una musica che fosse il frutto della elaborazione collettiva. Questa notte tracciamo una ipotesi di percorso a partire dalle sue collaborazioni e privilegiando il primo intenso decennio della sua attività.

PUNK 'N' ROLL

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È un filo sottile o piuttosto una robusta fune a collegare il primo punk rock al rock ‘n’ roll?
È soltanto irriverenza la cover di Johnny B. Goode dei Sex Pistols?
Due grandi rivoluzioni che, in modo diverso, hanno messo a soqquadro il circuito musicale, due musiche che nonostante le apparenze hanno molti punti di contatto.
E stanotte è una data letale a dare sostegno al nostro percorso: il 12 ottobre del 1971 scompare uno dei principali artisti del primo Rock ‘n’ Roll, Gene Vincent, e sempre il 12 ottobre, ma del 1978, viene trovata morta al Chelsea Hotel di New York la giovanissima Nancy Splugen, compagna di Sid Vicious.
Chuck Berry, Sex Pistols, Buddy Holly, Ian Dury, Ramones, Eddie Cochran, Dead Kennedys e tanti altri esponenti di queste storiche generazioni di musicisti si ritrovano mescolati nella nostra notte al ritmo di grandi classici ‘primitivi’ e ‘innovativi’.

UN MONDO DI JAZZ

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Questa notte andiamo a scovare insediamenti di jazz in varie musiche del mondo. Dall'hindo all'ethio jazz passando per i Caraibi, con musicisti come Henri Pierre Noel e afrocubani come Ray Barretto e Machito, fino ad arrivare al Sudafrica con il jazz di Hugh Masekela e la voce di Angelique Kidjo.

JAZZFESTIVAL SAALFELDEN 2014

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Vi portiamo in Austria, anzi in Tirolo, aSaalfelden, dove ogni anno e per la 35esima volta si tasta il polso del jazz internazionale in uno dei festival più importanti e ben organizzati d’Europa. Un programma articolato e vario, con vecchie glorie e nuove promesse, che questa notte ripercorriamo rintracciando quegli stessi suoni nella loro veste discografica. Ascolteremo Henry Threadgill,The Young MothersMarc RibotErik Friedlander e tanti altri. Le quattro giornate di fine agosto 2014 ci hanno detto che il paziente sta bene, benissimo, basta stare con le orecchie e gli occhi ben aperti.


NARRAZIONI ELETTRONICHE

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Spesso quando parliamo di musica elettronica pensiamo a una musica dura, pesantemente ritmica oppure al contrario completamente astratta. Esiste invece un'elettronica che potremmo quasi definire gentile e che ben si adatta all'arte del narrare.
Ne rintracciamo alcuni esempi questa notte, muovendoci tra aree molto diverse da loro e sconfinando talvolta nella musica più propriamente elettroacustica che flirta tavolta con il pop.
Ascolteremo le voci di Georgia Anne Muldrow, degli Shabazz Palaces e di Gil Scott-Heron, delle poetesse Jean Binta Breeze e Isabella Bordoni e concluderemo, invertendo la prospettiva, con la madrina Laurie Anderson e il suo brano più famoso: O Superman. (da quanto non lo ascoltavate?) 



SOY SAHARAWI. MARIEM HASSAN

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È la straordinaria voce di Mariem Hassan a punteggiare la nostra notte, una voce che spezza il silenzio calato sulla tormentata storia del popolo Saharawi.

Cantante cresciuta nei campi profughi tra Algeria e Sahara Occidentale, ora in esilio in Spagna, Mariem Hassan è la voce musicale di un popolo che, attraverso una resistenza anche artistica e culturale, continua a lottare perché venga riconosciuto il proprio diritto all'autodeterminazione.

Nella lunghissima vicenda musicale che l’ha vista protagonista Mariem Hassan ha rimodellato l’Haul - l’antica musica tradizionale saharawi - e in questa esperienza è maturato il suo canto, ricco e intenso, fortemente legato al desiderio d’indipendenza del suo popolo.

Ascoltiamo ‘la Voz del Sahara’ dai dischi pubblicati a suo nome per l’etichetta spagnola Nubenegra, dal cofanetto “Sahrauis. The Music Of The Western Sahara”, dalle registrazioni effettuate nei campi profughi per “Sahrawi. Voci distanti dal mare” e dalla raccolta “Medej. Cantos Antiguos Saharauis”. Oltre a lei ascoltiamo altri esponenti di spicco della musica saharawi quali Aziza Brahim e Baba Salama.

ERIC DOLPHY: THE PROPHET

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The Prophet è una composizione che Eric Dolphy scrisse in omaggio a Richard Jennings, l’artista che disegnò le copertine dei suoi primi due dischi. Ma forse il profeta era proprio lui, autore di una rivoluzione mite ma musicalmente dirompente di cui si sono visti i frutti solo tempo dopo. Come strumentista e compositore ha lasciato un’impronta indelebile su molti capolavori dei primi anni ‘60 – dal colemaniano Free Jazz a Point Of Departure di Andrew Hill, alle imprescindibili collaborazioni con Mingus e Coltrane. Dolphy morì in ospedale a Berlino il 29 giugno 1964 a soli 36 anni per un diabete non diagnosticato. Noi questa notte lo vogliamo ricordare a cinquant’anni dalla scomparsa e lo facciamo con il prezioso contributo di Claudio Sessa, autore di “Il marziano del jazz. Vita e musica di Eric Dolphy” (Luciano Vanni Editore) e con tanta bella musica.

PUNTO.IT

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La puntata è completamente affidata alla musica italiana di ricerca, elettronica, elettroacustica e dintorni, con una serie di pubblicazioni recenti di autori più o meno giovani a testimoniare una grande vitalità degli autori di casa nostra, pur nella estrema diversità delle ispirazioni di ciascuno. Tanti i progetti e le formazioni che presentiamo nel corso della scaletta con particolare menzione per GustoForte e Le Forbici di Manitù, il cui agire è permeato da un genuino senso di inafferrabilità.

MY ROOTS ARE IN MY RECORD PLAYER: MIKE COOPER

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Che cosa ascoltava Mike Cooper tra la fine degli anni '60 e l'inizio dei '70? 
Quali dischi giravano nel suo impianto quando incideva album come Trout SteelPlaces I KnowThe Machine Gun Co.? Quali le influenze e gli stimoli che riceveva dai musicisti suoi contemporanei?
Mike Cooper, chitarrista, esploratore sonoro e avventuriero musicale, inglese di nascita ma residente a Roma da tanti anni, è ospite nei nostri studi con una selezione particolarissima nella quale spiccano gemme come Steve MarcusTim BuckleyCaptain Beefheart eVan Morrison

SOUL 'N' JAZZ

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Sono molti i cantanti che hanno prestato la loro voce soul al jazz, sia partecipando a sedute di registrazione con jazzisti, che rendendo omaggio ai loro numi tutelari o ancora interpretando standard. Due mondi strettamente imparentati tra loro, con dei confini all'occorrenza ben definiti, che si incontrano, si rincorrono e si ascoltano reciprocamente. James Brown con la big band di Louie Bellson, Aretha Franklin con il gruppo di Ray Bryant, Ray Charles con l'orchestra di Quincy Jones, Fontella Bass e l'Art Ensemble of Chicago, Lou Rawls con Les McCann, Marvin Gaye che rende omaggio al grande Nat King Cole, saranno tra i protagonisti del nostro Soul 'n' Jazz.

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CHRISTIAN FENNESZ

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Puntata monografica dedicata ad una delle grandi firme delle nuove musiche digitali, ovvero l’austriaco Christian Fennesz. Lo seguiamo durante tutto il corso della sua carriera, dagli inizi di stampo math rock col trio Maische, attivo alla fine degli anni ’80, fino al successo internazionale ottenuto con gli album solisti “Endless Summer” e “Venice”. Ovviamente non trascureremo le tappe intermedie: il sodalizio con le etichette Mego e Touch, le collaborazioni con Ryuichi Sakamoto e Patrick Pulsinger, le varie formazioni di impostazione improvvisativa quali Polwechsel, Till The Old World’s Blown Up And A New One Is Created, Regenorchester XII, i progetti di stampo più concettuale con Jim O’Rourke e Peter Rehberg o con Zeitblom e Rantasa.

PODCAST

 

IL MONDO ELIOCENTRICO DI SUN RA

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Della sua nascita Sun Ra non ha mai voluto parlare, a volte diceva di non avere una madre, altre di essere giunto da Saturno, ci perdonerà quindi se festeggiamo il suo centenario con qualche giorno di ritardo, ricordando al tempo stesso che oggi è anche il novantesimo compleanno di Marshall Allen, attuale leader dell'Arkestra. Herman Poole Blount, quale che fosse il suo luogo di provenienza, ha saputo creare su questa terra una forma artistica tutta sua, in cui la musica - il jazz in particolare - era uno strumento per creare un mondo migliore, per ricostruire attraverso i miti del passato egizio e del futuro spaziale un terreno esistenziale per gli afroamericani, per l'uomo invisibile - così come lo chiamava Ralph Ellison. Musicista, poeta e filosofo, Sun Ra ha attraversato la storia del jazz elaborandone gli idiomi - dallo swing al free - da visionario e anticipatore qual era, influenzando generazioni di musicisti degli ambiti più diversi. Questa notte a Battiti lo ricordiamo tracciando uno dei tanti percorsi possibili all'interno della sua sterminata discografia con molti classici e qualche rarità… Hereby, our invitation / We do invite you / To be of our space world.

ECCENTRICHE

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Questa notte proponiamo una deriva attraverso una serie di voci femminili accomunate da un gusto e/o da una pratica dell'eccentricità. Artiste che si sono mosse fuori dal seminato, fuori dalle regole imposte sia per stili di vita che per scelte musicali, accostate in una ipotesi di percorso che è anche l'occasione per riascoltare splendida musica. Tra le protagoniste della scaletta Lydia Lunch, Nina Simone, Diamanda Galas, Leslie Winer...

HYPERDUB

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Festeggiamo anche noi i dieci anni della Hyperdub con una puntata interamente dedicata alle pubblicazioni dell’etichetta britannica. Fondata da Kode 9 nel 2004, la Hyperdub è diventata da subito centro nevralgico del dubstep in terra d’Albione per poi ramificarsi e abbracciare in modo più ampio varie espressioni della dance music inglese. Produttori come Burial, King Midas Sound, Dj Rashad (alla cui scomparsa improvvisa rendiamo omaggio) e lo stesso Kode 9, oltre a DVA e Space Ape, si rincorrono nella notte di Battiti in delicato equilibrio su potenti linee di basso.

 



ITALIAN DREADS

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Torna il reggae nella notte di Battiti in questo secondo appuntamento che dedichiamo interamente alla musica in levare giamaicana mettendo a fuoco questa volta i ritmi che si producono da tanti anni qui da noi, in Italia.
La scena reggae della nostra penisola è cresciuta tantissimo dagli anni ottanta in avanti, si è consolidata e si fa apprezzare sempre di più; uno sviluppo trasversale da sud a nord che coinvolge centinaia di gruppi e cantanti diversi.
Tanti gli artisti che ascolteremo insieme come Mama Marjas, Lion D, Alborosie, Raphael, Ras Tewelde, Baracca Sound, The Reggae Circus e tanti altri capaci di associare i ritmi originari dell’isola caraibica e i suoi forti contenuti culturali al contesto locale.

THE EX

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L’intera puntata è dedicata agli Ex che quest’anno compiono trentacinque anni di attività. Un percorso lungo e sorprendente, aperto a suoni e culture diversi con cui misurarsi, divertirsi, scontrarsi, arricchirsi. Insieme e separatamente i membri della band olandese hanno incontrato le musiche etiopiche, gli improvvisatori di oggi e di ieri, l’avant-rock, l’elettronica, la poesia sonora e tanto altro. Tra i compagni di viaggio che ascolteremo questa notte ci sono Han Bennink e i membri dell’ICP, Tom Cora, Jon Langford, Getatchew Mekuria, Tsehaytu Beraki, Anne-James Chaton, Dj Rupture, Yannis Kyriakides, Ken Vandermark e Paal Nilssen-Love.
Come ci ha detto Terrie Ex: “non siamo legati a un unico linguaggio, non ascoltiamo solo punk ma prendiamo ispirazione anche da altre musiche. Ascoltiamo e collaboriamo in tutta libertà. Per noi suonare insieme è anzitutto una grande avventura”.

DALLE PARTI DEL GREENWHICH VILLAGE

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Sulla scorta dell'ultimo film dei fratelli Cohen, ispirato alla figura di Dave Van Ronk e, soprattutto, a partire dall'autobiografia di quest'ultimo appena tradotta in italiano, ci inoltriamo nel Village di New York per raccontarne alcuni dei protagonisti che hanno fatto la storia del folk revival degli anni '60. Iniziamo con i padri fondatori - da Woody Guthrie a Leadbelly, da Odetta a Pete Seeger - per soffermarci su quella vasta scena che ha visto in Bob Dylan il culmine e, contemporaneamente, colui che ne ha segnato il declino, ascoltando le musiche diTom Paxton, Phil Ochs, Karen Dalton e tanti altri.

NICO

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Monografia dedicata a Nico: modella, attrice, chanteuse misteriosa ed affascinante, femme fatale e icona oscura della musica rock a partire dagli anni ’60, con e senza Velvet Underground. La ricordiamo a ventisei anni dalla prematura scomparsa -  era il 18 luglio 1988 e Nico non aveva ancora compiuto cinquant’anni - con una serie di ascolti dalla sua parsimoniosa discografia. Vi proponiamo estratti dai soli sei album ufficiali pubblicati in circa vent’anni di carriera, ma li condiamo anche con qualche outtake e rarità, come il duetto con Marc Almond registrato poco prima della morte e pubblicato postumo nell’album “The Stars We Are” o il seducente tema della colonna sonora di “Strip-Tease” scritto per lei da Serge Gainsbourg (nella pellicola del 1963di Jacques Poitrenaud era cantato da Juliette Greco).

WE GOT ELLA!

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Quando Norman Granz fondò la Verve per dare risalto alle pubblicazioni di Ella Fitzgerald, sapeva che la signora del jazz sarebbe diventata la voce più famosa della musica afroamericana. Ecco perché fece carte false per averla. Aspettò a lungo che il contratto della cantante con la Decca finisse e nel 1956, quando finalmente poté pubblicare i suoi dischi, gridò al mondo intero "We Got Ella!" come slogan per pubblicizzare il  marchio.

REGGAE NIGHT

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Questa notte festeggiamo l'entrata in vigore dell'ora legale con la musica più solare che ci sia: il reggae! Ci facciamo trasportare da brani intramontabili e ritmi irresistibili che hanno fatto la storia della musica in levare giamaicana con una selezione di grandi classici che hanno conquistato le piste da ballo e intere generazioni di appassionati. E quindi brindiamo al suono delle belle e varie voci di Burning Spear, Junior Murvin, Horace Andy e Dennis Brown; con i ritmi ciondolanti di Lee 'Scratch' Perry e la poesia di Linton Kwesi Johnson, con i classici di Jimmy Cliff e Desmond Dekker, e chiudiamo con il fuoriclasse di sempre Bob Marley.


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JASON ADASIEWICZ: UN COLPO BEN ASSESTATO

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Il vibrafonista Jason Adasiewicz fa parte di quella nuova generazione di ottimi jazzisti sulla trentina che sembrano aver superato in maniera brillante il problema di identità linguistica, così come il concetto di post-moderno, per il semplice fatto di esser cresciuti in un mondo sonoro già poliglotta. All’interno di questo gruppo nasce Living By Lanterns – un progetto che prende spunto dalla musica di Sun Ra senza rimanere intrappolato in una mitologia sin troppo facile e abusata, e nostro punto di partenza per la lunga intervista che vi proponiamo questa notte. Sarà Adasiewicz stesso a raccontarci dei suoi progetti passati, presenti e futuri e delle sue tante collaborazioni con Mike Reed, Peter Brötzmann, Joshua Abrams, Nicole Mitchell e Rob Mazurek, tra gli altri.

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JOHN LURIE & THE LOUNGE LIZARDS

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Il loro album di debutto ha segnato profondamente la scena newyorchese e internazionale post no wave e da allora John Lurie e i Lounge Lizards hanno inanellato una serie di lavori di abbagliante bellezza. Questa notte è dedicata a John Lurie che ascolteremo sia con la sua compagine più nota che come autore di colonne sonore. Non trascureremo però né la sua National Orchestra né l'enigmatico personaggio noto come Marvin Pontiac, attarverso il quale Lurie svela la sua anima più legata alla canzone e alla musica nera. Un ritratto a tutto tondo perché, come dice un caro amico, John Lurie ci manca tanto…

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THE BLUES

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Vite affogate nel blues
è il titolo del bel libro che ci fa da guida in questo percorso alla fine del quale ci ritroveremo proprio inzuppati di blues. Ci muoviamo tra incisioni che risalgono agli anni venti e trenta – con alcune delle voci storiche della musica nera americana e del blues pre-bellico – e incursioni nel blues revival degli anni sessanta e settanta.
È un viaggio alle radici del blues in compagnia di uomini e donne dalle vite spesso burrascose come Charley Patton, Bukka White, Mississippi John Hurt, Skip James, Memphis Minnie e tanti altri meno noti. Ospite telefonico della serata sara’ proprio l’autore del libro Roberto Menabò.

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TUTTO QUELLO CHE AVRESTE VOLUTO SAPERE SU PASCAL COMELADE E OLTRE



Se fosse un supereroe sarebbe il pianista mascherato, arma letale il suo pianoforte giocattolo…: è il compositore e musicista franco-catalano Pascal Comelade, cui dedichiamo per intero la puntata domenicale. Attraverso ampi estratti dalla sua copiosa discografia ne raccontiamo l’arte e la vita, dai primi passi intorno alla metà degli anni ’70 ai giorni nostri, dagli inizi influenzati dalla musica elettronica e dal minimalismo storico alla repentina sterzata verso una musica giocosa che metabolizza e macina generi e suoni a trecentosessanta gradi. Sardana, polka, bolero, valzer, rocanrol, blues e molto altro sono state passati al setaccio in tutti questi anni, grazie anche alle squinternate orchestrine che Comelade si porta dietro dal 1983 (Bel Canto Orchestra ed eredi), alle fantasiose cover di pezzi celebri e alle collaborazioni con musicisti internazionali più o meno noti, da PJ Harvey a Robert Wyatt, da Pierre Bastien a Jaki Liebezeit dei Can.

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LOVE GOES TO BUILDINGS ON FIRE: 5 ANNI A NEW YORK CHE CAMBIARONO LA MUSICA PER SEMPRE



 
“Sono gli anni in cui tutti creano”, cantava Patti Smith in una sua canzone. Ed è vero. Tra il ’73 e il ’77, in una New York in pieno degrado, l’arte fioriva e la musica pareva riempire ogni angolo di strada. In un momento di passaggio e al tempo stesso di grande apertura, i linguaggi musicali si contaminavano in un sistema di vasi comunicanti, in un territorio dove la condivisione degli spazi –  dai locali ai loft, dagli studi di registrazione alle abitazioni – era quotidiana. Punk-rock, art-rock, salsa, disco, free-jazz, etno-jazz e minimalismo convivono gomito a gomito nel viaggio sonoro di questa notte che vuole essere anche un piccolo assaggio della storia raccontata nel bel libro di Will Hermes, “Love Goes To Buildings On Fire. Five Years In New York That Changed The Music Forever”.

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LUNARIA



La voce di Rosa Balistreri  mette a dormire il sole e con quella di Etta Scollo la luna sorge già piena, piena cioè anche di storie, riflessi, utopie, oggetto di sguardi voluttuosi e poetiche esplorazioni. Punto di partenza lo studio palermitano dello scrittore Vincenzo Consolo, divenuto studio anche di registrazione per la nuova forma assunta dalla “favola teatrale” Lunaria. Da qui si sorvola l’Andalusia lunatica di Garcia Lorca, incendiata dalle grandi voci del flamenco o dalla sensualità pasionaria di Robert Wyatt, si scivola in un plenilunio sudamericano intriso di realismo magico e a tratti sciamanico, si sfiora l’Africa al chiar di luna si approda nella cosiddetta mezzaluna fertile del Medio Oriente, terra generosa e inquieta anche musicalmente. Luna che impallidisce a ogni passaggio, fino a diventare, nei versi di Moncef Ghacem messi in musica dalla Pocket Poetry Orchestra, spettatrice impotente degli attraversamenti e degli sbarchi di “chi brucia la frontiera”.

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RY COODER



Artista atipico del panorama musicale, Ry Cooder è uno degli autori più influenti e noti del suono americano sospeso tra folk, blues, western, rock 'n' roll e rhythm 'n' blues. Una carriera straordinaria cominciata con la passione per il blues e il folk americano rurale, proseguita nella Magic Band di Captain Beefheart e poi, nel 1970, con l’esordio discografico omonimo. Gli studi sulle tradizioni americane lo hanno portato alle collaborazioni, divenute celebri, con alcuni maestri di altre culture e tradizioni musicali: indiana, africana e sudamericana. Domenica notte a battiti investigheremo la sua produzione di colonne sonore a partire da quella per “Paris, Texas” di Wim Wenders fino al sodalizio con il regista Walter Hill, con i suoni intensi e stranianti della sua slide guitar.

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DONNY HATHAWAY



In occasione della pubblicazione della quadrupla antologia "Never My Love: The Anthology", Battiti dedica un focus a Donny Hathaway, una delle voci più belle della black music.



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BLACK IS BLACK



Questa notte vi proponiamo un breve viaggio tra le varie declinazioni nel rapporto tra jazz e musica popolare. Great Black Music non è solo uno slogan ma è un modo di intendere la musica di cui troviamo tracce nei brani scritti da Archie Shepp e Albert Ayler, nelle riprese di classici del soul scritti da Marvin Gaye o da Curtis Mayfield, nella musica implacabilmente funky di Miles Davis e di Ornette Coleman e negli scambi con l'hip hop ipotizzati da Steve Coleman.


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ROOM40


 
Lo speciale della notte è una monografia sull’etichetta Room40, fondata a Brisbane nel 2000 dal compositore Lawrence English. Nel corso della puntata proponiamo una serie d’ascolti dal vasto catalogo della compagnia australiana, uno spettro di opzioni avventurose, dall’exotica dell’altro mondo di Mike Cooper all’obscure pop di Leighton Craig, fino ai dischi in bilico tra ambient music e tentazioni avantgarde a firma dei vari Ben Frost, Taylor Deupree, Tim Hecker, Andrea Belfi, Marina Rosenfeld e molti altri.

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AMIRI BARAKA: Lo Stesso Che Cambia



Amiri Baraka
, poeta, saggista, polemista, agitatore culturale è stato una figura di primo piano della scena intellettuale afroamericana. Lo omaggeremo attraverso tanta musica e i ricordi di William Parker, Dimitri Grechi Espinoza, Marcello Lorrai, Alberto Lofoco e Luigi Cinque. Sulla nostra pagina (e anche su facebook) sono inoltre disponibili l'intervista che gli abbiamo fatto in diretta da S.Anna Arresi la scorsa estate e la lunga conversazione con Franco Minganti e Giorgio Rimondi, curatori dell'antologia italiana dei suoi scritti.


Podcast dell'Intervista da S.Anna Arresi


Podcast della Conversazione con Franco Minganti e Giorgio Rimondi


Podcast della puntata

FRANCO D'ANDREA o dell'Invenzione Continua



Dedichiamo la puntata al nostro ospite Franco D'Andrea. Il grande pianista e compositore, fresco di vittoria nel Top Jazz 2013, presenterà il suo nuovo cd dedicato a Thelonious Monk, eseguirà un brano dal vivo e ci racconterà le sue passioni e le sue influenze attraverso una serie di ascolti di grandi del jazz e non solo.

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BRASIL 2014

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Tra art-rock, avantgarde-jazz, elettronica, suoni incidentali, digressioni ispaniche, nuova psichedelia lusofona, pop e ricerca informale, forma canzone perturbata e abitata da tematiche che altrove potrebbero suonare tabù, come il comunismo e la morte. Nuovi sentieri sonori e narrativi della musica brasiliana. Dall’underground paulista di Kiko Dinucci e Thiago França al frullato di “spazzatura polifonica” di Graveola e Luiza Brina  dal post-tropicalismo dei Cérebro Eletrônico (a partire dalla canzone di Gilberto Gil da cui il quintetto paulista prende il nome) alla bossa mutante di Krystoff Silva, dal minimal-rock carezzevole di Fabio Barros alla grinta dark di Ava Rocha.

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VENT' ANNI DI EROSHA

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Erosha compie 20 anni e Battiti festeggia il compleanno dell’etichetta discografica ripercorrendone la storia attraverso le voci di Noemi Bermani, Fabrizio Gilardino, Claudio Lanteri, Andrea Martignoni, Mario Martignoni e gli ascolti estratti dall’eterogeneo catalogo della label indipendente bolognese.

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PLAYLIST 2013 DI ANTONIA TESSITORE

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Il meglio della musica pubblicata nel 2013, secondo Antonia Tessitore




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PLAYLIST 2013 DI LETIZIA RENZINI E LUCA COLLEPICCOLO

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Il meglio della musica pubblicata nel 2013, secondo Letizia Renzini e Luca Collepiccolo

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SAY IT LOUD !

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La storia del rapporto tra diritti civili e musica afroamericana è lunga e articolata: dai canti degli schiavi fino al brano composto da Wyclef Jean sul recente caso di Trayvon Martin, la black music ha sempre commentato, a volte spronato o addirittura anticipato le lotte dei neri d’America. La selezione di questa sera ne è soltanto un assaggio infinitesimale, decisamente e inevitabilmente arbitrario.

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PLAYLIST 2013 DI PINO SAULO

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Il meglio della musica pubblicata nel 2013 secondo Pino Saulo

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SPECIALE ROGUE ART – INTERVISTA A MICHEL DORBON

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Un viaggio intorno ad una delle più significative esperienze discografiche, quella dell'etichetta francese ROGUE ART.
Una lunga intervista al fondatore dell'etichetta, Michelle Dorbon, scandisce una serie di ascolti dal catalogo dell'etichetta, passando da Roscoe Mitchell a William Parker, da Hamid Drake a Rob Mazurek

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PLAYLIST 2013 DI GHIGHI DI PAOLA

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Il meglio della musica pubblicata nel 2013, secondo Ghighi Di Paola

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PLAYLIST 2013 DI MARCO BOCCITTO

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Il meglio della musica pubblicata nel 2013, secondo Marco Boccitto

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PLAYLIST 2013 DI ROBERTO SORIANI E GIANLUCA DIANA

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Il meglio della musica pubblicata nel 2013, secondo ROBERTO SORIANI e GIANLUCA DIANA

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PLAYLIST 2013 DI NICOLA CATALANO

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Il meglio della musica pubblicata nel 2013 secondo Nicola Catalano.

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PRE PUNK

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Questa notte ripercorriamo una storia musicale che si e’ sviluppata tra gli anni sessanta e settanta cercando di rintracciare impronte di punk prima del punk. Cantanti e grupppi che in qualche maniera hanno preparato il terreno al punk, canzoni che hanno ispirato centinaia di giovani che sul finire degli anni settanta formeranno gruppi punk in tutto il mondo e adotteranno questi brani come adeguati antenati. Ascolteremo quello che c’e’ stato prima del punk con artisti che, senza essere punk, hanno pero’ stimolato, istigato e in qualche caso anche suggestionato l’immaginario musicale dei 3 accordi e via. Una selezione che attraverso gruppi piu’ famosi come The Stooges e New York Dolls e meno noti come The Monks e Larry Martin Factory ci portera’ ad individuare i germogli e le origini di quella che sara’ una delle piu’ importanti rivoluzioni musicali.




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FRANK ZAPPA Non Mangiate La Neve Gialla



In occasione del ventennale della prematura scomparsa dedichiamo la puntata a Frank Zappa, con ascolti dalla sconfinata discografia del geniale e compianto autore di Baltimora e interventi di alcuni esperti in fatti zappiani. Intervengono ai nostri microfoni la giornalista Alessandra Izzo, amica personale di Zappa, autrice del recente volume “Frank e il resto del mondo” per Armando Curcio Editore”, e altri conoscitori d.o.c. dell’opera di Zappa come il critico musicale Emiliano Li Castro e i compositori e pianisti Marco Dalpane e Massimo Giuntoli che propongono e raccontano le loro scelte musicali.

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SCANNER



 
Puntata monografica dedicata a Scanner ovvero Robin Rimbaud, artista multidisciplinare, critico, saggista, produttore e musicista elettronico di fama internazionale. Nel corso della notte approfondiamo alcuni aspetti della sua discografia, peraltro sterminata, proponendo ampi stralci dai lavori finora pubblicati, sia in proprio che in collaborazione con altri (The Post Modern Jazz Quartet, David Rothenberg, Kim Cascone, Jean-Paul Dessy etc.). Una musica emozionante, ad alto tasso d’evocazione, istantanea sonora e metafora perfetta delle tensioni artistiche a cavallo tra due millenni.


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JOSHUA ABRAMS

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Giunto a Chicago da Philadelphia, e dopo la collaborazione con i Roots, Joshua Abrams si è inserito nella variegata scena musicale della città ventosa attraversandola in lungo e in largo, dal jazz targato Aacm al post-rock, passando per il minimalismo da camera e l’elettronica. Con la sua Natural Information Society, il contrabbassista ha gettato un ponte tra minimalismo, trance music e pratiche improvvisative, pubblicando due tra i dischi più freschi e interessanti degli ultimi anni. A partire da questo progetto (non perdetevi la versione live che trasmetteremo prossimamente nelle serate jazz di Radio 3) e con le parole dello stesso Abrams, a Battiti ci inoltriamo in un mondo sonoro multiforme, stimolante e pieno di cose belle!

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LINDSAY COOPER




Questa notte Battiti è dedicata interamente a Lindsay Cooper, musicista e compositrice britannica scomparsa il 18 settembre scorso dopo una lunga malattia. Lindsay Cooper è un nome fondamentale della musica più avventurosa e ha partecipato con il suo fagotto ad uno degli episodi più interessanti e sperimentali del rock degli anni settanta, gli Henry Cow. Si tratta di un'artista speciale che raccontiamo attraverso i suoi dischi, la sua musica e le tante collaborazioni diverse, da Sally Potter a David Thomas, da Chris Cutler a Mike Westbrook.
Della sua lunghissima carriera musicale e della sua sensibilità femminista e pacifista, ci parlerà anche Alessandro Achilli, profondo conoscitore della Cooper, che sarà con noi al telefono.

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LOU REED

 


Questa notte ricordiamo e rendiamo omaggio a Lou Reed, scomparso giusto una settimana fa a settantuno anni. Una perdita dolorosa per chi ha amato sia la sua musica che il personaggio Reed, per quanto controverso e scontroso potesse essere. Lo facciamo andando su e giù nella sua lunga discografia solista e in quella dei Velvet Underground, proponendo una delle decine di possibili scalette ideali dal repertorio di questa icona del rock più genuinamente metropolitano, tra classici indimenticabili (“Walk On The Wild Side”, “Sweet Jane”, “Vicious”, “Heroin” etc. etc.) e opere decisamente più trasversali e scorbutiche come “Metal Machine Music” o il live “Take No Prisoners”.

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ALBERT AYLER




“Ayler [..] che è appena arrivato da Cleveland, suona già in modo del tutto originale, e la musica che cerca di fare è tra le più emozionanti – e persino spaventose – che io abbia mai ascoltato”, scrisse Amiri Baraka su Down Beat nel 1964. Nella sua breve vita, Albert Ayler suscitò rabbia e indignazione, stupore e ammirazione, indifferenza mai. Un percorso complicato, contradditorio, pieno di punti interrogativi, che viene raccontato da Peter Niklas Wilson nel volume “Albert Ayler. Lo spirito e la rivolta” – libro che ricostruisce le vicende personali e musicali del sassofonista attraverso le testimonianze dei suoi amici e colleghi, e fornisce un prezioso strumento per l’analisi e la comprensione di una musica tanto influente quanto non canonizzata. Ne parliamo con i due curatori dell’edizione italiana: Francesco Martinelli e Antonio Pellicori.

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T.A.C.

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SPECIALE T.A.C.

Nel corso della notte raccontiamo la storia inquieta ed irrequieta di T.A.C. ovvero Tomografia Assiale Computerizzata (più vari progetti paralleli e collaterali), una delle prime e più longeve formazioni post-industrial di casa nostra, attiva dall’inizio degli anni ’80 fino ai giorni nostri. Si parte dagli esordi art-rock a un passo dai Pere Ubu e si arriva alle varie fasi del percorso di Simon Balestrazzi e soci, ritualismo panico-apocalittico, influssi multietnici e fanta-folk, deviazioni avantgarde ed elettro-rumorismo. Una storia lunga e articolata, diventata strada facendo un viaggio senza mappe o una cartografia dell’ignoto, tra emotività acustica e organizzazione elettronica, tra natura e tecnologia, una storia che approfondiamo con l’intervento telefonico dello stesso Balestrazzi.

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TRACCE

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Guardarsi indietro è sempre un modo per preparare al meglio il futuro e allora questa notte indugiamo sui dischi della collana Tracce di Rai Trade, a noi molto cara e molto vicina, che da qualche anno documenta parte della scena jazz e di ricerca contemporanea, sempre in sintonia con la programmazione di Radio Tre e di Battiti.
Sfogliando il catalogo ascoltiamo dal vivo grandi nomi della musica così come giovani talenti, tutto nello spirito che ha caratterizzato ‘Tracce’.


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LA GRAMMATICA DEL JAZZ

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Quando si parla o si scrive si può stabilire – con tutte le deroghe e le sfumature del caso – se un’espressione è corretta o meno. La grammatica serve a questo, indica la giusta via e determina gli errori. Cosa succede invece in un linguaggio come quello del jazz, aperto, ibrido, mutevole, gergale, collettivo e autoriale al tempo stesso? Si può parlare di grammatica del jazz? Come si insegna? E come si relaziona con la lingua scritta e parlata? Queste ed altre domande affrontiamo questa notte a Battiti, a chiusura della giornata proGrammatica indetta da Radio 3, con Stefano Zenni (musicologo), Bruno Tommaso (musicista, didatta) e Luca Ragagnin (scrittore e paroliere).

CONTORT YOURSELF!

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A cavallo tra anni 70 e 80 in area post-punk e no wave si fa strada un nervoso fremito ritmico, qualcosa che assomiglia al funk, ma funk non è. Tra Gran Bretagna, Stati Uniti e Italia, questa notte ci muoviamo in ricognizione delle pulsazioni frastagliate di gruppi che hanno occupato uno spazio di creatività molto particolare tra funk, punk, reggae, dub e jazz.


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CLIFFORD BROWN

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TRASMESSA IL 19 MAGGIO 2013
Prendiamo spunto dalla recente  pubblicazione del cofanetto The Complete Emarcy Recordings Of Clifford Brown per ascoltare la musica di un mostro sacro del jazz.

Stimato dai critici e amato da tutti i musicisti che hanno suonato con lui, Clifford Brown è stato uno di quei jazzisti con il destino tragicamente segnato da una morte precoce. A soli 25 anni ebbe un incidente stradale che tolse la vita a lui e al fratello di Bud Powell, Richie, sconvolgendo tutto il mondo del jazz.

SPECIALE FLYING DUTCHMAN

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A partire dalla bella raccolta “Liberation Music: Spiritual Jazz And The Art Of Protest On Flying Dutchman Records 1969-1974” pubblicata dalla BGP, cogliamo l’occasione per tuffarci a capofitto nel magnifico catalogo della Flying Dutchman, e nel caleidoscopico universo sonoro del suo produttore: Bob Thiele.

PHIL OCHS

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Un insostenibile desiderio di riascoltare le canzoni di Phil Ochs e’ stato il punto di partenza per dedicare all’artista americano la nostra notte di battiti.
Cantante e chitarrista ma anche scrittore e attivista politico, Phil Ochs con la sua lucidità e la sua follia, il suo sarcasmo pungente e la sua musica ha scritto pagine indimenticabili della storia americana degli anni ’60.

A.B. SPELLMAN, QUATTRO VITE JAZZ

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In occasione della Giornata Internazionale del Jazz indetta dall’Unesco, chiudiamo i festeggiamenti di Radio3 presentando il volume di A.B. Spellman “Quattro vite Jazz” appena pubblicato nella traduzione italiana da Mimimum Fax. Il libro è uno dei più straordinari esempi di critica militante e fornisce un ritratto crudo e veritiero della situazione del jazz nell’America degli anni ’60 attraverso le vicende umane e musicali di quattro figure importanti: Cecil Taylor, Ornette Coleman, Herbie Nichols e Jackie McLean.

LOS ANGELES FREE MUSIC SOCIETY

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“Un branco di teppisti!”… Correva il 1977 e così si esprimeva il direttore artistico del Pilot Theatre a proposito dei tipi della Los Angeles Free Music Society nel decidere di cancellarne un paio di concerti già fissati.
I nomi rispondono a quelli dei fratelli Joe e Rick Potts, Tom Recchion, Chip Chapman, John Duncan, Ju Suk Reet Meate e molti altri, spesso attivi in formazioni parallele dagli organici mutevoli (Smegma, Le Forte Four, Doo-Dooettes, Airway, solo per citarne alcune), una combriccola underground animata dalla più sana etica fai-da-te che si fa protagonista della caleidoscopica scaletta odierna.

NINA RETURNS!

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Nina Simone è scomparsa esattamente dieci anni fa (mentre il 21 febbraio ricorrevano gli 80 anni dalla nascita) e questa notte vogliamo ricordarla ascoltando alcune delle sue più memorabili interpretazioni. Dagli studi di musica classica al jazz, dal soul al pop, Nina Simone ha attraversato stili, tendenze, generi con la fierezza e la grazia di una donna profondamente consapevole delle contraddizioni della sua epoca, che l’ha vista protagonista anche nelle battaglie per i diritti civili e per la fine della segregazione razziale.

Little Annie

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Partendo da due nuovi capitoli della carriera di Little Annie - l’autobiografia dal titolo 'You Can’t Sing The Blues While Drinking Milk' e il suo nuovo disco 'State Of Grace' - cogliamo l'occasione per riascoltare questa 'grande' artista americana.

scarica la puntata del 17/02/2013

Omaggio a Lawrence Butch Morris pt. 1

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Era facile voler bene a Butch Morris. Il suo sorriso accattivante, naturalmente seducente, la sua allegria, la sua gentilezza, l’eleganza nei gesti, nell’eloquio, finanche nel vestire. Era bello vedere, toccare quasi con mano, la sua concentrazione assoluta mentre realizzava una Conduction, la dedizione e l’impegno che metteva nelle prove, che duravano giorni e che finivano per diventare una specie di corpo a corpo tra lui e la macchina orchestra. Butch Morris è scomparso per colpa di un male annunciato l’estate scorsa.Cornettista, compositore, arrangiatore e direttore d’orchestra, cresciuto nel solco della grande musica nera e protagonista della loft scene newyorchese, noto soprattutto per lo sviluppo della pratica da lui stesso battezzata Conduction.Sarà la voce dello stesso Morris a raccontarci origini e sviluppi della Conduction in un’intervista che realizzammo con lui nel 2005, così come riproporremo un divertente montaggio commentato dallo stesso Morris dei suoi cinque dischi preferiti e testimonianze di persone a lui vicine.

scarica la puntata del 09/02/2013 

Krautrock vs Neue Deutsche Welle

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La puntata è interamente dedicata ad alcune ristampe dell’etichetta di Amburgo Bureau B che pescano a piene mani nella vasta discografia della musica tedesca, ovvero in quei generi quali krautrock, elettronica cosmica e neue deutsche welle che caratterizzarono il suono della Germania in decenni importanti quali gli anni ’70 e ’80.

scarica la puntata del 03/02/2013 

Andy Bey

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Negli anni '60 con il suo trio vocale Andy Bey infiammava i palchi del Village di New York, in Europa incantava i giovani nei club e ai party privati, entusiasmava i produttori della RCA Victor e della Prestige grazie alla sua precoce abilità pianistica e al suo swing a cui faceva da contrappunto il canto delle sorelle Salome e Geraldine.

Scarica la puntata del 27/01/2013

Black Women: Marva Whitney, Fontella Bass, Jayne Cortez

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Soul, Funk, R’n’B, Blues o semplicemente Great Black Music, come recitava il motto dellla AACM. Marva Whitney, Fontella Bass e Jayne Cortez, tre grandi voci della cultura afroamericana, sono scomparse recentemente e noi le ricordiamo al meglio: ascoltando la loro grande musica!

scarica la puntata del 20/01/2013

Alexis Korner

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Notte interamente dedicata alla musica di Alexis Korner, autore essenziale per la nascita e lo sviluppo del British Blues, appassionata scena musicale sorta in Inghilterra a cavallo tra gli anni cinquanta e sessanta e di cui Korner è considerato il padre fondatore.


scarica la puntata del 13/01/2013

Credits

un programma di Pino Saulo
con Ghighi Di Paola, Giovanna Scandale e Antonia Tessitore

SABATO 21 MARZO 2015
STEVE COLEMAN
E L'ANATOMIA DEL GROOVE


A trent’anni dal suo disco d’esordio Steve Coleman continua a cercare nuove forme di espressione musicale pur mantendo una sua impronta fortissima. Indipendente e determinato, grande catalizzatore e talent scout, il sassofonista ha indagato a lungo la relazione tra linguaggio e musica, in un continuum legato alle culture nere che va dall’antico Egitto alla contemporaneità urbana, dalla numerologia all’hip hop. Una ricerca con una forte componente filosofica e spirituale che rispecchia la sua idea di musica come riflesso della conoscenza e della coscienza dell’individuo. Dopo tanti anni e un nuovo disco in arrivo è evidente l’impatto della musica di Steve Coleman sul jazz e non solo. Questa notte gli rendiamo omaggio con una selezione dalla sua ricca discografia: a partire dall’esperienza del collettivo M-Base, fino alle tante incarnazioni dei suoi Five Elements, alle sue collaborazioni con i rapper e con i musicisti cubani.

DOMENICA 22 MARZO
kRIS DAVIS TRIO + ALEXANDER VON SCHLIPPENBACH TRIO


Anche questa domenica è la musica dal vivo ad essere protagonista della notte. La puntata si apre con la grazia pianistica di Kris Davis in una seduta registrata al Vortex Jazz Club il 4 marzo 2014 con il suo gruppo composto da  John Hébert  al contrabbasso e Tom Rainey alla batteria. Il trio in quell'occasione ha suonato brani tratti dal lavoro Waiting For You To Grow, nel quale Kris Davis sperimenta una gestione dello spazio musicale non convenzionale e combinazioni armoniche creative, in piena sintonia con la sua sezione ritmica.

A seguire tre veterani del jazz sperimentale europeo:  Alexander Von Schlippenbach, Evan Parker e Paul Lovens, rispettivamente pianoforte, sassofono e batteria. Anche in questo caso il concerto proviene da Londra dove è stato registrato nell'ambito del London Jazz Festival. Un'unica lunga traccia durante la quale i tre mostrano di essere come sempre in ottima forma e trasmettono agli ascoltatori la grande complicità artistica che li lega.



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