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Le Diocesi aprano i loro spazi vuoti ai profughi 07/09/2015

Ascoltando la trasmissione di questa mattina ho sentito un sacerdote che asseriva che le Parrocchie in silenzio già fanno quello che Papa Francesco ha auspicato. A me risulta il contrario.
Faccio un solo esempio: nel Molise c'è una Diocesi a Trivento dove esiste un palazzo Vescovile  di notrevoli dimensioni in cui il Vescovo vive in beata solitudine con le sue governanti. Ancora più eclatante esiste un Seminario con un centinaio di stanze chiuso da anni per mancanza di  seminaristi ma rimesso completamente a nuovo (ripeto completamente a nuovo) non so con quali fondi (forse 8 x 1000 ?) Le parrocchie riscuotono ancora i canoni e i censi di arcaica memoria ma di immigrati neppure l'ombra. Inoltre mezzo paese è abbandonato perche pochissime famiglie vi abitano e fa tristezza vedere tante case chiuse da anni ed anni che potrebbero essere adibite allo scopo di cui parla il Pontefice ed anche il Presidente del Consiglio.

Cordiali saluti
Svingo Jan

Questione di onestà, non di metodo 06/09/2015

Dalla Germania non dobbiamo imparare il metodo ma l'onestà.
Al CARA a di Mineo sono stipati il triplo delle persone perché sono pagate tangenti basate sul loro numero e sul loro tempo di permanenza.Tutto qui. Non siamo in presenza di assenza di metodo ma semplicemente di disonestà.

Marco Dall'Ombra

Truffe informatiche; chi ci difende? 26/06/2015

Dopo avere ricevuto l'ennesima e-mail da un truffatore che, con la scusa di problemi organizzativi, mi faceva presente che la mia carta di credito era bloccata ed era necessario ridare i miei dati su di un apposito modulo allegato (per poi usarli per svuotare il mio conto) ho deciso di segnalare la cosa alla polizia informatica.

Il poliziotto che mi ha risposto al telefono mi ha detto che pur conoscendo pefettamente la prassi di quelle truffe, loro sono impossibilitati a fare qualche cosa per scoprire i truffatori perché, dato che essi agiscono sempre da Paesi esteri, per accedere alle informazioni necessarie è indispensabile una "Rogatoria" che comporta una spesa di € 2,00 e che lo stato non  permette quella spesa…!

E' vero che le denunce sono centiania, ma i truffatori sono poche decine e quindi la spesa totale è nell'ordine dei € 200,00..

Così, per risparmiare € 200,00 si lascia che quanche ingenuo cada nelle rete dei truffatori.

Così lo stato difende i suoi cittadini…!!!

Alessandro Mezzano

Davide vs ... Ikea 25/06/2015

Sono un piccolo artigiano. Faccio il falegname. Tante ore di lavoro con margini da fame. Rischio di impresa e 1000 euro al mese di stipendio. Chi garantisce a me il giusto stipendio? Tutti i giorni combatto con la concorrenza del sistema ikea che produce esternalizzando costi e diritti innescando una voragine senza fine. Da questo sistema non si esce.  Il dipendente pubblico compera prodotti fatti altrove portando ricchezza via dal paese. Io però non posso fare altrettanto con i servizi che i dipendenti pubblici offrono. Forse ci vorrebbe un ikea che venda servizi?  Magari che assuma manodopera cinese a costi cinesi per fornire servizi competitivi...

Alex Faggioni

Beni culturali tra valorizzazione e 'zavorra' 08/06/2015

Risposta all'ascoltatore che voleva spezzare una lancia a favore dei lavoratori in sciopero domenica alla reggia di Caserta.

Si tratta di un episodio grave. Avrei detto al signore che l'Italia per risollevarsi deve puntare con forza, convinzione proprio sui sui siti come la reggia di Caserta, unici al mondo come Pompei, Matera, Agrigento, Siracusa. Deve valorizzarli molto di più di come fa ora. Giusto pedonalizzare Via dei Fori Imperiali, giusto curare, mantenere le bellezze dell'Italia e poi venderle nel modo giusto. Turismo culturale, e l'opera lirica dei nostri teatri è parte di ciò, come volano per l'economia. Ma bisogna superare di slancio l'arretratezza, vorrei dire la tristezza degli argomenti del signore, cui non basta rispondere 'si metta nei panni dei turisti in fila al sole', occorre dirgli che quelle piccole sigle sindacali a lui care ormai altro non sono che zavorra.

Ettore Rivarola

Chi era Olivetti 20/05/2015

L' imprenditore non é un amministratore che gestisce l' esistente. L imprenditore non accetta l' esistente, la sua azienda deve essere propulsiva, senza confondere l' espansione caotica con lo sviluppo ordinato, rispettoso degli equilibri dell' ecosistema e dei ritmi vitali della comunità. In questo senso Olivetti era un imprenditore. Trasformò la piccola fabbrica paterna, la prima in Italia a produrre macchine da scrivere, in una grande azienda multinazionale. Ma nulla in lui aveva a che fare con la capacità dei grandi imprenditori di oggi. Infatti egli rifiutava e denunciava il principio dell' aterritorialità su cui si fondano oggi le iniziative spesso piratesche delle multinazionsli che negano ogni responsabilità etica verso la comunità d' origine. Inoltre egli considerava il profitto un obiettivo certamente importante della gestione d' impresa, tuttavia andava conseguito nel tempo, tenendo presenti le caratteristiche umane e dell' ambiente: industrializzare senza disumanizzare. La fabbrica non vive nel vuoto sociale, vive e si sviluppa insieme con la comunità. Olivetti precede di almeno trent' anni l' avvento dell'homo novus del capitalismo moderno che conosce i misteri del potere, é legato all' alta finanza, tende al massimo profitto nel minor tempo possibile, aldilà delle frontiere nazionali. Olivetti vede per tempo i pericoli della speculazione finanziaria, fonte dell' attuale crisi economica. Ma l' uomo che aveva creato un' azienda multinazionale radicata nella comunità culturale del Canavese, che aveva intuito il nesso vitale tra industria e cultura, tanto da considerare le biblioteche del trrritorio parte integrante del salario operaio, non poté impedire che gli avvoltoi scendessero veloci a smembrare la sua ditta, spezzettarla e venderla sul mercato pezzo per pezzo al miglior acquirente.

Nacque ad Ivrea nel 1901 da padre ebreo e da madre valdese. Non ricevette alcuna educazione religiosa ma da adulto si convertì al Cristianesimo. Si laureò in ingegneria e, dopo un soggiorno di studio negli Stati Uniti entrò nella fabbrica paterna come operaio . Divenne direttore nel 1932 , e presidente nel 1938. Fu antifascista, durante la guerra si rifugiò in Svizzera e tenne sempre contatti con la Resistenza. Morì nel 1960, il 27 febbraio ricorrono i 55 anni dalla morte.

Francesca

Scuola, la riforma infinita [3] 15/05/2015

Credo che questa riforma della scuola sia minata dal clima di tensione interno al PD e dalla difficoltà sociale e morale che viviamo noi insegnanti e difficilmente verrà fuori qualcosa di buono. Eppure una riforma della scuola é urgente. Risorse vanno investite per allungare l'orario di apertura dei plessi, implementare le attività culturali extracurricolari e soprattutto tirocini e laboratori, oltre all'omogeneità della qualità nelle zone svantaggiate. Non ho scioperato perché non credo nelle rivendicazioni sui numeri totali o parziali delle assunzioni di massa né credo che questo sia il momento sociale per rivendicazioni salariali ma soprattutto perché non credo in uno sciopero che non contempla, come primo punto, il diritto degli studenti, non votanti, ad avere una buona educazione, impegno che dovremmo assumerci coralmente tutti facendo cosí la differenza con l'UK o gli USA che hanno distrutto la buona scuola per tutti. Ciascuno, insegnante, operaio dovrebbe sapere che la priorità é questa.
Il giorno dello sciopero ho invitato a pranzo una collega, insegna da sette anni, é precaria, contratti rinnovati di mese in mese per sostituzione di malattia, certificati presentati di mese in mese. Sta per avere un figlio e ha portato le sue classi col pancione in gita, al tirocinio, in azienda, zero giorni d'assenza. Il giorno dello sciopero le ho regalato i vestiti smessi dei miei tre figli e abbiamo bevuto ad un'Italia migliore di cosí.

Erika, Parma

Socialismo (sur)reale 11/05/2015

Ho l’impressione che ci stiamo avviando verso il “socialismo reale”: scarsa produzione industriale, abbassamento del livello medio di vita, gente che si arrangia come può e, al di sopra, la “casta” intoccabile e ridanciana…

Cordiali saluti

Luigi Simonetta - Roma

Scuola, la riforma infinita [2] 05/05/2015

Sappiate che, a cinque anni dell'entrata in funzionamento della riforma, i tecnici del ministero non sono stati in grado di disegnare una prova di maturità coerente con le loro stesse direttive, e quest'anno i ragazzi saranno esaminati con i soliti, identici metodi degli anni precedenti. E chi non si è aggiornato di spontanea volontà ha trovato una scusa per continuare a non farlo.

Durante il governo Letta, una ministra proveniente dall'insegnamento, la Carrozza, ci diede l'illusione di volere comprendere in profondità e volere ridare dignità alla docenza. Renzi la eliminò e mise al suo posto la ministra Giannini, che ha elaborato una riforma che vuole fare passare come epocale ma che, è stata fatta con i suggerimenti inseriti in una pagina web chiamata La Buona Scuola, dove chi ha scritto di più e meglio (i presidi che vogliono poteri plenipotenziari) ha avuto la vinta. Questo disegno di legge si aggancia alla riforma Gelmini aggiungendo disordine, senza risolvere il nodo della FORMAZIONE dei docenti in carica e di quelli del futuro. 

I docenti non sono contro la selezione, sono contro la selezione senza criteri chiari. Definite prima come deve essere un docente del terzo millennio, formateci, dateci un margine per assimilare le novità della formazione, immagazzinarle e applicarle in una scuola dove veramente gli alunni siano al centro di tutto. Ci hanno detto e ridetto mille volte come vogliono la scuola del futuro, dopodiché si è lasciato tutto alla volontà del singolo, a costo zero. E vogliono premiare un'eccellenza per la quale esistono dei parametri fittizi, ideali e lontani, ai quali potremmo arrivare se tutti i professionisti della formazione avessero un'istituzione solida alle spalle.  

E una materia così importante e delicata come la formazione delle generazioni future verrà discussa il 19 maggio, in fretta e furia, avendo lasciato solo 48 dei 2000 emendamenti presentati. Io dico che la presente generazione di studenti e quelle a venire meritano maggiore considerazione. Questo disegno di legge è semplicemente una modifica superficiale, senza orientamento, nociva per numerosi versi, e passerà senza discussione. Gli abitanti di questo paese si meritano di continuare avanti così?

Secondo me, siamo arrivati alla goccia che dovrebbe fare traboccare il vaso per ognuno di noi.

M. Mar RamosDocente Tecnico Practico di lingua spagnola.
Pisa

Scuola, la riforma infinita [1] 05/05/2015

Non si dovrebbe fermare soltanto la scuola oggi, si dovrebbe fermare tutto il paese, tutti i genitori e gli imprenditori dovrebbero scendere in piazza a chiedere che la scuola sia la priorità assoluta per l'Italia, e che la si prenda sul serio.
Completamente d'accordo con le telefonate di stamattina di un preside, un padre, due docenti, sullo sciopero di oggi. Tutti hanno ragioni validissime per essere a favore o contro. Ma c'è ancora dell'altro.
Dal 2006 esistono direttive europee chiarissime su come deve essere una scuola evoluta nel nostro contesto occidentale. L'italia le applica in ritardo e a costo zero, senza formare tutti i docenti in servizio né, attenti, le nuove leve.

Faccio un ripasso veloce:
La Moratti aveva indicato la via per il reclutamento degli insegnanti: laurea specialistica per l'insegnamento in ogni facoltà, più un anno di tirocinio formativo. Per avviare questo metodo di selezione, furono chiuse le SISS, ma non attivarono mai le lauree ad indirizzo didattico, quindi iniziarono i concorsi e si crearono le Graduatorie ad Esaurimento. Finite queste, si crearono i Tirocini Formativi Attivi che dovevano funzionare soltanto un anno per coprire il bisogno. Si fece in contemporanea il concorso del 2012. Arrivò la condanna della Corte Europea all'Italia perché manteneva nella precarietà supplenti su posti esistenti, assunti per più di tre anni. Per giustificare aver mandato avanti la scuola con personale non abilitato che adesso addirittura doveva essere assunto si crearono i PAS, Percorsi abilitativi speciali. E di seguito, l'ultima infornata di TFA, ora nelle aule (corsi tutti a pagamento con matricola di più di 3000€).I numeri delle assunzioni annunciate dal governo RENZI non tornano, né con i bisogni materiali della scuola, né con l'esigenza di efficienza e di selezione del personale richieste a gran voce da tutti. In mezzo al caos sopra descritto la formazione dei docenti sulle innovazioni europee non è stata curata, e uno stato che non offre formazione di alta qualità non può pretenderla, e non può selezionare un bel niente.

La ultima riforma Gelmini è entrata a regime pieno quest'anno, in cui si è completato il ciclo di cinque anni dei ragazzi entrati nelle superiori nel 2010. I docenti hanno fatto autoformazione, quasi sempre a proprie spesse, hanno cercato di capire in cosa consisteva questo nuovo corso della scuola votato allo sviluppo delle competenze, senza che sia stato fornito un percorso di riflessione didattica e ricerca metodologica  uniforme in tutte le scuole e gradi per portare avanti una riforma molto profonda, che non era di forma ma di contenuto. [segue]...

Scuola: riforma, ma senza pregiudizi 05/05/2015

Ho qualche amico che insegna negli Stati Uniti e sento spesso sottolineare la qualità superiore della preparazione dei nostri studenti. E  la stessa cosa affermano i miei studenti, che in genere brillano nelle università europee. Perché allora si continua a dire che la nostra scuola è inadeguata? Certo ha delle mancanze e sarebbe interessante poter fare un'analisi approfondita degli aspetti positivi e negativi ... Ma possibilmente senza partire da pregiudizi ideologici.

Silvia da Venezia

Polizia di frontiera 17/04/2015

L’impiego di poliziotti sui treni nelle zone transfrontaliere è una cosa assolutamente comune.   Prima della creazione dello spazio Schengen era normale vedere poliziotti francesi salire sui treni italiani all’ultima stazione prima della frontiera e poliziotti italiani salire sul treno all’ultima stazione francese prima della frontiera.    Oggi a Bruxelles e a Parigi il controllo passaporti per gli Eurostar è fatto da poliziotti britannici e i controlli simili alla stazione di St. Pancras a Londra è fatto da poliziotti francesi e belgi.    

Fabio Colasanti

Eserciti di generali 14/04/2015

Mi sono imbattuto nel Piano di riordino 2014 dell' Autorita Nazionale AntiCorruzione disponibile sulla home page dell'autorità, che ha da poco assorbito l'Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici (AVCP).

Ebbene AVCP vantava una struttura di 336 dipendenti di cui 59 "dirigenti"!!! Un dirigente ogni 5.6 unità di personale!!!

Il "piano di riordino", con l'assorbimento in ANAC di AVCP, passa a 350 addetti, di cui 35 dirigenti: uno ogni 10 persone! E' certo un miglioramento... e non sono ironico. Sono comprensibili le difficoltà ma questi numeri farebbero fallire qualsiasi impresa privata!!!

il compito di Raffaele Cantone è evidentemente purtroppo arduo non solo "fuori"...ma anche "dentro". Gli faccio tutti gli in bocca al lupo possibili

La situazione di cui sopra - purtroppo - è ravvisabile in tantissime strutture pubbliche... Ergo, anzichè produrre norme su norme, occorrerebbe "sguinzagliare" presso gli enti più palesemente in disequilibrio persone serie,  competenti e rigorose all'interno di un quadro di verifiche ispettive con prospettiva a medio lungo termine al fine di concentrarsi su serie analisi organizzative, individuare le organizzazioni pletoriche e palesementi inefficienti, dopodichè lavorare sui processi. Il costo di una task force ispettiva a medio lungo termine, è senz'altro più bassa della somma delle inefficienze che rileverebbe e eventualmente sanerebbe.

Il lavoro di Cottarelli è stato un mero inizio, ma evidentemente non si vuole/riesce andare realmente fino in fondo per mille motivi e resistenze. Fino a che le strutture "gonfiate" a dismisura non cesseranno, non cesseranno neppure gli sprechi e le inefficienze, malagestioni ed episodi corruttivi ad esse collegate.

Andrea da Bologna

Il medico della segretaria 10/04/2015

Sono dal 1982 un medico di Continuità Assistenziale (già Guardia Medica) per 24 ore a settimana, attività libero professionale convenzionata (“assimilata” ufficialmente alla dipendenza, però senza ferie, senza 13ma, senza 14ma, senza TFR), retribuita in base alle sole ore di servizio effettivamente svolte nel mese e per 12 mesi.

Svolgo anche una mia libera professione con una segretaria assunta part-time a 16 ore settimanali.

Per pura curiosità ho chiesto al mio consulente del lavoro di calcolare i maggiori costi per un aumento delle ore della mia dipendente a 24, pari cioè alle mie ore di Guardia Medica.

Ebbene: con le mie 24 ore settimanali ed i miei 12 stipendi di Guardia Medica (notturna,prefestiva e festiva) non ce la farei a pagare le 15 mensilità (12 + 13ma + 14ma + 15ma TFR) + contributi + ferie  della dipendente a 24 ore.

Solo ora scopro quindi che tutti i sacrifici e le responsabilità di un’attività medica d’urgenza svolta finora per 33 anni di notte, nei prefestivi e nei festivi “vale” meno delle 24 ore diurne, tranquille e senza particolari responsabilità di una segretaria.

Siamo sicuri che tutti i liberi professionisti (parlo di piccole realtà che esercitano in zone al più basso reddito pro-capite d’Italia) debbano guadagnare sempre più di un dipendente “a prescindere”, come direbbe Totò?

Perchè lo Stato si arroga il diritto di pagarmi ad ora, senza altri oneri, ed io non posso farlo?

Perché quando queste sperequazioni vanno a vantaggio dello Stato va tutto bene?

Perché l’ufficio del lavoro di noi non si occupa?

Le convenzioni mediche andrebbero sottoposte alla Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, se avessimo dei sindacati decenti.

Un appello finale : c’è nessuno che vuole assumere un medico come segretario a 24 ore settimanali?

Mi candido.

Cordialità

Medico calabrese

FF PP: sicurezza o "gioco dell'oca"? 10/04/2015

Da operatore di Poliza vedo quotidianamente quanto personale viene disperso in funzioni amministrative e a supporto logistico di cinque forze di Polizia.

Per non parlar delle Polizie Locali che operativamente intervengono anche surroga delle FF di PP dello Stato ma in maniera non uniforme a seconda che ci si trovi in una grossa città o in un piccolo Comune.

Mettere mano all'organizzazione di tutte le FF di PP  statali o meno, oltre ad attuare la spending review, alzerebbe i livellli operativi ed aumenterebbe il livello di sicurezza generale.

A titolo di esempio non esaustivo:
molti operatori di polizia vengono utilizzati in attività meramente burocratica - e il più delle volte inutile - per fatti di scarsa rilevanza penale e di assoluta mancanza di impatto con la sicurezza percepita dai cittadini come i procedimenti ai sensi dell'art. 590 del C.P. su incidente stradale perseguibili su querela di parte.

Infatti viene impiegato un operatore di polizia che riceve la querela del ferito.... che la trasmette all'organo di polizia che ha rilevato l'incidente ......che impiega un altro operatore per fare una relazione al giudice di pace su un incidente rilevato già da altri due operatori di polizia .......che trasmetterà alla cancelleria del Giudice di Pace .......che istruirà il procedimento che terminerà nel 99 % dei casi in una remissione di querela a seguito risarcimento......... che verrà depositata presso l' organo di polizia....... che con un suo operatore dovrà farla sottoscrivere al querelato per accettazione........ che la invierà di nuovo al Giudice di Pace perchè chiuda la pratica....   che.....che.......


Cordiali saluti


Berton Michele

La rabbia dei vinti 10/04/2015

Vorrei spezzare una lancia per l'uomo che ha sparato a Milano.
E' troppo comodo sperare che tutti scelgano di rivolgere l'arma contro se stessi quando un paese senza più punti cardinali per chi ha bisogno di VERA  giustizia  ci schiaccia come formiche. In silenzio, uno a uno. La violenza è una sconfitta senza fondo x l umanità. Essere un cittadino italiano che prova a non affondare oggi, è subire violenza. Ogni giorno. Avviene che qualcuno scelga di non soccombere come se niente fosse. E' tristissimo, ma forse bisogna allargare la riflessione.


claudia 

Quanto è difficile essere onesti 09/04/2015

Sono una piccola imprenditrice agricola stufa di sentire come tutti si riempiano la bocca con gli "imprenditori evasori". 
 
Primo: la parte che resta dopo aver pagato tasse, commercialista (obbligatorio di fatto!), IVA (perchè spesso alla fine risulta NON essere una partita di giro a saldo zero), costi vivi di produzione, contributi INPS, spese non detraibili (p. es. se vado a una fiera a vendere i miei prodotti non posso scaricare autostrada e gasolio), la parte che resta non basta per vivere! Non è ammissibile pensare che un imprenditore guadagni meno di un dipendente? Io dico che è assolutamente possibile.

Secondo: l' "imprenditore" è in genere raffigurato come dirigente d'azienda, con numerosi dipedenti, in imprese basate sul profitto. Ma oggi si è tutti "imprenditori"come siamo tutti "clienti" (persino i pazienti di un'ospedale!) .
Un elettricista che vive del suo lavoro, un piccolo agricoltore... moltissime sono "ditte individuali" come la mia; altri sono piccole società familiari o due soci che collaborano per tirare fuori non un profitto, ma lo stipendio! In aggiunta, gli "imprenditori" non hanno tredicesima, disoccupazione, cassa integrazione... Con questo non voglio dire che sia giusto evadere, anzi! Ma ci si renderà conto che bisognerebbe mettere mano a tutto questo.

Terzo: essere onesti. è difficile. Un esempio: in una fiera, scontrini fatti fino all'ultimo centesimo, si resiste eroicamente agli acquirenti che ti dicono:"Non me lo faccia lo scontrino, non importa!".  

Ma la vera grande difficoltà è: perchè siamo noi cittadini a dover fare gli esattori per lo Stato? Il sistema, oltre che insostenibile economicamente (il 22% di Iva è quasi 1/4 del totale!!!! in più ci sono tutte le altre tasse e si arriva facilmente a circa il 50% del fatturato), si affida esclusivamente al senso morale dei cittadini che, in tempi di difficoltà economica, vacilla davvero molto. Gli esattori dello Stato vengono regolarmente stipendiati, perchè io no?
In più,devo pagare un commercialista per districarmi nella contabilità IVA, soldi che incassiamo per conto dello Stato.

Non so immaginare quale, ma dovrebbe esserci un altro sistema....anzi dovrà, perchè se si va avanti così i fallimenti di piccole realtà lavorative aumenteranno ancora.

Se l'IVA fosse, che so, al 5% su tutti i prodotti e nulla per quelli di sopravvivenza, le vendite regolari aumenterebbero e i prezzi dovrebbero diminuire. Ogni volta che aumenta l'IVA aumenta l'evasione, perchè è più allettante la fetta di soldi "risparmiati" da chi acquista.

[...] Abbiamo raggiunto il paradosso che per la complessità e farraginosità delle leggi è più facile infrangerle che seguirle! Non dovrebbe essere il contrario?

Isabella

730 'pre-complicato' 21/03/2015

In attesa di approfondimento in tema di 730, mi permetto di confermare le osservazioni del signore che è intervenuto stamane in trasmissione.
I due CAF che ho consultato in merito ( UIL e ACLI) mi hanno recentemente precisato che chi intende rivolgersi a loro per gli adempimenti di inoltro on-line del 730 devono sottoscrivere una delega al CAF e pagare una parcella ( di importo in corso di definizione ) oltre a compilare il mod. 730 ordinario (cartaceo) con la documentazione integrativa.
Se così è, al momento non si può parlare di semplificazione. Una volta bastava una telefonata al CAF per prenotare la visita per l’inserimento on-line del 730 cartaceo precompilato senza spendere nulla.
Mi è stato detto che la spesa copre la responsabilità che ora sarebbe del CAF e non più del contribuente in caso di errori; però la spiegazione non è molto convincente.
 
Gianni Matteuzzi

Anche il lavoro è capitale 10/03/2015

La polemica sui licenziamenti ho lasciato spazio a quella che mi sembra una aberrazione:i datori di lavoro si diletterebbero in un gioco, consistente nel considerare i dipendenti come birilli, divertendosi da pazzi a licenziarne ora uno ora l’altro. Mi sembrerebbe utile una voce correttiva.
Un’azienda è costituita da attrezzature e mano d’opera. Gli addetti imparano e diventano esperti, tanto da creare delle carenze se escono dall’azienda. Nessun imprenditore desidera liberarsi di maestranze abili e produttive, considerandole come capitale aziendale. Il problema semmai è che il bravo lavoratore può andarsene, diventare imprenditore e fare concorrenza.

Paolo Mazzi
Treviso

Giustiziare NON è fare giustizia 15/02/2015

Per favore aboliamo la parola giustiziare.
Non si giustizia mai: si assassina uccide ammazza. 
Non si giustizia negli Usa, dopo un regolare processo.
Tanto meno un povero copto finito nelle mani di assassini (parola di radice araba!) dell'Isis.

Grazie
Alessandra

Si fa presto a dire bonifica... 13/02/2015

Ci terrei molto a dire tre cose sull'argomento inquinamento industriale che è una delel più grandi tragedie in questo Paese, essendo gestito dalle mafie e quindi totalmente incontrollabile.
Primo, bisognerebbe proibire l'uso della parola "bonifica". Questa parola viene usata troppo a casaccio. E' impossibile bonificare un'area dove, ad esempio, metalli pesanti vengono trascinati in profondità dalle acque pluviali. Cosa si fa, si asporta terreno per una profondità di centinaia di metri? E dove lo si mette? In conclusione, la bonifica non sempre è possibile, anzi quasi sempre impossibile, e il fatto che si dica che i terreni vadano bonificato implicitamente dà l'idea che il problema si può risolvere, cosa non vera.
Secondo, saremo un Paese civile quando avremo una legge che stabilisca l'ergastolo per chi inquina in modo tale da pregiudicare la salute dei cittadini. Se c'è l'ergastolo per l'omicida, sarà ben più logico che ci sia per chi condanna più persone a morte atroce, e per infinite generazioni.

Terzo: una legge che imponga a chi fabbrichi qualsiasi prodotto industriale a prevedere nel processo di produzione anche lo smaltimento/trasformazione delle scorie in loco. Vuoi produrre il tale prodotto? Bene, nel processo di produzione deve essere previsto anche come si trattano le scorie. E' impossibile farlo? Bene, semplicemente quel prodotto non lo fai. E' troppo facile risolvere il problema dichiarando che le scorie verranno smaltite da ditte autorizzate. Non si può obiettivamente controllare tutte queste ditte, ed infatti si vede come le scorie vengono smaltite. 
 
Giovanni Repetti

O la costa o la vita 13/02/2015

Caro Manfellotto, lei in questi giorni ripete spesso che Triton è un'operazione decisa e condotta "controvoglia". Vero, ma irrilevante per gli effetti, comprese le perdite di vite umane. 
Non è la svogliatezza a fare di Triton un'operazione che non può avere altro risultato che quello cui stiamo purtroppo assistendo e che in tanti, dall'IOM all'UNHCR, dalla Presidente Boldrini all'associazionismo, avevamo previsto e preannunciato. Lo aveva sostanzialmente previsto e annunciato lo stesso Governo italiano, durante il semestre di Presidenza europea: si leggano gli interventi in occasione della Conferenza organizzata con la FRA (l'agenzia per i Diritti Fondamentali) a Roma. 
 
Era chiaro a tutti e fin dall'inizio. Mare Nostrum è stata pensata e condotta come operazione innanzitutto di ricerca e salvataggio (S&R, Search and Rescue); come tale autorizzava le unità impegnate ad intervenire anche in acque internazionali, ben lontane dalle coste europee (le aree S&R, per l'appunto). Triton, invece, è stata decisa (concorde il Governo italiano e sotto la sua Presidenza) come un'operazione di sorveglianza delle frontiere: un pattugliamento delle nostre coste, in cui le unità non possono intervenire oltre le 30 miglia dalle nostre coste e sono impegnate non a "cercare e salvare" ma a "fermare e respingere". Non poteva essere altrimenti: questo è il mandato di Frontex. Tanto che il suo Direttore, lo stesso che oggi si dichiara "addolorato" per la strage di questi giorni, due mesi fa rimproverava l'Italia per gli interventi della Marina italiana in alto mare, definendoli "non necessari né convenienti sotto il profilo dei costi".
 
Insomma la "svogliatezza" dell'Ue non c'entra nulla: c'entra invece la volontà, esplicita e determinata, del Consiglio europeo di trattare i flussi migratori sotto il solo profilo della "sicurezza delle frontiere", senza alcun riguardo per le ragioni di chi forzatamente cerca di raggiungere l'Europa e soprattutto senza alcun rispetto per le loro vite. L'Italia, con Mare Nostrum, aveva fatto la scelta opposta, la scelta giusta: la priorità era salvare vite umane, non proteggere le frontiere. 
L'Italia di allora. Quella di oggi, per bocca del suo Presidente del Consiglio, dichiara che il punto non è la natura delle operazioni in mare ma "la situazione fuori controllo" in Libia. Opinione fondata, ma che pretende di rispondere a tragedie che accadono oggi con strumenti che richiederanno anni. 
 
Luciano Scagliotti

Brutti, sporchi, cattivi... e morti 13/02/2015

Sono molto preoccupato e disgustato dalle reazioni delle persone comuni riguardo l'ennesima strage di migranti.
Sui giornali locali, per esempio su Il Giornale di Vicenza e su facebook, i commenti sono cinici, crudeli e completamente privi di compassione. Su forum che dovrebbero essere moderati ci sono commenti quali "queste stragi del mare sono una benedizione perchè limitano l'arrivo di delinquenti nel nostro paese". E c'è un desiderio di farsi giustizia da sè, di ammazzare i ladri, di prenderli a fucilate, di bruciare i campi nomadi.
Non c'è alcuna pietà nè alcuna consapevolezza sul senso della legge e della Costituzione: tutti i diversi, gli stranieri, i disgraziati dovrebbero essere eliminati fisicamente. Quanto manca che questa rabbia inconsulta e irrazionale, ignorante e crudele possa scoppiare con effetti disastrosi?
E ci sono giornali e giornalisti che gettano benzina sul fuoco. Da una parte ci sono i "nostrani", tutti buoni e onesti, tutti bravi e lavoratori, dall'altra parte "quelli che vengono da fuori", tutti cattivi, sporchi e orrendi.
Si può fare qualcosa per tutto questo o dobbiamo aspettare e tacere?

Giorgio

Tsipras e l'Alba 26/01/2015

Il 36% per Tsipras mi ricorda il 40,8% alle europee per Renzi, che sicuramente oggi non sarebbe più tale, date le difficoltà a realizzare le promesse. Avrà la sua fronda interna, Tsipras, quando il suo partito e i greci si renderanno conto che la speranza è una cosa, le cifra e i debiti  giganteschi da onorare, anche alleggeriti, un'altra. Non ci sarà allora il rischio dell'avanzata di Alba dorata, come della Lega  e di Marine Le Pen ora? Spero di sbagliare.

Cordiali saluti

Edith Dzieduszycka

La violenza non ha colore, religione, ragione 12/01/2015

Ho 62 anni e 3 figli. Sento di condividere il contenuto della telefonata di questa mattina  da parte di un signore che esprimeva tutta la sua paura e preoccupazione per il pericolo rappresentato dalle reazioni violente di alcuni estremisti musulmani alle prese in giro, derisioni (SATIRA PESANTE) rivolte agli usi e costumi (spesso discutibili) dei musulmani stessi. 

Vi ricordo che per molto meno qualunque occidentale è pronto a uccidere quando è accecato dal furore causato da pesanti prese in giro o banali precedenze non data agli incroci. Mi dispiace tantissimo per quello che è successo a Parigi, però ho sempre trattato con rispetto e cordialità il mio ex  vicino di casa marocchino che tutte le mattine andava a pregare alla moschea della nostra città e quando gli ho chiesto una copia del Corano ( per curiosità e per segno di rispetto nei suoi confronti ), me l'ha regalata. 

S. D. Fano  

Chiediamo l'impossibile! 10/01/2015

Sono un insegnante di scuola media e ieri ai miei alunni, interrompendo la normale programmazione, ho cercato di spiegare come fosse stata colpita quella Francia della libertà, uguaglianza, fratellanza e tolleranza che loro avevano studiato non molto tempo prima.
Prendendo atto del fatto che la reazione alla satira da parte degli estremisti islamici è quella che purtroppo abbiamo visto, non sarebbe meglio privarli del privilegio (perché io credo che sia un privilegio essere presi in giro da qualcuno, vuol dire che in qualche modo siamo interessanti) di essere oggetto di satira? Ed ancora: mi sembra di ricordare che negli "anni di piombo" in Italia, ad un certo punto ci si rese conto che le Brigate Rosse e le altre formazioni terroristiche di destra e di sinistra avevano grossi vantaggi dalla risonanza mediatica delle loro azioni e tutto fu ridimensionato; il loro rappresentava soprattutto un problema di ordine pubblico e sicurezza, non politico, e a quel punto restò quasi esclusivamente una questione di polizia e di intelligence. Non si potrebbe fare lo stesso per Al Quaida o l'ISIS? Togliere cioè loro risonanza mediatica e affidarne la gestione a che di dovere, cercando magari di affrontare alla radice i motivi dell'odio e dell'intolleranza religiosa degli integralisti, di tutti gli integralisti, anche di quelli cristiani? E la scuola potrebbe servire a qualcosa? Soprattutto là dove è vista come minaccia, vedi Malala...?
Si potrebbe pensare, allora, di spostare un po' di finanziamenti dalle spese militari a quelle per l'istruzione? Infine, se è vero che stiamo vivendo in una strisciante terza guerra mondiale, dov'è finito il pacifismo? Vogliamo finalmente fondare un nuovo Movimento Pacifista Mondiale che abbia come obiettivo la fine di questa e, magari, perché no (siamo realisti, chiediamo l'impossibile!) di tutte le guerre?

Viva la Libertà!
Giorgio Nocchi
Grosseto

 

Guerra chiama guerra 09/01/2015

Questi islamisti barbari vivono nel medioevo, un medioevo però di cui il neocolonialismo occidentale porta la sua parte di responsabilità.
Io ricordo la guerra di algeria: anche gli algerini del FLN erano 'Terroristi'.
Ricordo anche le copertine indignate della Domenica del Corriere!
Qui la situazione è diversa, ma ricordo bene La Battaglia di Algeri.

Dice il dirigente del Fnl, Ben M’Hidi: noi non abbiamo aerei con cui bombardare e distruggere, per questo usiamo bombe nascoste nelle borse della spesa, per questo siamo «terroristi». Dateci i vostri aerei, vi daremo le nostre borse.(http://shortcutsamerica.wordpress.com/2013/11/11/l-5/)

La stessa frase fu ripetuta, se ben ricordo, dal defunto sceicco palestinese Yassin, che si rivolgeva agli israeliani: "Dateci i vostri mirage, e noi vi daremo le nostre bombe".

Il terrorismo islamico rappresenta un medioevo barbaro e cieco, che tale resterà finchè le forze armate Nato e USA costruiranno basi militari e manderanno i propri bombardieri a proteggere i propri interessi economici,  il petrolio,  le proprie esportazioni di capitali, in decine di paesi del mondo, e in particolare in Asia e in Africa.

L'Islam è una religione, e come tutte le religioni funge da cemento sociale, nelle guerre giuste o ingiuste che siano. Abbiamo dimenticato il contributo della religione cristiana alle guerre e al terrore dei molti secoli precedenti?Acché tanta meraviglia?

Paolo Zoratti

Belluno

Terrorismo: le parole per spiegarlo 09/01/2015

Sono un insegnante in pensione e anche io insegnavo diritto ed economia. Mi permetto di stupirmi della affermazione della collega siciliana "non abbiamo parole" per parlare agli alunni dei fatti di Parigi. Proprio le materie che insegniamo sono la chiave per affrontare l'argomento, insieme alla storia e, se volete, alla filisofia. Nei miei molti anni di insegnamento ho parlato con i miei alunni del terrorismo rosso, del terrorismo nero, del terrorismo islamico, delle nostre mafie....cercando le parole nella nostra costituzione e spiegazioni nella storia passata e presente. La cronaca si può affrontare in classe leggendo i quotidiani e commentandoli; un insegnante non deve aspettare lumi dall'esterno, deve avere in sè gli strumenti per parlare con gli alunni.
Cordiali saluti

Fabio Benvenuti

Gli evasori sono tutti uguali 07/01/2015

Caro Imarisio,
sto apprezzando la sua lettura dei giornali , ma mi trovo a criticare una risposta che ha dato oggi 7 gennaio.
Mi riferisco a quanto detto sui cittadini che, avendo un lavoro da dipendente, non possono evadere le tasse. La prego di considerare che qualsiasi professore, impiegato, operaio metalmeccanico, etc. può tranquillamente, una volta timbrato il cartellino in uscita, dare ripetizioni, imbiancare un appartamento, fare il o la baby sitter, servire ai tavoli di un ristorante, etc. in nero, esattamente come un libero professionista può non fatturare. NON C'È alcuna differenza, le Alpi e le coste liguri sono piene di seconde case comprate con il secondo lavoro in nero di operai e impiegati dei grandi gruppi italiani. Forse che la loro evasione è stata meno grave della mia (che faticosamente, stupidamente ma orgogliosamente non faccio nero)?

Giuseppe Tedesco
Fisioterapista OMT - Presidente Associazione Italiana Fisioterapisti Piemonte e Valle d'Aosta

I franchi irresponsabili 06/01/2015

Dopo i franchi tiratori in Parlamento, arrivano i franchi legislatori che mettono articoli di legge anonimi e all'ultimo momento. Ma abbiamo anche i franchi dottori, che stilano certificati falsi di malattia per assenteisti e i franchi costruttori, che realizzano un ponte appoggiato a una frana che lo rende inagibile dopo l'inaugurazione.
L'elemento che li accomuna tutti è la rivendicazione di non avere responsabilità.
Perché in Italia è questo il problema, la frammentazione della responsabilità in parti così numerose e opache, che in caso di incidente è difficile ricomporla per individuare chi sanzionare.
Questo "fracking penale" è voluto. Perché culturalmente rifiutiamo la colpa e - all'opposto - il merito.
Viviamo immersi in una superstizione sociale dove tutto è casuale, fortuito e a nulla vale la correttezza e l'impegno.
Se non usciamo da questo auto-pregiudizio, rimarremo franchi elettori che pensano di non avere alcuna responsabilità per i problemi del Paese.
 
Massimo Marnetto

I "3%" non sono tutti uguali 06/01/2015

Gentile Imarisio e Gentile Redazione
pongo una domanda breve la cui risposta credo interessi anche gli ascoltatori.

Posto che il 3% sui grandi e grandissimi bilanci ha un significato molto diverso dal piccolo cabotaggio di un'impresa artigiana, senso riferibile anche all'impiego "poco pulito" di quei capitali, come si concilia questa montagna di soldi trafugati con la sbandierata reintroduzione del falso in bilancio?? Oppure dobbiamo dedurre che anche il falso in bilancio avrà una franchigia del 3%??

Buone Cose  Luciano Piras

I grandi capitali che sfuggono alle tasse 05/01/2015

La norma "salva-Berlusconi" riporta alla mia attenzione il reato per il quale è stato condannato: esportazione degli utili all’estero mediante l’acquisto dall’estero dei diritti tv dei film per l’Italia.

Sarebbe utile fare luce definitivamente sulla tassazione degli utili delle multinazionali in Italia.

Per recuperare eventuali tasse non pagate in Italia, e alleggerire le tasse agli italiani.

Nicola De Fano

 

Il mondo capovolto dei Tweet 05/01/2015

Cara redazione, sono veramente, seriamente proccupata.
Per i media sembra un fatto del tutto normale, ma per me è sconvolgente che un presidente del Consiglio comunichi a colpi di tweet, lanciando dei messaggi assurdi e di cui mi sfugge veramente il senso. L'ultimo sul caso del viadotto Scorciavacche. Renzi "chiede ad ANAS il nome del responsabile: è finito il tempo degli errori che non hanno mai un padre. Pagheranno tutto". Ah!? E che fa Anas? Risponde via tweet? E cosa risponde? Ha già il nome del colpevole o il tweet sarà conseguente ad un processo sommario a giudizio dell'ANAS stessa? E poi come pagherà? Un duello a pistolettate come nel far west? Ma come pretende il nome del colpevole nel giro di un tweet il presidente di un Consiglio che nemmeno sa chi del SUO PERSONALE governo ha infilato in un decreto la norma "salvaberlusconi", ovvero la depenalizzazione del reato di evasione se si sta sotto il 3%?
Mi pare di vivere nel mondo capovolto di Rodari.
Che è successo a questo Paese?

Francesca

Musei gratuiti, anzi no, anzi dipende 05/01/2015

Oggi, domenica 4 gennaio, vedo una lunga coda all'ingresso delle Gallerie dell'Accademia, qui a Venezia. Ah, già, é la prima domenica del mese, l'ingresso è gratis, che bella iniziativa! Certo, si pensa subito, è verosimile che una parte di quelli in coda sarebbero entrati anche a pagamento, con guadagno da parte del museo, ma insomma, perbacco! bisogna ben favorire l'accesso alla cultura anche agli altri...

Se non sbaglio, non molti mesi fa, il nostro ministro della cultura, ha abolito l'entrata gratuita nei musei statali per gli ultra sessantacinquenni cittadini UE, con la spiegazione che era un privilegio che danneggiava le casse dei musei e favoriva assurdamente anche coloro che potevano ampiamente permettersi di pagare. 
Evidentemente lo stesso ragionamento non vale per l'ingresso gratuito esteso a tutti le prime domeniche del mese...
Quale ratio guida queste scelte contraddittorie? Mi piacerebbe che qualcuno me lo spiegasse. 
Inoltre mi piacerebbe anche capire perché il ministero, ossia il governo, non preveda, per i residenti anziani, l'entrata gratuita nei musei della propria città almeno quando fanno da accompagnatori ai propri nipoti: Infatti, se un un nonno quale io sono di tre nipoti, può accompagnarli abbastanza spesso liberamente in un museo, li abituerà  fin da piccoli all'arte, formando in loro pian piano una sensibilità che non si costruisce una tantum con l'evento buono per il consumo, ma con la consuetudine, la familiarità. Il che vuol dire un contributo  alla formazione del cittadino. 

Massimo Bollato
 

Liberiamole! 02/01/2015

Vorrei segnalare un mio articolo pubblicato oggi su Il manifesto dal titolo Liberate Greta e Vanessa, che esprime una posizione diversa da quelle lette a Primapagina e sollecitata da alcuni ascoltatori.

giuliana sgrena

Un Giuseppe di troppo nel presepe 22/12/2014

Sono gay e agnostico, e trovo il presepe con due Giuseppe un’enorme idiozia. Questa ‘trovata’ mette in luce un errore di impostazione che danneggia l’azione delle associazioni gay (e ovviamente di molti privati cittadini): pone come modello al quale ambire quello della coppia eterosessuale piccolo-borghese, come dimostrano la pretesa di adottare il termine ‘matrimonio’, le ‘feste nuziali’ con un lui vestito di nero e un lui di bianco (idem per le donne e per le figurine sull’immancabile torta nuziale) e tanti altri segnali più o meno evidenti. E’ come se, all’interno di una coppia eterosessuale, una donna pretendesse, per parità, di poter essere definita anche ‘marito’, o un uomo rispettivamente ‘moglie’.
Le parole hanno significati precisi. ‘Tacchino’ non è sinonimo di ‘salmone’. Il termine ‘Matrimonio’ in latino significa pressappoco ‘dote portata dalla madre’, e si riferisce ad un procedimento giuridico che stabilisce l’unità e la continuità di un asse ereditario; nell’ultimo millennio è anche legato al sacramento cristiano; dunque è un termine che dovrebbe essere usato solo da coppie eterosessuali sinceramente credenti che si sposano in chiesa. Per tutte le altre combinazioni si possono trovare dozzine di ottime ed utili denominazioni.
L’importante è che sia riconosciuta l’esistenza di nuclei familiari DIVERSI (che non significa migliori o peggiori, solo diversamente e variamente costituiti), che devono godere degli stessi diritti di quelle già istituzionalizzate. Ricondurre tutto sempre al modello della famigliola della pubblicità ha di fatto rallentato il raggiungimento di questo scopo, perché non tutti hanno la cultura, il tempo o la voglia di approfondire, e rimangono semplicemente confusi o irritati, come ha dimostrato la telefonata dell’ascoltatrice. E’ strano che gli stessi leader delle associazioni gay non si rendano conto di questo.

Grazie
Enrico


NRR: lo sport è anche impegno civile e per la legalità 13/12/2014

Buongiorno,

vorrei esprimere il mio appoggio alle considerazioni riguardo al fatto che ognuno di noi può fare qualcosa per condannare e disincentivare  quei comportamenti disonesti che invece l'opportunismo degli individui alimenta e legittima. 
Sono la mamma di ragazzi che, nel 2007, hanno iniziato a giocare a rugby allo stadio delle Tre Fontane all'Eur. Quando, nel 2012, la giunta Alemanno assegnò il campo ai suoi amici (per la esosa cifra di 51 euro) e vietò l'accesso al campo alla società Nuova Rugby Roma, nata dalle ceneri della Rugby Roma Olympyc grazie all'unione di allenatori e genitori che desideravano proseguire in questa esperienza sportiva, la mia e molte altre famiglie, ritenendo tale decisione ingiusta e, soprattutto, 'sporca', cercarono strade alternative: allenamenti su campi di calcio, altre società distanti dalla propria abitazione. Io ho sentito  che era stata fatta veramente una grande ingiustizia nei confronti dei ragazzi: alcuni considerati di serie A e altri di serie B, costretti a vagare per la città per poter continuare a praticare il loro sport preferito. 
Altre famiglie passarono alla società assegnataria dei campi, 'tradirono' i loro compagni, gli allenatori. Perchè? Per comodità certo, ma anche  "Perchè chi ha i campi ha appoggi politici, perchè lì non si paga, ecc". Udire queste parole pronunciate anche da ragazzi di 14 anni - sicuramente sentite in famiglia - mi conferma che purtroppo, se non si cambia la mentalità delle persone, se non si lavora sui giovani, sarà veramente difficile ristabilire la legalità in questa nostra patria. 

Francesca Petrassi



Famiglia a prova di realtà 09/12/2014

I genitori stanno partecipando sempre di piu' alla vita dei ragazzi:- studiamo con loro- giochiamo alla playstation con loro- li portamo a scuola con l'auto- li proteggiamo dal gioco di strada accompagnandoli ai vari sport organizzati- li accompagnamo in discoteca a mezzanotte quando noi prendevamo il motorino e ci andavamo la domenica pomeriggio Io penso che abbiamo creato una raltà virtuale per i nostri figli,

Gianpietro

Ad Oristano i 'mejo posti' si pagano 09/12/2014

Ho letto l' email della signora giustamente infastidita dalla presenza all Scala di politici di rango con rispettive signore ingioiellate che occupavano gongolanti i palchi d' onore godendo con grande spudoratezza di biglietti omaggio che sarebbero stati ampiamente in condizioni di pagare.
Proprio su questo vorrei far conoscere l'esempio di Oristano che si appresta a dar vita alla Sartiglia, importante giostra equestre nota in tutto il mondo, cui si assiste da imponenti tribune dislocate lungo tutto il percorso. L'accesso alle tribune comporta un costo secondo la dislocazione. Ebbene, da qualche anno i biglietti omaggio sono stati aboliti, le autorità devono pagare come tutti per la visione dello spettacolo, per motivi di giustizia e di uguaglianza ed anche per garantire un maggiore introito all'organizzazione.
Fatte salve le dovute differenze tra i due eventi, penso sia una pratica da diffondere....

Francesca

OKKUPARE, con altri mezzi 08/12/2014

Ho 52 anni, due figli di cui uno appena entrato al liceo classico e l’altro appena uscito. 
Quanto detto da Davide Faraone è veramente sorprendente.

Che una forma di partecipazione possa essere formativa, possiamo essere daccordo. Ma dire che l’occupazione, cioè un fatto coercitivo di pochi(ssimi) sia occasione di crescita, mi lascia allibito e consolida in me la convinzione che questo paese sia da lascare al suo destino.
Uno spunto al sotto-segretario potrebbe venire dal Liceo Visconti di Roma, che ha preferito all’occupazione la prosecuzione del normale svolgimento scolastico cui si è affiancato il restauro di una tela. Non tutte le scuole potrebbero essere così fortunate, ma con la collaborazione dei Comuni e delle altre istituzioni si potrebbe provare a sviluppare progetti alternativi all’occupazione; penso peraltro a quanto bene potrebbe fare a nostri ragazzi l’organizzazione “ code.org ” che propone la diffusione della conoscenza della programmazione informatica, ovvero le famose “app”, a costi estremamente contenuti.

Paolo Orlando

 

Roma, commissariare non serve. Ma serve dire basta! 08/12/2014

Al Sindaco Marino - solo per aver chiuso alle auto l'area attorno al Colosseo prima che si sgretolasse irrimediabilmente - andrebbe il plauso e il ringraziamento dei romani e dell'Italia intera. I commercianti dovrebbero solo ringraziare perché camminare in mezzo allo smog non piace a nessuno e davanti al Colosseo c'è una fermata della Metro che dovremmo tutti sfruttare di più.
In merito al fatto che commissariare il comune di Roma farebbe calare la fiducia degli investitori e non darebbe una bella immagine all'Europa, non sono affatto d'accordo. Se la realtà è questa, nessuna fiducia all'Italia; questo ci meritiamo perché così ci comportiamo.
Si può nascondere un tumore dicendo che è un semplice raffreddore? Se c'è da operare una zona in cancrena, l'intervento - anche se doloroso - va fatto. Dicendo che è solo un raffreddore...la morte è certa.
Questo noi siamo, corruzione e niente coscienza in tanti settori (per fortuna non tutti). Questo l'Europa già sa e deve sapere. Perché coprire o nascondere la verità?
La corruzione deve essere estirpata. I corruttori devono trovare dei muri, porte chiuse. Deve finire. Il senso di integrità morale non esiste e non sfiora le coscienze di chi ricopre un incarico pubblico. La responsabilità personale non esiste più e il cittadino lo sperimenta ogni giorno  con l'assurdo sistema dei CALL CENTER adottato da Poste, Telecom, aziende pubbliche e private di ogni settore che anche di fronte alle situazioni più assurde impediscono di arrivare ai responsabili del cattivo funzionamento dei servizi.
In Italia fare politica è diventato sinonimo di fare affari, personali, di arricchirsi e fare gli spavaldi. DAVVERO STUFI di questa STRAFOTTENZA. La situazione è grave, non va difesa, nascosta o minimizzata. Va combattuta a tutti i livelli. Questo deve essere il nostro impegno quotidiano per salvare quel poco di buono che è rimasto in Italia. L'atteggiamento mafioso è quello che permetterebbe di interrare rifiuti tossici anche sotto il Colosseo, senza nessuno scrupolo. Tanta manovalanza mafiosa sarebbe pronta a scavare. BASTA.
 
Isabella Lapalorcia

Fidelio: i 'mejo posti' alla Scala 08/12/2014

Ho visto via tv la prima della Scala e ne ringrazio la Rai.h Ho goduto lo spettacolo  e non rimpiango di non potermi permettere uno spettacolo scaligero dal vivo sebbene mi piacerebbe da morire. Non mi infastidiscono l’eleganza ed il lusso degli spettatori e tutto l’indotto perchè rappresenta una bellissima occasione di lavoro per tante persone, e Dio solo sa se oggi ne abbiamo bisogno.
Ciò che mi disturba e mi indigna è aver ancora una volta visto politici di tutti i livelli e servitori dello stato con annesse signore compiaciuti, tronfi e sorridenti appagati di esserci e di mostrarsi seduti nel palco d’onore e nei mejo posti fruendo ancora una volta di biglietti omaggio che ritengono essere un loro diritto. Non sarebbe ora che si rendessero conto che è molto più onorevole pagarsi di tasca propria le poltrone e che la smettessero di continuare a farsele pagare da noi popolo miserabile?

Daniela Sabbatini 

Riuso ideologico 29/11/2014

Buongiorno,
a proposito dei vari interventi sulla chi rovista nei cassonetti dei rifiuti, vorrei segnalare un'esperienza personale di persona di mia conoscenza, che fa questo abitualmente, quotidianamente e praticamente vive di ciò che trova. Beninteso, non perché sia povero o indigente, anzi, ma semplicemente perché non sopporta gli sprechi e dimostra di poter vivere, senza lavorare, con tutto ciò di cui gli altri si liberano.....

Adriana

Stato biscazziere condona e paga 28/11/2014

Il colonnello Umberto Rapetto è stato il più bravo nello scoprire truffe informatiche e doveva essere promosso generale, quando si è dimesso per disgusto riguardo alle istituzioni. Chi governava era contento (almeno ho pensato) che si fosse dimesso...
Mentre ci sono persone che vengono curate per ludopatia (a spese delle ASL) e organizzazioni come Libera contrastano il gioco d'azzardo, il Governo ricorre al condono. Vergogna!
 
Fernanda Lovesio 

Il paradosso del semaforo 23/11/2014

Il paradosso giuridico "del semaforo" è stato risolto: al semaforo ci si ferma. Poi, ci si mobilita per cambiare la legge (semaforo intelligente, lampeggiante, ecc.), se necessario anche passando con il rosso dichiarandolo pubblicamente (disobbedienza civile), non da soli ma mobilitando l'opinione pubblica, e accettando la sanzione prevista. Naturalmente lo si fa quando non arriva nessuno sulla strada di fronte per non creare incidenti (nonviolenza). Questo lo si fa non per imporre come dev'essere la legge nuova, ma per forzare l'apertura di un dibattito che possa portare ragionevolmente a superare il caso chiaramente distorto (partecipazione democratica). Ciò soltanto fa sì che la legge migliori la vita delle persone, non il rispetto formale, né l'aggiramento all'italiana.  
Ecco perché i giornalisti hanno sempre deformato le idee e i gesti di Pannella.

Per fortuna che i filosofi classici vengono via via sostituiti dai filosofi della scienza, dagli epistemologi, dai logici-matematici, ecc.

Graziano Guarda

A scuola dagli alberi 22/11/2014

Buongiorno,
oggi, Festa degli Alberi, voglio ricordare che sono fra i migliori alleati che possiamo avere nel contrastare il pericolo di frane e alluvioni, purché si sappiano piantare quelli giusti nel posto giusto, trattandoli adeguatamente.
Diffondere presso la popolazione una cultura di base sul funzionamento della natura è indispensabile per un risanamento capillare del territorio. L'ignoranza su questo argomento è la principale causa dello scellerato comportamento nei confronti dell'ambiente ad ogni livello, con le inevitabili conseguenze.
Il mio sito www.ascuoladaglialberi.net offre a tutti la possibilità di sapere tante cose utili e interessanti sugli argomenti fondamentali.
 
Anna Cassarino     

Criminali autoctoni e non 22/11/2014

A proposito della criminalità italiana e non, di cui si è parlato questa mattina, vorrei suggerire di documentarsi sui dati del Ministero della Giustizia al 31/10/2014 (http://www.west-info.eu/it/statistiche-sulla-popolazione-carceraria-in-italia/) che indica in 54.207 detenuti la popolazione carceraria italiana di cui 36.629 italiani e 17.578 stranieri.
Tenuto conto che, secondo le ultime statistiche Istat disponibili, gli stranieri residenti in Italia all'inizio del 2013 erano circa 4.388.000 a fronte di una popolazione italiana residente di 55.297.000, ne risulta che ogni 100.000 residenti stranieri vi sono 400 detenuti e ogni 100.000 residenti italiani i detenuti sono solo 66.

Grazie e cordiali saluti.
Giampaolo Valentini

Archivi... vuoti 18/11/2014

A proposito della de secretazione degli atti delle stragi e della delusione espressa nell'articolo di Filippo Ceccarelli, non ho fino ad ora letto da nessuna parte una semplice domanda: ma il governo si è preoccupato di garantire che fosse possibile assicurare concretamente questa accessibilità? Gli archivi di Stato sono quasi tutti senza spazio per accogliere carte. Quindi verranno versati solo singoli fascicoli, non gli interi archivi in cui forse si possono trovare altre carte interessanti.
Molti problemi di razionalizzazione degli spazi per uffici dello stato e pubblici potrebbero essere risolti concedendo sedi sussidiarie per gli archivi di Stato, liberando dalle carte tutti gli altri uffici. Invece gli Archivi di Stato sono trattati alla stregua di tutti gli altri uffici nella politica coordinata dal Demanio.
Anche la norma sulla desecretazione non si è posta il problema del DOVE, cioè se gli Archivi di Stato avessero o meno la possibilità concreta di accogliere le carte prima della scadenza stabilita, visto che non riescono a ricevere nemmeno quelle già da tempo comprese nei termini.

Un direttore di archivi di stato 
 

Un prosciutto di Parma a Parigi 17/11/2014

Sono stato a Parigi per qualche giorno;pensavo:"libero mercato, stessa moneta, Unione Europea, pertanto i prezzi degli alimentari italiani più alti ma paragonabili a quelli in Italia". Invece ho dovuto constatare che c'è una vera ostruzione per i prodotti italiani. Altro che mercato comune! peggio di quanto c'erano i dazi e le dogane. Un esempio fra tutti: ho trovato nei mercati il prosciutto dai 60 ai 90 €/Kg, e quello di Parma sigillato, bio che sia, addirittura, a 112 €/Kg. Sono sorpreso scandalizzato che le autorità europee ed italiane preposte non intervengano a difesa di questo “Mercato Comune Europeo" .  

Distinti Saluti
Remo Mariani

 

 

Tante parole, ma non solidarietà 16/11/2014

Buongiorno,
 
abito a Genova e vorrei dire che mi avrebbe piaciuto sentire, nella scelta delle letture e nelle telefonate, un po’ di solidarietà e di vicinanza per chi ha perso tanto, a volte tutto e perfino la vita. Non solo nella mia città ma in tutta la Liguria (e non solo) flagellata dal maltempo.
Mi sarebbe piaciuto ascoltare una parola di apprezzamento per chi sta lavorando giorno e notte per ritornare a una quasi normalità e di ringraziamento per tutti i volontari e i ragazzi che si stanno dando da fare.
Invece ho ascoltato solo polemiche, “l’avevo detto io” e “erano anni che si sapeva”. Per queste ci sarà tempo dopo.
Dove sono andate a finire tutte quelle belle parole vuote che si ascoltano, una per tutte “condivisione”?
Scusate lo sfogo ma è perchè ho provato tanta amarezza.
Grazie
 
Franca Caluzzi

Legge antiriciclaggio cercasi 12/11/2014

Il governo Renzi potrebbe salvarsi in corner in questo scorcio della presidenza della Commissione europea per far approvare la legge sul riciclaggio. E' assolutamente urgente, a Napoli da pochi giorni si sono conclusi i Dialoghi sulle mafie organizzati da Isaia Sales, noto studioso della camorra, e sono intervenuti magistrati e studiosi da tutta Europa e tutti (da don Ciotti a Cafiero de Raho, a Franco Roberti....) hanno affermato l'urgenza di porre il contrasto alla criminalità, da parte del mondo politico e dell'amministrazione dello stato, al primo posto e dell'urgente necessità di far approvare la legge sul riciclaggio che appunto non c'è in Europa ed i vari clan investono i loro capitali nelle zone più ricche e al di là dell'Italia non è possibile confiscare i loro beni.

Grazie,
Marinella Pomarici

Moralismo vs. realtà 10/11/2014

Ho ascoltato l'intervento del signore moralista. Il signore omette a se stesso la realtà: anche se illegali aborto, prostituzione, consumo di droga esistono . E il signore obbliga tutti noi a mettere chiunque fa uso di droghe, e sono tantissimi, nelle mani e a finanziare i peggiori delinquenti che esistano al mondo. Lo stesso vale per la prostituzione.

Queste cose le devono gestire dei farabutti oppure si cerca di gestirle in modo realistico e cercando di ridurre i danni?

Perchè per rincorrere ideali lontanissimi dalla realtà di fatto si finanziano le mafie, si incentiva lo sfruttamento e la schiavizzazione delle prostitute.

Piuttosto sarebbe interessante, dopo averle legalizzate, decidere se debba essere lo stato a gestire queste cose o i privati.

Grazie e buona giornata

Roberto di Parma

TAsse Servizi Inesistenti in Sicilia 08/11/2014

In merito all'accorpamento IMU-TASI, vorrei porre in evidenza un'ingiustizia abnorme che si verrebbe a creare.  
Vi sono comuni (almeno qui in Sicilia) che hanno permesso di costruire civili abitazioni, con regolare concessione edilizia, facendo pagare migliaia di euro per le opere di urbanizzazione (fognatura, acquedotto, illuminazione pubblica, strade) le quali, però, non sono MAI state realizzate. Dello spurgo del pozzo nero, dell'approvvigionamento idrico devo occuparmene privatamente e la strada abbiamo dovuta asfaltarla noi frontisti!
Adesso ho un contenzioso proprio sulla TASI in quanto non posso continuare a pagare servizi inesistenti (TASI per me significaquesto: TAssa Servizi Inesistenti). In più la raccolta differenziata non è effettuata e quella dei rifiuti generici è alquanto carente, tanto che le strade sono invase da rifiuti. Se le due tasse venissero accorpate, vedete bene voi come sarei costretto a pagare per questi servizi, già pagati e MAI VISTI. E' come pagare l'aria che respiro. Vi prego, quindi, di fare presente questa situazione.

Marcello

Essere o avere alla prova del tempo 31/10/2014

Sono un vecchio pensionato in  attesa che mi venga apposto un triangolo giallo sugli indumenti per essere facilmente individuato come membro di una categoria di parassiti, degna di  pubblico ludibrio.

Tuttavia  gradirei mi spiegasse da dove siano piovute strade, ospedali, università, acquedotti, ferrovie ed altre cose ora date per scontate (e godute da tutti, giovani compresi) se si tiene conto che dopo la fine della guerra l’Italia era completamente distrutta.

Se si facesse una indagine seria sui salari dal ’45 al 70 forse scopriremmo che non erano migliori di  quelli di cui ci si lamenta ora. E nemmeno le prospettive di pensione. Non c’era nemmeno il salvagente dei genitori e dei nonni!

Solo che probabilmente la parte di ricchezza lucrata sui lavoratori di allora non veniva pappata da furbini e furbastri …. e la gente si accontentava e rimboccava le maniche.

 Per riscaldarci ci portavamo il pezzo di legna a scuola o in ufficio. Frigor, freezer, cucina a gas, microonde,  lavatrice, lavastoviglie: fantascienza. Pannolini, pannoloni. Niente scottex! Le nostre mogli lavavano, lavavano… stendevano, stendevano, stiravano stiravano ..

La TV? Se andava bene al bar al costo di una gassosa.  La pizza? La discoteca? Ma che so’…..

Non c’era nemmeno molto da mangiare.

Non si sono  potuti raggiungere diplomi (non parliamo di lauree! quanto ha risparmiato lo Stato se ora ogni laurea –magari fasulla  gli costa 70 mila euro! ) perché a 15 anni si andava a lavorare (gratis o quasi!) e il reddito  prodotto fu dirottato  verso la costruzione di beni pubblici di cui tutti (giovani compresi) oggi fruiscono. Anzi ne hanno diritto!

Deprediamo noi o sono altri  che non riescono ad utilizzare e conservare ciò che abbiamo accumulato? Si parla di (veri o presunti) furti verticali tra generazioni. 

Ora che male faccio se  mi “godo” (si fa per dire: spese per medicinali, badanti ausili ecc. di fronte alle carenze dello stato) la mia pensione (1500 €.) dopo 35 anni di lavoro e 20 di volontariato gratuito?

Tuttavia cercherò di esaminare la possibilità di eutanasia sia per espiare le mie colpe sia per  contribuire alla futura pensione di qualche giovane…..

Cordialmente – Diego dalla provincia di Varese

PS. Nonostante il precedente piagnisteo non pensi che la modo di vivere di allora sia stata disperazione:! Ci si amava, sposava, sperava si dava priorità alla VITA senza fare i conti della serva sul futuro anche se si aveva poco o nulla. Ma ora?  Mi permette un antidoto? Legga e faccia leggere “Essere o avere” di Erich Fromm.

un'altra "logica" è possibile 11/10/2014

Oggi a scuola abbiamo parlato della teoria delle finestre rotte. Se c'è una finestra rotta, prima o poi finisce che vengono rotte pure le altre. Perché le persone si accaniscono, o si lasciano influenzare dall'ambiente tutto intorno. Se la finestra viene subito riparata, e qualcuno vigila sulla finestra, e se il colpevole viene punito, o semplicemente invitato a ripararla, allora la situazione può migliorare. E se poi vicino alla finestra si mettono vasi da fiori e tutti mettono fiori alle finestre, si aggiusta non solo la finestra ma pure la città. Noi ragazzi mica siamo tutti cattivi, ma siccome in Italia ci sono un sacco di cose che non vanno, allora noialtri ci adeguiamo perfettamente...al meglio o al peggio.

Ai giardinetti misero dei giochi per bambini. È vero che molti ragazzi hanno distrutto gran parte dei giochi, ma è pure vero che non c'era manutenzione. I giochi iniziarono a scricchiolare, a cigolare, a perdere bulloni. Ricordo genitori che portavano da casa chiavi inglesi ed olio e fil di ferro per aggiustare. Ma nessuno delle Istituzioni veniva a riparare i giochi nessuno curava il giardino, nessuno lo controllava, e poi i giovani annoiati dalla vita (ma pure stupidi) hanno fatto il resto. Un giardino perfetto rende più difficile l'imperfezione e l'abbrutimento. Ed anche il controllo, sapere che tutti vogliono bene e tutelano il giardino, il quartiere, la città.

Ma in Italia per esempio molti fanno quello che gli pare, come correre sparati in macchina fregandosene dei pedoni e ciclisti, o la monnezza buttata in giro che prima vedi un sacchetto, poi due e alla fine un mucchio alto sei metri, o i parcheggi in doppia fila, o sulle strisce, davanti le scuole di mia sorella. Cioè non si riesce neanche a passare con un passeggino, una carrozzella, o con una cartella. Ma alla fine nessuno interviene con multe o qualcosa che li dissuada (oddio ci vorrebbe il crick ma non se pò dì sennò m'abbassano il voto del tema).

Io comunque un'idea per migliorare l'Italia ce l'avrei. Visto che qui molti sono pecoroni conformisti, sarebbe bello usare una bella mossa di judo, spiazzando il conformismo al peggio con un nuovo conformismo al meglio. Se qualcuno (ma non solo uno o due, ma piccoli gruppi di cittadini attivi, incazzati ed organizzati) inizierà a dare il buon esempio, forse, un poco alla volta anche gli altri tenderanno a seguire questo esempio. Amici di mio fratello (un po' teppistelli) sono stati a Brighton e a Londra. E la cosa buffa è che erano più puliti e rispettosi delle regole di convivenza degli inglesi stessi. Insomma sono cambiati, non buttavano neanche le cicche a terra.

In conclusione, io vorrei dare vita a gruppi di cittadini che diano l'esempio, una testimonianza che un altro mondo è possibile. Numerosi e poi sempre di più, per convincere la massa che -magari sempre massa resterà- ma, almeno, sarà massa rispettosa e civile e non zozzona, menefreghista e ammazza pedoni-ciclisti-ambiente-e-civiltà. Ho 16 anni ed amo ancora l'Italia e, prima di abbandonare il mio paese come ha fatto mio fratello, vorrei provare a cambiare una finestra ed a metterci dei fiori. Ma non dei crisantemi. W l'Italia.

Andrea Battantier (Memorie di un adolescente, 2014).

"Logica" italiana 09/10/2014

Ho ascoltato le telofonate sui capannoni...
Nelle "grave"  (terreno sassoso vicino al greto del meduna cellina) di Cordenons segnalo che si vedono insediamenti di nuove vigne e dopo qualche anno le stesse vendono eliminate ma nel terreno vicino se ne impiantano di nuove.
Perchè? ogni nuovo impianto gode di agevolazioni e contributi.
Questa è la logica italiana.

Saluti.
Luciano

Orgoglio bibliotecario 07/10/2014

Un ascoltatore ha chiamato in diretta durante la trasmissione "Prima pagina" e,  parlando del lavoro di un giudice, ha detto un frase simile: "se non è capace di fare il suo lavoro mandiamolo a fare il bibliotecario". Io di lavoro faccio proprio il bibliotecario, ovviamente da "precario", e sentendo quella frase, mi sono sentito "leggermente" offeso e in parte mortificato.
Ricordo che la professione dei bibliotecari è disciplinata da una legge recentissima: la n. 4 del 2013.
Per arrivare all'pprovazione di una legge che disciplini e dia almeno un minimo di dignità al nostro lavoro, l'AIB (Associazione Italiana Biblioteche) ha fatto una pluridecennale battaglia nel coinvolgere varie parti istituzionali, politiche, culturali etc...
Per lavorare in biblioteca serve notevole formazione: ricordo i corsi di aggiornamento che la stessa AIB organizza per i suoi associati o i corsi di laurea a tutti i livelli che si tengono in diverse Università italiane e straniere, addirittura negli Stati Uniti c'è la Facoltà di Biblioteconomia (non il singolo corso di laurea).
Credetemi, le biblioteche italiane non hanno certo bisogno di personale di ripiego, ci mancano sono ex giudici o ex magistrati...
Diffondete questo messaggio se non altro per non cadere in contraddizione con gli alti contenuti delle trasmissioni di grande valore e spessore culturale presenti, per fortuna e purtroppo, quasi solamente nel palinsesto di Radio 3 Rai.

Un caro saluto
Nicola Saccomano
(Udine)

Agricoltura, quale modello vogliamo? 04/10/2014

Sono uno studente di agraria e volevo fare qualche considerazione sulla faccenda degli OGM.
Intanto, mi si permetta di far notare che la prof.ssa Cattaneo, illustre scienziata, per quanto mi risulta si è occupata sempre di ricerca in campo di tecnologie e industrie farmaceutiche. Se un agronomo, sia pure illustre, dovesse avanzare delle considerazioni su questi temi, dubito che ricereverebbe tanta considerazione.
Ioltre: non si tratta qui di avere avversioni di tipo superstizioso: si tratta di avere un'idea di quale modello di agricoltura noi vogliamo per l'Italia ma anche per il mondo (ed è qui che si sente tutta la mancanza di prospettiva della prof.ssa Cattaneo).
Mentre la FAO bandisce l'anno internazionale dell'agricoltura familiare, e da anni va dicendo che a nutrire il mondo anche nelle sue future crescenti necessità sarà l'agricoltura di piccola scala, e mentre in Italia si dice di continuo che quel che ci potrà sostenere è la difesa delle tipicità della nostra agricoltura, si fanno battaglie per poter coltivare monocolture in monosuccessione di mais OGM tutto uguale, quindi la diversità genetica e la diversificazione la mandiamo a benedire insieme a qualsiasi tipicità. E chi sa qualcosa di agronomia sa bene che una monocultura intensiva in monosuccessione come quella del mais produce danni ambientali enormi, non certo compensati dall'effimera resistenza a certi parassiti, effimera perché proprio come accade per i fitofarmaci i parassiti svilupperanno più presto che tardi resistenze…
Quanto alle importazioni, ci sarebbe ben altro da coltivare in Italia invece di importarlo (frumento tenero e duro, legumi…)
La faccenda è chiaramente complessa ma mi fermo qui.
 
Davide Borgia

Art. 18 è solo una bandiera 22/09/2014

Nella mia fabbrica fu licenziato un dipendente che godeva dell'art.18 dopo due lettere di richiamo della direzione.
La mia azienda, 140 persone nel 1977, è ora diventata di 25. L'anno scorso è stata fatta una ristrutturazione e sono state mandate via 6 persone nonostante l'art.18.

Fernando
Firenze

Interconfessionalità, il 'caso' di Novellara 21/09/2014

Buongiorno, vorrei riportare l'esperienza della comunità indiana Sikh nel comune di Novellara in provincia di Reggio Emilia.
Questa comunità si è autotassata nel tempo per avere un proprio tempio di culto e dapprima ha affittato una struttura esistente e poi ha acquistato un terreno ed edificato il tempio vero e proprio.
L'amministratore Sikh mi faceva notare che non hanno ricevuto nessun aiuto dal Comune e non gli sono state scontate nemmeno le tasse di edificazione. (Se ricordo bene, Novellara è stato il primo Comune che ha inserito nel consiglio un rappresentante per ogni comunità extra comunitaria quando ancora l'EU non esisteva).
Perchè pensiamo che debba essere lo Stato ad edificare luoghi di culto e non i fedeli stessi ???
Non sarebbe cosa saggia favorire l'autonomia delle varie confessioni religiose ?

Grazie 

Erol Bizzarri

Pagliuzze e travi 21/09/2014

Ho seguito il resoconto delle disavventure giudiziarie di Richetti e Bonaccini. Non ho potuto fare a meno di ricordare la recente assoluzione della segretria e del capo di gabinetto di Pierluigi Bersani perchè il fatto non sussiste dall'accusa di truffa aggravata. Una vicenda trascinatasi per anni, esplosa sulle prime pagine dei giornali, mentre l'assoluzione si è guadagnata solo un modesto richiamo nelle pagine interne. C'est la vie!
E non ho potuto ugualmente non rammentare una una notizia pubblicata su facebook dalla mia amica Cinzia che gestisce un hotel a Riccione e che, ad un controllo ,ha dovuto constatare la mancanza, perchè rubati, di 80 asciugamani viso e 30 teli! E' come se li vedessi, in spiaggia, gli stessi che si son fregati gli asciugamani, commentare con il vicino di ombrellone le ruberie dei politici!

Roberto Romagna, Riccione.

Scarpe cinesi, tecnolgia italiana 21/09/2014

Per la produzione di scarpe in Cina siamo noi italiani i responsabili, poiché abbiamo venduto ai Cinesi - e continuiamo a farlo - migliaia di macchinari per la produzione di scarpe.

Io abito vicino al comprensorio di Stra (Venezia) dove si producono sia scarpe che macchinari per tale produzione ed io ho lavorato per decenni nel  campo dell’export: Le aziende italiane hanno fornito il know-how ai cinesi per la produzione di scarpe facendoci dei bei guadagnini; allora non lamentiamoci ora se le scarpe sono Made in China. Glielo abbiamo insegnato noi come fare delle belle scarpe.

Questi antefatti valgono anche per l’abbigliamento, la tecnologia e quant’altro; poiché gli Italiani sono bravissimi a trasformare le materie prime ed anche a piangersi addosso senza conoscere la realtà.

Gabriele Benetton

Lavoro, ripartire dalle mani 19/09/2014

L'art.18 è un mantra di Sacconi, ma per esserne vittima devi manomettere volontariamente una linea di montaggio o rompere la testa al capo, ma sul lavoro, non fuori.Ho lavorato prima dell' art 18 e allora ti mettevano fuori da un giorno all'altro perché avevi partecipato ad uno sciopero.Non sono le leggi sul lavoro, che creano lavoro, ma la domanda di prodotti (diverso è il tema dei tempi della giustizia). Senza lavoro non c'è reddito, senza reddito non si può comperare nulla. Ci si può suicidare o diventare violenti: è strano che non sia ancora successo: evidentemente si è persa anche la dignità.

In attesa di tutte le riforme e dell'innovazione (che nasce dalla ricerca), politici, sindacalisti, economisti e tutti gli altri  dovrebbero ricordare che se l'Italia è risorta nel dopoguerra è stato in primo luogo per il lavoro manuale più banale, quello fatto con zappa piccone carriola mazzetta scalpello cazzuola ecc. La cura esterna degli edifici e dei monumenti, la conservazione dell'ambiente, i rimboschimenti ecc. si fanno da sempre in quel modo "primitivo".

Con 25 miliardi si può dare lavoro a un milione di persone per un anno (mille euro/mese). La spesa reale è molto inferiore, perché, fra Irpef e IVA una parte rientra immediatamente. [..,]. Si dovrebbe mettere a punto un intervento immediato non per 25, ma per 50 md/anno (alla faccia de 3%! Pagheremo un’altra multa), dando i soldi da gestire ai comuni. Lì sanno dove mandare squadre di persone per intervenire, senza appalti e gare, a ripulire fiumi tombini e canalette, a riempire buche, a rimuovere calcinacci pericolosi e rifare intonaci: basta che alla guida ci sia un muratore con esperienza. Due milioni in meno di disoccupati sarebbero un vero volano per la ripresa e darebbero anche, in parte, le risorse per l'istruzione e la ricerca . E l’Italia presenterebbe una faccia più pulita ai visitatori dell’Expo. C'è qualcuno che condivide la mia stupidità?

Trivellazioni in cerca di petrolio

Salve,
nella lettura dei giornali di oggi, e dei giorni precedenti, si parla molto delle intenzioni di questo Governo, di incrementare  le estrazioni di gas e petrolio  dai nostri mari, adducendo come motivo, che tanto lo fanno gli stati delle sponde opposte, tipo Croazia, Grecia ecc. quindi tanto anche se noi non mettiamo a rischio la vita dei nostri Mari lo fanno gli altri.
In questo "misero" ragionamento ci sta una differenza non insignificante, semmai, dovrebbero essere gli altri a fare questa considerazione, visto che noi abbiamo da decenni  decine di pozzi produttivi in Mare, solo al largo di Ravenna nè esistono una cinquantina!
Per il resto, basta dare un'occhiata al link seguente, del Ministero dello sviluppo economico.
Saluti
Nelson Zagni da Ferrara. Membro No-Triv-Cento
 

Pompei: perchè i custodi scioperano

In merito allo sciopero del personale della vigilanza di Pompei ma anche dei provvedimenti del ministro Franceschini relativo alle aperture prolungate e delle domeniche gratuite dei musei statali volevo aggiungere solo che il personale dei musei (il cui contratto prevede 35 ore di lavoro settimanale) sta ancora aspettando i compensi per le aperture straordinarie del 2013 e 2014 (i sabati fino a mezzanotte, 1° gennaio, 1° maggio etc), i compensi accessori del 2013 (novembre e dicembre) e di tutto il 2014.
Inoltre, le domeniche ad ingresso gratuito prevedono più affluenza quindi necessitano di più personale di vigilanza mentre l'organico è sottodimensionato rispetto al carico di lavoro richiesto. Il tutto con un contratto scaduto da più di cinque anni...
Come si vede, un qualche motivo per uno sciopero si potrebbe pure trovare, no?
Cordialmente,
Susanne Meurer

Cara, cara casa 23/06/2014

Io e mia madre siamo eredi della vecchia casa di famiglia costruita dal bisnonno in alta montagna (prezzo commerciale 120.000 euro.Paghiamo l'Imu come seconda casa pur non avendo nessun altra proprietà immobiliare (io vivo in affitto a Belluno, mia madre in affitto a Marghera), per il fatto, credo, che nessuno di noi due è residente lassù.
La casa non è servita da strada carrozzabile (ci si arriva dopo 8 km di tornanti e poi a piedi), d'inverno la neve seppellisce il sentiero e arriva al secondo piano isolandola completamente. Temperature sotto zero, niente negozi, uffici, bar, niente internet e risulta difficoltosa anche la comunicazione via cellulare.
Ora anche la beffa, dopo l'Imu come seconda casa sull'unica di proprietà (raddoppiata in 3 anni, siamo a 350 euro l'anno per 70 mq) , si paga anche la Tasi, come inquilini e come proprietari; oneri raddoppiati a fronte di una situazione economica che vede mia madre pensionata a 900 euro al mese e io lavoratore precario con reddito quest'anno sotto gli 8.000 euro. [...].
L'invito è come al solito a fare i furbi, intestando l'immobile come prima casa a un familiare, come è ormai consuetudine. Gli altri, gli onesti, si attacchino pure al solito tram.
Grazie per l'attenzione
Ezio Franceschini
 

Morta una tassa, se ne fanno tre 15/06/2014

Buongiorno.
In merito alla tassa sulla casa, il caos è iniziato con l’abolizione dell’ICI voluta dall’Innominabile. Il governo Monti, per riparare al danno, ha introdotto l’IMU, con un pesante aggravio rispetto all’ICI.
IMU che il governo Letta ha sospeso per la prima casa. Il risultato di quella decisione demagogica (abolizione ICI) è sotto gli occhi di tutti quelli che vogliono vedere.

Saluti. Giorgio
 

Per un governo di "buonsenso" 25/05/2014

Si può anche continuare a produrre quello che produciamo adesso (quindi rimanere a crescita zero) e, nel frattempo, aggiustare le cose in casa nostra per stare meglio tutti e credo che solo per fare questo saremmo impegnati per alcuni anni. Cosa si dovrebbe fare: fare le riforme (meglio se condivise), togliere un pò a chi ha tanto e darlo a chi a niente o poco (redistribuzione), dare lavoro ai giovani, bonificare i siti inquinati, recuperare l'evasione fiscale, reimpiegare i beni confiscati, diffondere la banda larga, mettere in sicurezza le scuole, varare un piano nazionale per l'assesto idro-geologico, investire nel turismo (migliorando la gestione del patrimonio artistico-culturale).Dopo aver fatto queste cose, potremo anche pensare alla "crescita" così come la intendono gli analisti, ma credo che, solo facendole, saremo cresciuti già parecchio.

Giovanni

Malaffare nel PIL 2 23/05/2014

Capisco che la decisione dell'Eurostat provochi scandalo
(faccio solo notare che il lavoro nero è da tempo già compreso nel calcolo del prodotto interno lordo di tutti i paesi)
ma tapparsi gli occhi di fronte alla realtà è molto ipocrita.
La politica monetaria è inevitabilmente legata alla quantità di ricchezza in circolazione e finchè questa verrà misurata
dal PIL quanto sopra sarà cinico ma inevitabile.
Probabilmente si dovrebbe iniziare a misurarla su parametri più qualitativi che quantitativi ma oggi è ancora utopia.

Cordiali saluti

g.uber

Malaffare nel PIL 1 23/05/2014

Questa é la fine della tradizione economica europea che ha sempre associato economia a benessere: la wealth of nations di Smith e la scienza della pubblica felicità degli italiani.  É questo capitalismo che rivela la sua natura e la sua ideologia dusumanista? Ma quale cultura hanno qs funzionari europei?  Dove si discute democraticamente di qs faccende cruciali?

Che tristezza.  Luigino Bruni (economista)

Cultura bene comune. O no? 18/05/2014

Lei dice: "non filosoficamente sbagliato" ricavare soldi dall'affitto a privati di alcuni luoghi (oggi si parlava del Cappellone degli Spagnoli di Santa Maria Novella, ma lo si è fatto anche con il Ponte Vecchio, chiuso ai visitatori per cena di lusso o per gli Uffizi, sulla cui terrazza è stato allestito un ricevimento per lo staff di Roberto Cavalli).
Il fatto è che l'errore è esattamente "filosofico". L'art. 3 della Costituzione affida alla Repubblica il compito di "rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese".

Come dire che il patrimonio culturale è uno degli strumenti che contribuiscono a rendere effettiva la libertà e l'uguaglianza dei cittadini. Ma se gli Uffizi ospitano persone che hanno parcheggiato i loro jet privati nel vicino aeroporto di Pisa (attrezzato appositamente  nell'occasione); se gli Uffizi diventano la "location" dell'onnipotenza del lusso, pacchianamente ostentato come se scarpe, borse, vestiti fossero il lasciapassare di privilegi impossibili ai più, il patrimonio di tutti viene coinvolto in una politica diseducativa e discriminatoria (sulla base del censo). Gli Uffizi vengono percepiti come il Billiionaire e la Repubblica perde un potentissimo strumento di educazione all'uguaglianza.

Carmela Vargas (storico dell'arte, Università di Napoli)

Schiave in Nigeria, e sulle nostre strade 11/05/2014

Seguo ogni giorno la vicenda delle 246 studentesse nigeriane rapite per essere vendute come schiave e mogli. Mi piacerebbe però che qualcuno parlasse anche delle migliaia di ragazze nigeriane a cui l'ambasciata italiana concede il visto da anni, sapendo benissimo che finiranno sul marciapiede. Sono anche loro schiave e sono ormai migliaia.
 
Marco Pasquali

Germania nuova "perfida Albione" ? 29/04/2014

Non credo affatto che Berlusconi si sia posto il problema della veridicità delle sue affermazioni contro la Germania. E' stato solo un tentativo volgare, non a lui nuovo, di recuperare voti leghisti o comunque contrari alla "perfida Germania" (mi ricorda "la perfida Albione").
Che le affermazioni dellex cavaliere siano platealmente false lo capisce chiunque sia stato in Germania, a Berlino in particolare, ascolti la televisione tedesca,sappia come il 68 tedesco è stato caratterizzato dall'accusa dei figli contro i padri per il loro passato, senza contare tutta la letteratura della "colpa" (penso a Schlink, a Timm, all'attacco a Grass quando ha confessato il suo passato nazista).
E' vero che si tratta di avere un minimo di cultura, parola che per Berlusconi equivale a una bestemmia, anzi, molto meglio quest'ultima, tanto Mons. Fisichella gliela contestualizza. Purtroppo è un'ennesima prova della volgarità di quest'uomo, che ha in buona parte contribuito al degrado morale e culturale dell'Italia.

Daniela da Firenze

Immigrazione è anche risorsa 27/04/2014

Buongiorno, desidero solo ricordare che l'immigrazione è anche una risorsa per il nostro Paese e spesso ce ne dimentichiamo.

Sono un'insegnante e posso assicurare e che gli studenti più eccellenti provengono proprio dai paesi del Sud del mondo e dall'est.
 
Grazie
Adriana Torregrossa

Liceo ad energia verde, ma fuori rete 28/03/2014

Sono un insegnante del Liceo Eliano di Palestrina.
Nel nostro istituto portiamo avanti progetti per la sensibilizzazione al risparmio di energia e alla produzione da fonti alternative. Vorremmo denunciare che non riusciamo a far ricollegare l'impianto fotovoltaico alla rete elettrica. Da due anni l' impianto è scollegato e pertanto non sono stati utilizzati circa 15000 kwh prodotti. Non aspiriamo a premi ma vogliamo solo contribuire al risparmio nelle istituzioni pubbliche.

prof. Felice Alese

Europa: madre o matrigna? 25/03/2014

Se la sinistra non fa più la sinistra, e mette in pratica le assurde teorie neoliberiste più spietate, se l'Europa invece di fare da madre agli europei mostra il suo lato matrigno e perverso, il risultato è che i partiti cosiddetti "populisti", di protesta, fascisti, razzisti, separatisti, nazionalisti, ecc. ottengono grandi consensi. E' naturale. Non ci vuole uno scienziato per capirlo...
Quando ci si accorgerà nelle alte sfere politiche e finanziarie italiane ed europee che la guerra tra i ricchi e i poveri conduce alla dittatura? Si attenderà la ripetizione della storia, oppure si cercherà di porre rimedio ai devastanti squilibri sociali?

Saluti
Stefano

L'Italia che vorrei (da Berlino) 25/03/2014

Da Berlino, dove vivo da molti anni, sogno un'Italia dove i manager prendano loro l'iniziativa di farsi ridurre gli stipendi d'oro per aiutare il Paese in difficoltà e diano prova di modestia: non credo che sarebbero in molti a trovare lavoro all'estero, data la fama non eccellente di cui godono. Sogno un Paese nel quale il presidente della Confindustria non si limiti a criticare, ma faccia proposte concrete. Sogno un'Italia nella quale i sindacati si rendano conto della drammaticità della situazione e non ripetano le loro frasi stereotipate. Sogno un'Italia nella quale la stampa non cerchi di demolire sul nascere i tentativi dell'attuale Presidente del Consiglio, ma dia un apporto concreto, evitando di fare gossip di bassa lega.

Sogno un'Italia nella quale i napoletani a migliaia vadano la sera a riconquistare la bellissima Piazza Plebiscito e non si facciano intimidire da squadre di minorenni, vandali e ignoranti - ma dove sono i genitori? e che cosa fanno i sacerdoti e i fedeli della Chiesa che si trova sotto il porticato? In Germania, paese non perfetto, ho imparato che l'iniziativa del singolo è importantissima, a cominciare dallo spalare la neve quando il servizio pubblico non ce la fa; tutti insieme gli abitanti di una strada: operai, professori, casalinghe, ragazzi, insegnanti, comuni cittadini, si armano degli strumenti necessari e rendono praticabile la loro strada, il loro marciapiede, proprio perché è il loro e loro sono i primi a trarne vantaggio, esempio banale, ma indicativo di una impostazione rispettosa dell'ambiente. Potrei continuare a riempire pagine intere, forse inutilmente, ma da italiani all'estero si soffre ancora di più, pensando a quello che il Bel Paese potrebbe essere. 

Bianca Perle Ferone

Ascensore sociale, e culturale 03/03/2014

Ho vissuto da studente in Germania ( il vecchio Erasmus).
Vedevo operai con una giusta paga, che potevano avere tempo libero da dedicare a sport e/ o cultura.

Più che di ascensore sociale non sarebbe importante puntare ad un ascensore culturale ?!
Solo diplomati e laureati vanno a teatro e leggono libri?!
Non è uno strano pregiudizio?

Saluti,
Giovanna

Lo "scherzo" telefonico a Barca 18/02/2014

Vorrei obiettare che si tratta di un vero e proprio reato penale, secondo l'attuale normativa sulla privacy. C'è un livello di intrusione e violenza non dissimile dalle cose che sono state imputate a Fabrizio Corona ed altri paparazzi. Quì - è vero - manca il ricatto ma, continuando a trattare dei crimini come "ragazzate", stia tranquillo che ci saranno epigoni di minor talento che arriveranno anche al ricatto.
Inoltre, vorrei chiedere a lei come giornalista: ma si tratta di vere notizie? E' proprio sicuro che in una telefonata di quel tipo, l'ex Ministro non possa aver voluto enfatizzare un pò, casomai per eludere, occultare i fatti o per altri fini?. Insomma non sempre diciamo a tutti le cose come stanno. 
E' pur vero che, in questo caso, ciò che abbiamo ascoltato sembra purtroppo verosimile, ma domando se la scarsa qualità del nostro giornalismo non contribuisca al degrado della vita civile e politica nel nostro paese. 
Cordiali saluti
Paolo

Contro il mais transgenico 14/02/2014

la scelta della commissione europea sulla possibilità di introdurre in europa un tipo di mais transgenico contro il parere di buona parte del parlamento e  degli stati membri mi pone questi dubbi
- a che serve andare a votare per il parlamento europeo
- perché dobbiamo subire scelte di poche persone non mai elette dai popoli che fanno parte dell'europa
- perché dobbiamo dare tanto valore alla legalità quando è spesso così evidente, mi riferisco anche  alle ultime decisioni della corte costituzionale rispetto alla legge elettorale e alla Fini-Giovanardi, che le scelte dei legislatori nazionali o europei che siano, sono ingiuste, o opportunistiche o comunque non aderenti allo spirito che dovrebbe animare chi si trova a fare scelte per le popolazioni che a loro sono affidate.

Giorgio

Berlusconi al Colle 14/02/2014

Ma come fa il Presidente della Repubblica a ricevere Berlusconi condannato in via definitiva
dalla nostra Magistratura di cui Napolitano è pure il massimo esponente?
Davvero nessun imbarazzo?
 
 
 
Annamaria

Renzi e Letta. Perché tanta fretta? 14/02/2014

Si pensa che Renzi abbia voluto accelerare la sua ascesa al potere per il pericolo che la situazione dell’Italia stesse peggiorando e non abbia neanche voluto sapere di cosa trattasse il piano preparato da Letta.

A me frulla nella testa una ipotesi diversa. Il timore di Renzi che probabilmente Letta riuscisse a cambiare l’andamento del governo e migliorasse effettivamente le condizioni del paese. Come avrebbe potuto in tal caso proclamarsi lui il salvatore della Patria?

Tiberio

Premier non eletti, ci risiamo 14/02/2014

Come volevasi dimostrare Renzi fa sempre il contrario di ciò che dice. Siamo al terzo premier consecutivo non eletto, questo, poi, non è neppure in parlamento. Ma che votiamo a fare? M. Laura da Firenze

Giovani e lavori occasionali 10/02/2014

buon giorno ho sentito l'ascoltatore che redarguiva i giovano che non vanno a raccogliere gli spinaci in campagna ma i contratti sono da schiavisti con paghe da 2,5 a 3,5 euro ora , il commento lo lascio a lei buon lavoro G.Carlo _Ferrara

Sesso e minorenni 10/02/2014

cara Primapagina,

dovreste specificare se il sondaggio è stato fatto a dei MAGGIORENNI.

in tanti abbiamo fatto sesso come minorenni, ma con dei minorenni.

questo direi che è accettabile.

ma non un maggiorenne con un minorenne

grazie,

maria

Svizzera e privilegi 10/02/2014

Adesso ci si dovrebbe aspettare una grossa limitazione anche di altre tipologie di quote
o certi transiti continueranno a godere di corsie privilegiate?

 
Cordiali saluti

g.uber

Referendum svizzero 2 10/02/2014

In Svizzera gli immigrati sporcano quel bel pavimento di affari sporchi maturati con i delinquenti finanziari e criminali del mondo (anche del Terzo).
  • Cosa avrebbe questo paese, oltre ai soldi, e alle sue spregiudicate banche, per "dettar legge" o linee di tendenza agli altri paesi europei? In sintesi: cosa abbiamo da spartire noi con la Svizzera?
  • Alfonso Leto

    Referendum svizzero 10/02/2014

    Ho appena appreso del risultato del referendum indetto in Svizzera per limitare i lavoratori stranieri, ho sempre pensato che fosse un paese abitato da persone civili, ma debbo ricredermi, come si fa ad aver paura di gente che lavora e non dei soldi frutto di evasioni fiscali, traffici illeciti(droga, armi, estorsioni, ecc.), evidentemente preferiscono i delinquenti agli onesti. 
           Italo

    Democrazia vo' cercando 31/01/2014

    Allora, se ho capito bene:
    I partiti tradizionali sono gruppi di affinità e/o di interessi  espressi dalla società. 
    Qualche partito prima delle elezioni organizza le primarie, i cui candidati sono comunque espressi dall'apparato di quel partito. 
    Poi si va a votare.
    Sulla scheda ci sono i nomi dei candidati scelti da quei partiti.
    I cittadini possono solo accettare o no i candidati proposti. 
    Mi spiegate dov'è la democrazia, cioè il potere esercitato dal popolo, in questo processo?

    Grazie
    Billy Pilgrim - La Spezia

    Il sogno di Licio 31/01/2014

    Se ragioniamo nel merito della proposta di legge elettorale, dobbiamo renderci conto che il salva lega favorisca la coalizione di centro destra, mentre la soglia del 4.5 potrebbe svantaggiare la coalizione avversa (si fa per dire). Già Veltroni tentò il colpaccio, eliminando la sinistra e adattandosi a fare da tappezzeria agli avversari. Si sa che questi oligarchi vorrebbero spingere una parte dell'elettorato più fragile verso l'astensione. Due grandi partiti senza distinzioni sostanziali che si alternano al potere, garantendo i propri interessi. Il vecchio sogno di Licio Gelli.
    Cinzia

    Italia, cambiare per rinascere 31/01/2014

    Sono stata molto contenta di sentire ad alta voce per radio, in maniera molto chiara e netta e da un ‘pulpito’ molto più autorevole del mio, quello che io da tanto tempo vado pensando e sostenendo e cioè che se l’Italia è ridotta così male ed è caduta così in basso, non è solo per colpa della classe politica ma prevalentemente per colpa nostra. Siamo noi che ci siamo ‘meritati’ questa Italia, che non abbiamo voluto fermare questo sfascio, noi che non abbiamo voluto guardarci dentro.  Finchè non compiamo questa riflessione e questa assunzione di responsabilità non usciremo da questa spirale perversa.

    Spero inoltre che col declino di Berlusconi  la ‘cultura’ del tutto bello, facile, presto e subito si attenui per far spazio ad un’etica meno gioiosa ma più onesta e realistica del faticoso, impegnativo, meritocratico, lento ma progressivo e duraturo.  Forse questa dolorosa crisi servirà a far nascere una nuova mentalità.  Nessun importante e vero cambiamento avviene senza sofferenza.

    Anna Pedretti 

    Vite sospese 31/01/2014

    Buon giorno, ho 53 anni e 38 di contributi versati. Nel novembre 2012 il mio studio ha dimezzato il già scarso personale e ho perso il lavoro; il mio stipendio era di 1200 euro quello di mio marito è di euro 1350. Non riesco a trovare lavoro neanche come cassiera di supermercato. Niente di niente.  Ho un figlio al 5 anno di Università. Vorrei che metteste in rilievo la disperazione, la demoralizzazione di una donna che ha sempre lavorato... e ora  sono  troppo  vecchia per lavorare però giovane per la pensione sia di vecchiaia sia contributiva.
    Di cosa viviamo fino alla pensione ?
    La classe media è già disperata parlatene per favore  perchè ci stanno ammazzando.  

    Claudia   

    Compiti no, anzi sì 31/01/2014

    Sono una studentessa al primo anno di fisica, ammetto che i primi anni del liceo mi seccava dover studiare la domenica. Ora, a 19 anni, ho capito che è stato un bene al liceo fare i compiti nel weekend, perché adesso il sabato e la domenica sono gli unici giorni in cui posso studiare sia mattina che pomeriggio è sono felice di poterlo fare.
    Grazie
    F

    Tasse casa: USA vs Italia 28/01/2014

    La cosa che mi fa impazzire sulle tasse in Italia è che bisogna pagare il commercialista per poter sapere quanto pagare di tasse sulla casa. 

    Negli USA le tasse sulla casa sono molto ma molte più alte (io pago oltre 4000 dollari per una casa che è una baracca a Providence ,che non è una delle città più costose). Nonostante ciò, per me pagare questa cifra è molto meno stressante che deteminare quanto devo pagare per l'appartamento in Italia e poi riuscire a pagare correttamente senza traumi o multe.
    Negli USA mi arriva il conto a casa con 4 buste con l'indirizzo pre stampato e 4 bollettini per le quattro rate. Infilo un assegno nella busta e spedisco. Se voglio, pago tutto in un'unica soluzione, se no pago a rate (senza interessi). In ogni caso, la cifra è calcolata dal comune in luglio in base al valore catastale e all'aliquota (che non cambia). Inoltre il valore catastale viene aggiornato regolarmente.
    In italia, devo pagare un commercialista perché mi sveli quanto devo pagare e quando. La cifra è un quarto di quella americana ma non posso pagare in un'unica soluzione perché il giorno prima della scadenza della seconda rata il comune potrebbe cambiare l'aliquota. Ma siamo pazzi? 

    Cordiali Saluti

    Paola Demattè

    Paradossi: da Epimenide all'Inps 24/01/2014

    Ha cominciato Epimenide di Creta (VI sec. a.C.) affermando il paradosso del mentitore:
    "Io sono Cretese e affermo che tutti i Cretesi sono bugiardi."
    Poi molti altri si sono divertiti costruendo paradossi:

    E' possibile giurare di rompere il giuramento che si sta prestando?
    E' possibile ordinare di disobbedire all'ordine che si sta impartendo?
    Socrate dirà il falso quando pronuncerà la prossima frase e Socrate disse il vero quando pronunciò la frase precedente.

    sino al famoso Comma 22 (dal romanzo Catch 22 di Joseph Heller ambientato ):
    "Chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di volo, ma chi chiede di essere esentato dalle missioni di volo non è pazzo"

    Adesso anche l'INPS aggiunge il suo paradosso.

    Avevo necessità di un’informazione sulla mia situazione pensionistica, quindi sono andato sul servizio inpsRispond@ dove trovo questa precisazione:

    "L'Inps si impegna a fornire risposte dirette ed accurate ai quesiti pervenuti tramite il servizio InpsRisponde.  [...] Esse hanno carattere orientativo e non possono considerarsi vincolanti per l'Inps nè considerarsi sostitutive od anticipatorie del relativo provvedimento amministrativo. L'Inps declina dunque ogni responsabilità diretta ed indiretta per le conseguenze derivanti dall'utilizzo della risposta.

    Aiuto!
    Francesco 

    Restare. O partire? 29/12/2013

    Ieri un signore ha telefonato esortando i giovani a restare a lavorare in Italia.

    A questo signore vorrei chiedere un consiglio per mio figlio che si è appena laureato con lode in fisica Il professore che lo ha seguito nella preparazione della tesi, riconoscendone il valore, è riuscito a fargli avere una borsa di studio semestrale di circa 500,00 euro ed è quasi sicuro che non sarà rinnovata.

    Intanto ha mandato il suo curriculum e la tesi a varie università e centri di ricerca in Europa e negli USA Ora proprio in questi giorni ha ricevuto un'offerta da un'università svizzera che gli ha proposto la frequentazione di un master della durata di tre anni pagandolo 2500,00 euro al mese e l'alloggio gratuito in un appartamentino nella foresteria dell'università. Inoltre dopo i tre anni, in base ai risultati ottenuti, la collaborazione continuerebbe con linserimento in modo stabile nel corpo docente dell'università.

    Quello che è certo è che, se scegliela soluzione svizzera, non potrà più utilizzare i mesi estivi per farsi qualche soldo facendo il maestro di nuoto oppure il cameriere come faceva da studente per arrotondare la paghetta che gli passavo io.

    Cordiali saluti e buon anno a tutti

    Guglielmo

    Il Papa e i senza tetto 28/12/2013

    Il Papa ha parlato ieri con comprensione per i senza tetto.
    Mi pare che, all’inizio del Suo pontificato, Papa Francesco avesse manifestato il proposito di intraprendere un migliore utilizzo di parte dei molti edifici che la chiesa cattolica possiede in Roma (sono un numero impressionante), in favore di chi non ha casa.
    Non ne ho più sentito parlare, certo tradurre le idee in realtà non é facile.
     
    Maria Grazia Giartosio Sessa

    Cultura italiana all'estero 20/12/2013

    "Cultura ed educazione devono essere il centro della nostra ripartenza.Anche, e forse soprattutto da questo, dipende il nostro futuro in Europa e nel mondo".
    Parole di Enrico Letta al discorso al Senato sulla fiducia del 2 ottobre 2013.
    Mi chiedo allora perché il governo vuole chiudere 13 dei 90 Istituti Italiani di Cultura nel mondo, vetrine della nostra cultura, frequentatissimi da stranieri interessati all'Italia e che in molti casi hanno costi di gestione irrisori. Il tutto nel silenzio totale della stampa (a parte un articolo di Severgnini sul Corriere).
    Qui a Copenaghen (uno degli Istituti della lista nera), porta del nord Europa, capitale del paese verde per eccellenza, l'istituto attira ogni anno migliaia di danesi verso i nostri tesori. Perché chiudere?

    Paolo Scatto

    Differenza, e pregiudizio, di genere 25/11/2013

    Mia figlia insieme ad altre due compagne hanno presentato la loro scuola ad una tv locale. Per spiegare il liceo classico che loro frequentano, hanno sottolineato il fatto che non è una scuola solo umanistica ma anche scientifica tanté che tutte e tre sperano di diventare medici.
    Il il senso della risposta del conduttore è stato: bene tutti i pazienti faranno la coda per venire da tre medici così belle!!!!Grazie
    Elisa

    GB: farmaci antispreco 24/11/2013

    Riguardo alle medicine, in Gran Bretagna il farmacista prepara i medicinali lui stesso; se si ha bisogno di 12gg di antibiotico, il paziente riceverà una boccetta etichettata contenente 13 pastiglie (per sicurezza, qualora una pastiglia cadesse ecc.). Anche gli sciroppi non da banco sono preparati individualmente dal farmacista. Tutto questo per evitare sprechi e altro..

    Elisa

    Municipalizzate: in pareggio per legge 24/11/2013

    Volevo far presente, a proposito di trasporti pubblici locali e di servizi pubblici locali in generale (acqua, gas, energia elettrica, rifiuti ...), che una norma della legge di stabilitá in discussione in parlamento (art. 15) prevede il pareggio di bilancio, per il patto di stabilità interno. Significa che ogni società partecipata dagli enti locali deve concorrere agli obiettivi di finanza pubblica, e che, laddove vi siano debiti, si deve procede a piani di rientro (con tagli) o a privatizzazioni.
    La norma entrerà in vigore dal 2015, strenuo tentativo di mettere sotto controllo le è chiamata a dare risposte, o pilotando le privatizzazioni o modificando radicalmente il patto di stabilita.
    Ritengo il nodo dei servizi pubblici locali strategico per la politica dei servizi - e per la sostenibilità ambientale, pensate ai trasporti pubblici - e la politica europea dell'Italia.
    Si riuscirà?

    Maria

    Agricoltura negletta 23/11/2013

    Buon giorno a tutti.

    A proposito dell'abbandono delle campagne da parte dei veri agricoltori. L'abbandono, la distruzione del suolo agricolo e dell'inquinamento, è una delle conseguenze del fatto che tutti i governi dall'unità d'Italia in poi hanno puntato su uno sviluppo economico basato su industrie spesso sovvenzionate ed inquinanti dimenticando completamente di puntare sullo sviluppo dell'agricoltura(come ha fatto la Francia), unica garante di un controllo e protezione del suolo agricolo. L' agricoltura é stata abbandonata a se stessa. In particolare la vendita dei prodotti agricoli, reddito degli agricoltori, é stata abbandonata nelle mani della speculazione dei grandi mercati all'ingrosso (dove non si rispetta la legge della domanda e dell'offerta). Ciò ha comportato bassi redditi ed abbondono delle terre per gli agricoltori e alti prezzi per i consumatori.

    Giovanni Sallemi

    Privatizzare per licenziare 22/11/2013

    Si privatizza perché il lavoro sporco lo fa il privato e cioè licenziare personale assunto in modo clientelare e per questo, senza competenza e voglia di lavorare; razionalizzare le risorse economiche cioè non dare consulenze pagate fior di quattrini!!!

    Giuseppe Scarpino

    Emergenze: USA vs Italia 22/11/2013

    Buonasera, sono uno studente di Giurisprudenza,


    volevo condividere una riflessione sull'alluvione in Sardegna, ultima di una lunga serie di emergenze che hanno colpito negli ultimi anni il nostro Paese.

    Negli USA, giusto un anno fa, è arrivato il terribile uragano Sandy. Mi trovavo lì e ho avuto modo di vedere come veniva gestita l'emergenza: tutti a lavorare gomito a gomito per riportare alla normalità le zone colpite. Il governatore Chris Christie del New Jersey, Repubblicano e grande nemico politico di Obama, si è messo a disposizione del Presidente e in seguito lo ha elogiato per come ha gestito la situazione. Nessuno si metteva, in un momento tragico come quello, a polemizzare. 
    In Italia è tutto il contrario. In piena emergenza l'importante non solo è fare polemica e cercare i colpevoli, ma farlo subito, quando le ferite sono ancora aperte. I giornalisti cavalcano la rabbia della gente, che viene indelicatamente intervistata mentre scava tra le rovine della propria casa. C'è chi incolpa la protezione civile, in precedenti occasioni si incolpavano gli studiosi e i ricercatori (persino condannati), poi la politica, la mancanza di mezzi, di fondi, di prevenzione... Tutto questo però, dura giusto qualche settimana, perchè l'importante è lanciare il sasso, non osservarne la traiettoria e vedere dove vada a finire. 

    Con amarezza

    Federico Mattirolo

    Archeologi: concorso in forse 19/11/2013

    Gentile Sindaco,
    Sono una dei vincitori del concorso per Curatore Archeologo e sono molto colpita dalle dichiarazioni sul possibile annullamento del concorso. A differenza di altri profili professionali, per archeologi e storici dell'arte le occasioni di concorsi che permettano l'impiego in mansioni per le quali ci si e' lungamente preparati sono rarissime.
    Questo è il motivo per cui, come potrà verificare in prima persona leggendo i titoli dei candidati, siamo tutti come minimo Dottori di ricerca. Molti di noi hanno anche il Post-dottorato, la Specializzazione in archeologia e sono stati titolari di assegni di ricerca e di docenze a contratto, per non parlare delle numerose pubblicazioni.
    In graduatoria troverà, pertanto, persone che hanno titoli accademici ben superiori a quanto richiesto dal bando.
    'E uno sbaglio considerare tutte le 22 procedure concorsuali insieme e vagliarle attraverso la stessa lente. Ogni commissione ha operato in modo autonomo e differente.

    Nel nostro caso l'annullamento sarebbe un gravissimo torto a quanti inseguono da anni con passione e con tenacia un grande sogno quello di svolgere una professione bellissima che negli ultimi decenni è stata svilita, svuotata, depotenziata e della quale ci si ricorda solo quando con i beni culturali si vuole "fare cassa".
    Senza contare che la mancata assunzione di archeologi e storici dell'arte andrebbe a ledere innanzitutto gli interessi della Sovrintendenza Capitolina il cui organico e' sottodimensionato.

    Grazie Laura Petacco

    Meno, chiacchiere più lavoro 18/11/2013

    Spiace che giornalisti intelligenti e non palesemente schierati avallino e rafforzino l'andazzo generale straparlando a questa radio pubblica per quasi un'ora della Cancellieri e di altre amenità. Qui nella mia regione, solo in questi giorni, 3000 persone, dipendenti e familiari della multinazionale Electrolux, non sanno come andranno avanti. Altro che cene nei ristoranti di Roma, sia pure nel quartiere ebraico.
     
    Carlo Srpic
    Trieste 

    Concorsi su misura 08/11/2013

    Leggo un paio di bandi di concorso di Comuni e scopro che per partecipare occorre essere in possesso del Diploma di Laurea, nonché di “essere dipendenti di ruolo delle pubbliche amministrazioni, in possesso di uno dei titoli universitari richiesti, ed aver compiuto almeno 5 (cinque) anni di servizio o, se in possesso del dottorato di ricerca o del diploma di specializzazione conseguito presso le scuole di specializzazione (...), almeno 3 (tre) anni di servizio, svolti in posizioni funzionali per l'accesso alle quali è richiesto il possesso del dottorato di ricerca o del diploma di laurea”.
    Domanda: ma i concorsi si fanno per chi il posto già ce l'ha? Lei che ne pensa?


    In fuga dall'Italia bizantina 02/11/2013

    Salve
    sono Elena, 40enne che ormai vive fuori dall'italia da diversi anni. Con un dottorato in tasca e tre lingue , non ho mai avuto difficolta'a trovare lavori altamenti specializzati nella tecnologia, in 4 diversi paesi europei.
    A proposito della campagna (la telfonata di prima mi ha fatto sorridere): con il mio compagno abbiamo investigato come rientrare in italia, con le ripopolazione della campagna, in liguria e toscana.
    Risultato: IMPOSSIBILE. Regole bizantine, fatte ad hoc per pochi (forse amici degli amici?). Nemmeno due cervelli con un dottorato ed un master sono bastati a capire le regole.....
    L'Italia e' semplicemente un paese impossibile
    Auguri a chi resta
     

    Il "modello" Olivetti 29/10/2013

    C’è un solo modo per far fallire un’azienda che fa personal computer negli anni ’90: impegnarsi per farla fallire.
    L’idea che mi sono fatto è che un esempio come Olivetti fosse un “pericoloso buon esempio” che dava fastidio a molti…
    Il problema dell’ Italia è che ci sono milioni di persone che lavorano ogni giorno per costruire qualcosa, ma dall’altra parte ci sono poche decine di persone che lavorano ogni giorno per distruggere ciò che di buono si è fatto.
    Non fosse andata così oggi avremmo un azienda come Apple o Google proprio in casa nostra.. con tutti i benefici che ne conseguirebbero.
    Viene quasi da piangere se ci si pensa..

    Isacco Pavanelli

     

    Il negazionismo 16/10/2013

    Vorrei far presente all’ascoltatore che ha chiamato stamattina per dire che non ravvisava la necessità di introdurre nella nostra legislazione il reato di negazionismo, che l'iniziativa legislativa è stata sottoscritta da 97 senatori appartenenti a tutti i principali partiti politici e si ispira alla decisione quadro 913 del 2008 introdotta dall'Unione Europea.

    Nella sua forma ricalca le leggi anti-negazionismo presenti in 18 paesi: Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Israele, Liechtenstein, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svizzera ed Ungheria.  

    Il primo paese a dotarsi di una legge contro la negazione della Shoah fu l'Austria nel 1945, l'ultimo l'Ungheria nel 2010.

    Nel gennaio del 2007 l'assemblea generale dell'Onu ha votato una risoluzione contro la negazione del genocidio antiebraico in cui si invitano gli stati membri delle Nazioni Unite a contrastare senza indugio questo fenomeno.

    Per completezza ricordo che il Disegno di Legge prevede: "la reclusione fino a 3 anni per chiunque, con comportamenti idonei a turbare l'ordine pubblico o che costituiscano minaccia, offesa o ingiuria, fa apologia dei crimini di genocidio, dei crimini contro l'umanità e dei crimini di guerra, come definiti dagli articoli 6, 7 e 8 dello Statuto della Corte penale internazionale, ovvero nega la realtà, la dimensione o il carattere genocida degli stessi".

     Roma, 16 ottobre 2013 – 70° anniversario della deportazione della comunità ebraica romana.

    Buona giornata.

     

    Antonio Scialla

    I fascismi di oggi 16/10/2013

    A me pare che ci sia una cosa importante da fare : prendersi cura dei movimenti giovanili che cercano nel fascismo una risposta a quella che è evidentemente è una loro legittima necessità.

    È pericoloso criminalizzare sbrigativamente chi, facendo una scelta errata, crede di trovare risposte a esigenze che hanno un fondamento. Mi pare che, in questa democrazia a volte troppo disinvolta, si stia facendo il grave errore di lasciare senza 'titolare' molti principi etici che poi trovano risposte aberranti. È l'ennesima maniera di evitare le nostre responsabilità.
    Rosanna

    Le spoglie di Priebke nelle Fosse Ardeatine 16/10/2013

    Quale eterno monito lo si sepellisca davanti alle 305 vittime alle Fosse Ardeatine! Penso sia l'unico deterrente a fermare eventuali manifestazioni di stupidi nostalgici o di cercatori di emozioni senza ne capo ne coda.

    Circa i Partigiani...erano civili militarizzati contro militari,erano in guerra dichiarata....chi ha sconfinato con crudeltà è stato l''aver coinvolto civili disarmati.

    Difendiamo i nostri Partigiani...

    Antonio Sarmi

    Priebke e i doveri di un soldato: il ricordo di Willy Wagner 16/10/2013

    A Marcello Veneziani, che recita la vecchia solfa della necessità di Priebke di eseguire gli ordini pena la sua morte, va ricordato quanto lui stesso anni fa ricordò: la fucilazione del tenente della Wermacht Willy Wagner, fucilazione cui fu condannato dai suoi superiori per essersi rifiutato di uccidere 50 civili in rappresaglia dell'uccisione di 5 tedeschi nel settembre del 1943 in Puglia a Trani, città vicina a Bisceglie, quella di Veneziani.

    A Wagner oggi è intitolata una piazza. Ma questo tenente tedesco andrebbe ricordato molto molto di più, specie a quelli che ancora dicono le assurdità di Veneziani.

     

                                                  Cosma Cafueri  - Bari

    I partigiani di via Rasella 16/10/2013

    Gentilissimo,
    non dimentichiamo, fatto salvo ciò che ha detto rispetto alla guerra di Liberazione come guerra asimmetrica, che gli storici hanno ampiamente stabilito che non ci fu alcuna possibilità di consegnarsi per i partigiani di via Rasella, perché il proclama tedesco fu affisso quando l'ordine era già stato eseguito. Molto bello e circostanziato, su questo, sia il libro di Alessandro Portelli, che fa chiarezza storica, sia lo spettacolo di Ascanio Celestini, che da quel lavoro di storia è tratto.
    Saluti e buono giornata
    Lucia Cardone

     

    Fosse Ardeatine 16/10/2013

    Sarebbe utile che lei sottolineasse, a proposito della strage delle fosse ardeatine che, il famoso manifesto dei tedeschi che invitava gli autori dell'attentato a presentarsi, fu affiso sui muri di Roma dopo che la stessa strage era stata effettuata. Questa oramai è una verità storica! La prego di dirla a chiare note al di là delle considerazione verissime sulla guerra partigiana, i suoi scopi e le sue strategie di guerra delle quali ella giustamente parlava.

    Grazie.

    Italo Volpe Rinonapoli

    70esimo anniversario della deportazione dei cittadini italiani di religione israelitica 16/10/2013

    Oggi ricorre il 70mo anniversario della deportazione dei cittadini italiani di religione israelitica. I nazisti riuscirono nella loro barbara azione anche grazie alle schedature, che erano diventate prassi presso le questure dopo le leggi razziali del 1938. Mi sembra che spesso si dimentichi che anche l'Italia si macchiò di tale infamia, così come si dimentica che il Presidente del tribunale della razza, Gaetano Azzariti, divenne nel 1943 ministro di Grazia e Giustizia col Governo Badoglio, collaborò nel dopoguerra col Guardiasigilli Togliatti e finì la carriera come presidente della Corte Costituzionale organo supremo della Repubblica nata dal sacrificio dei Partigiani, dei civili e dei Soldati di Cefalonia e degli Internati Militari. Questo è anche il paese che permise a Monsignor Draganovic, prete croato ustascia, di organizzare la via di fuga per i fascisti ed i nazisti verso il Sud America, operando tra Roma, Trieste, Genova e Marsiglia e avendo come referente in Argentina il Vescovo Barrere; in queste operazioni non fu affatto ostacolato dal Governo Italiano e dalle forze di occupazione alleate.

    Ho la certezza che noi non abbiamo il culto della memoria, soprattutto di quella storica.
    Infine credo vi sia il diritto ai funerali per il nazista Priebke e anche il diritto alla tumulazione, il sito dovrebbe essere quello di Malagrotta.
    Roberto. 

    Alitalia: potrebbe, ma non si applica 15/10/2013

    Alitalia ha delle offerte per i giovani che permetto ai ragazzi al di sotto dei ventisei anni di viaggiare a dei prezzi e condizioni più vantaggiosi rispetto alle compagnie low cost tradizionali. Tuttavia, queste offerte sono pubblicizzate malissimo e se ne viene a conoscenza solo attraverso il passaparola. Possibile che la compagnia aerea nazionale non riesca a farsi adeguata pubblicità almeno in Italia? (catturando, tra l'altro, una delle fasce più interessate a viaggiare)
    Valeria Cipollone

    Lambrusco al mancozeb 13/10/2013

    Buongiorno, mi riferisco alle due telefonate di ieri, una decisamente contro l'uso della chmica in agricoltura (viticultura in particolare) e una molto favorevole. Mentre il primo ascoltatore paventava complotti tra multinazionali, il secondo escludeva qualsiasi pericolosità dei fitofarmaci (testati e sicurissimi).
    Per aiutarvi a farvi un'idea vi invio la scheda dei trattamenti efettuati sul mio vigneto di lambrusco nella bassa modenese.
    Prendiamo il CRITTOX GD75, somministrato il 2 maggio 13 e composto da MANCOZEB al 75%:

    http://environmentalcommons.org/cetos/criticalhabitat/mancozeb.pdf
    http://agronotizie.imagelinenetwork.com/difesa-e-diserbo/2010/10/26/mancozeb-senatore-a-vita/10165

    In pratica se il prodotto risulta teratogeno se ne cambia l'etichetta e lo si lascia in commercio.

    Rendite catastali e valore commerciale 08/10/2013

    Il problema in realtà è la differenza tra le rendite catastali e il loro valore commerciale: ci sono moltissimi appartamenti nei centri storici che hanno rendita catastale (quindi IMU) molto bassa  e valgono molto di più di altri appartamenti (in periferia) che hanno rendita catastale più alta.
    Un appartamento di 100 mq ai Parioli o a Cortina può benissimo avere una rendita catastale molto più bassa di 100 mq in borgata!
    La riforma delle rendite catastali riguarda proprio questo.
    È un fatto di giustizia sociale.

    Roberto

    Consultazione pubblica, ma senza risposta 08/10/2013

    Ho partecipato alla tanto sbandierata Consultazione Pubblica sulle Riforme Costituzionali del sito partecipa.gov.it. Ho risposto sia al questionario breve sia a quello di approfondimento. Dopo i ringraziamenti per aver partecipato, mi avvisavano che avrei ricevuto una mail di conferma. Sto ancora aspettando!  

    Maria Luisa Corleto

    Pendolari vs "strangers" 05/10/2013

    I treni regionali veloci che collegano Firenze a Roma fanno, dopo Arezzo, tre fermate in Valdarno: Montevarchi, San Giovanni Valdarno e Figline Valdarno. Prendo il regionale veloce a San Giovanni delle 14,12 per Firenze che arriva già con 15 minuti di ritardo e intendo riprendere per il ritorno il regionale veloce delle 19,09. Alla stazione si annuncia ripetutamente che i treni per Roma potranno subire ritardi a causa di "strangers" sui binari. Intanto sul tabellone sono previsti già 20 minuti di ritardo. Cerco di qualcuno al quale chiedere informazioni. Ovviamente gli unici sportelli informativi attivi sono delle Frecce Rosse e di Italo. Mi dicono che gli "strangers" sono probabilmente persone che rubano il rame dai cavi. Non convinta chiedo anche al capotreno del regionale in ritardo che mi dice che probabilmente è rimasta qualche porta aperta che ha impedito, per sicurezza, la partenza. Salgo sul treno che finalmente parte (sono le 19,30) e dopo qualche minuto, si ferma per far passare uno, due, tre, una decina di treni ad alta velocità. Intanto siamo fermi da quasi mezz'ora. Vado a cercare il capotreno per chiedere spiegazioni ma non si trova, (probabilmente non saprebbe cosa dire a tutti i pendolari che vorrebbero tornare a casa ad un ora decente, dopo aver pagato un biglietto di 10,20€ (per la mia tratta di 55 Km). Nessuno informa i motivi del ritardo, poi si riparte e dopo un altra fermata non prevista arrivo finalmente a San Giovanni alle 20, 20.
    Credo, anzi, sono sicura che gli "strangers" sui binari siano solo questi oramai innumerevoli treni ad alta velocità che hanno la precedenza su tutto e tutti a qualunque ora, ma nessuno dello staff di Trenitalia ha almeno la decenza e il rispetto di renderlo noto agli umili pendolari. 

    Non accetto, insieme a studenti e lavoratori pendolari che utilizzano il treno ogni giorno, che questo servizio stia diventando un optional e con costi ormai non corrispondenti alla qualità erogata. Se l'intenzione è scoraggiare l'uso del treno e cancellare poco per volta gli unici treni che non siano Frecce e Dardi, non sono affatto d'accordo. Le ferrovie stanno facendo una politica sbagliata, perchè sono proprio i pendolari a garantire un utilizzo continuo del treno. 

    Marta

    Il peso vero delle tasse 04/10/2013

    Sono un libero professionista (un milite dell'esercito delle partite iva) e dal 2011 a oggi il mio reddito è diminuito di 4 volte. In compenso l'IMU, rispetto all'ICI che pagavo nel 2011, è per me aumentata di 46 volte (non 46%) portandosi via quasi un terzo del mio fatturato annuale. Ancora due anni così e dovrò vendere (e a un prezzo molto più basso di quanto pagato per l'acquisto) la mia casa, unico bene materiale in mio possesso, frutto di oltre 30 anni di lavoro.

    La verità è che l'IMU ha messo in ginocchio commercianti, imprenditori e cittadini. E su questa questione fondamentale il governo è stato ambiguo, evitando un'occasione fondamentale per realizzare un obiettivo, quello della redistribuzione del reddito, che oltre a essere decisivo per la ripresa, dovrebbe essere inscritto nel dna di un partito come il pd. Ancora una volta la demagogia di Berlusconi ha vinto, e l'IMU è stata tolta a tutti, a chi guadagna 6000€ all'anno e a chi ne guadagna un milione o più. Sarebbe così semplice seguire per una volta la norma costituzionale che prevede che i cittadini paghino le tasse in ragione delle proprie capacità contributive?

    Sembrava che il PD fosse orientato a una riformulazione che tenesse conto del reddito, fino a poche ore prima del voto sull'abolizione. Poi tutto è passato in cavalleria.

    Marco 

    Vergogna! 3 04/10/2013

    Prima c'erano le mammane, le quali, infrangendo la legge, facevano strage di donne che volevano abortire, anch'esse infrangendo la legge. Poi si è legalizzato l'aborto, e le mammane sono sparite.
    Cambiamo mammana con scafista e donne con migranti e la soluzione è sotto gli occhi di tutti.
    Affrontare le migrazioni significa aprire le porte, con coraggio e gestire la situazione. Altrimenti i morti saranno sempre lì a ricordarci le nostre colpe.

    Lorenzo

    Vergogna! 2 04/10/2013

    Mi reco per lavoro spesso a Lampedusa: questa mattina (3 ottobre) verso le 11 ho telefonato al capo dell'Ufficio Tecnico del Comune. E' una donna, dovevamo parlare di lavoro, quando ha risposto al telefono mi ha detto che era sul molo e aveva da poco visto due bambini di circa due anni, morti, distesi sul cemento della banchina, sotto il sole, e mi ripeteva piangendo: "due angioletti, due angioletti...". In maniera confusa mi raccontato che arrivavano barche cariche di morti e di vivi e sembrava non finire mai. E poi ha aggiunto... ci sono turisti che escono in barca a prendere il sole e mentre escono fanno le foto alle barche che trasportano i vivi e i morti...
    Evidentemente non basta vedere da vicino uno "stage della sopravvivenza" per provare pietà.

    Antonio Cirafisi

    Vergogna! 04/10/2013

    Vergogna, Vergogna!
    Quando ho sentito Papa Francesco pronunciare queste parole ho pianto.
    Dopo questa ennesima tragedia è necessario assolutamente che il nostro Presidente del Consiglio Letta chieda all'Europa di intervenire, non è solo un problema italiano è un problema di tutta l'Europa, non si può immaginare di continuare con la legge BOSSI-FINI, una provocazione...: perchè non istituire, come ha detto anche il sindaco di Lampedusa, dei traghetti regolari?

    Lorenzo

    Il dovere di difendere la legalità 03/10/2013

    Caro dott. Tramballi,
    mi dispiace ma sulla risposta all'ascoltatore che portava all'attenzione il caso Benestare lei é completamente fuori strada.
    Perché nell'ultimo ventennio la politica (di destra e di sinistra) ha dato un impronta al paese che é l'opposto della difesa della legalità, con sette sanatoria fiscali, tre condoni previdenziali, due condoni edilizi, un condono penale, la depenalizzazione di reati finanziari, etc.
    E la responsabilità dell'informazione é di ridursi troppo spesso a fare da cassa di risonanza del gossip politico mentre il paese é andato verso un inesorabile declino.
    Non é facendo un articolo al giorno sui fatti di cronaca associati alla mafia che come dice lei finiscono per "tediare" che si combatte la criminalità. Bensì lo é facendo il giornalismo di inchiesta, essendo una scheggia sotto l'unghia di funzionari, cariche elettive, organi ed enti, affiancando nelle battaglie civili questi eroi moderni che lo stato lascia soli; così l'informazione potrebbe giungere ed essere al contempo efficace.
    Perché se un terzo del paese vive nell'illegalità non é perché ci sono i pistoleri col cappello rigorosamente nero ma perché ci sono funzionari corrotti, forze dell'ordine che non fanno il loro dovere, enti che non controllano, professionisti compiacenti, padrini politici che indulgono e via discorrendo. Ed é qui che l'informazione di un paese avanzato deve colpire, favorendo anche la consapevolezza diffusa che, mentre il teatrino indecente della politica prosegue come una macabra danza sul morto, il paese arretra. [...]
    Un grosso in bocca al lupo a quei giovani di Reggio Calabria che hanno lanciato la prima web radio europea contro la criminalità. Perché si può anche parlare in positivo della lotta alle mafie.
    Maximilian M.Tabonis

    Lavoro e diritti 03/10/2013

    Due notizie recenti che hanno per tema il lavoro e la tecnologia sono apparse oggi sui giornali, anche se abbastanza estranee ad un dibattito collettivo. La prima riguarda Ryanair e i contratti di lavoro sul suolo francese e la seconda il colosso Amazon e il fisco tedesco.
    In entrambi i casi è evidente che il tema, lasciato dentro i confini delle singolarità e delle specificità dello Stato, sia insolvibile. Da parte dell'Europa non mi risulta ci sia un'azione coordinata che impedisca un negoziato sotto ricatto. Se è scandaloso giocare al calcio con palloni che vengono cuciti dai bambini indiani a quattro soldi non è meno scandaloso che delle multinazionali scelgano contratti di lavoro sul menù delle povertà dei diritti. 
    cordiali saluti   

    raniero carloni

    Responsabilità antropiche nei cambiamenti climatici 01/10/2013

    Durante la scorsa settimana a “prima pagina”si è parlato dell’ultimo rapporto dell’Intergovernamental Panel on Climate Change (I.P.C.C.); il Prof. Mario De Aglio, che conduceva la trasmissione, ha dato un’ottima ed esauriente risposta, in particolare segnalando le contraddizioni che ci possono essere tra gli articoli scientifici contenuti nel rapporto stesso e il sommario, che è l’unica parte che normalmente viene letta. Avrei piacere di aggiungere alcune osservazioni:

    • già in passato i ricercatori ammettevano che anche l’uomo è, sicuramente, responsabile dell’effetto serra e, quindi, dei cambiamenti climatici; ma nessuno è in grado di precisare in quale misura le cause antropiche operino rispetto quelle naturali;
    • l’ I.P.C.C. in passato è stato fortemente contestato per mancanza di chiarezza e condizionamenti o di politici o di industrie multinazionali (a seconda dei momenti e a seconda di chi teneva il coltello per il manico);
    • i modelli per lo studio del clima si basano su funzioni matematiche probabilistiche e stocastiche: basta l’inserimento, in qualsiasi punto del modello, di valori solo leggermente diversi per ottenere risultati opposti; abbiamo dimenticato che negli anni ‘70 del secolo scorso temevano il Global Cooling (una nuova glaciazione) e non il Global Warming;
    • gli scienziati e i ricercatori, anche quelli delle istituzioni internazionali come l’I.P.C.C. scelgono, molto spesso, posizioni estreme. Per quanto riguarda il clima: o negazionismo delle responsabilità antropiche o, dall’altra parte, tautologie e sicurezze, che non accettano discussioni (e che spesso inducono ad atteggiamenti di catastrofismo dannosi alla risoluzione del problema ); pochi, purtroppo, non soltanto giornalisti e divulgatori scientifici, ma anche scienziati sono capaci di presentare criticamente il problema.

    Grazie per l’attenzione e un cordiale saluto. Mattia Sella

    Sicilia: concorsi truccati 01/10/2013

    egregio Ugo Tramballi,

    Ci sono notizie che in questo frangente vengono oscurate da avvenimenti più eclatanti.Voglio segnalare la notizia di oggi relativa all'arresto di 2 docenti universitari per avere truccato un concorso.Il suo giornale,per premiare il merito,ha sempre sostenuto la selezione tramite concorso.Posso dire in base alla mia esperienza diretta che quasi tutti i concorsi sono truccati, soprattutto nella sanità e lei .persona con solide esperienze,me ne può dare atto.Anche gli ultimi concorsi scolastici voluti da Profumo,specialmente nel sud sono stati l'occasione per ignoranti raccomandati godere della possibilità di vincere immeritatamente una cattedra, scavalcando persone con maggiore professionalità per via di molti anni di insegnamento.Pertanto è sbagliato sostenere che solo il concorso premia i più meritevoli.soprattutto quando la valutazione è affidata a commissioni formate da persone che facilmente possono subire pressioni e condizionamenti ambientali.

    Cordiali saluti.Gerlando Pecoraro da Agrigento

    Il senso civico dei tedeschi 01/10/2013

    Gentile signor Tramballi,
    il discorso della senso civico in Germania è un po' più complesso.
    Dalla mia esperienza di 14 anni di vita qui posso dirle che non ci sono più controlli che in Italia. Non c'è la polizia ad ogni incrocio.
    La differenza è nella rete di controllo a livello di società civile. Se uno infrange una regola ha la quasi certezza che qualche passante si fermerà e glielo farà notare. Questo comportamento sociale è probabilmente una delle principali ragioni per cui i giovani tedeschi crescono con un diverso rispetto per la cosa pubblica.
    Aggiungo però che a volte si incontrano persone che sovriterpretano il loro ruolo di controllori del rispetto delle regole e ti vengono a riprendere anche quando la regola non è stata infranta. Creando così inutili tensioni e repressioni, Insomma, non è tutto oro. Anche questo pregio ha il suo prezzo. 
    Cordiali saluti,
    Flavio Ubaldini

    Porcellum 01/10/2013

    Gentile Tramballi,
    facile continuare a sparare su Calderoli e il Porcellum. Speriamo, prima o poi, dica qualcosa anche su chi nel 2012 ha impedito di modificare la legge elettorale. Perché si sentiva sicuro della vittoria, così il premio di maggioranza era diventato cosa buona e giusta nel nome della governabilità...

    Roberto Arvedi

    Ancora sui marò 01/10/2013

    Gentile signor giornalista, a proposito dei due fucilieri di marina sotto processo in India, lei ha detto oggi: "... purché che ce li rimandino a casa".  Se ho capito male, mi scuso sinceramente.

    Se invece ho capito bene, mi permetto di proporre una correzione alla sua  dichiarazione. Io direi: "purché Giustizia sia fatta". Noi non sappiamo perché e in quali situazione i due soldati abbiano sparato.
    Non sappiamo se abbia sparato qualcun altro, nè, se così fosse, chi e perché.
    E' possibile che l'omicidio dei due indiani abbia natura colposa (peraltro non passibile di pena di morte).
    E' possibile che i due militari si siano comportati da incompetenti, magari un po' esaltati. Se così fosse, sarebbe roba da corte marziale.
    E' possibile che siano del tutto innocenti, che non abbiano  sparato a nessuno e siano vittime di un complotto.
    Sono finiti nelle mani della Giustizia indiana: la prossima volta il ministero delle Difesa sarà più prudente, prima di affittare i suoi militari ad armatori privati, liberi di approdare  dove vogliono.
    Cavilli di competenza territoriale non risolvono il problema della colpevolezza o dell'incompetenza dei presumibili colpevoli, unico problema che conta.
    Lei ha motivo di ritenere la magistratura indiana più partigiana o meno capace di quella italiana?
    O magari più di questa dipendente dalla politica?
    Attendiamo un servizio giornalistico esauriente sulle attività dei militari italiani nel mondo a protezione del naviglio commerciale privato.
    Quanti sono, chi sono, come sono pagati, quali sono le regole d'ingaggio.

    Grazie 
    Paolo Zoratti

    Larussa, Bonino e i marò 01/10/2013

    Quando i due marò vennero in Italia per le vacanze di Natale e vennero accolti perfino dalle istituzioni come sfortunati eroi, io rimasi strabiliata. Larussa li voleva addirittura candidati al Parlamento. Mi domandavo cosa mai avessero fatto di eroico due militari che - in definitiva- erano accusati dell'omicidio di due poveri pescatori scambiati per pirati (una mira eccezionale: fatti fuori al primo colpo).
    Ora apprendo che Bonino "non e' certa che siano innocenti".
    Ma che strano paese siamo!
    Renata

    Iran: le ragioni dell'apertura 30/09/2013

    Non ho ancora sentito, ma forse è mia mancanza, qualcuno che prenda in considerazione il fatto che in Iran c'è una crisi economica inquietante con una svalutazione della moneta galoppante, che ha chiaramente spinto il sistema "regnante" ad aprisrsi all'occidente. Pensare che siano tutte "buone intenzioni" è un po' sbagliato. Ci sono ragioni economiche molto importanti

    Monica

    Fine dell'anitra mandarina 30/09/2013

    Mia sorella lavora da 25 anni alla "Mandarina Duck"; 
    la società è stata creata e portata al successo internazionale negli anni 80/90 da un imprenditore bolognese che ha avuto idee intraprendenza; ha sperimentato, ci ha creduto ha creato un prodotto e uno stile che, nonostante tutto, è ancora conosciuto, ha dato lavoro e ha creato ricchezza sul territorio per oltre 20 anni.
    Non più di 6 anni fa il fondatore l'ha venduta al gruppo Burani, che poi l'ha ceduta ad un fondo (inglese?) che dopo due anni l'ha a sua volta ceduta ad una società coreana interessata (forse) solo al marchio. In un anno e mezzo questi coreani hanno svuotato completamte la società dall'interno con metodo e ora si avviano di fatto a chiuderla: vogliono vendere l'immobile e spostare personale da Bologna a Milano, licenziare oltre il 50% del personale ...
    Non è un problema legato alla crisi del settore perchè altri concorrenti stanno assumento e hanno sviluppato lavoro. E' solo l'ennesimo esempio dei risultati dei così tanto agognati capitali esteri che vengono ad "investire" in Italia.

    un saluto
    patrizia

    Clima e mercato 30/09/2013

    Caro Prof. Deaglio,

    stamani Lei ha commentato gli articoli relativi al rapporto sul riscaldament globale dicendo che il rapporto ripeteva cose dette dieci anni fa, che ci sono dati contrastanti, eccetera eccetera. "Da che pulpito...", mi sono detto. pensando a tutti i "forecast" e "outlook" sbagliati che gli economisti hanno prodotto negli ultimi decenni. Lei crede davvero che le cosiddette scienze economiche abbiano un potere predittivo migliore di quello delle scienze naturali? Mi rintronano ancora le orecchie per tutti i peana innalzati alle sorti magnifiche e progressive del mercato globale, pochi anni fa. [...]

    Mi spiace scandalizzarLa, ma credo che la natura ignori del tutto le Leggi del Mercato (forse perche' il Padreterno non ha studiato alla Bocconi). Se le Leggi del Mercato ci obbligano a distruggere risorse, a devastare il territorio e ad inquinare aria e acqua, la natura applica le sue leggi inesorabili, condannandoci all'estinzione, e non sara` la Mano invisibile del Mercato a salvarci.
    Cordiali saluti,

    Andrea Domenici

    I signori delle mosche 28/09/2013

    Sto rileggendo “il signore delle mosche”. E' l'avventura di un gruppo di bambini, in eta' scolare e prescolare, naufraghi su un'isola deserta.
    Il gruppo presenta, tra i piu' grandicelli, due leader: uno saggio e riflessivo l'altro violento e irresponsabile.
    Willimam Golding sembra sostenere che sia il destino dell'umanita'.

    Anche l'Italia, ma non solo, anche l'Europa e gli altri continenti, sono oggi governati da persone irresponsabili, di destra (questi sempre) e di sinistra. Per esempio che ragione c'era di dare l'istruzione gratuita a tutti anche a coloro che non vogliono studiare? dare assistenza medica a tutti anche a coloro che continuano a fumare e bere o mantengono nel lavoro e nella vita comportamenti imprudenti?

    Avevamo almeno in Occidente quasi raggiunto l'equita' sociale e siamo tornati indietro alle condizioni di vita dell'800.

    In questi ultimi anni mi sto agitando come Senofonte in “Anabasi” che correva da una tenda all'altra nella notte per convincere gli strateghi a predisporre le difese per il massacro imminente.

    Franco Tadiotto

    Capitale, lavoro, cogestione 13/09/2013

    Negli anni '70, in Germania, Francia, Olanda e altri Paesi EU è stata recepita la Direttiva Europea che prevede l'istituzione dell'ImpresaEuropea,  la quale, a sua volta, prevede un Supervisory Board con membri nominati per un terzo da Sindacati, un terzo da Capitale e un terzo da Tecnici di comune accordo tra Lavoro e Capitale.

    In Italia ricordo che Lama (CGIL) si oppose, declamando che il Lavoro era variabile indipendente, che tale doveva rimanere, evitando di corresponsabilizzarsi con il Capitale, il quale doveva assumersi le responsabilità dell'impresa che erano tutte sue.

    Ebbene, con la globalizzazione del WTO si dimostrò, e ne paghiamo le conseguenze, che la vera variabile indipendente è il Capitale, il quale si sposta là dove il Lavoro è più "dipendente", mentre necessariamente il Lavoro rimane ancorato all'impresa a gestirsene di fatto la responsabilità della crisi e il fallimento.

    Germania
    , Francia e Olanda, invece resistono alla crisi.

    Marco Massena - Bollate (MI)

    Università: come renderla competitiva? 08/09/2013

    Caro Dott. Rizzo,
    in questa settimana ho sentito parlare più volte di università. Non dimentichiamo che nel 1980 una ope legis mascherata ha inserito di colpo nei ruoli universitari ben 30.000 docenti. Ne abbiamo ancora ora in servizio. Siccome la ricerca è competizione come il calcio, si può vincere un mondiale con una squadra nella quale i giocatori sono stati reclutati come si è fatto per l’Università? Una tale squadra troverebbe degli sponsor che vi investano? Inoltre, siamo il paese con la più pesante burocratizzazione. Infine abbiamo investito poco nel creare infrastrutture moderne, almeno nel mio campo: le scienze della vita.Cordiali saluti
    Piergiorgio Strata

    Chi paga l'abolizione dell'IMU 07/09/2013

    Buongiorno da Carlo dalla provincia di Pavia.
    L'abolizione dell'IMU ha comportato la riduzione delle detrazioni d'imposta del 19% sulle polizze vita per il 2013 ed il 2014. La conseguenza per mia moglie e per me sarà il pagamento di un importo IRPEF 4 volte superiore per il 2013 all'IMU annullata. Per il 2014 sarà di 8 volte superiore. Siccome siamo entrambi pensionati stiamo subendo dal 2012 (fino a quando?) l'annullamento degli adeguamenti ISTAT sulla pensione. E' comodo e facile per il Governo colpire i più deboli.
    Cordiali saluti.

    Stato biscazziere 06/09/2013

    Non sempre approvo l'operato della Lega ma l'emendamento
    che è riuscita a far passare sullo stop all'apertura di nuove sale gioco
    mi sembra quanto mai opportuna.
    Logica la reazione della Confindustria ma sconcertante quella del Governo
    che lamenta una possibile perdita di gettito di 6 miliardi. 
    In base alla tassazione (mi pare del 12,5% salvo condono!) un gettito di 6 miliardi
    corrisponderebbe, se non vado errato, a 50 miliardi di perdite da parte dei giocatori
    solo per le eventuali nuove installazioni: ma ci si rende conto !!!
     
    Cordiali saluti 
     
    gianfranco uber

    Professionisti resi 'evasori' dagli studi di settore 03/09/2013

    Salve
    sono un libero professionista il cui padre faceva l’operaio, 10 anni di sacrifici per avviare uno studio con 3 soci. Dal 2009 (anno per il quale sto ancora pagando l’iva che non ho potuto pagare allora) in poi il mio volume di affari si è dimezzato, i clienti non pagano i lavori e il lavoro stesso viene valutato nulla (sono topografo con attrezzature costose e competenze importanti da applicare sul lavoro). presto dovrò vendere la mia casa , peraltro gravata da ipoteca per mutuo attivo, che è l’unico bene che ho. Ho due figli e scrivo solo per sottoscrivere in pieno quanto ha detto il rappresentante che è intervenuto in finale di trasmissione. Io lavoro solo per altri studi professionali ed enti pubblici; anche se volessi, e non vorrei, non potrei lavorare in “nero”. Non ho tutele di sorta e non porto i figli dal dentista per mancanza di denaro. Impensabile che la politica si preoccupi di noi che formiamo la base dell’iceberg delle professioni , elettoralmente pochi ma che onestamente cerchiamo di arrivare ad avere un introito dignitoso dal nostro lavoro. 
     
     
    Geom. Tonio Occhilupo studio Tecnico Topografico
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    topografia tradizionale, catasto, laserscanner terrestre

    Gravidanza garantita dal SSN 03/09/2013

    Il signore che stamattina ha telefonato per ultimo ha lamentato con foga che se una donna decide di mettere al mondo un bambino si deve pagare ginecologo e pediatra ed altro. Lavorando da qualche decennio nella sanità so che tutte le cure durante la gravidanza e durante e dopo il parto sono gratuite, inclusi tutti gli esami di laboratorio necessari fin dalla diagnosi di gravidanza in atto. Il pediatra poi è completamente gratuito per tutta l'infanzia e l'adolescenza e siamo l'unico paese al mondo ad averlo.  Anche l'accesso al PS è gratis. Inoltre tutti noi abbiamo diritto per tutta la vita all'assistenza di un medico di Medicina Generale "di libera scelta". È vero che ogni Regione ha poi le sue regole ma questi sono i capisaldi. Di Questa offerta di Sanità pubblica dovremmo rallegrarci e vantarci, perché è un grande privilegio. Privilegio che, insieme a molto altro, ci paghiamo con le tasse. 

    Caterina Borgna

    Clinica Pediatrica Università di Ferrara

    Chi autorizza le sale gioco 14/05/2013

    Vi scrive l'ascoltatrice che stamattina è intervenuta per ultima alla vostra trasmissione per parlare di sale gioco con slot machines in prossimità di scuole.

    Ci tengo a precisare che l'autorizzazione per l'apertura di questo tipo di attività non dipende dal comune, bensì dalla questura, che nel caso specifico l'ha rilasciata pur essendo stata informata dal commissariato locale della presenza di una scuola nelle immediate vicinanze.

     

    un caro saluto

    Linda Pina

    Gli anticorpi della Repubblica (di Platone) 12/05/2013

    “Se si presentasse  al nostro Stato (…) chi, in virtù della sua abilità, sapesse recitare tutte le parti e imitare ogni modello, non mancheremmo certo di venerarlo come un uomo divino e meraviglioso e ricco di fascino.

    E, tuttavia, gli diremmo anche che non c’è posto nel nostro Stato per un uomo come lui, né che ci potrebbe essere e lo dirotteremo verso altre città, non prima di avergli versato sul capo essenze profumate e di averlo bendato con nastri di lana”

    Repubblica (III,397D) - Platone (428-347 a.C.)

    ... e Platone non conosceva il potere di plagio dei mass-media e della TV in particolare.

    Marco Massena

    Ogni scarrafone è bello a mamma sua 12/05/2013

    A Palermo ed a Napoli avviene spesso che nel corso di arresti operati dalle forze  dell’ordine, la popolazione interviene a favore dei sospettati e, questo mi indigna.

    Oggi a Brescia è avvenuta una cosa simile; mi devo indignare ugualmente? oppure, visto che questa volta sono coinvolti personaggi politici e di governo la cosa devo considerarla diversa anche se appare uguale?

    Biagio Battaglia

     

    L'lMU non è il male assoluto 29/04/2013

    L'Imu, e prima l'Ici, sono di quelle cose che hanno determinato le fortune politiche di Berlusconi e di tutto il Pdl, difatti tutti i media di regime ci hanno strombazzato sulla necessità di toglierlo, descrivendolo come il male assoluto della nazione. Angelino Alfano ne ha fatto una pregiudiziale per formare il nuovo governo e l'ex ministro Brunetta ha addirittura minacciato le dimissioni, nel caso di non abolizione.
    A questo punto corre l'obbligo di capirci meglio: Una famiglia con un introito lordo di 30000 euro l'anno (quindi un buon campione), spende il 19% di reddito in Irpef,  l'11 % in previdenza, il 6 % in accise e l'1 % in Imu. Il 100% delle famiglie è tassato da Irpef, previdenza e accise, il 70 % da Imu. Quindi sembrerebbe che questi luminari targati Pdl, che dovrebbero guardare le cose in ottica globale, si sono accaniti sul particolare di una  tassa che oltre ad incidere poco sul reddito delle famiglie, è pagata da solo una parte degli Italiani.
    Forse sarebbe meglio ridurre quelle tasse che più incidono sul reddito e gravano sulla totalità dei cittadini, in modo che anche un disagiato  che non ha casa, potrà godere di una eventuale riduzione fiscale.

    La difficile ricerca del dialogo 28/04/2013

    Dal filo diretto con gli ascoltatori, emerge una maggioranza di persone incattivite e risentite che, anziché cimentarsi in un esercizio di analisi critica della nostra drammatica situazione, continuano irresponsabilmente ad invocare la rivoluzione, cioè la violenza contrapposta a qualsiasi altra soluzione fondata sul confronto e sulla responsabilità.

    Prendo atto di una differenza antropologica tra la mia generazione, quella dei cinquantenni, e le più giovani e non mi conforta affatto il pensiero che il tessuto democratico, così faticosamente e imperfettamente creato nel nostro Paese, venga fatto a brandelli. Non mi piace chi contrappone la velocità e la leggerezza - in tutti i sensi - del web alla fatica del confronto dialettico, l'onnipotenza del mezzo alla difficile ricerca di un accettabile compromesso, la rabbia alla pacatezza, i colpi di spugna alla ricerca di soluzioni condivise.

    E' davvero così difficile l'arte del dialogo tra le persone?

    Lucia Schianchi

    la matematica non si mangia 15/04/2013

    Trovo su internet il seguente messaggio pubblicitario per il reclutamento di personale.

     

    "Faccio trading 2 - 3 ore al giorno e faccio più soldi della mia professoressa di matematica delle superiori."

    Forse non è nemmeno un messaggio menzognero vista la scarsissima considerazione di cui l'istruzione "gode", diciamo così, nell'immaginario collettivo del nostro paese, e visto come questa scarsa considerazione si traduca in scarse retribuzioni di chi insegna, tra le più scarse d'Europa. Il sogno di poter restare ciuchi in matematica e far soldi comunque è facilmente realizzabile in molti modi come dimostrerebbe una semplice analisi del successo in tante professioni che non occorre qui elencare. Ciò non toglie che messaggi del genere siano ulteriore segno dello stato di degrado del paese quando girano  per l'Italia senza sollevare nessun moto di fastidio, riflettendo il pensiero più o meno occulto di tanti sull'inutilità della cultura.

     

    Giulia Maria C.

     

    Beppe Grillo e Hannan Arendt 23/03/2013

    Sto seguendo, come ogni mattina, la trasmisssione e rifletto sulle opinioni intorno al movimento 5S. Cerco di farlo senzapregiudizi e senso di superiorità verso quanti sono stati definiti "dilettanti più o meno allo sbaraglio". Al di là dei contenuti, alcuni condivisibili e altri da rigettare, specie quelli economici, mi spaventa, letteralmente, l'atteggiamento di persone che io definisco "eterodirette". Mi spiego meglio:persone che ripetono a turno gli stessi slogan e che rifiutano il confronto dialettico, il dialogo con la stampa o con altre parti politiche, sono pericolosi. Lo sono perchè hanno rinunciato al pensiero critico.

    Lei ha citato Hannah Arendt. A lei ho dedicato la mia tesi nei lontani anni '80 e quello che di universale mi ha lasciato è proprio quella regressione ontologica da "male assoluto" a "male banale". L'uomo che smette di pensare, che agisce in modo irriflesso e usa slogan, che ha disimparato a leggere la storia e non sa conservare alcuna memoria, che non distingue e fa di ogni erba un fascio è pericoloso.

    Tutto questa democrazia del web cosa sta producendo? Scorciatoie di pensiero che sono drammatiche.

    Lucia Schianchi

    Il Paese non può attendere 04/03/2013

    Dr. Manfellotto:

    mi riferisco all'intervento dell'ascoltatore che ha in sintesi richiesto il ritorno al voto dopo l'approvazione della nuova legge elettorale.

    Nella sua risposta non si e' fatto alcun riferimento ai tempi connessi con questa eventuale decisione. Provo ad elencarli:

    # Le Camere possono essere sciolte solo dal nuovo Presidente, che potrà entrare in funzione solo alla scadenza della presidenza Napolitano (15 maggio), quindi 2 mesi dopo l'insediamento del neo-eletto Parlamento # L'esperienza dimostra che tra campagna elettorale e procedure post-elettorali passano almeno 3 mesi Quindi avremmo almeno 5 mesi di inattività parlamentare che vanno ad aggiungersi ai più di 3 mesi di blocco sostanziale provocata dalla campagna testé conclusa.

    E questo in un momento critico come l'attuale. A me sembra una pazzia. Mi sbaglio?

    Adriano Orso

    Epitaffio per il PD 03/03/2013

    Con queste elezioni si è dimostrato il trend in corso in questi anni. La fine dei partiti. Soprattutto il PD. C'è una crisi di sistema senza ritorno. Il PD è stato un partito di transizione (fusione fredda tra PCI e DC) basato su ideologie novecentesche superate dai fatti e mai aggiornate. Grillo dà voce alla gente che esprime, di fatto, bisogni concreti. Le ideologie sono lussi che non possiamo permetterci più. Servono idee, non ideologie.


    Max Carbone
     

    Consapevole, perciò stremato 01/03/2013

    Nel PD abbiamo votato spesso per disperazione o per mancanza di alternativa e ora la dirigenza è inchiodata non soltanto dal risultato elettorale, dalle posizioni di Grillo, ma anche dalla evidente intolleranza della sua base verso un  eventuale accordo programmatico col PdL, sentimento che condivido. Questa ipotesi sarebbe possibile solo in assenza di alternative e limitatamente alle essenziali urgenze istituzionali propedeutiche a successive elezioni:elezione del PdR e modifica della legge elettorale.

    A lei, che non vede soluzioni alternative ad un accordo PD-PdL in caso di indisponibilità del M5S alla fiducia, a lei che stamane rispondeva che in questa fase i Partiti devono guardare alle sorti del Paese più che alle proprie, vorrei fare presente che nel sistema italiano questo atteggiamento il PD lo tiene da circa 10 anni e finora s'è rivelato controproducente, in quanto ha avuto l'effetto di alimentare la forza e la proliferazione di forme e posizioni demagogiche. Il meccanismo consiste in una sorta di circolo vizioso per cui l'assennato vince male e di conseguenza restituisce lo scettro al dissennato, che vince bene e governa male ma poi attutisce la successiva sconfitta grazie alla sua abilità nel convincere il proprio elettorato (alquanto sprovveduto), rendendo monca la vittoria dell'assennato e così via. 

    Una delle principali cause del disastro italiano sta nelll'equivoco per cui in Italia un politico viene giudicato per la sua capacità di vincere le campagne elettorali piuttosto che per la sua attitudine al buon governo. Di questo equivoco, FATALE, la categoria dei professionisti dell'informazione è fortemente responsabile: troppe volte ho sofferto vedendo incensare le qualità di un populista che va alle elezioni come un pescatore di frodo potrebbe andare ad una gara di pesca, gettando l'espolsivo nel laghetto. E i commentatori hanno ogni volta confuso ciò con il genio politico, senza curarsi di analizzare le forme comunicative e il loro impatto sulla qualità della Democrazia. I risultati di lunedì sono coerenti con lo stato di un popolo abbandonato a sé stesso dai politici, dagli organi di informazione, dagli intellettuali. Un popolo da allevamento. Ormai i buoi sono fuori dal recinto, la razionalità è in gran parte perduta.

    Io stesso mi sono rassegnato al peggio, sento di avere sostenuto e sofferto il peso di una consapevolezza impotente che in tanti anni mi ha infine logorato, sono giunto a rottura: se in questo paese un italiano su cinque ancora vota per un uomo che promette qualche soldo mentre il mondo ci crolla addosso, bhé io mi arrendo, divento Pilato, me ne lavo le mani e voto Grillo, per togliermi, nel suicidio, qualche piccola soddisfazione, almeno.

    Infine vorrei dire la cosa più importante, esprimere ciò che realmente pervade il mio animo oggi, e suppongo quello di tanti altri come me: un senso di stanchezza, anzi di spossatezza per il quale mi viene purtroppo da pensare: rassegnatevi, noi l'abbiamo già fatto.

    Massimiliano Morini, Genova

    La parola agli elettori 26/02/2013

    Non ho votato Grillo perchè mi piace Grillo ma solo perchè non mi piacciono gli Altri. Da exelettrice PD avevo il terrore dell'inciucio Bersani Monti che, se si realizzerà, colpirà irrimediabilmente la Sinistra.
    Oggi il successo raggiunto si manifesta con l'esclusione di Fini, Di Pietro, ecc., domani, spero, con quella di Bindi, Fioroni, ecc.
    Senza troppe analisi, solo cambiando le persone si cambia questa politica, dopodichè aspettiamo di vedere come avverrà potremo giudicare il M5S.
    Molti buoni auguri a tutti noi, Graziella

    L'ospedale di Alatri funziona, eccome! 27/01/2013

    Numerose domande da Facebook vogliono dare l'impressione che si stia fermando l'Ospedale di Alatri, cosa non vera, soprattutto per lo stretto interessamento e impegno di Medici e Personale Sanitario.

    L'Ospedale S. Benedetto sta lavorando più di prima, anche se dobbiamo seguire strettamente gli eventi politici e organizzativi ASL. Attualmente solo la Traumatologia Ortopedica viene inviata a Frosinone, ma e' una questione che stiamo definendo/combattendo con la Direzione e il Primario Ortopedico, tutto il resto e' come il passato, anzi, meglio.

    NEI PRIMI 25 GIORNI DELL'ANNO dati ufficiali:

    ...........parti..........2013........45......................2012....37

    int Chirugici .........2013.......122.................... 2012....78 

    Inoltre ci tengo a ringraziare chi si e' attivato per la ripresa dei lavori al II piano: 40 posti letto bloccati da 4 anni.  Mercoledì prossimo si inizierà a pensare di inaugurare il nuovo Pronto Soccorso.
    Grazie a tutti e non fate mancare l'appoggio che ci da la forza di andare avanti.

    Roberto Sarra

    Chi è Luisa Stasi 27/01/2013

    Mi chiamo Antonella Bua e dal 2006 al 2009 sono stata la responsabile marketing dell’Hotel Garden di proprietà di Luisa Stasi, moglie dell’ex Presidente MPS. [...] 

    A Siena quasi tutti hanno un conto al Monte dei Paschi. La signora Luisa Stasi, nata e cresciuta in questa città, non fa eccezione: anche lei ha un conto al Monte dei Paschi. La signora é esposta per circa 13 milioni di Euro con il noto istituto senese ─ riferisce Mario Gerevini la cui fonte non sono i bilanci delle società di Luisa Stasi ─ ma lo stesso giornalista ammette che il patrimonio della signora copre ampiamente i suoi debiti. Peccato che furbescamente l’articolo non riporti le date dei contratti dei mutui e gli ignari lettori non sapranno mai che si tratta di roba vecchia, debiti contratti per il rinnovamento dell’Hotel Garden molto prima che Giuseppe Mussari (con cui la Signora Stasi è sposata) ricoprisse la sua carica di Presidente MPS.

    [Così] Una persona perbene diventa un mostro da sbattere in prima pagina solo perché é la moglie di qualcuno nell’occhio del ciclone. Se proprio vogliamo cogliere l’occasione e dare una pubblica rimestatina alla biografia di Luisa Stasi bisognerebbe raccontare che era già un’imprenditrice di successo (mutui annessi, certo) prima del suo secondo matrimonio con Giuseppe Mussari e che le sue attività non hanno mai beneficiato di aiutini da parte del suo secondo marito.

    Mi trovo in Africa per lavoro e ho letto la prima pagina del Corriere della Sera da lontano [...] Mi sono sentita tanto triste, poi molto arrabbiata, poi ha solo prevalso la voglia di dire a tutti la verità. Luisa Stasi é una persona che mi ha dato l’opportunità di imparare un mestiere, una persona con cui e’ stato bello lavorare. [...] Ama il suo lavoro e, come molti, fa del suo meglio per contribuire all’economia di una delle più belle città d’Italia. 

    Antonella Bua

    Manifesto dei Tempi 12/01/2013

    Stamattina ho fissato l'attenzione su un manifesto pubblicitario esposto nella sede della mia banca. Il manifesto riporta due fotografie di mendicanti annidati,  in un angolo di strada la donna, che sta mangiando da un barattolo, e sotto un ponte l'uomo, che tiene un computer portatile sulle ginocchia.  Sopra le immagini sta scritto: "vi hanno detto che anche da vecchi  potrete mangiare fuori e collegarvi ai social networks".  Sotto l'ammonimento: "con 2 e 50 euro al mese (o al giorno, non ricordo) puoi assicurare la tua vecchiaia."  Se la pubblicità è lo specchio più fedele dei tempi, oddio quali tempi !!! Tempi in cui è ancora scontato che il computer  è roba da maschi. Tempi in cui si pensa possibile, anzi probabile di finire  i propri giorni abbandonati nella più totale indigenza e si accetta di pensare che le sicurezze sociali obbligatorie possano non contare molto a garantirci. Tempi in cui si viene indotti a pensare che se uno è precipitato nella miseria è avvenuto per colpa della sua imprevidenza. Ho chiesto al personale della banca di rimuovere il cartello perché lesivo del comune senso del pudore.  Credo che abbiano pensato  che sono una vecchietta bizzarra.  Ditemi per favore se lo pensate anche voi.

     

    Giulia Maria C.

     

     

    non sono primarie per donne 26/11/2012

    Gent. conduttrice

    sono d'accordo con lei che l'impegno politico al femminile sia ancora tutto da scrivere. La signora Puppato è stata cooptata dalle donne di Senonoraquando; purtroppo le signore si sono dimenticate di avvisare la candidata che le elettrici non votano per le donne perchè faticano a sentirsi rappresentate da chi, a causa di un persistente vittimismo, si accontenti di sopravvivere all'ombra dei leader. Le primarie del PD sono state la prima grande manifestazione di piazza organizzata da quel partito con tutto il carico di emotività che accompagna una simbologia semplice. I problemi restano intatti e presenteranno sicuramente il conto a chi creda di continuare sulle vecchie formule. 
    Saluti   Cinzia

    Presunto colpevole 23/11/2012

    Una piccola considerazione,

    lei ha letto il titolo del Fatto "Quando la rete uccide". 
    Tale titolo la dice lunga su come siamo messi in Italia dal punto di vista della cultura. 
    Non si fa la colpa a coloro che hanno spinto quel ragazzo al suicidio, ma si parla del medium. 
    La colpa è della rete?. No. Riportiamo per favore il discorso nei binari corretti. 
    Le colpe sono sempre delle persone. Mai delle cose. 
    La rete (il web) è come il telefono, come le chiacchiere al bar, come i discorsi in piazza: La colpa delle efferatezze commesse con questi mezzi e in questi luoghi è sempre delle persone. 
    Il titolo del fatto lo può aver fatto solo un cinquantenne di quelli che vede ancora la rete come dotata di testa propria. Da un analfabeta digitale. 
    Cordialità

    Capitalismo, a ciascuno il suo 03/11/2012

    Da tre giorni siamo bombardati dall’affair Marchionne, vorrei prenderla alla lontana : tre anni fa durante il ricevimento della delegazione del Mali in Cina, il segretario del partito comunista Cinese Hu Jintao, disse al suo parigrado dello stato del Mali che voleva importare la politica economica cinese: “ Non lo faccia assolutamente, perché ogni realtà sociale è dotata di peculiarità che non sono esportabili“. Ecco allora il Marchionne che vuole essere un protagonista del capitalismo di tipo americano: decisionista, rigido nelle scelte del profitto, poco incline alle discussioni verbali ma molto concreto nei fatti, e allora arriva il vero quid (non quello mancante di Alfano) in Italia siamo disciplinati antropologicamente per un capitalismo sociale, e qui mi passi le eccezionali parole del grande Enrico Mattei, che inquadrano benissimo il busillis: “ Meglio essere un capitalista povero in un paese ricco, che un capitalista ricco in un paese povero !!” STRAORDINARIE PAROLE che confermano che il signor Marchionne amministra il capitalismo con criteri pre-industriali e farebbe bene a leggersi Adam Smith, il quale difese le leghe degli operai contro gli abusi del padronato che si proteggeva grazie ai parrucconi legulei. Cordialmente

    Giuseppe Marcuzzi

    P.S. In America vige la mano invisibile del mercato. Da noi europei vige la mano visibile.

    Grazie Mattei, 50 anni dopo 27/10/2012

    Condivido e sottoscrivo interamente quanto espresso sui valori della Resistenza al nazi-fascismo e all'uso-esproprio che per troppo tempo (ed ancora in parte continua) si è fatto di questa nostra fondamentale Memoria Nazionale.
    Vorrei ricordare che 50 anni fa, proprio oggi, moriva per un attentato Enrico Mattei, un uomo di Stato che oltre a combattere nella resistenza, ha dato un contributo fondamentale alla ricostruzione del Paese nel dopoguerra.
    E fra coloro ai quali questo nostro, talvolta bistrattato, Paese credo debba molto e verso i quali, attraverso una memoria non sepolta, possiamo trarre sempre linfa nuova per gettare le basi di un futuro meno incerto per le nostre giovani generazioni.

    Mario Federici

    Chiude a Roma il museo degli strmenti musicali 24/10/2012

    Ho letto su Repubblica di venerdì scorso della chiusura del museo nazionale degli strumenti musicali di Roma - e quel che è peggio dello

    spegnimento della climatizzazione dei suoi locali. La musica è

    decisamente diventata la cenerentola della cultura italiana.

    Come certamente saprete questo museo contiene pezzi unici - un esempio per

    tutti: il primo esemplare di pianoforte di Bartolomeo Cristofori. Senza climatizzazione questo incredibile patrimonio è destinato a disintegrarsi senza possibilità di recupero.

    Mi chiedo e vi chiedo cosa si possa fare per alzare il livello di attenzione sul disastro che sta avendo luogo sotto i nostri occhi. E così, a caldo, mi vengono in mente due proposte:

    1) dato che l'Istituto Centrale dei Beni Sonori e Audiovisivi (l'ex

    "Discoteca di Stato", dopo esser caduto sotto la scure della

    "spending review", è stato "salvato", perché non si accorpa il

    museo degli strumenti musicali a quest'ultimo, soprattutto in vista

    della realizzazione del MAV (Museo Nazionale dell'Audiovisivo)?

    2) se proprio l'Italia non ce la fa a tenere viva la propria cultura in

    maniera decente, perché non cede il proprio patrimonio a qualche

    altro stato più attento (e facoltoso)? Piuttosto che fare ipotesi di

    cessioni a privati sulla cui affidabilità nutro molti dubbi? E`

    notizia recente che l'ambasciata dell'Azerbaijan ha finanziato il

    restauro di alcune catacombe romane... E sono sicuro che anche gli

    stati dell'Europa del nord non rimarrebbero insensibili all'ipotesi

    di salvare il patrimonio italiano degli strumenti musicali.

    Grazie

    Nicola Bernardini

    Vivere e lavorare in (con) l'Europa 23/10/2012

    Ho 26 anni (quasi 27), sono di Monterotondo in provincia di Roma e vivo a Brussels da due anni.
    Mi sono laureata con il massimo dei voti in Economics and Business Law all'Università di Tor Vergata. Parlo 4 lingue, ho studiato tanto e credo bene.  Sono riuscita a laurearmi in tempo, nonostante  il lavoro part-time da babysitter e le 4 ore che passavo sui mezzi TUTTI i giorni per arrivare da Monterotondo a Tor Vergata (tra macchina, treno, metro e autobus).

    La mia esperienza a Brussels è iniziata grazie ad una collega che si trovava lì per il suo programma Leonardo (che consente ai giovani laureati di fare un'esperienza di lavoro all'estero). Alla mia amica/collega è stato chiesto di segnalare una persona che parlasse francese per organizzare una conferenza nell'ambito di un progetto finanziato da fondi europei. Già qui c'è qualcosa di strano rispetto alla nostra realtà: chi chiederebbe mai ad uno stagista di segnalare una persona "valida"?. Per me è andata cosi, sono partita due anni fa, ho passato la selezione per quella breve esperienza. Poi da quella ne è venuta un'altra come project manager e un'altra ancora, come esperto junior nell'ambito del monitoraggio dei progetti europei nell'area dei Balcani Occidentali.

    Vi scrivo da Podgorica e domani effettuerò il settimo monitoraggio dall'inizio dell'anno in questa regione. Nel mio contratto ne erano previsti 3, il mio capo me ne ha assegnati altri 4 perchè ha ritenuto che abbia fatto milgioramenti notevoli nel corso dell'anno.

    Sembrerò poco modesta, ma scrivo queste cose appositamente, in riposta alle dichiarazioni della Fornero.
    Cominciamo ad abbassare la testa da studenti, all'Università dove i prof nn perdono occasione di farti capire che non vali quanto loro e che sei solo un ragazzo con tanta strada da fare. Non sei una risorsa, sei un limone da spremere. Analizzando la situazione da fuori, credo proprio che i problemi inizino lì, all'Università, dove è raro che qualcuno ti incoraggi. Ci si incoraggia da soli, tra amici e colleghi, ti incoraggiano in famiglia. Ho dovuto aspettare di emigrare per capire che qualcosa non funzionava nel mio paese [...]: se il ministro del Lavoro parla in questo modo della mia generazione, non credo tornerò in Italia. Perchè dovrei?
    In Belgio (dove assicuro non è tutto rose e fiori), ho un lavoro che mi soddisfa. L'ho trovato da sola. Il mio contratto sarà anche a tempo determinato (due anni), ma non ho nessuna paura di rimanere senza lavoro. Tra un anno mi rimetterò in gioco inviando CV e sono fiduciosa.

    Il mio ragazzo, anche lui italiano, ha appena comprato casa da solo. Ha un mutuo sostenibile ed oggi ha scoperto che la regione di Brussels gli rimborserà 1/4 delle spese che ha sostenuto per rinnovare l'appartamento. Non siamo ricchissimi, però abbiamo le capacità finanziarie che ci consentono di viaggiare, andare al cinema, a teatro, di uscire con gli amici e anche per mettere qualcosa da parte, almeno 1/3 di quello che guadagnamo. Lavoriamo sodo, però il nostro lavoro e proporzionato alle nostre responsabilità (che crescono ogni giorno) ed in termini di ore, piu o meno alle 18 siamo fuori.

    La settimana prossima devo negoziare il mio nuovo contratto e ho già in mente la cifra. Ovviamente per i miei è troppo alta e mi dicono di abbassarla. Come spiego loro che in Belgio un laureato guadagna di base 1460 Euro al mese, quindi se propongo una cifra piu bassa di quella con due anni di esperienza faccio la figura di quelle che nn crede nelle sue capacità?

    Irene

    Calmi, non rassegnati 18/10/2012

    dal 2008 ad oggi ho visto la mia capacità di reddito diminuire del 90%; 
    da agosto sono assolutamente fermo in attesa che uno dei cespiti si muova e mi chieda qualcosa,
    l'ultimo lavoro mi è costato di più di quello che mi ha reso,
     
    il 27 di settembre ho chiuso la partita IVA e non la riaprirò se non a fronte di una rilevante certezza di fatturato.
     
    siamo in 6 in famiglia e stiamo vivendo dei pochi soldi che riesce a portare a casa mia moglie lavorando poche ore la settimana, 
    sono entrato in una condizione di calma assoluta, non rassegnazione.
     
    sono convinto del fatto che dalle attuali ceneri usciremo solo grazie a quello che sapremo costruire di nuovo ed ho cominciato nel piccolo mondo che ora mi circonda: non so a cosa giungerò,ma per ora ci provo.
     
    Così dovremo fare tutti
    Wdf

    Memoria "condivisa" deve essere "condivisibile" 16/10/2012

    Alcune osservazioni sulla difficoltà attuali di una memoria “condivisa”, premettendo che trovo il monumento a Graziani e l’idea dell’”Areoporto Mussolini” frutto di ignoranza e insensibilità morale.

    Da ottantenne mi trovo, riguardo a fascismo e Resistenza, nella nota condizione di chi ha assistito an un evento (incidente stradale, lite in pubblico o altro), e il giorno dopo ne legge sul giornale un resoconto che lo travisa completamente. 

    Il punto è che il nostro passaggio da fascismo a antifascismo non fu il frutto di un ravvedimento virtuoso. All’inizio della guerra eravamo tutti o quasi fascisti. Non mi crede? Guardi solo l’inizio del film “Una Giornata Particolare”. Cominciammo a diventare antifascisti quando la guerra prese una brutta piega con disagi sempre maggiori e vedemmo nel fascismo il principale ostacolo alla pace. 

    Penso che il 25 aprile dovrebbe essere uno stimolo alla riflessione più che una occasione per celebrare la “liberazione dai nazifascisti”. Tale liberazione la possono legittimamente festeggiare i francesi, non noi. Perchè: chi erano i “nazifascisti”? Eravamo noi prima che la guerra cominciasse a andar male. Più che ripudio del fascismo, come oggi è presentata, la Liberazione dovrebbe essere il ripudio di ogni tipo di regime e di ideologia totalitaria. E, soprattutto, un motivo di riflessione. Quindi mi sembra sciocco e ipocrita annerire l’affresco di Mussolini a cavallo  nella scuola. Il ritratto dovrebbe rimanere e fare da monito ai ragazzi cui dovrebbe essere mostrato dicendo loro: vedete quanto si può diventare fessi? cosa succede quando si smette di ragionare con la propria testa? dove ci possono condurre servilismo e credulità?

    Insomma, meno ipocrisie e più riflessione. Si può condividere davvero solo quello che si capisce correttamente.

    Cordialità

    Maurizio Pandolfi

    Tra nero e sostegno, niente lavoro 06/10/2012

    Il 9 agosto scorso la prima pagina bellunese de "Il gazzettino" titolava a proposito di un'inchiesta della Gdf che fra l'altro ha pizzicato un cassintegrato che faceva il barista al nero ad Agordo.
    Al di là del probabile impiego nei pochi giorni di clou turistico in quel paese che vive d'occhiale, dell'inchiesta non si sa altro e interrogando la redazione del veneto giornale non si hanno lumi. [...]
    Tiziana Bolognani, la firma del pezzo, dice che i bar e i ristoranti dell'alto bellunese sono irregolari due volte su tre e ben tre lavoratori non erano assunti; ma in base alla mia esperienza credo che solo la stupidità o il bisogno estremo spingano un pazzo a lavorare in nero da queste parti. Comunque al titolo sensazionalistico accompagnato dalle locandine all'esterno delle edicole con un forte richiamo al cassintegrato che lavorava in nero, non ha fatto seguito alcun approfondimento.
    Nella mia venticinquennale carriera di barista nell'alto bellunese ho ricevuto un controllo sul libro matricola in occasione di un primo giorno lavorativo presso nuova occupazione (oltre alle ondate di controlli generici di GdF, Inps, Ulss) e proprio a Cortina ho lavorato nelle stagioni invernali con più di un calabrese che mi diceva di preferire la Calabria per le stagioni estive perché, al di là delle comprensibili ragioni affettive, poteva percepire la disoccupazione - maturata nelle settimane di lavoro nelle fredde Dolomiti - lavorando comodamente in nero a due passi da casa - e ammettiamolo: son cose che si sanno; che tutti sappiamo; del resto se una caffè o una coca cola nel più disgraziato locale del Nord Italia costano il doppio del prezzo applicato nei più discreti locali di Roma o giù di lì, c'è dietro una banale ragione contabile più che culturale.

    Aggiungo che mi trovo in disoccupazione - vale a dire che percepisco un assegno di disoccupazione . Mi è stato proposto di lavorare dieci giorni a cavallo di Ferragosto. Ho rinunciato perché accettare quei dieci giorni di paga sarebbe valso perdere il diritto alla disoccupazione che vanterei fino alla fine dell'anno. Dico sarebbe perché per curiosità ho provato a recarmi per tre giorni consecutivi allo sportello Inps di Belluno certo che avrei trovato tre facce diverse. Così è stato e alla mia domanda a proposito di quell'eventuale assunzione ho ricevuto tre risposte diverse. Così, evitando di correre rischi sapendo che tanto fino alla prossima stagione un lavoro difficilmente lo troverò, ho rinunciato ai pochi soldi di quei pochi giorni in cambio del sicuro assegno con cui arriverò a Natale. Mi sembra un ottimo incentivo all'assistenzialismo.

    Buon lavoro e cari saluti.

    I fuochi del Faito 30/09/2012

    ore 8 di ieri 29 settembre

    mi affaccio al balcone di casa e il monte Faito, la bella montagna che ci regala 28 sorgenti di acqua minerale in un paese dimenticato da Dio (Castellammare di Stabia, NA), brucia di nuovo: mio Dio ancora!? (dopo i due grossi incendi di agosto, questo è il terzo regalo che ci fanno)

    ore 10,30

    accompagno la mia collega di lavoro ai boschi di Quisisana, nei pressi della Reggia Borbonica: lei é nella rete del volontariato ed oggi è prevista la giornata clou di "Puliamo il Mondo"; incontriamo all'ingresso dei boschi le auto di servizio della polizia municipale e chiedo: ma si può passare? l'incendio? rispondono che è tutto a posto e comunque hanno avvertito per l'incendio...

    ore 12

    l'incendio incalza, evidentemente gli interventi sono di li a venire, bah si spera!

    ore 16, 30

    la città è invasa dal fumo, mio figlio dallo stadio mi dice che si vedono delle enormi lingue di fuoco, lo scirocco ha dato man forte

    ore 18

    sono incavolato nero; "finalmente" si avvertono le pale di un elicottero ma, alle 18,40 l'elicottero se ne va, le lingue di fuoco continuano a ferire la montagna.

    Nel quartiere del boss, in collina, hanno sparato 4 volte i fuochi, per festeggiare il santo patrono (il boss è il defunto Michele D'Alessandro il cui clan è ancora attivo, direi molto attivo, visti i tre incendi boschivi in appena un mese).

    Ecco, la criminalità è veramente organizzata e presente sul territorio, ci pensa lei a "ringraziare" i volontari per il servizio reso; le prerogative proprie di uno Stato Sovrano esercitate dall'antistato:

    ... chissa perchè in Regione hanno deciso solo dopo 10 ore di intervenire... per fortuna nella notte il vento è calato e alle prime luci dell'alba la montagna sembra salva.

    Ciro Spagnuolo

    Religione è un insegnamento inutile? 26/09/2012

    A 3 ANNI? Cosa serve la religione fin dalle scuole materne? Un paese dove il 90% dei ragazzi fanno religione, anche se intesa come detto questa mattina, come mai poi diventa un paese fra i più corrotti al mondo? Forse l’indottrinamento non favorisce la cittadinanza ma la sudditanza e la disonestà.

    Cordialmente Anna Maria Valcella Cantiano PU

    Tassa per i cattolici in Germania 26/09/2012

    voleva velocemene precisare un "fatto" che oggi è stato riportato male a "prima pagina": Un ascoltatore voleva avere l'opinione del direttore dell'Avvenire circa la "Kirchensteuer" in Germania e il direttore negava che ci sia una tassa per i cattolici in Germania. Diveva più meno: (cito a memoria):

    "Questo sono i fatti", e "Questo è cultura generale"). Ora io sono tedesca e ho già pagato la "Kirchensteuer" cioè la tassa per la chiesa quando vivevo ancora in Germania. (Si chiama proprio così.) Controllando un'attimo su wikipedia la voce "Kirchensteuer" apprendo che p.es. nel Bistum di Cologna nel 2011 la tassa ammontava a 706 milioni di Euro. Chi non vuole più pagare la Kirchensteuer può dichiarare di non appartenere più alla chiesa cattolica. Il fatto è che spesso questi "atei" dichiarati comunque poi fanno battezzare i loro figli e (forse) poi vogliono anche sposarsi in chiesa. Questo - se ho capito bene - in futuro non sarà più possibile.

    I fatto di cronaca a cui faceva riferimento l'ascoltatore era che ora i vescovi in Germania hanno deciso che chi formalmente ha dichiarato di non appartenere più alla chiesa (dunque chi non paga più la tassa per la chiesa) è anche escluso da vari "servizi" della chiesa quale p.es. la confessione, non può diventare padrino ecc.

    Per chi volesse informarsi meglio, ecco il link: 

    http://www.sueddeutsche.de/politik/bischofskonferenz-sanktioniert 

    -kirchenaustritte-kein-glaube-ohne-kirchensteuer-1.1473380

    Cordiali saluti

    Barbara Vogt 

    L'insegnamento della religione a scuola. Le dichiarazioni del ministro Profumo 26/09/2012

    mi permetto di intervenire in ordine alla questione sollevata dal Min. Profumo sulla modifica dell'insegnamento della religione nelle scuole. Premesso, che non v'è nulla da eccepire sulla laicità dello Stato e della Scuola e ulteriormente considerato che la Religione Cristiana Cattolica viene insegnata o, meglio, ha i suoi momenti di insegnamento, nel Catechismo e negli altri corsi ed incontri che si vivono nelle Parrocchie, trovo che trasformare l'insegnamento di "Religione" in una specie di ora di "storia" o di "Storia" non risponda a quello che dovrebbe essere l'esatto inquadramento di questa disciplina.

    Chiaramente, quando ho frequentato la scuola personalmente l'inquadramento si basava sulla religione cattolica in quanto era sovente insegnata da sacerdoti, ma ricordo che sia nella scuola media che nel Liceo i miei due insegnanti davano all'ora di Religione un taglio non confessionale ma di discussione su aspetti anche teologici, morali ed etici, ma che si aprivano ad un discorso con tutte le religioni. Ricordo che in quelli che furono gli anni del referendum sul divorzio e sull'aborto si affrontarono i temi anche ponendosi di fronte a come nelle diverse confessioni religiose, non solo cristiane credo sia giusto sottolineare, si affrontasse il tema della famiglia, del matrimonio e del concepimento. Credo che l'ora di Religione debba essere un momento nel quale i temi forti della vita, i problemi dell'umanità e dell'individuo, il suo rapportarsi con l'eterno e con Dio o con l'assenza di Dio si debbano affrontare non dal punto di vista storico, filosofico, letterario o scientifico ma sotto un aspetto di riflessione più personale ed etico.

    Se è un tentativo di estirpare o ostacolare la religione cristiana o cattolica in genere mi sembra una di quelle cose vane che solo chi ha poca dimestichezza col mondo reale può immaginare, se è un tentativo di voler rispondere a qualche esigenza diversa mi sembra male articolato lo stesso. Riguardo ai continui attacchi alla religione cattolica o cristiana in genere, mi permetto di citare Paolo di Tarso, anche parafrasandolo, "non abbiate timore  Dio ogni giorno parla e se ne parla in sedi diverse da quelle delle sinagoghe o delle chiese o delle scuole..." e riguardo al rapporto fra religione e scienza, credo che sia giusto lasciare la parola ad Albert Einstein "La scienza senza la religione è cieca e la religione senza la scienza è zoppa..." Grazie dell'attenzione ed un cordialissimo saluto  Giovanni Maria De Pratti 

    La regione Lazio e la gestione dei soldi pubblici 25/09/2012

    buongiorno, il direttore di Avvenire ha detto che il problema è la gestione immorale dei fondi attribuiti ai partiti, già ma non basta, perchè il problema a monte è quanti soldi vengono dati ai partiti  (senza ricordare che un referendum ha votato contro, ma dopo quello oltre ai rimborsi elettorali ai partiti in parlamento e non, sono arrivati i fondi ai partiti nelle regioni...) Se nel Lazio in un anno e mezzo i contributi deliberati UNANIMEMENTE sono passati da un milione a 11 o 14 chi  lo controlla, chi verifica che siano un contributo equilibrato?? e la trasparenza non basta per l'uso che se ne fa, ma deve dire prima delle attribuzioni fatte ai partitti a spese dei cittadini con l'aumento dei trasporti pubblici del 15%, della benzina del 10%, dell'Irpef dell'1,73, della riduzione dei posti -2800- negli ospedali, dei contributi ai bus, delle spese per la cultura... basta?    Chi e come fa conoscere questo bilancio??  devono essere giornalisti curiosi o atti pubblici pubblicati obbligatoriamente?    Tanto per fare un conteggio da casalinga 10 milioni in più ai partiti sono 700 stipendi da 1200 euro al mese, un bel manipolo di disoccupati se vogliamo e se banalmente lo moltiplichiamo per un po' di regioni? a quanto arriviamo? a 10.000?  vogliamo pensare ai casi che leggiamo in questi giorni ? fin troppo facile ma se vogliamo metterli in opere pubbliche  solo i fondi deliberati in più del Lazio sono un paio di stazioni della metropolitana all'anno? o la messa a norma di 10-15 scuole anno, e così via? e allora bisogna tagliare i fondi all'origine, la morale dopo va bene ma è insufficiente, rischia di divenire moralistica    Se i partiti della Regione usassero bene 11 o 14 milioni per spese di partito (ma quali?? cene, pubblicità, ecc ma non sono quelle che in altro modo hanno fatto gli accusati di oggi? che differenza ci sarebbe?) saremmo contenti o non penseremmo comunque che sono davvero troppi e dovrebbero essere usati per altro?  Grazie  Paolo Favole

    Anche la Francia parla di Batman 25/09/2012

    Su Le Monde datato Martedi 25 Settembre 2012, in edicola oggi in Italia, abbiamo trovato un resoconto della boccaccesca gestione dei fondi elettorali assegnati al PDL ad uso degli "eletti" della regione Lazio. Nonostante che segua regolarmente, anche grazie a Prima Pagina, la cronaca politica italiana, sono rimasto esterrefatto dagli incredibili dettagli della distribuzione da parte di Fiorito, batman, federale... Il cronista per una volta non fa sarcasmo, ma pur con una certa condiscendenza, lista le efferratezze del mondo politico romano. Dall'articolo risulta più un sentimento di "pietà" per un paese, che probabilmente ama quanto e forse, come accade a molti stranieri, più di noi. Dopo il bunga bunga, la famiglia Bossi, il divino Formigoni ed ora la regione Lazio, e certamente altro e venire, il mio sentimento non é lo schifo, generico, indicato da certi giornalisti, non più l'indignazione ormai esaurita ma la sensazione di vuoto totale e ormai di rassegnazione al fatto che quel paese che come italiani all'estero abbiamo tenuto in alto, difeso per troppi anni, facendoci esempio di correttezza e di dignità, non esiste più. L'abbiamo perso. Se lo sono preso. Che se lo tengano! Cosi com'è non mi ci riconosco più.

    ordialmente

    Luigi Cavalieri
    Francia

    Insegnamento: concorso per immissione in ruolo 25/09/2012

    Buonasera a tutti, mi chiamo Caterina Iannello e sono un docente della scuola secondaria superiore italiana. 
    Inizio  col ringraziarvi per il servizio di informazione e spesso anche di formazione che svolgete quotidianamente e che, quando posso, seguo con curiosità e attenzione ormai da trent'anni.  
    In questo periodo ho raramente richiesto in modo diretto la vostra attenzione, ma in questo momento in cui è richiesto ad ogni cittadino, degno di questo titolo, il massimo sforzo e  sacrificio ritengo mio dovere richiamare l'attenzione dei mass media sull'ennesimo atto di depauperamento della cultura di base del nostro paese.  
    Noi abbiamo costruito la ricchezza del paese anche e sopratutto  attraverso i processi di trasformazione di materie prime e per fare questo abbiamo attinto conoscenza dalle discipline scientifiche di base opportunamente insegnate nelle nostre scuole pubbliche. Oggi, in nome di un "riformismo" e risparmio troppo spesso approssimativo, stiamo affidando la docenza di molte di queste discipline in mano a personale che non è stato preparato in maniera appropriata per l'insegnamento di queste materie, ma che spesso le ha apprese  come conoscenza propedeutica per il conseguimento di competenze specifiche diverse.  
    L'esempio su cui vorrei portare l'attenzione è la mancata presenza, tra le discipline previste nel concorso ordinario per l'immissione in ruolo nella scuola secondaria superiore, della classe di concorso A013: Chimiche e tecnologie chimiche.
     
    Per evitare l'ennesimo scempio vi prego di dare ampia diffusione al documento allegato.
    Ringraziandovi per la cortese attenzione e augurandovi buon lavoro vi porgo i miei saluti 
    Caterina Iannello

    Piu' attenzione al "sociale", per favore 25/09/2012

    Egregio dr. Tarquinio, mi aspetto da Lei una spiccata attenzione ai temi "sociali", doverosa credo per noi cattolici, ormai soffocati da vicende che ci allontanano dai problemi veri, quelli che toccano profondamente il nostro essere. Sono una persona con grave disabilità (tetraplegico) e tuttavia con una storia un pò speciale e quindi non scrivo per lamentarmi ma per porre problematiche serie e complesse, sollecitazioni che spero vorrete fare oggetto dei Vs. servizi e approfondimenti. Infatti, nonostante le mie severe limitazioni sono giunto, a 54 anni, a svolgere le funzioni di Dirigente Amministrativo di Struttura Complessa presso la ASL di Rieti, ente presso il quale lavoro da ben 21 anni. (...) In realtà i problemi sono fuori, in una società che non vuol vedere i problemi dei disabili, che spesso sembrano appunto "invisibili" (come suona il titolo del fortunato blog di Franco Bomprezzi sul Corriere.it), abbandonati a sé stessi, alle loro famiglie, criminalizzati come "falsi invalidi", privi di un lavoro (il tasso di disoccupazione tra i disabili supera il 70%), nei casi più gravi sbattuti negli Istituti (sì, ci sono ancora, anche se magari hanno cambiato nome) con rette di € 4.000,00 al mese, in parte a carico delle famiglie, o affidati ai badanti (per chi può permetterselo). Io sono fortunato (!?), lo dico senza ironia, percepisco uno stipendio elevato e l'indennità di accompagnamento (finquando non sarà legata al reddito), il che mi consente di avere 2 badanti regolarmente assunti (per una spesa di € 25.000,00 circa all'anno, totalmente a mio carico) che mi consentono di svolgere una vita più o meno normale, garantendomi la necessaria mobilità mediante un furgone attrezzato, ovviamente di mia proprietà (a Rieti non esiste servizio di trasporto a chiamata per disabili). C'è altro? Certo, ci sarebbe molto altro da dire e Le offro la mia disponibilità per eventuali approfondimenti, anche se vi sono esponenti qualificati dell'Associazionismo (mi permetto di citare gli amici della FISH, con i quali ho a lungo collaborato) in grado di illustrare assai meglio di me le principali criticità sul tappeto, attualmente oggetto di serrate trattative con i Ministri ed i tecnici governativi. Mi permetta tuttavia un'ultima notazione, diciamo il classico "sassolino nella scarpa". Nonostante la mia situazione non mi sento un peso per lo Stato, ma un cittadino ed un contribuente, che versa all'Erario oltre 2.000 euro al mese di ritenute, oltre alle spese per l'assistenza: ebbene lo Stato consente di dedurre dal reddito non più di 2.000 euro l'anno per tali finalità ma - si badi bene - solo ai contribuenti che non superino un imponibile annuo lordo di € 40.000,00 e, quindi, io non ci rientro, perché sono troppo ricco! Un cordiale saluto. Glauco Perani

    Ansia da autodichiarazione 23/09/2012

    Ma non dovevano tutti i provvedimenti sulla semplificazione, evitare che la Pubblica Amministrazione richiedesse ai cittadini informazioni in  suo possesso?
    Che bisogno c’è di costringere i pensionati a fare dichiarazioni, con rischio di errori, quando i dati comunque sono verificati con quelli dell’Agenzia delle Entrate? Non da trascurare l’effetto di ansia, vero e proprio “disturbo” che queste richieste dell’INPS provocano in molti pensionati.

    Assunta Gigliotti

    La Fiat e le altre europee 21/09/2012

    Caro Imarisio, alcune riflessioni. Secondo lei, perché, nei primi anni 2000, la Volkswagenm, comprata la Seat dalla Fiat, mantenne attivi gli stabilimenti spagnoli, tra cui quello premiato di Martorell (in Catalogna) , producendo le Audi la cui qualità tanto colpisce i nostri politici ? Secondo lei, perché l'utilizzo dei fondi europei è stato positivo nel caso catalano, visto che lo stabilimento è stato ammodernato coi FSE ? E ancora, perché le case tedesche non comprano gli stabilimenti italiani ? - anzi, non solo tedesche, di nessun paese avanzato .                                 

                                                 Antonio M. Orlando

    Malasanità a Milano 21/09/2012

    Caro dottor Imarisio,

    di recente una mia parente, in carrozzella perché affetta da Parkinson, è andata al Pronto Soccorso di uno dei tre Ospedali Maggiori di Milano (il San Paolo, per esattezza, non so se si possono fare nomi); mentre aspettava il suo turno per essere visitata ha avuto la necessità di andare in bagno. Abbiamo girato l’intero Pronto Soccorso, che non è piccolo, abbiamo chiesto a un infermiere e abbiamo avuto da lui la conferma: non esiste un solo bagno attrezzato per persone in carrozzella. Anzi, i water erano particolarmente bassi, come quelli delle scuole elementari. Poi la nostra parente è stata ricoverata nel reparto di medicina perché aveva una grave affezione renale. Curata perfettamente da medici veramente encomiabili per professionalità, disponibilità, gentilezza; idem dicasi per gli infermieri, veramente bravi e gentili: unico difetto, sono pochi, e hanno un carico di lavoro insostenibile. Ciliegina sulla torta: seduta accanto al letto della malata, ho guardato per caso le strutture metalliche che sostenevano il letto: due dita di polvere brillavano su queste strutture al sole che entrava dalla finestra. Questo mi ha ricordato che 6 anni fa, nello stesso ospedale, avevo notato che nel giro di una settimana, sulle scale che portano ai vari reparti c’erano alcuni cadaverini di scarafaggi , più una scatola vuota di sigarette (sempre quelli in quanto ho controllato che la posizione non era cambiata). Quest’anno ho deciso di prendere sempre l’ascensore, per cui non sono aggiornata sullo stato delle scale.  Domanda? Chi è preposto al controllo della pulizia negli ospedali? Chi è preposto alla tutela del diritto di chi è in carrozzella a non farsela addosso all’interno dei Pronto Soccorso? Mi scuso per gli argomenti poco conviviali e rinnovo la mia stima per il personale medico e paramedico e constato una volta di più che, quasi sempre, c’è una discrasia tra lavoratori seriamente preparati e impegnati, e strutture fatiscenti. Ho pensato a quelle scuole in cui gli insegnanti si prodigano, ma dove negli ultimi anni alcuni studenti hanno perso la vita perché gli è crollato sulla testa il soffitto della classe. Di chi la colpa?                                                                                                                                                                                                                             Amelia, da Milano

    Famiglia di campioni 21/09/2012

    Moreno Moser ai mondiali di ciclismo in Olanda
    da "Famiglia Cristiana" n. 39 del 23 settembre 2012
    sito di Famiglia Cristiana

    Gli svantaggi delle scuole private 12/09/2012

    Sono un'insegnante di liceo e vorrei far presente al Sig. Alvise che le scuola private, nella maggioranza dei casi, sono l'ultimo rifugio degli allievi che, pluribocciati nella scuola pubblica, decidono di "comprare" un diploma.

    Quanto poi al fatto che le nelle scuole private non ci sono assemblee degli studenti, agitazioni, etc. vorrei far presente che questi, se non abusati, sono strumenti importanti di crescita civile e democrazia.

    Saluti Pierangela

    Come insegnare educazione sessuale a scuola 12/09/2012

    Gentile Giorgio dell'Arti
     
    avendo sentito la domanda che poneva a se stesso e confidando nel suo senso dell'humor e del paradosso provo a suggerire un modo per insegnare educazione sessuale a scuola.
     
     
    Saluti
     
    Gianni Mazzarello

    Sul bullismo a scuola: parla un'insegnante 11/09/2012

    Ho ascoltato la notizia sull’insegnante di Palermo condannata in Cassazione per aver punito impropriamente uno studente che derideva e tormentava un compagno. Ho insegnato per anni , questo genere di problemi un insegnante lo incontra di frequente e deve decidere IMMEDIATAMENTE, razionalmente ma DAVANTI ALLA CLASSE, quale reazione è più conveniente scegliere. La classe è una microsocietà e deve imparare anche che cos’è la giustizia, deve capire che cosa viene considerato bene e che cosa male, ma in modo allargato. Un comportamento gravemente scorretto, a scuola, va stigmatizzato subito pubblicamente ma l’errore dell’insegnante, in questo caso,  è stata la scelta della dimensione tribale della punizione, che la riporta nell’ambito del dominio di famiglia (non sarà un caso che la famiglia dello studente maltrattore abbia sùbito  e ostinatamente rivendicato il dominio sul proprio membro!). In casi simili l’insegnante deve contemporaneamente istituirsi come modello e spersonalizzarsi all’interno di una funzione: quella del sistema sociale garante del diritto. Meglio dunque, senza tante prediche che vengono accolte dagli studenti con sorrisetti provocatori (e il debole maltrattato verrà ancor più umiliato), una sacrosanta nota sul diario di classe, che verbalizza tutto ufficialmente, e la convocazione immediata della Presidenza sul posto, com’è suo dovere. Di qui la richiesta di un consiglio di classe che discuta collettivamente l’eventualità e il peso di una punizione. Il consiglio di classe potrà decidere se fare intervenire nel dibattito i rappresentanti di genitori e studenti: che lo faccia o no, la punizione proverrà non da una persona singola ma da un corpo istituzionale. In sostanza: NON LA FAMIGLIA MA LA SOCIETA’.  A questo proposito sarebbe interessante sapere se i genitori del povero studente condannato a scrivere tot volte…lo abbiano almeno rimproverato per il suo comportamento prepotente e volgare con un compagno, se si siano domandati che razza di educazione gli hanno dato (il gran vanto della supervirilità e della derisione del femminile da chi discende? ), oppure se tutto si è risolto solo con l’avvampare furioso dell’orgoglio familiare: il figlio è mio, su di lui decido io. 

    Per considerare però anche le responsabilità dell’istituzione ai livelli più alti, colgo l’occasione per deplorare lo smarrimento del sacro sentimento antropologico della VERGOGNA, organizzato molto  precisamente dalla legge attraverso l’ipocrita strumento della Privacy, introdotto anche nella scuola con il nascondimento delle votazioni per materia e per condotta sui tabelloni finali dell’anno scolastico, che viceversa, pubblicati normalmente, sono sempre serviti a una verifica immediata  del giudizio, fazioso o imparziale,dei docenti. Che cosa cambia, se poi i voti saranno scoperti segretamente via via in una stanza abbuiata? No: giustizia e ingiustizia, e soprattutto il conflitto, devono essere pubblici. Dalla scuola alle intercettazioni fatte a ragion veduta ai potenti del giorno alla vita politica: così s’impara la vita in società. Senza possibilità di vergogna non s’impara.  Rogozinski 

    Docenti e bullismo 11/09/2012

    Gentile conduttore, (mi scuso, ma non ricordo il suo nome) rispondo alla sua domanda “cosa avrebbe potuto fare nell’immediato la professoressa?" Perché mi sembra corretta e mi sembra significativo che ce la dobbiamo porre, quando una serie di risposte possibili, dalle più “vecchia scuola” alle più moderne, sono chiaramente scritte nel ruolo e nelle responsabilità del docente.

    Credo sia doveroso rispondere rimanendo all’interno della logica che la professoressa stessa ha scelto: non utilizzare un approccio “pedagogicamente avanzato”, “politicamente corretto” “interdisciplinare”, di “coinvolgimento della classe e dei genitori” (che personalmente trovo più vicini alla mia sensibilità). La professoressa ha deciso di utilizzare la sua autorità (potere) di ruolo, per infliggere una punizione immediata all’allievo. Cosa avrebbe potuto fare di all’interno della sua logica? Fare semplicemente una bella cosa “all’antica”: scrivere una nota sul registro e chiedere all’allievo bullo di tornare a scuola il giorno dopo accompagnato da un genitore. Non avrebbe risposto ad un umiliazione con un tentativo di umiliazione corrispondente, non sarebbe uscita dal ruolo, avrebbe utilizzato correttamente una sanzione prevista, sarebbe stata inattaccabile e forse questo “stare nel ruolo” sarebbe anche stata una lezione un po’ antiquata ma corretta, in una situazione generale del nostro paese in cui lo “stare nel ruolo” e assumersi le responsabilità relative sembra sempre più difficile.

    Detto ciò, mi sembra folle che tre livelli di giudici siano stati impegnati in una questione del genere!

    Cordialmente
    Pippo Senise

    Il cacciatore e la preda 10/09/2012

    Gentili redattori di Prima  Pagina,

    non sono animalista. Nell'intervista di oggi la contessa descrive non tanto e non soltanto il piacere di uccidere, ma anche e soprattutto il piacere, il divertimento di braccare la preda. Tante persone (come me) che sono state prede braccate durante la guerra (sono ebrea) potranno dire quale esperienza terrificante questa sia e quanto possa condizionare tutta l'esistenza dei sopravvissuti. Non vorrei mai infliggere un simile supplizio a un altro essere vivente.

    Coraggiosa l'intervistata? Ha alle spalle tutto l'esercito dei cacciatori! Si tratta di crudeltà raffinata di chi gode nell'infliggere sofferenza. Ai miei occhi, in questo caso,  al limite della patologia.

    Vi ringrazio per l'attenzione                                                     Miriam Cividalli.

    La caccia in un brano di Cecov 10/09/2012

    Sul comportamento venatorio della signora Pompeani, descritto oggi 10 settembre 2012, segnalo il seguente brano di una lettera (1892) dello scrittore russo Anton Cechov, anche lui cacciatore:

     

    "....   ll pittore Levitan è in vacanza da me. Ieri siamo andati a caccia. Levitan spara a una beccaccia che, ferita a un'ala, cade in una pozza. La raccolgo. Ha il becco lungo, grandi occhi neri, penne magnifiche. Mi guarda con un'aria stupita. Che fare? Levitan fa una smorfia dolorosa, chiude gli occhi e dice con voce incerta: "Mio caro, dàlle un colpo sulla testa". Rispondo: "Non posso". Levitan continua ad alzare nervosamente le spalle, a scuotere la testa supplicandomi. E la beccaccia continua a guardarmi con aria stupita. Sono stato costretto ad ascoltare Levitan e a ucciderla. Ora nel mondo c'è una bella creatura in meno! Quanto ai due imbecilli, sono tornati a casa e si sono messi tranquillamente a tavola....."

     

    Francesco Framarin

    La contessa cacciatrice 10/09/2012

    Sono d'accordo che sia sconvolgente l'intervista alla contessa, ma che differenza fa tra il baciare la preda d'amore e mangiarsela in salmì "leccandosi i baffi"

    come fa una qualcunque persona carnivora? Il fatto che la contessa se la uccida di sua mano, invece che delegare l'operazione al mattaoio, mi sembra un vero punto di nobiltà.

    La morte è una tragedia, non penso che la confezione con cui ci venga servita faccia grande differenza.

     

    Saluti, Mario Pucci

    Farmaci generici e non 06/09/2012

    Gentile Direttore,

    credo sarebbe utile una inchiesta giornalistica di reale informazione : sull'argomento in oggetto noi cittadini consumatori forse non siamo in grado di scegliere con cognizione di causa. Personalmente non coltivo preconcetti, ma cerco di informarmi. Le elenco in breve quanto ho imparato io l'altro giorno da un farmacista di Chiavari (Farmacia "Centrale")  

    1) i farmaci "equivalenti" possono contenere fino al 15% in meno del principio attivo rispetto a quello "griffato" : la legge italiana in materia lo consente!  

    2) in Francia, mi è stato detto, il principio attivo deve per legge essere non al di sotto del 99%!!!  

    3) il consiglio del Farmacista, a questo punto è stato:  se la patologia è importante meglio non rischiare, perché gli effetti di un farmaco meno valido potrebbero avere conseguenze, e magari  non subito ma dopo qualche tempo...  

    In farmacia, a me è stata sempre offerta l'opzione dell' "equivalente" : le mie riserve (quando l'ho espresse, dopo aver provato) riguardavano caso mai  il mancato gradimento  della forma farmaceutica (es. pastiglie più grosse e/o meno agevoli da assumere, ecc.)

    Poi ci saranno sicuramente altri aspetti, di tipo commerciale, che forse sarebbe interessante conoscere, tra cui  anche il motivo per cui, a detta del Farmacista, le farmacie guadagnano di più sulla vendita del farmaco equivalente...

    Una bella giungla, vero?
    Grazie dell'ascolto.  

    Marcella Seta Erba da Chiavari

    Test di medicina 06/09/2012

     

    Gentile dott. La Rocca le scrivo perché non posso telefonare in merito al tema dei test di ingresso a medicina. Anche quest'anno dobbiamo sentire le sollote critiche e piagnistei dei genitori dei ragazzi. Mi sembra diseducativo assecondare questo atteggiamento, invece di trattare dell' argomento per quello che è. Si tratta di una prova selettiva, migliorabile certamenteme ma questo è. Se va male bisognerebbe avere la maturità di accettare la sconfitta, non reagire in modo infantile e tipicamente italiano dando la colpa al sistema. Mia figlia l'ha affrontato l'anno scorso e io le ho detto che doveva prenderla come una gara dove i primi ottengono il posto, gli altri rimangono fuori. Questo è. Lei l'ha vinta ma se l'avesse persa non avrei dato colpa ai test, lei avrei detto di cercarsi un'alternativa ed eventualmente riprovare. In Italia tutti danno la colpa agli altri, pochi si assumono le proprie responsabilità. Nel merito delle domande, molte di cultura generale sono esercizio di logica. Non mi sembra cosi sbagliato. L'altra metà. Sono di chimica, fisica, chimica e biologia. Se si riescono sempre a coprire ibposti evidentemente non sono impossibili. Insomma, anche voi giornalisti dovreste dare il vostro contributo per aumentare il sentimento di responsabilità e non alimentare polemiche sterili che portano alla critica di tutto.

    Cordiali saluti Annamaria Pecile

     

    Chi lavora con passione 06/09/2012

    un applauso a quel signore che ha perso il lavoro perché lavorava con passione!  

    è proprio così:

    chi si impegna e si appassiona nel proprio lavoro da fastidio!

    e invece di imitarlo lo si distrugge perché tutto rimanga come è!

    ma si continua a non capirlo o a far finta di non capirlo perché fa comodo a troppi.  

    per esempio uno come renzi da fastidio ai vecchi? è sufficiente “sputtanarlo” (berlusconi insegna!)  

    se tutti lavorassero veramente e con passione altro che Germania!  

    cordiali saluti  

    Stefano

     

    Risparmio energetico 2 14/08/2012

    Tutto questo può essere fatto prima di tutto quando i cittadini conoscono almeno i tratti essenziali di questo argomento, purtroppo ignorato spesso anche da chi prende decisioni che influiscono sulla comunità come gli enti pubblici ma anche architetti, ingegneri, geometri e giornalisti.
    E' per questo che mi dedico da 10 anni al mio progetto di formazione alla natura, mettendo a disposizione, oltre ai libri, anche un sito dove chiunque può muovere i primi passi in una conoscenza che adesso è in gran parte troppo frammentata e riservata agli specialisti.
    Le suggerisco dunque di consultare il mio sito http://www.ascuoladaglialberi.net/ in modo che Lei stessa possa rispondere adeguatamente agli ascoltatori e sollecitare una diffusione della cultura della natura, senza la quale è impensabile trovare soluzioni intelligenti ai problemi ambientali ma anche economici.
    Per adesso chiudo qui, in modo da non farle arrivare una valanga di informazioni. Sono, però, a Sua disposizione per continuare con altri vantaggi del risparmio energetico grazie alla riduzione delle enormi dispersioni di calore in tutti gli edifici, per il rilancio dell'economia. In ogni caso il mio sito rimanda ad altri che sono complementari e dai quali potrà ricavare molto.
     
    Cordiali saluti
    Anna Cassarino

    L'importanza del risparmio energetico 14/08/2012

    stamattina ho sentito trattare di nuovo il tema della produzione di energia. Ciò che non è stato citato né oggi né in altre puntate, è la grande risorsa del RISPARMIO ENERGETICO. Purtroppo è un aspetto estremamente trascurato, mentre dovrebbe essere il primo punto da trattare quando si parla di ecologia. Infatti è il meno costoso da applicare oltre ad avere un impatto ambientale positivo. Mi riferisco, in particolare, al mettere a dimora NELLE CITTA' E NELLE VICINANZE gli ALBERI adeguati a:
    • abbassare la temperatura in estate nelle case e nelle automobili. Infatti, usufruendo della loro ombra, si può ridurre l'uso dell'aria condizionata, che fa aumentare il calore esterno ed i consumi, insieme al riverbero del calore prodotto dalle case totalmente esposte al sole, delle automobili, dei parcheggi, delle strade;
    • ridurre l'inquinamento dell'aria che provoca un aumento delle spese sanitarie, le assenze dal lavoro, il malessere generale;
    • ridurre il pericolo di allagamento quando ci sono i nubifragi, dato che gli alberi da un lato diminuiscono la forza della pioggia sul suolo, dall'altro fanno assorbire ed incanalare parte dell'acqua nel terreno e nelle falde idriche, anziché far finire tutto nelle fogne e nei corsi d'acqua;
    • ridurre il pericolo di frane, dovute immancabilmente alla mancanza di alberi con radici adeguate a consolidare i terreni e ad evitare il loro dilavamento. Ovviamente occorre mettere gli alberi che si prestano a questo scopo e non alberi qualsiasi o quelli che si conta poi di abbattere per il legname;
    • ridurre il degrado ambientale, la desertificazione già in atto anche in Italia, aumentare la bellezza dei luoghi per attrarre il turismo di qualità.

    Il fotovoltaico 14/08/2012

    ho sentito stamane pronunciare sull'energia fotovoltaica dell'eresie belle e buone.
    Meno male che si comincia a capire che l'occupazione di grandi superfici su terreni agricoli è dannosa e non rende.
    Mettere i pannelli sui tetti è una cosa logica, ma abbiamo mai fatto un calcolo di quanta energia viene consumata ad esempio in un capannone industriale e di quanto possono dare i pannelli fotovoltaici sul tetto? E abbiamo tenuto conto che i pannelli non danno energia alla notte e ne danno pochissima all'inverno e quando il cielo è nuvoloso. In Italia in media vengono valutate solo 1500 ore all'anno di soleggiamento utile. E quando il sole non c'è da dove prendiamo l'energia? Si è pensato alle reti smartgrid, che consentono in qualche modo un certo accumulo di energia, ma le quantità in gioco sono così grandi che queste misure possono incidere poco. Ad ogni modo quando si parla di energia bisogna considerare che il consumo nazionale va oltre i 350 terawattora all'anno, corrispondenti a 350 miliardi di Kilowattora  e un mq di pannello dà circa 200 KWh all'anno. Quindi fate i vostri conti. Escludendo la fonte idroelettrica che a tutt'oggi assicura il 18% del fabbisogno, le altre fonti rinnovabili, incluso il fotovoltaico daranno sì e no il 10%,
    Sull'inquinamento poi non è vero che i pannelli fotovoltaici non ne producono; sul momento no, ma fra venti o trent'anni quando dovranno essere sostituiti, sarà un disastro per l'ambiente, innanzitutto per la gran mole, ma anche perché contengono sostanze pesanti come il Piombo, l'Arsenico, Il Cesio ecc..
    Detto questo, che è molto poco per dare un'idea dei grossi problemi energetici, affermo che le rinnovabili vanno considerate come fonti integrative e di risparmio, ma non risolveranno mai i problemi suddetti. E allora se non vogliamo il Nucleare ( scelta giustificata dai recenti avvenimenti) dovremo basarci sul petrolio, anche perché siamo forti consumatori di benzina, gasolio ecc.. e sul gas naturale.

    saluto
    Ing. Cesare Marchetti

    Scuole italiane all'estero 09/08/2012

    Sono al sesto anno di servizio all'estero come docente di italiano in un liceo tedesco di Frankfurt am Main, l'unico dell'Assia ed uno dei pochissimi della Germania, che permettono agli alunni di ottenere una doppia "maturità": italiana e tedesca.

    Collegate al nostro ginnasio ci sono due scuole elementari, bilingui, che ci forniscono l'ottanta per cento degli alunni. Gli altri provengono da scuole "tedesche". Abbiamo alunni di ogni nazionalità, non solo italiani o provenienti da famiglie binazionali. Molti sono i "tedeschi tedeschi".

     

    La posizione della signora Cesaretti riguardo alla Cultura Italiana all'estero, una non priorità che non merita alcun tipo di aiuto, non è isolata.

    Naturalmente si può credere ingenuamente che tagliare tutto possa servire al nostro Paese a ritrovare forza e vigore.

    Mi domando però quale sia l'immagine dell'Italia all'estero e dove si trovi la nostra "identità" nazionale se non nella Cultura, nella Lingua, nel Made in Italy come modello di vita.

    Il pubblico interessato alla lingua ed alla cultura, alla vita "all'Italiana" è sterminato e vedo quotidianamente -in città- quanti asiatici, est-europei, africani, americani mi parlino e mostrino interesse per l'Italia.

    La nostra scuola, poi, come tutte, ma un ginnasio in modo particolare, ed a Francoforte, città ultrastrategica, forma le classi dirigenti del futuro.

    I cittadini del futuro.

    Naturalmente si può credere che le priorità da salvaguardare siano altre.

    Mi domando quali queste siano, senza essere travolto da un'onda di ilare disgusto.

    Dio salvi l'Italia

    Saluti

    Dott. di Ricerca

    L. d'Ambrosio

    Frankfurt am Main

    Alex Swarzer 09/08/2012

    aveva perfettamente ragione il primo ascoltatore: quel ragazzo è diventato in un baleno il vero responsabile di tutti i guai italiani, dalla corruzione allo spread. nel paese della "tolleranza zero", della giustizia sportiva da barzelletta e delle estorsioni di finte emozioni, è la vittima pefetta da immolare per i vari petrucci, pescante, carraro, ecc, per tutti quelli cioè che occupano posti con disonore da anni e senza altri meriti se non quelli di amicizie politiche, nonchè per la stampa appecoronata. e come al solito l'ignorante cesaretti è rimasta senza parole...grazie, luigi

     

    La Cina e l'allenamento delle piccole atlete 07/08/2012

    Guardate su YouTube quanto sotto. Preparatevi a qualcosa di forte....

    in negativo. ci ho pensato un po prima di mandarlo, fosse lo avete già visto, di solito mando cose piacevoli, ma questo mi sono sentito in dovere di farlo girare. Ma lo sport non dovrebbe servire a meglio socializzare e magari scaricare positivasmente l'aggressività che è in noi? Se si arriva a ritenere utilizzabili queste pratiche di allenamento, in confronto la pratica del doping sono acqua fresca, non credete? Ma non si può far niente? Se è vero che in Cina si fanno queste cose e quel paese non è allontanabile dalle gare internazinali, non rendiamoci complici, non mandiamo più i nostri atleti

    Ma che sia vero, mi pare impossibile che si possa arrivare a tanto ...... ed il mondo tace

    ------------------------

     

    Olimpiadi, la Cina fa il pieno di medaglie. Ecco come allenano i bambini

     

    http://www.youtube.com/watch?v=8nRK60-yOZg 

     

    Schwarzer e il sentimento antitedesco 07/08/2012

    se vinci medaglie sei italiano. se spagli il nome dice tutto. schwarzer.altoadesino. italiano formalmente.
    sentimenti anti-tedeschi pocco velati?
    Stierlein

    Speranza e utopia 24/07/2012

    Nella Spending Review non solo togliere ma anche dare

     Un caso tipico è quello di Scuola  e Università.

    Forse il governo non sa che la scuola pubblica – le cui spese stavano nella media OCSE – è stata letteralmente massacrata dal ministro Tremonti e dalla sua alleata e succube Gelmini, coi loro tagli da otto miliardi di euro in tre anni?                                                                   

    Le donne dell'Ilva 18/07/2012

    "Il comitato Donne per Taranto resta sconcertato dalle manovre che sta compiendo il Governo Regionale  per “scongiurare” un’imminente sequestro degli impianti inquinanti dell’Ilva.
    Convinte che il binomio lavoro-salute è la strategia più sottile e vergognosa messa in atto in questi anni,  da parte di chi vuole continuare a spremere questo territorio e la sua gente, ponendosi come risolutore dei problemi senza risolverli,  noi esprimiamo il nostro sdegno nei confronti di tutti quei Politici, Sindacalisti e Amministratori che fino ad oggi hanno adottato questa strategia, non difendendo Dignità e Salute degli operai e dei cittadini e, contemporaneamente, esprimiamo la massima solidarietà alla Magistratura per il lavoro che fino ad oggi ha compiuto, certe che, libera da ogni condizionamento, compia azioni a tutela della salute dei nostri figli.
    Questa nostra Terra ha le caratteristiche, le potenzialità e le risorse per poter vivere senza i lacci che ci legano ad un'Industria altamente inquinante che ha distrutto Economia, Ambiente, Salute e Qualità della Vita e confidiamo che, laddove  la Politica non è arrivata, arriverà la Magistraura


    Il Comitato Donne per Taranto"

    A proposito di Giappone e nucleare 05/07/2012

    Vorrei segnalare circa quanto appena detto dalla collega conduttrice
    che proprio oggi 5 luglio è stata riattivata una centrarle nucleare in Giappone
    la notizia qui
    http://www.giornalesentire.it/2012/luglio/935/fukushima-l-uomo-non-impara.html
    buongiorno
    Corona Perer

    Ddl sul "Dopo di noi" 26/06/2012

    lodevole ed illuminante l'azione della fondazione (o associazione ?) "dopo di noi, insieme". Ed è anche ben più ampia la base di persone interessate ché oltre a quei disabili che possiedono genitori in grado di occuparsi di loro coinvolge (e perché non dovrebbe?) gli invalidi accuditi dal coniuge e magari anche altre categorie. Chi ha visitato certi hospice relegati in zone remote dei grandi ospedali, certe case private di lunga degenza, certi istituti per disabili, ha ben presente il salto di qualità fra la vita sia pur menomata ma assistita in ambiente affettivamente ricco e la semivita che ha la morte come sola meta e speranza. Le case famiglia ben potrebbero costituire un significativo miglioramento, magari per tutti, anche per quelli (e sono certamente la maggioranza) che non hanno la fortuna di possedere una famiglia

    disponibile.

    Giulia Maria C.

    I disabili soli 26/06/2012

    Il 27 giugno va in discussione alla Commissione Bilancio della Camera dei Deputati il ddl sul Dopo di noi, un provvedimento
    atteso da molte famiglie che hanno figli disabili.
    Molti genitori anziani si pongono la domanda : Che fine farà mio figlio quando io non ci sarò più? Se il ddl, approvato dalla Commissione
    affari sociali, avrà il via libera della Commissione bilancio, questi genitori avranno qualche certezza in più.
    Si parla sempre e solo di falsi invalidi, chi dà voce ai bisogni degli invalidi veri? Le associazioni, i familiari,
    i disabili hanno scritto decine di email ai deputati della Commissione Bilancio, vorremo che anche la RAI e i giornalisti più sensibili sostenessero coloro che  vogliono l'approvazione di una legge che completerebbe il complesso delle norme che danno diritti alle persone disabili dalla L.104, alla 68/99 alla 328/2000.
    Cordiali saluti
    Fiammetta Colapaoli

    Da quali conti prelevare per il dl crescita 18/06/2012

    LA CRESCITA PUO' MATERIALIZZARSI SOLO CON IL RILANCIO DELL'ECONOMIA,RIMETTENDO I SOLDI NELLE TASCHE DEGLI ITALIANI, TOLTE DALLA PRESSIONE FISCALE "FUORI MISURA".
    CHE NE DICE SE FOSSE STATA FATTO NEL DECRETO QUALCHE COMMA SULL'ABBASSAMENTO DELLE TASSE - TUTTO E SUBITO - PER TUTTI I CITTADINI E UN BEL PROVVEDIMENTO
    DI CORTO RAGGIO SUI PRELIEVI FISCALI DEI DIECI CHE POSSEGGONO L'EQUIVALENTE DELLA RICCHEZZA DI TRE MILIONI DI CITTADINI E QUALCHE COMMA SULLA TASSAZIONE DELLE TRANSAZIONI FINANZIARIE?

    PAOLA GIANNONE

    Le donazioni della regione Calabria 18/06/2012

    Buongiorno, desidero informare che la Regione Calabria ha appena stanziato 2 milioni e mezzo di euro per il museo del Santuario di San Francesco da Paola, e 300 mila euro per un ascensore ancora per lo stesso santuario : così ha riferito alcuni giorni fa il neoeletto sindaco di Paola, avv. Basilio Ferrari, al Correttore Provinciale dell'Ordine dei Minimi, in occasione della inaugurazione di un convegno internazionale. 
    Com'è possibile tutto questo, mentre i Bronzi di Riace giacciono in attesa di un Museo (vedi denuncia di Francesco Merlo), mentre i lavori dei cantieri della Salerno-Reggio Calabria non finiscono, e mentre il governo taglia ovunque per razionalizzare la spesa?
    E' possibile fare un'indagine su un così grave scempio di denaro pubblico? Si aggiunga che quando il sindaco ha comunicato al Rettore la notizia, ha precisato che il Santuario potrà utilizzare quel fondo non solo per il museo.
    Grazie dell'attenzione. 
    Laura (Torino) 

    I pacifisti e i massacri in Siria 18/06/2012

    sull'ultima telefonata odierna che ripeteva il ritornello "dove sono i pacifisti sulla Siria?" la rimando a questo articolo che riassume bene il problema.

     http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/18/manifestazione-contro-massacro-siriano-polemica-sullintervento-straniero/192142/

     

    Sui siti del movimento pacifista ovviamente c'è molto di più.

    Il problema non è tanto l'anti-americanismo (che oltrettutto con un premio Nobel per la pace alla guida degli USA avrebbe poco senso), quanto la divisione nel movimento pacifista italiano tra favorevoli all'intervento attivo di forze armate sotto la guida ONU (quindi l'ennesima "guerra umanitaria", che per noi pacifisti è soprattutto "guerra") e chi vorrebbe soluzioni negoziali, senza alcun ricorso alle armi, alcuni anche mettendo in dubbio la totale veridicità delle notizie che giungono dalla Siria (posizione quest'ultima che io non mi sento di condividere perchè non è sulla quantità o sull'età dei morti che si deve decidere un'intervento).

    E' poi vero che dove sia direttamente coinvolto il nostro paese o nostri alleati la mobilitazione è più vivace, perchè ci sono interlocutori precisi a cui rivolgersi, ma ad esempio sulla missione in Libano, dove l'attività dell'Esercito Italiano è soprattutto di interdizione tra diverse fazioni, le contestazioni sono state minime e di principio.

    Quello che mi premeva sottolineare è che il movimento pacifista non sta chiudendo gli occhi perchè la Siria è protetta dalla Russia (quale Russia, poi, quella di Putin?!), quanto per le divisioni sulle soluzioni da proporre: non ne usciamo bene ugualmente, ma almeno non fateci passare per menefreghisti o trinariciuti, che non si sono accorti che è caduto il muro di Berlino.

    Grazie e cordiali saluti

    Claudio Siniscalchi

    (Trieste)

    Il gioco fa male 14/06/2012

    Buongiorno alla redazione ed al Dott. Barbacetto,

    PrimaPagina è la mia compagna di viaggio mentre vado al lavoro, dalla macchina mi è difficile telefonare, però questa mattina, se avessi avuto il tempo avrei chiamato. 
    Mi riferisco al "fatturato" di giochi e lotterie che è il più alto del mondo. L'Italia è una bisca a cielo aperto, nel 2011 quasi novanta miliardi (tre finanziarie medie) giocati dagli italiani, la Tassa sulla Speranza, per citare Ilvo Diamanti, viaggia a livelli siderali. Se solo l'11% viene introitato dallo stato il resto dove va? Chi storicamente trae vantaggio dal gioco d'azzardo? La malavita organizzata.
    La stessa che prima trattava con Andreotti (dal processo solo fino agli anni '80) e che poi spaventava con minacce di morte il povero Mannino e compagnia cantante che riavviavano la trattativa, la stessa che massacra il territorio, la stessa che costruisce le case con la sabbia, la stessa che spaventa gli amministratori della cosa pubblica, la stessa che da settant'anni ci fa annaspare nel fango.   
    Si potrebbe argomentare ancora ma preferisco andare a ciò che voglio dire e mi piacerebbe sentir ripetere all'infinito, 
    Questo paese non si muove perchè è un feudo mafioso, perchè la politica non è nemmeno più in grado di trattare alla pari con la mafia, è stata divorata, comprata con quattro escorts e le briciole degli affari sporchi. Gli "onesti" devono tacere e mimetizzarsi per non pagare di persona. Forse è il momento di mostrare i muscoli, se li abbiamo, almeno per insegnare ai nostri figli come sono e come si comportano gli uomini con la schiena diritta. La guerra deve cominciare, non bastano i libri, i giornali e le chiacchiere... Pertini diceva "Ad un brigante, un brigante e mezzo! " che non sia giunta l'ora? O devo morire mafioso di ritorno? 
    Scusate lo sfogo, 
    Luigi  

    Monti eletto in Parlamento, quindi da noi 12/06/2012

    Sento continuamente in questa trasmissione, ma anche in altre, la storia che il Gov. Monti non è stato eletto dal popolo.
    Vorrei ricordare che la nostra è una Repubblica Parlamentare  quindi la sovranità del Popolo passa al Parlamento e ai Parlamentari al momento delle elezioni e ad essi rimane fino alle successive .  
    Il Gov. Monti avendo avuto la fiducia del Parlamento, è come se fosse stato eletto dal Popolo.
    Se vogliamo una Repubblica Presidenziale vera io sono d'accordo  (si veda il mio blog www.propostestonate.it  or www.presidenziale.it).  Ma al momento non è cosi.
    Del resto anche negli USA il Presidente viene eletto dai delgato degli Stati. E quando si dimette, vedi il caso Nixon, il sostituto, Gerald Ford, venne scelto dal Parlamento.

    Grazie per l'attenzione    

    Luciano Salciccia

    La cura (mancata) del nostro territorio 31/05/2012

    Buongiorno.
    Ho avuto l'occasione di intervenire alla vostra trasmissione una mattina dopo l'alluvione alle Cinque Terre (come primo ascoltatore, se non ricordo male). In sintesi ho affermato che dopo i disastri tutti parlano di territorio da mettere in sicurezza ma prima delle calamità chiunque provi - facendo il suo mestiere - a criticare o addirittura a bocciare un progetto perché non rispetta le leggi e non dà garanzie, viene visto come un burocrate un po' rigido contrario al progresso e alla crescita.
    Lavoro come Guardiaparco, mi occupo di Valutazioni Ambientali e lo vivo sulla mia pelle.
    Ieri in una diversa trasmissione radiofonica (RadioDue ora di pranzo) ho ascoltato un ingegnere affermare che o l'Italia si mette in testa di dedicarsi per i prossimi 40 anni (sic) a curare il proprio territorio, a ridurre - altro che crescita! - insediamenti e consumo di suolo, a rendere antisismico ogni edificio (e aggiungo io magari anche efficiente energeticamente), oppure è ora di finirla di piangere i morti ad ogni pioggia o ogni scoss
    Concludo ricordando che ho 51 anni e che nella mia vita di italiano ho assistito ad una decina circa di terremoti importanti (mai coinvolto, per fortuna). Questo vuol dire che i terremoti in Italia non sono una rarità, anzi!
    Grazie dell'attenzione, buon lavoro e com-passione per le vittime.
    Luca Giunti


    Il terremoto e l'amianto 31/05/2012

    Buongiorno
    sono Assunta Prato di Casale Monferrato
    Vorrei segnalare un problema serissimo che si aggiunge ad altri problemi drammatici: la evidente presenza di amianto tra le macerie delle zone terremotate dell'Emilia Romagna
    Questa presenza costituisce un pericolo per gli sfollati ed i soccorritori, perchè non esiste una soglia minima sotto la quale le fibre non siano pericolose, ma purtrooppo sono minime anche la sensibilità e l'attenzione nei confronti di questo problema
    Si dice che l'amianto è un problema di Casale, o di Broni, di Bagnoli o dei cantieri navali e si preferisce ignorare che l'amianto è dovunque, che non esiste ancora un censimento completo in tutte le regioni italiane, che la bonifica è spesso una chimera
    A quando una presa di coscienza collettiva di questo problema? Perché continuare ad essere miopi e superficiali, invece di adottare le misure necessarie di prevenzione? Bisogna essere coinvolti direttamente in una tragedia per capire davvero?
    Grazie per l'attenzione, sono sempre disponibile per un intervento
    Assunta Prato
     

    Il nostro inno e la parata del 2 giugno 31/05/2012

    Riporto la seconda strofa dell’inno nazionale:

    Noi siamo da secoli calpesti, derisi perché non siam popolo, perché siam divisi. Raccolgaci  un’unica bandiera , una speme: di fonderci insieme, già l’ora suonò.

    Basterebbe dare valore a questa frase, per aumentare il significato della nostra festa nazionale.

    Ivana - Poggibonsi

    Facciamo lo sciopero della Parata 31/05/2012

    Caro Giovannetti,
                  rifiutando di far sltare la parata il presidente Napolitano ha mostrato di essere un uomo della politica e non della gente. PROPONGO CHE CI SI ASTENGA A PARTECIAPARE COME SPETTATORI, SIA IN PRESENZA CHE VIA TV ALLA PARATA ANTIPOPOLARE.
                                                               Paolo Golinelli
    P.S.: Scrivo dal gazebo della mia casa di CAvezzo (Mo), via Dante 48, dove ho passato la notte, dormendo fuori come tutti a CAvezzo. 

    sisma e imposizione fiscale 31/05/2012

    nel caso riprendiate la telefonata, vi prego di integrare con "spesso chi denuncia carenze sulla sicurezza sul lavoro nella propria ditta subisce minacce e vessazioni per cui l'isolamento diventa totale; ho un caso specifico in casa, abbastanza grave, di chi ha denunciato e portato in tribunale una grossa banca locale e ora subisce mobbing da parte dell'azienda e dei colleghi".

    Grazie e complimenti per la trasmissione.
    Max Carbone
    Merano

    Appello ai petrolieri 31/05/2012

    Alla Unione Petrolifera.

    Vi scriviamo per sollecitare una riduzione dei margini di guadagno dei petrolieri, in modo da compensare l'aumento delle accise deciso dal Governo, per reperire le risorse da destinare alle vittime del terremoto in Emilia.
    Dopo anni di polemiche che la vostra Associazione ha suscitato per la differenza di "tempi di reazione" tra aumento (velocissimo) e riduzione (lenta e parziale) dei prezzi del carburante, rispetto alle oscillazioni del costo del petrolio, vi chiediamo di aderire all'invito che viene da molti settori della pubblica opinione, affinché non vi sia un ennesimo e regressivo aumento del carburante alla pompa.
    I margini per questa compensazione ci sono.
    Ora serve il vostro impegno, che in molto ci aspettiamo.
    Buona riflessione.
    Massimo Marnetto

    Il terremoto e l'evacuazione delle scuole 30/05/2012

    Egregio Dott. Giovanetti,
    ancora una volta esprimo tutto il mio apprezzamento per il modo in cui conduce "Prima pagina".
    Scrivo da Reggio Emilia; a proposito della telefonata di una studentessa che ha segnalato l'impreparazione dei propri insegnanti di fronte all'emergenza terremoto, vorrei segnalare ciò che mi ha raccontato martedì sera una maestra elementare che si è trovata ieri, per la terza volta nell'anno scolastico, a gestire il terremoto durante le ore di scuola: tutto ha funzionato benissimo, i bambini si sono rifugiati sotto i banchi durante la scossa di terremoto e subito dopo, in pochi secondi e in ordine sono usciti dall'aula e si sono portati nel cortile, dove hanno trascorso il resto della mattinata. Qualcosa, ancora, funziona.
    Grazie ancora e complimenti per il suo lavoro.
    Daniele Gianotti

    Cancellazione parata del 2 giugno 30/05/2012

    Gentile Signor Giovanetti,

    ho ascoltato oggi la sua conduzione del programma e la sua risposta ad un ascoltatore che auspicava la cancella zione della parata del 2 giugno e criticava aspramente l’atteggiamento del Presidente della Repubblica.  Io sono dell’opinione opposta:  ho 72 anni e ricordo ancora con piacere le parate del 2 giugno a Roma quando ero bambina e l’Italia era per me già una passione.  Sono cresciuta patriottica ed europeista.  Mio padre è stato disperso in Russia nell’ultima guerra, quando avevo 2 anni, mio nonno era generale di corpo d’armata, pluridecorato durante la prima guerra mondiale.  La mia giovinezza è stata difficile perché mia madre faceva fatica a tirare avanti con due figli piccoli.  Ora vivo a Milano da più di 45 anni e devo sopportare le orrende istanze secessioniste del partito razzista ed antieuropeista della Lega.  Penso che la parata, anche in chiave ridotta, sia per moltissimi italiani un segno forte di unione, il simbolo di una patria comune da onorare non solo con la solidarietà con i terremotati (cosa ovvia, come per gli alluvionati recenti o le vittime delle nevicate eccezionali).  Serve anche la simbologia.  Dovremmo forse rinunciare a qualsiasi celebrazione perché le frane, le alluvioni, i terremoti ecc. colpiscono il nostro paese? Non credo.  Il Presidente mostra saggezza nel ricordare a tutti noi che siamo italiani e che ci unisce un destino comune.  

    Cordiali saluti. Edoarda Paolini

    L'autonomia del Trentino 29/05/2012

    Ricordo che i contributi dello Stato italiano alla regione autonoma Trentino Alto Adige  sono superiori di una percentuale significativa con  riguardo al valore del  P.I.L, prodotto dalla stessa regione.Praticamente per ogni cittadino di quella regione lo Stato Unitario Italiano versa  al cittadino del Trentino Alto Adige duemila euro in piu' rispetto a quello abitante nelle restanti regioni a statuto ordinario . Dunque, a parte il corretto intervento di natura sotrico-politico,  formulato dal conduttore, sarebbe non  scorretto aggiungere  questo elemento conoscitivo  che rappresenterebbe  un valido oggetto di pubblica discussione .

     

    Distinti Saluti Massimiliano Lazzari  

    Il calcio è lo davvero lo sport nazionale? 29/05/2012

    Buongiorno, in questi giorni si sta parlando tanto di calcio e scommesse. Mi consenta di contraddire un paio di affermazioni.
    Sono una sportiva, "vera", in quanto ho praticato sport agonistico (nuoto) per 13 anni e successivamente sono rimasta nell'ambiente prestandomi gratuitamente per assistere ed insegnare, e le "mie" ragazze sono fonte di emozioni, soddisfazioni e dolori come è normale per chi ama davvero lo sport.  
    1) il calcio lo sport più amato dagli italiani? Non mi sembra, a meno che la frase non sia da intendere ironicamente (nel senso di "guardare il calcio stando in poltrona"). Se guardiamo al numero di praticanti, il calcio ha molti meno iscritti e praticanti del ciclismo.
    2) il calcio lo sport più amato dagli italiani? Come biglietti venduti, anche gli spettacoli teatrali battono ampiamente gli stadi di calcio
    3) il calcio uno sport? Tecnicamente è un gioco (i risultati sono relativi a quelli dell'avversario, come nel tennis), tant'è che non esistono "record" delle prestazioni.
     
    Diciamo che il calcio è stato oggetto di una campagna di spettacolarizzazione negli anni, con un giro di denaro cresciuto a dismisura.
    Tra i veri sportivi c'è un certo astio verso il calcio, per l'indecente disparità di trattamento tra i calciatori, che spesso rappresentano l'Italia con modesti risultati, ed altri sportivi veri, che con sacrifici anche personali hanno raggiunto le vette più alte e sono sconosciuti ai più, prendono stipendi da impiegato e ricevono trattamenti di seconda classe.
    Non lo chieda a me, ma magari ad un'atleta del livello di Valentina Vezzali ...
     
    Con amarezza devo constatare che anche il dibattito sul calcio-scommesse, alla fine, fa parlare di calcio e quindi contribuisce al battage...
     
    Cordiali saluti
    Sabrina Sampaolesi
    Casalecchio di Reno
    BO

    La scorta della Finocchiaro 24/05/2012

    Caro Giovanni

    E' sempre un grande piacere per me ascoltare la tua rassegna stampa per l'equilibrio e la visione d'insieme che riesci a dare ai fatti come studioso. Oggi però non ho per niente condiviso le tue osservazioni sulla Finocchiaro: perchè la presidente di un gruppo parlamentare ( non della Camera o del Senato) deve avere tre ( tre!) uomini di scorta? Che cosa la minaccia? In quale altro Paese cariche corrispondenti hanno diritto ad una tale overdose di difesa? Non ho potuto chiamare alla radio perché devo correre in Facoltà e anche perchè si ha sempre timore di scivolare nella demagogia ecc. ecc. Ma sono davvero indignata: è davvero un paese senza speranza, se la classe dirigente, anche nella sua componente più "sensibile"- non si rende conto dell'odiosità dei privilegi di cui gode in un momento come questo. Una tranche de vie: la mia collaboratrice domestica, appena arrivata, ha sentito quelal parte della rassegna stampa: era fuori di sé ( marito disoccupato , 3 figli , ecc. ecc. ). Buona giornata Eugenia Tognotti

    Scorta Finocchiaro 24/05/2012

    A proposito della On. Sig.ra Finocchiaro, finalmente una buona notizia! Mi rassicura profondamente che nel 2012 i giornalisti abbiano alla fine scoperto che le donne svolgono un doppio lavoro e riescano a portare a termine compiti impegnativi su più fronti !!!
    Cordiali saluti
    Gabriella Greco

    Finocchiaro la scorta e l'ikea 24/05/2012

    Gentilissimi della redazione e giornalista del Messagero in onda in questa settimana, la "piccola" notizia quasi folcloristica di un uso  improrio e indelicato della scorta, piccola non è  anzi  , in questo caso, è non solo aggravata dalla sconsoderata infantile  epressione  di un una persona adulta ( pure  politica) dell'uso della cosa pubblica  (che  getta sempre il nostro paese nella discarica.).a confronto con politici danesi  che vanno in bici o londinesi e  americani in metro ( ma non solo donne  sono così deleterie,  ex ministri maschi sono stati visti  fare acquisti a porta portese (Roma)  nel settore bici, con scorte che tenevano i pacchetti dei "bulloni e delle viti"!!!!!!), ma il grave si  deduce dalle foto che ritraggono il personale di scorta   della signora in questione, mentre  sceglie padelle e altre cosine del genere da IKEA!

    signora mia!!!  in futuro  le consigliamo una maschera elegante e veneta  (o un burka)  ma sopratutto una terapia anti onnipotenza purchè pagata dai suoi soldi personali e  sul lettino  ci vada senza scorta  per favore!!!!!!!!!!
    Noi gente comune ci mettiamo la faccia, il nome, e la delusione
    rivelli paola

    La dx non perdona la dirigenza che la tradisce 22/05/2012

    Nella discussione emerge  l'accento sul patto di solidarietà che sta alla base del sistema fiscale sancito dalla Costituzione.
    La progressività vuole dire che chi ha tanto, dà di più; chi ha poco, di meno; chi non ha abbastanza, riceve dagli altri. E questo sistema non ha solo una motivazione etica, ma anche funzionale, perché l'equità riduce gli attriti sociali e dà quindi una maggiore qualità alla convivenza.

    Massimo Marnetto

    Nessuna contrapposizione tra scuole pubbliche e private 21/05/2012

    Mi chiamo Giorgio, sono di Reggio Emilia, insegno lettere in un liceo statale e sono diacono, cioè membro del clero cattolico. Tra le molte cose interessanti che ho ascoltato stamattina nelle risposte agli ascoltatori, ho seguito con particolare attenzione quella riguardante la scuola. Concordo sul disinteresse o addirittura ostilità messi in atto dal governo Berlusconi nei confronti della scuola pubblica. Ma lei ha aggiunto "la cosa non faceva dispiacere al Vaticano". Su cosa fonda questa affermazione? Se è chiaro che la Chiesa cattolica gradisce il finanziamento pubblico per tenere in piedi le proprie scuole, non vedo da nessuna parte un suo desiderio che si indebolisca la scuola pubblica. Nella mia diocesi c'è sempre stato un forte e leale impegno dei cattolici per la scuola statale. Io ho insegnato sempre e solo nella scuola pubblica e i miei due figli hanno frequentato solo scuole pubbliche. In Italia c'è circa un 10% di scuola privata e un 90% di scuola statale: a me sembra una proporzione ottimale, che la politica dovrebbe semplicemente mantenere così com'è, garantendo la sopravvivenza del limitato numero delle scuole non di Stato e curando la qualità dell'istruzione statale, mantenendone il carattere largamente maggioritario. Aggiungo che, per la conoscenza che ho di scuole cattoliche del mio territorio, esse forniscono un servizio di buona qualità, apprezzato anche da non cattolici, a costi bassissimi per lo Stato; non sono affatto una fonte di guadagno per gli enti ecclesiastici che le gestiscono, ma anzi spesso sono tenute in piedi con grande fatica con molto volontariato e frequente copertura delle spese da parte di parrocchie, diocesi, movimenti e privati cattolici. Insomma, non vedo alcun motivo per continuare ad alimentare una contrapposizione tra scuola statale e scuola cattolica.

     
    Giorgio De Benedittis

    Melissa e gli altri 20/05/2012

    Gentile signor Cazzullo,
    la ringrazio per le parole con cui oggi ha difeso la scuola pubblica italiana. Soprattutto oggi, giorno orribile in cui una ragazza è morta fuori dal  suo istituto, mentre aspettava che si aprissero i cancelli. In questo momento mi vengono in mente tutte le migliaia di faccine buffe, tristi, serie, pensierose, allegre, preoccupate, annoiate, curiose dei miei alunni che ho visto passare in 27 anni di insegnamento, e che hanno tutti la faccia di quella ragazzina morta oggi. Le migliaia di mattine in cui sono entrata a scuola alla prima ora, fendendo i gruppetti di studenti che fumavano la prima sigaretta della giornata. Non si può morire così. Ricordo ancora con astio e dolore mai sopito i funerali dei ragazzi del Salvemini di Bologna. L’allora Presidente della Repubblica, Cossiga, non vi partecipò.  

    Daniela Goldoni, insegnante 

    Per Melissa e le altre 20/05/2012

    Sono madre e cittadina italiana, nonchè parte della comunità degli ascoltatori di radio 3. Comunico la mia rabbia ed indignazione insieme alla condivisione del dolore dei familiari e dei compagni delle vittime.

    Paola Valdetarra
    Voghera

    Industria: dalle ideee alla realizzazione 15/05/2012

    Non sono convinto che sia una buona idea separare le idee dalla loro concretizzazione, anzi se c'è un difetto dell'industria manufatturiera "occidentale" è proprio la tendenza a separare le idee, la progettazione dalla loro esecuzione. Nel passato questa separazione ha avuto ottime buone ragioni oggi non più. La rete delle piccole e grandi aziende italiane ha in questa crisi la grande opportunità di rifondarsi e ritrovare in se stessa la ragione della propria esistenza, dalle idee alla loro migliore esecuzione. I in questo c'è la grande opportunità di ridare significato alle mansioni di tutte le persone conivolte. Questa è la vera riserva di energie inespresse che sola ci può far uscire dalla crisi. 
    I media possono fare molto per questo processo che sarà prima di tutto di consapevolezza dolorosa e costosa della fine di un contratto sociale non più sostenibile. L'esito finale del processo che stiamo vivendo non è probabilmente variabile; il modo, i tempi ed i costi sociali si.
    Euro Perozzi
    Verbania  

    Made in Europe 15/05/2012

    Ascoltavo la vostra trasmissione e ho sentito il Signor Cazzullo ripetere un affermazione che ho più volte sentito, suonava più o meno così: l'Europa (occidentale) è sempre di più è destinata a diventare produttore di idee che vengono prodotte altrove perché i costi del lavoro in altri paesi sono più bassi.
    Affermazione che è realistica e ha una sua logica. Mi chiedo però:  le idee che può esportare l'Europa sono solo merci ? Vogliamo arrenderci ad accettare questo fatto come inevitabile?  Non vogliamo essere ancora un po' idealisti e pensare che il rispetto di condizioni decenti di lavoro è anche un valore da esportare? 
    Sarebbe bello se un autorità potesse apporre un simbolo su gli oggetti che vengono prodotti in Europa (e non solo), un simbolo che vuol dire <<prodotto da lavoratori che non vengono sfruttati>>, questo non per ostacolare il giusto progresso dei paesi cosiddetti emergenti, ma per ribadire l'orgoglio delle idee che l'Europa ha prodotto nei secoli.
    Provare a contagiare con queste idee anche altri paesi, se questi prodotti vengono venduti questo fatto diventa un invito anche ad altri paesi a produrre merci rispettando i diritti dei lavoratori.
    Naturalmente i prodotti costerebbero di più e non tutti potrebbero permettersi di pagarli, ma vogliamo provare ad essere idealisti di nuovo e provarci almeno? 
    L'Italia non ha solo prodotti di eccellenza come la moda, vogliamo veramente perdere quello che i nostri avi hanno faticosamente conquistato?
    Perché dovrebbe essere impossibile pensare in modo solidale? << se posso pago di più volentieri perché mi interessa anche la vita di chi ha prodotto questo oggetto>>.
     
    Giovanni

    Le parole di Grasso 14/05/2012

    Gentile redazione,
    Mi ha colpito molto l'intervento del dott. Grasso in cui egli elogia Berlusconi per il contributo da lui dato alla lotta anti-mafia. Colpita, ho voluto riascoltare il suo intervento dal vivo, temendo che gli articoli ne avessero deformato il pensiero. Mi sono resa conto che il format stesso del programma, il tono che lo connota, che è ovviamente leggero come si addice ad un programma di intrattenimento, non sono i più adatti per affrontare temi molto complessi se non a rischio di banalizzarli.
    Forse sarebbe opportuno che persone che guidano uffici così importanti come il dott. Grasso si astenessero dall'affidare i propri commenti a programmi leggeri come "La Zanzara", inadatti a trattare seriamente di problemi drammatici e complessi quali le mafie. A questo punto direi che risultano molto meno inappropriati gli interventi di magistrati che, come Ingroia, esprimono il proprio parere in contesti più seri, che consentono di non ridurre argomenti drammatici a barzellette.
    A margine, sono una di quei cittadini/e che pensano che Mangano non fosse un eroe, ma che lo siano stati Rizzotto, Falcone, Borsellino e tutti coloro che le mafie hanno combattuto e tentano di combattere.
    Stefania Fusero

    Credits

    A cura di Paola De Monte
    In redazione:
    Maria Chiara Beraneck, Natascia Cerqueti, Marco Pompi, Gianfranco Rossi

    Francesca Sforza



    Francesca Sforza lavora alla Stampa dal 1999. Ha trascorso quattro anni a Berlino come corrispondente e due anni a Mosca. Nel corso di questo periodo all’estero è stata più volte inviata in Polonia, in Repubblica Ceca, in Slovenia e a più riprese nel Caucaso. Il suo libro “Mosca-Grozny: neanche un bianco su questo treno” (2006, Salerno Editrice) ha vinto il Premio Antonio Russo  e il Premio Maria Grazia Cutuli. Dal 2007 al 2011 ha lavorato a Torino come caporedattore del Servizio Esteri. Attualmente è responsabile dei contenuti digitali della redazione romana per il sito www.lastampa.it

    Rassegna stampa
    del 1 ottobre

    Quello che Putin non dice - Franco Venturini - Corriere della Sera

    Ripartiamo dalla maternità - Barbara Stefanelli - Corriere della Sera

    "Ma dopo anni si intravede uno spiraglio" - Int. a De Mistura di Massimo Gaggi - Corriere della Sera

    "No ai fondamentalisti in nome del Vangelo" - Int. a Walter Kasper di G.Guido Vecchi - Corriere della Sera

    Padri naturali - Massimo Gramellini - La Stampa

    Alla casa non serve solo meno fisco - Franco Bruni - La Stampa

    Burocrazia, un dietrofront tra le vigne - Michele Brambilla - La Stampa

    Perché difendo Obama l'indeciso - Thomas L. Friedman - La Repubblica

    Libia, l'occidente cambia inviato - Vincenzo Nigro - La Repubblica

    Gender, la fabbrica del pregiudizio - Maria Novella De Luca - La Repubblica

    Le 2 Chiese divise su divorzio e famiglia - Paolo Rodari - La Repubblica

    C'è un problema tra l'Italia e la Francia - Non solo Libia e non solo Siria - Il Foglio

    Separati, non abbandonati - Maurizio Crippa - Il Foglio

    La forza di vivere - Marina Corradi - Avvenire

    Se questa è democrazia - Sotto attacco - Il Fatto Quotidiano 

    Giannini: "Partita la caccia, il premier ha slegato i cani" - Int. a Massimo Giannini - Il Fatto Quotidiano

    Mare nostro - Stop trivelle - Il Manifesto

    "300 mila firme non bastano" - Int. a Pippo Civati di Daniela Preziosi - Il Manifesto



     


    La Nuova Ecologia - il mensile di Legambiente di luglio-agosto 2015




    Attenuare il rischio climatico rinaturalizzando le città. Adottare stili di vita flessibili per
    vivere meglio e sprecare meno. Sorella resilienza. Così possiamo cogliere la sfida del cambiamento e salvaguardare la casa comune dell'umanità. All'interno un'intervista a James Lovelock. 


    sito de La nuova ecologia

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