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Chi autorizza le sale gioco 14/05/2013

Vi scrive l'ascoltatrice che stamattina è intervenuta per ultima alla vostra trasmissione per parlare di sale gioco con slot machines in prossimità di scuole.

Ci tengo a precisare che l'autorizzazione per l'apertura di questo tipo di attività non dipende dal comune, bensì dalla questura, che nel caso specifico l'ha rilasciata pur essendo stata informata dal commissariato locale della presenza di una scuola nelle immediate vicinanze.

 

un caro saluto

Linda Pina

Gli anticorpi della Repubblica (di Platone) 12/05/2013

“Se si presentasse  al nostro Stato (…) chi, in virtù della sua abilità, sapesse recitare tutte le parti e imitare ogni modello, non mancheremmo certo di venerarlo come un uomo divino e meraviglioso e ricco di fascino.

E, tuttavia, gli diremmo anche che non c’è posto nel nostro Stato per un uomo come lui, né che ci potrebbe essere e lo dirotteremo verso altre città, non prima di avergli versato sul capo essenze profumate e di averlo bendato con nastri di lana”

Repubblica (III,397D) - Platone (428-347 a.C.)

... e Platone non conosceva il potere di plagio dei mass-media e della TV in particolare.

Marco Massena

Ogni scarrafone è bello a mamma sua 12/05/2013

A Palermo ed a Napoli avviene spesso che nel corso di arresti operati dalle forze  dell’ordine, la popolazione interviene a favore dei sospettati e, questo mi indigna.

Oggi a Brescia è avvenuta una cosa simile; mi devo indignare ugualmente? oppure, visto che questa volta sono coinvolti personaggi politici e di governo la cosa devo considerarla diversa anche se appare uguale?

Biagio Battaglia

 

L'lMU non è il male assoluto 29/04/2013

L'Imu, e prima l'Ici, sono di quelle cose che hanno determinato le fortune politiche di Berlusconi e di tutto il Pdl, difatti tutti i media di regime ci hanno strombazzato sulla necessità di toglierlo, descrivendolo come il male assoluto della nazione. Angelino Alfano ne ha fatto una pregiudiziale per formare il nuovo governo e l'ex ministro Brunetta ha addirittura minacciato le dimissioni, nel caso di non abolizione.
A questo punto corre l'obbligo di capirci meglio: Una famiglia con un introito lordo di 30000 euro l'anno (quindi un buon campione), spende il 19% di reddito in Irpef,  l'11 % in previdenza, il 6 % in accise e l'1 % in Imu. Il 100% delle famiglie è tassato da Irpef, previdenza e accise, il 70 % da Imu. Quindi sembrerebbe che questi luminari targati Pdl, che dovrebbero guardare le cose in ottica globale, si sono accaniti sul particolare di una  tassa che oltre ad incidere poco sul reddito delle famiglie, è pagata da solo una parte degli Italiani.
Forse sarebbe meglio ridurre quelle tasse che più incidono sul reddito e gravano sulla totalità dei cittadini, in modo che anche un disagiato  che non ha casa, potrà godere di una eventuale riduzione fiscale.

La difficile ricerca del dialogo 28/04/2013

Dal filo diretto con gli ascoltatori, emerge una maggioranza di persone incattivite e risentite che, anziché cimentarsi in un esercizio di analisi critica della nostra drammatica situazione, continuano irresponsabilmente ad invocare la rivoluzione, cioè la violenza contrapposta a qualsiasi altra soluzione fondata sul confronto e sulla responsabilità.

Prendo atto di una differenza antropologica tra la mia generazione, quella dei cinquantenni, e le più giovani e non mi conforta affatto il pensiero che il tessuto democratico, così faticosamente e imperfettamente creato nel nostro Paese, venga fatto a brandelli. Non mi piace chi contrappone la velocità e la leggerezza - in tutti i sensi - del web alla fatica del confronto dialettico, l'onnipotenza del mezzo alla difficile ricerca di un accettabile compromesso, la rabbia alla pacatezza, i colpi di spugna alla ricerca di soluzioni condivise.

E' davvero così difficile l'arte del dialogo tra le persone?

Lucia Schianchi

la matematica non si mangia 15/04/2013

Trovo su internet il seguente messaggio pubblicitario per il reclutamento di personale.

 

"Faccio trading 2 - 3 ore al giorno e faccio più soldi della mia professoressa di matematica delle superiori."

Forse non è nemmeno un messaggio menzognero vista la scarsissima considerazione di cui l'istruzione "gode", diciamo così, nell'immaginario collettivo del nostro paese, e visto come questa scarsa considerazione si traduca in scarse retribuzioni di chi insegna, tra le più scarse d'Europa. Il sogno di poter restare ciuchi in matematica e far soldi comunque è facilmente realizzabile in molti modi come dimostrerebbe una semplice analisi del successo in tante professioni che non occorre qui elencare. Ciò non toglie che messaggi del genere siano ulteriore segno dello stato di degrado del paese quando girano  per l'Italia senza sollevare nessun moto di fastidio, riflettendo il pensiero più o meno occulto di tanti sull'inutilità della cultura.

 

Giulia Maria C.

 

Beppe Grillo e Hannan Arendt 23/03/2013

Sto seguendo, come ogni mattina, la trasmisssione e rifletto sulle opinioni intorno al movimento 5S. Cerco di farlo senzapregiudizi e senso di superiorità verso quanti sono stati definiti "dilettanti più o meno allo sbaraglio". Al di là dei contenuti, alcuni condivisibili e altri da rigettare, specie quelli economici, mi spaventa, letteralmente, l'atteggiamento di persone che io definisco "eterodirette". Mi spiego meglio:persone che ripetono a turno gli stessi slogan e che rifiutano il confronto dialettico, il dialogo con la stampa o con altre parti politiche, sono pericolosi. Lo sono perchè hanno rinunciato al pensiero critico.

Lei ha citato Hannah Arendt. A lei ho dedicato la mia tesi nei lontani anni '80 e quello che di universale mi ha lasciato è proprio quella regressione ontologica da "male assoluto" a "male banale". L'uomo che smette di pensare, che agisce in modo irriflesso e usa slogan, che ha disimparato a leggere la storia e non sa conservare alcuna memoria, che non distingue e fa di ogni erba un fascio è pericoloso.

Tutto questa democrazia del web cosa sta producendo? Scorciatoie di pensiero che sono drammatiche.

Lucia Schianchi

Il Paese non può attendere 04/03/2013

Dr. Manfellotto:

mi riferisco all'intervento dell'ascoltatore che ha in sintesi richiesto il ritorno al voto dopo l'approvazione della nuova legge elettorale.

Nella sua risposta non si e' fatto alcun riferimento ai tempi connessi con questa eventuale decisione. Provo ad elencarli:

# Le Camere possono essere sciolte solo dal nuovo Presidente, che potrà entrare in funzione solo alla scadenza della presidenza Napolitano (15 maggio), quindi 2 mesi dopo l'insediamento del neo-eletto Parlamento # L'esperienza dimostra che tra campagna elettorale e procedure post-elettorali passano almeno 3 mesi Quindi avremmo almeno 5 mesi di inattività parlamentare che vanno ad aggiungersi ai più di 3 mesi di blocco sostanziale provocata dalla campagna testé conclusa.

E questo in un momento critico come l'attuale. A me sembra una pazzia. Mi sbaglio?

Adriano Orso

Epitaffio per il PD 03/03/2013

Con queste elezioni si è dimostrato il trend in corso in questi anni. La fine dei partiti. Soprattutto il PD. C'è una crisi di sistema senza ritorno. Il PD è stato un partito di transizione (fusione fredda tra PCI e DC) basato su ideologie novecentesche superate dai fatti e mai aggiornate. Grillo dà voce alla gente che esprime, di fatto, bisogni concreti. Le ideologie sono lussi che non possiamo permetterci più. Servono idee, non ideologie.


Max Carbone
 

Consapevole, perciò stremato 01/03/2013

Nel PD abbiamo votato spesso per disperazione o per mancanza di alternativa e ora la dirigenza è inchiodata non soltanto dal risultato elettorale, dalle posizioni di Grillo, ma anche dalla evidente intolleranza della sua base verso un  eventuale accordo programmatico col PdL, sentimento che condivido. Questa ipotesi sarebbe possibile solo in assenza di alternative e limitatamente alle essenziali urgenze istituzionali propedeutiche a successive elezioni:elezione del PdR e modifica della legge elettorale.

A lei, che non vede soluzioni alternative ad un accordo PD-PdL in caso di indisponibilità del M5S alla fiducia, a lei che stamane rispondeva che in questa fase i Partiti devono guardare alle sorti del Paese più che alle proprie, vorrei fare presente che nel sistema italiano questo atteggiamento il PD lo tiene da circa 10 anni e finora s'è rivelato controproducente, in quanto ha avuto l'effetto di alimentare la forza e la proliferazione di forme e posizioni demagogiche. Il meccanismo consiste in una sorta di circolo vizioso per cui l'assennato vince male e di conseguenza restituisce lo scettro al dissennato, che vince bene e governa male ma poi attutisce la successiva sconfitta grazie alla sua abilità nel convincere il proprio elettorato (alquanto sprovveduto), rendendo monca la vittoria dell'assennato e così via. 

Una delle principali cause del disastro italiano sta nelll'equivoco per cui in Italia un politico viene giudicato per la sua capacità di vincere le campagne elettorali piuttosto che per la sua attitudine al buon governo. Di questo equivoco, FATALE, la categoria dei professionisti dell'informazione è fortemente responsabile: troppe volte ho sofferto vedendo incensare le qualità di un populista che va alle elezioni come un pescatore di frodo potrebbe andare ad una gara di pesca, gettando l'espolsivo nel laghetto. E i commentatori hanno ogni volta confuso ciò con il genio politico, senza curarsi di analizzare le forme comunicative e il loro impatto sulla qualità della Democrazia. I risultati di lunedì sono coerenti con lo stato di un popolo abbandonato a sé stesso dai politici, dagli organi di informazione, dagli intellettuali. Un popolo da allevamento. Ormai i buoi sono fuori dal recinto, la razionalità è in gran parte perduta.

Io stesso mi sono rassegnato al peggio, sento di avere sostenuto e sofferto il peso di una consapevolezza impotente che in tanti anni mi ha infine logorato, sono giunto a rottura: se in questo paese un italiano su cinque ancora vota per un uomo che promette qualche soldo mentre il mondo ci crolla addosso, bhé io mi arrendo, divento Pilato, me ne lavo le mani e voto Grillo, per togliermi, nel suicidio, qualche piccola soddisfazione, almeno.

Infine vorrei dire la cosa più importante, esprimere ciò che realmente pervade il mio animo oggi, e suppongo quello di tanti altri come me: un senso di stanchezza, anzi di spossatezza per il quale mi viene purtroppo da pensare: rassegnatevi, noi l'abbiamo già fatto.

Massimiliano Morini, Genova

La parola agli elettori 26/02/2013

Non ho votato Grillo perchè mi piace Grillo ma solo perchè non mi piacciono gli Altri. Da exelettrice PD avevo il terrore dell'inciucio Bersani Monti che, se si realizzerà, colpirà irrimediabilmente la Sinistra.
Oggi il successo raggiunto si manifesta con l'esclusione di Fini, Di Pietro, ecc., domani, spero, con quella di Bindi, Fioroni, ecc.
Senza troppe analisi, solo cambiando le persone si cambia questa politica, dopodichè aspettiamo di vedere come avverrà potremo giudicare il M5S.
Molti buoni auguri a tutti noi, Graziella

L'ospedale di Alatri funziona, eccome! 27/01/2013

Numerose domande da Facebook vogliono dare l'impressione che si stia fermando l'Ospedale di Alatri, cosa non vera, soprattutto per lo stretto interessamento e impegno di Medici e Personale Sanitario.

L'Ospedale S. Benedetto sta lavorando più di prima, anche se dobbiamo seguire strettamente gli eventi politici e organizzativi ASL. Attualmente solo la Traumatologia Ortopedica viene inviata a Frosinone, ma e' una questione che stiamo definendo/combattendo con la Direzione e il Primario Ortopedico, tutto il resto e' come il passato, anzi, meglio.

NEI PRIMI 25 GIORNI DELL'ANNO dati ufficiali:

...........parti..........2013........45......................2012....37

int Chirugici .........2013.......122.................... 2012....78 

Inoltre ci tengo a ringraziare chi si e' attivato per la ripresa dei lavori al II piano: 40 posti letto bloccati da 4 anni.  Mercoledì prossimo si inizierà a pensare di inaugurare il nuovo Pronto Soccorso.
Grazie a tutti e non fate mancare l'appoggio che ci da la forza di andare avanti.

Roberto Sarra

Chi è Luisa Stasi 27/01/2013

Mi chiamo Antonella Bua e dal 2006 al 2009 sono stata la responsabile marketing dell’Hotel Garden di proprietà di Luisa Stasi, moglie dell’ex Presidente MPS. [...] 

A Siena quasi tutti hanno un conto al Monte dei Paschi. La signora Luisa Stasi, nata e cresciuta in questa città, non fa eccezione: anche lei ha un conto al Monte dei Paschi. La signora é esposta per circa 13 milioni di Euro con il noto istituto senese ─ riferisce Mario Gerevini la cui fonte non sono i bilanci delle società di Luisa Stasi ─ ma lo stesso giornalista ammette che il patrimonio della signora copre ampiamente i suoi debiti. Peccato che furbescamente l’articolo non riporti le date dei contratti dei mutui e gli ignari lettori non sapranno mai che si tratta di roba vecchia, debiti contratti per il rinnovamento dell’Hotel Garden molto prima che Giuseppe Mussari (con cui la Signora Stasi è sposata) ricoprisse la sua carica di Presidente MPS.

[Così] Una persona perbene diventa un mostro da sbattere in prima pagina solo perché é la moglie di qualcuno nell’occhio del ciclone. Se proprio vogliamo cogliere l’occasione e dare una pubblica rimestatina alla biografia di Luisa Stasi bisognerebbe raccontare che era già un’imprenditrice di successo (mutui annessi, certo) prima del suo secondo matrimonio con Giuseppe Mussari e che le sue attività non hanno mai beneficiato di aiutini da parte del suo secondo marito.

Mi trovo in Africa per lavoro e ho letto la prima pagina del Corriere della Sera da lontano [...] Mi sono sentita tanto triste, poi molto arrabbiata, poi ha solo prevalso la voglia di dire a tutti la verità. Luisa Stasi é una persona che mi ha dato l’opportunità di imparare un mestiere, una persona con cui e’ stato bello lavorare. [...] Ama il suo lavoro e, come molti, fa del suo meglio per contribuire all’economia di una delle più belle città d’Italia. 

Antonella Bua

Manifesto dei Tempi 12/01/2013

Stamattina ho fissato l'attenzione su un manifesto pubblicitario esposto nella sede della mia banca. Il manifesto riporta due fotografie di mendicanti annidati,  in un angolo di strada la donna, che sta mangiando da un barattolo, e sotto un ponte l'uomo, che tiene un computer portatile sulle ginocchia.  Sopra le immagini sta scritto: "vi hanno detto che anche da vecchi  potrete mangiare fuori e collegarvi ai social networks".  Sotto l'ammonimento: "con 2 e 50 euro al mese (o al giorno, non ricordo) puoi assicurare la tua vecchiaia."  Se la pubblicità è lo specchio più fedele dei tempi, oddio quali tempi !!! Tempi in cui è ancora scontato che il computer  è roba da maschi. Tempi in cui si pensa possibile, anzi probabile di finire  i propri giorni abbandonati nella più totale indigenza e si accetta di pensare che le sicurezze sociali obbligatorie possano non contare molto a garantirci. Tempi in cui si viene indotti a pensare che se uno è precipitato nella miseria è avvenuto per colpa della sua imprevidenza. Ho chiesto al personale della banca di rimuovere il cartello perché lesivo del comune senso del pudore.  Credo che abbiano pensato  che sono una vecchietta bizzarra.  Ditemi per favore se lo pensate anche voi.

 

Giulia Maria C.

 

 

non sono primarie per donne 26/11/2012

Gent. conduttrice

sono d'accordo con lei che l'impegno politico al femminile sia ancora tutto da scrivere. La signora Puppato è stata cooptata dalle donne di Senonoraquando; purtroppo le signore si sono dimenticate di avvisare la candidata che le elettrici non votano per le donne perchè faticano a sentirsi rappresentate da chi, a causa di un persistente vittimismo, si accontenti di sopravvivere all'ombra dei leader. Le primarie del PD sono state la prima grande manifestazione di piazza organizzata da quel partito con tutto il carico di emotività che accompagna una simbologia semplice. I problemi restano intatti e presenteranno sicuramente il conto a chi creda di continuare sulle vecchie formule. 
Saluti   Cinzia

Presunto colpevole 23/11/2012

Una piccola considerazione,

lei ha letto il titolo del Fatto "Quando la rete uccide". 
Tale titolo la dice lunga su come siamo messi in Italia dal punto di vista della cultura. 
Non si fa la colpa a coloro che hanno spinto quel ragazzo al suicidio, ma si parla del medium. 
La colpa è della rete?. No. Riportiamo per favore il discorso nei binari corretti. 
Le colpe sono sempre delle persone. Mai delle cose. 
La rete (il web) è come il telefono, come le chiacchiere al bar, come i discorsi in piazza: La colpa delle efferatezze commesse con questi mezzi e in questi luoghi è sempre delle persone. 
Il titolo del fatto lo può aver fatto solo un cinquantenne di quelli che vede ancora la rete come dotata di testa propria. Da un analfabeta digitale. 
Cordialità

Capitalismo, a ciascuno il suo 03/11/2012

Da tre giorni siamo bombardati dall’affair Marchionne, vorrei prenderla alla lontana : tre anni fa durante il ricevimento della delegazione del Mali in Cina, il segretario del partito comunista Cinese Hu Jintao, disse al suo parigrado dello stato del Mali che voleva importare la politica economica cinese: “ Non lo faccia assolutamente, perché ogni realtà sociale è dotata di peculiarità che non sono esportabili“. Ecco allora il Marchionne che vuole essere un protagonista del capitalismo di tipo americano: decisionista, rigido nelle scelte del profitto, poco incline alle discussioni verbali ma molto concreto nei fatti, e allora arriva il vero quid (non quello mancante di Alfano) in Italia siamo disciplinati antropologicamente per un capitalismo sociale, e qui mi passi le eccezionali parole del grande Enrico Mattei, che inquadrano benissimo il busillis: “ Meglio essere un capitalista povero in un paese ricco, che un capitalista ricco in un paese povero !!” STRAORDINARIE PAROLE che confermano che il signor Marchionne amministra il capitalismo con criteri pre-industriali e farebbe bene a leggersi Adam Smith, il quale difese le leghe degli operai contro gli abusi del padronato che si proteggeva grazie ai parrucconi legulei. Cordialmente

Giuseppe Marcuzzi

P.S. In America vige la mano invisibile del mercato. Da noi europei vige la mano visibile.

Grazie Mattei, 50 anni dopo 27/10/2012

Condivido e sottoscrivo interamente quanto espresso sui valori della Resistenza al nazi-fascismo e all'uso-esproprio che per troppo tempo (ed ancora in parte continua) si è fatto di questa nostra fondamentale Memoria Nazionale.
Vorrei ricordare che 50 anni fa, proprio oggi, moriva per un attentato Enrico Mattei, un uomo di Stato che oltre a combattere nella resistenza, ha dato un contributo fondamentale alla ricostruzione del Paese nel dopoguerra.
E fra coloro ai quali questo nostro, talvolta bistrattato, Paese credo debba molto e verso i quali, attraverso una memoria non sepolta, possiamo trarre sempre linfa nuova per gettare le basi di un futuro meno incerto per le nostre giovani generazioni.

Mario Federici

Chiude a Roma il museo degli strmenti musicali 24/10/2012

Ho letto su Repubblica di venerdì scorso della chiusura del museo nazionale degli strumenti musicali di Roma - e quel che è peggio dello

spegnimento della climatizzazione dei suoi locali. La musica è

decisamente diventata la cenerentola della cultura italiana.

Come certamente saprete questo museo contiene pezzi unici - un esempio per

tutti: il primo esemplare di pianoforte di Bartolomeo Cristofori. Senza climatizzazione questo incredibile patrimonio è destinato a disintegrarsi senza possibilità di recupero.

Mi chiedo e vi chiedo cosa si possa fare per alzare il livello di attenzione sul disastro che sta avendo luogo sotto i nostri occhi. E così, a caldo, mi vengono in mente due proposte:

1) dato che l'Istituto Centrale dei Beni Sonori e Audiovisivi (l'ex

"Discoteca di Stato", dopo esser caduto sotto la scure della

"spending review", è stato "salvato", perché non si accorpa il

museo degli strumenti musicali a quest'ultimo, soprattutto in vista

della realizzazione del MAV (Museo Nazionale dell'Audiovisivo)?

2) se proprio l'Italia non ce la fa a tenere viva la propria cultura in

maniera decente, perché non cede il proprio patrimonio a qualche

altro stato più attento (e facoltoso)? Piuttosto che fare ipotesi di

cessioni a privati sulla cui affidabilità nutro molti dubbi? E`

notizia recente che l'ambasciata dell'Azerbaijan ha finanziato il

restauro di alcune catacombe romane... E sono sicuro che anche gli

stati dell'Europa del nord non rimarrebbero insensibili all'ipotesi

di salvare il patrimonio italiano degli strumenti musicali.

Grazie

Nicola Bernardini

Vivere e lavorare in (con) l'Europa 23/10/2012

Ho 26 anni (quasi 27), sono di Monterotondo in provincia di Roma e vivo a Brussels da due anni.
Mi sono laureata con il massimo dei voti in Economics and Business Law all'Università di Tor Vergata. Parlo 4 lingue, ho studiato tanto e credo bene.  Sono riuscita a laurearmi in tempo, nonostante  il lavoro part-time da babysitter e le 4 ore che passavo sui mezzi TUTTI i giorni per arrivare da Monterotondo a Tor Vergata (tra macchina, treno, metro e autobus).

La mia esperienza a Brussels è iniziata grazie ad una collega che si trovava lì per il suo programma Leonardo (che consente ai giovani laureati di fare un'esperienza di lavoro all'estero). Alla mia amica/collega è stato chiesto di segnalare una persona che parlasse francese per organizzare una conferenza nell'ambito di un progetto finanziato da fondi europei. Già qui c'è qualcosa di strano rispetto alla nostra realtà: chi chiederebbe mai ad uno stagista di segnalare una persona "valida"?. Per me è andata cosi, sono partita due anni fa, ho passato la selezione per quella breve esperienza. Poi da quella ne è venuta un'altra come project manager e un'altra ancora, come esperto junior nell'ambito del monitoraggio dei progetti europei nell'area dei Balcani Occidentali.

Vi scrivo da Podgorica e domani effettuerò il settimo monitoraggio dall'inizio dell'anno in questa regione. Nel mio contratto ne erano previsti 3, il mio capo me ne ha assegnati altri 4 perchè ha ritenuto che abbia fatto milgioramenti notevoli nel corso dell'anno.

Sembrerò poco modesta, ma scrivo queste cose appositamente, in riposta alle dichiarazioni della Fornero.
Cominciamo ad abbassare la testa da studenti, all'Università dove i prof nn perdono occasione di farti capire che non vali quanto loro e che sei solo un ragazzo con tanta strada da fare. Non sei una risorsa, sei un limone da spremere. Analizzando la situazione da fuori, credo proprio che i problemi inizino lì, all'Università, dove è raro che qualcuno ti incoraggi. Ci si incoraggia da soli, tra amici e colleghi, ti incoraggiano in famiglia. Ho dovuto aspettare di emigrare per capire che qualcosa non funzionava nel mio paese [...]: se il ministro del Lavoro parla in questo modo della mia generazione, non credo tornerò in Italia. Perchè dovrei?
In Belgio (dove assicuro non è tutto rose e fiori), ho un lavoro che mi soddisfa. L'ho trovato da sola. Il mio contratto sarà anche a tempo determinato (due anni), ma non ho nessuna paura di rimanere senza lavoro. Tra un anno mi rimetterò in gioco inviando CV e sono fiduciosa.

Il mio ragazzo, anche lui italiano, ha appena comprato casa da solo. Ha un mutuo sostenibile ed oggi ha scoperto che la regione di Brussels gli rimborserà 1/4 delle spese che ha sostenuto per rinnovare l'appartamento. Non siamo ricchissimi, però abbiamo le capacità finanziarie che ci consentono di viaggiare, andare al cinema, a teatro, di uscire con gli amici e anche per mettere qualcosa da parte, almeno 1/3 di quello che guadagnamo. Lavoriamo sodo, però il nostro lavoro e proporzionato alle nostre responsabilità (che crescono ogni giorno) ed in termini di ore, piu o meno alle 18 siamo fuori.

La settimana prossima devo negoziare il mio nuovo contratto e ho già in mente la cifra. Ovviamente per i miei è troppo alta e mi dicono di abbassarla. Come spiego loro che in Belgio un laureato guadagna di base 1460 Euro al mese, quindi se propongo una cifra piu bassa di quella con due anni di esperienza faccio la figura di quelle che nn crede nelle sue capacità?

Irene

Calmi, non rassegnati 18/10/2012

dal 2008 ad oggi ho visto la mia capacità di reddito diminuire del 90%; 
da agosto sono assolutamente fermo in attesa che uno dei cespiti si muova e mi chieda qualcosa,
l'ultimo lavoro mi è costato di più di quello che mi ha reso,
 
il 27 di settembre ho chiuso la partita IVA e non la riaprirò se non a fronte di una rilevante certezza di fatturato.
 
siamo in 6 in famiglia e stiamo vivendo dei pochi soldi che riesce a portare a casa mia moglie lavorando poche ore la settimana, 
sono entrato in una condizione di calma assoluta, non rassegnazione.
 
sono convinto del fatto che dalle attuali ceneri usciremo solo grazie a quello che sapremo costruire di nuovo ed ho cominciato nel piccolo mondo che ora mi circonda: non so a cosa giungerò,ma per ora ci provo.
 
Così dovremo fare tutti
Wdf

Memoria "condivisa" deve essere "condivisibile" 16/10/2012

Alcune osservazioni sulla difficoltà attuali di una memoria “condivisa”, premettendo che trovo il monumento a Graziani e l’idea dell’”Areoporto Mussolini” frutto di ignoranza e insensibilità morale.

Da ottantenne mi trovo, riguardo a fascismo e Resistenza, nella nota condizione di chi ha assistito an un evento (incidente stradale, lite in pubblico o altro), e il giorno dopo ne legge sul giornale un resoconto che lo travisa completamente. 

Il punto è che il nostro passaggio da fascismo a antifascismo non fu il frutto di un ravvedimento virtuoso. All’inizio della guerra eravamo tutti o quasi fascisti. Non mi crede? Guardi solo l’inizio del film “Una Giornata Particolare”. Cominciammo a diventare antifascisti quando la guerra prese una brutta piega con disagi sempre maggiori e vedemmo nel fascismo il principale ostacolo alla pace. 

Penso che il 25 aprile dovrebbe essere uno stimolo alla riflessione più che una occasione per celebrare la “liberazione dai nazifascisti”. Tale liberazione la possono legittimamente festeggiare i francesi, non noi. Perchè: chi erano i “nazifascisti”? Eravamo noi prima che la guerra cominciasse a andar male. Più che ripudio del fascismo, come oggi è presentata, la Liberazione dovrebbe essere il ripudio di ogni tipo di regime e di ideologia totalitaria. E, soprattutto, un motivo di riflessione. Quindi mi sembra sciocco e ipocrita annerire l’affresco di Mussolini a cavallo  nella scuola. Il ritratto dovrebbe rimanere e fare da monito ai ragazzi cui dovrebbe essere mostrato dicendo loro: vedete quanto si può diventare fessi? cosa succede quando si smette di ragionare con la propria testa? dove ci possono condurre servilismo e credulità?

Insomma, meno ipocrisie e più riflessione. Si può condividere davvero solo quello che si capisce correttamente.

Cordialità

Maurizio Pandolfi

Tra nero e sostegno, niente lavoro 06/10/2012

Il 9 agosto scorso la prima pagina bellunese de "Il gazzettino" titolava a proposito di un'inchiesta della Gdf che fra l'altro ha pizzicato un cassintegrato che faceva il barista al nero ad Agordo.
Al di là del probabile impiego nei pochi giorni di clou turistico in quel paese che vive d'occhiale, dell'inchiesta non si sa altro e interrogando la redazione del veneto giornale non si hanno lumi. [...]
Tiziana Bolognani, la firma del pezzo, dice che i bar e i ristoranti dell'alto bellunese sono irregolari due volte su tre e ben tre lavoratori non erano assunti; ma in base alla mia esperienza credo che solo la stupidità o il bisogno estremo spingano un pazzo a lavorare in nero da queste parti. Comunque al titolo sensazionalistico accompagnato dalle locandine all'esterno delle edicole con un forte richiamo al cassintegrato che lavorava in nero, non ha fatto seguito alcun approfondimento.
Nella mia venticinquennale carriera di barista nell'alto bellunese ho ricevuto un controllo sul libro matricola in occasione di un primo giorno lavorativo presso nuova occupazione (oltre alle ondate di controlli generici di GdF, Inps, Ulss) e proprio a Cortina ho lavorato nelle stagioni invernali con più di un calabrese che mi diceva di preferire la Calabria per le stagioni estive perché, al di là delle comprensibili ragioni affettive, poteva percepire la disoccupazione - maturata nelle settimane di lavoro nelle fredde Dolomiti - lavorando comodamente in nero a due passi da casa - e ammettiamolo: son cose che si sanno; che tutti sappiamo; del resto se una caffè o una coca cola nel più disgraziato locale del Nord Italia costano il doppio del prezzo applicato nei più discreti locali di Roma o giù di lì, c'è dietro una banale ragione contabile più che culturale.

Aggiungo che mi trovo in disoccupazione - vale a dire che percepisco un assegno di disoccupazione . Mi è stato proposto di lavorare dieci giorni a cavallo di Ferragosto. Ho rinunciato perché accettare quei dieci giorni di paga sarebbe valso perdere il diritto alla disoccupazione che vanterei fino alla fine dell'anno. Dico sarebbe perché per curiosità ho provato a recarmi per tre giorni consecutivi allo sportello Inps di Belluno certo che avrei trovato tre facce diverse. Così è stato e alla mia domanda a proposito di quell'eventuale assunzione ho ricevuto tre risposte diverse. Così, evitando di correre rischi sapendo che tanto fino alla prossima stagione un lavoro difficilmente lo troverò, ho rinunciato ai pochi soldi di quei pochi giorni in cambio del sicuro assegno con cui arriverò a Natale. Mi sembra un ottimo incentivo all'assistenzialismo.

Buon lavoro e cari saluti.

I fuochi del Faito 30/09/2012

ore 8 di ieri 29 settembre

mi affaccio al balcone di casa e il monte Faito, la bella montagna che ci regala 28 sorgenti di acqua minerale in un paese dimenticato da Dio (Castellammare di Stabia, NA), brucia di nuovo: mio Dio ancora!? (dopo i due grossi incendi di agosto, questo è il terzo regalo che ci fanno)

ore 10,30

accompagno la mia collega di lavoro ai boschi di Quisisana, nei pressi della Reggia Borbonica: lei é nella rete del volontariato ed oggi è prevista la giornata clou di "Puliamo il Mondo"; incontriamo all'ingresso dei boschi le auto di servizio della polizia municipale e chiedo: ma si può passare? l'incendio? rispondono che è tutto a posto e comunque hanno avvertito per l'incendio...

ore 12

l'incendio incalza, evidentemente gli interventi sono di li a venire, bah si spera!

ore 16, 30

la città è invasa dal fumo, mio figlio dallo stadio mi dice che si vedono delle enormi lingue di fuoco, lo scirocco ha dato man forte

ore 18

sono incavolato nero; "finalmente" si avvertono le pale di un elicottero ma, alle 18,40 l'elicottero se ne va, le lingue di fuoco continuano a ferire la montagna.

Nel quartiere del boss, in collina, hanno sparato 4 volte i fuochi, per festeggiare il santo patrono (il boss è il defunto Michele D'Alessandro il cui clan è ancora attivo, direi molto attivo, visti i tre incendi boschivi in appena un mese).

Ecco, la criminalità è veramente organizzata e presente sul territorio, ci pensa lei a "ringraziare" i volontari per il servizio reso; le prerogative proprie di uno Stato Sovrano esercitate dall'antistato:

... chissa perchè in Regione hanno deciso solo dopo 10 ore di intervenire... per fortuna nella notte il vento è calato e alle prime luci dell'alba la montagna sembra salva.

Ciro Spagnuolo

Religione è un insegnamento inutile? 26/09/2012

A 3 ANNI? Cosa serve la religione fin dalle scuole materne? Un paese dove il 90% dei ragazzi fanno religione, anche se intesa come detto questa mattina, come mai poi diventa un paese fra i più corrotti al mondo? Forse l’indottrinamento non favorisce la cittadinanza ma la sudditanza e la disonestà.

Cordialmente Anna Maria Valcella Cantiano PU

Tassa per i cattolici in Germania 26/09/2012

voleva velocemene precisare un "fatto" che oggi è stato riportato male a "prima pagina": Un ascoltatore voleva avere l'opinione del direttore dell'Avvenire circa la "Kirchensteuer" in Germania e il direttore negava che ci sia una tassa per i cattolici in Germania. Diveva più meno: (cito a memoria):

"Questo sono i fatti", e "Questo è cultura generale"). Ora io sono tedesca e ho già pagato la "Kirchensteuer" cioè la tassa per la chiesa quando vivevo ancora in Germania. (Si chiama proprio così.) Controllando un'attimo su wikipedia la voce "Kirchensteuer" apprendo che p.es. nel Bistum di Cologna nel 2011 la tassa ammontava a 706 milioni di Euro. Chi non vuole più pagare la Kirchensteuer può dichiarare di non appartenere più alla chiesa cattolica. Il fatto è che spesso questi "atei" dichiarati comunque poi fanno battezzare i loro figli e (forse) poi vogliono anche sposarsi in chiesa. Questo - se ho capito bene - in futuro non sarà più possibile.

I fatto di cronaca a cui faceva riferimento l'ascoltatore era che ora i vescovi in Germania hanno deciso che chi formalmente ha dichiarato di non appartenere più alla chiesa (dunque chi non paga più la tassa per la chiesa) è anche escluso da vari "servizi" della chiesa quale p.es. la confessione, non può diventare padrino ecc.

Per chi volesse informarsi meglio, ecco il link: 

http://www.sueddeutsche.de/politik/bischofskonferenz-sanktioniert 

-kirchenaustritte-kein-glaube-ohne-kirchensteuer-1.1473380

Cordiali saluti

Barbara Vogt 

L'insegnamento della religione a scuola. Le dichiarazioni del ministro Profumo 26/09/2012

mi permetto di intervenire in ordine alla questione sollevata dal Min. Profumo sulla modifica dell'insegnamento della religione nelle scuole. Premesso, che non v'è nulla da eccepire sulla laicità dello Stato e della Scuola e ulteriormente considerato che la Religione Cristiana Cattolica viene insegnata o, meglio, ha i suoi momenti di insegnamento, nel Catechismo e negli altri corsi ed incontri che si vivono nelle Parrocchie, trovo che trasformare l'insegnamento di "Religione" in una specie di ora di "storia" o di "Storia" non risponda a quello che dovrebbe essere l'esatto inquadramento di questa disciplina.

Chiaramente, quando ho frequentato la scuola personalmente l'inquadramento si basava sulla religione cattolica in quanto era sovente insegnata da sacerdoti, ma ricordo che sia nella scuola media che nel Liceo i miei due insegnanti davano all'ora di Religione un taglio non confessionale ma di discussione su aspetti anche teologici, morali ed etici, ma che si aprivano ad un discorso con tutte le religioni. Ricordo che in quelli che furono gli anni del referendum sul divorzio e sull'aborto si affrontarono i temi anche ponendosi di fronte a come nelle diverse confessioni religiose, non solo cristiane credo sia giusto sottolineare, si affrontasse il tema della famiglia, del matrimonio e del concepimento. Credo che l'ora di Religione debba essere un momento nel quale i temi forti della vita, i problemi dell'umanità e dell'individuo, il suo rapportarsi con l'eterno e con Dio o con l'assenza di Dio si debbano affrontare non dal punto di vista storico, filosofico, letterario o scientifico ma sotto un aspetto di riflessione più personale ed etico.

Se è un tentativo di estirpare o ostacolare la religione cristiana o cattolica in genere mi sembra una di quelle cose vane che solo chi ha poca dimestichezza col mondo reale può immaginare, se è un tentativo di voler rispondere a qualche esigenza diversa mi sembra male articolato lo stesso. Riguardo ai continui attacchi alla religione cattolica o cristiana in genere, mi permetto di citare Paolo di Tarso, anche parafrasandolo, "non abbiate timore  Dio ogni giorno parla e se ne parla in sedi diverse da quelle delle sinagoghe o delle chiese o delle scuole..." e riguardo al rapporto fra religione e scienza, credo che sia giusto lasciare la parola ad Albert Einstein "La scienza senza la religione è cieca e la religione senza la scienza è zoppa..." Grazie dell'attenzione ed un cordialissimo saluto  Giovanni Maria De Pratti 

La regione Lazio e la gestione dei soldi pubblici 25/09/2012

buongiorno, il direttore di Avvenire ha detto che il problema è la gestione immorale dei fondi attribuiti ai partiti, già ma non basta, perchè il problema a monte è quanti soldi vengono dati ai partiti  (senza ricordare che un referendum ha votato contro, ma dopo quello oltre ai rimborsi elettorali ai partiti in parlamento e non, sono arrivati i fondi ai partiti nelle regioni...) Se nel Lazio in un anno e mezzo i contributi deliberati UNANIMEMENTE sono passati da un milione a 11 o 14 chi  lo controlla, chi verifica che siano un contributo equilibrato?? e la trasparenza non basta per l'uso che se ne fa, ma deve dire prima delle attribuzioni fatte ai partitti a spese dei cittadini con l'aumento dei trasporti pubblici del 15%, della benzina del 10%, dell'Irpef dell'1,73, della riduzione dei posti -2800- negli ospedali, dei contributi ai bus, delle spese per la cultura... basta?    Chi e come fa conoscere questo bilancio??  devono essere giornalisti curiosi o atti pubblici pubblicati obbligatoriamente?    Tanto per fare un conteggio da casalinga 10 milioni in più ai partiti sono 700 stipendi da 1200 euro al mese, un bel manipolo di disoccupati se vogliamo e se banalmente lo moltiplichiamo per un po' di regioni? a quanto arriviamo? a 10.000?  vogliamo pensare ai casi che leggiamo in questi giorni ? fin troppo facile ma se vogliamo metterli in opere pubbliche  solo i fondi deliberati in più del Lazio sono un paio di stazioni della metropolitana all'anno? o la messa a norma di 10-15 scuole anno, e così via? e allora bisogna tagliare i fondi all'origine, la morale dopo va bene ma è insufficiente, rischia di divenire moralistica    Se i partiti della Regione usassero bene 11 o 14 milioni per spese di partito (ma quali?? cene, pubblicità, ecc ma non sono quelle che in altro modo hanno fatto gli accusati di oggi? che differenza ci sarebbe?) saremmo contenti o non penseremmo comunque che sono davvero troppi e dovrebbero essere usati per altro?  Grazie  Paolo Favole

Anche la Francia parla di Batman 25/09/2012

Su Le Monde datato Martedi 25 Settembre 2012, in edicola oggi in Italia, abbiamo trovato un resoconto della boccaccesca gestione dei fondi elettorali assegnati al PDL ad uso degli "eletti" della regione Lazio. Nonostante che segua regolarmente, anche grazie a Prima Pagina, la cronaca politica italiana, sono rimasto esterrefatto dagli incredibili dettagli della distribuzione da parte di Fiorito, batman, federale... Il cronista per una volta non fa sarcasmo, ma pur con una certa condiscendenza, lista le efferratezze del mondo politico romano. Dall'articolo risulta più un sentimento di "pietà" per un paese, che probabilmente ama quanto e forse, come accade a molti stranieri, più di noi. Dopo il bunga bunga, la famiglia Bossi, il divino Formigoni ed ora la regione Lazio, e certamente altro e venire, il mio sentimento non é lo schifo, generico, indicato da certi giornalisti, non più l'indignazione ormai esaurita ma la sensazione di vuoto totale e ormai di rassegnazione al fatto che quel paese che come italiani all'estero abbiamo tenuto in alto, difeso per troppi anni, facendoci esempio di correttezza e di dignità, non esiste più. L'abbiamo perso. Se lo sono preso. Che se lo tengano! Cosi com'è non mi ci riconosco più.

ordialmente

Luigi Cavalieri
Francia

Insegnamento: concorso per immissione in ruolo 25/09/2012

Buonasera a tutti, mi chiamo Caterina Iannello e sono un docente della scuola secondaria superiore italiana. 
Inizio  col ringraziarvi per il servizio di informazione e spesso anche di formazione che svolgete quotidianamente e che, quando posso, seguo con curiosità e attenzione ormai da trent'anni.  
In questo periodo ho raramente richiesto in modo diretto la vostra attenzione, ma in questo momento in cui è richiesto ad ogni cittadino, degno di questo titolo, il massimo sforzo e  sacrificio ritengo mio dovere richiamare l'attenzione dei mass media sull'ennesimo atto di depauperamento della cultura di base del nostro paese.  
Noi abbiamo costruito la ricchezza del paese anche e sopratutto  attraverso i processi di trasformazione di materie prime e per fare questo abbiamo attinto conoscenza dalle discipline scientifiche di base opportunamente insegnate nelle nostre scuole pubbliche. Oggi, in nome di un "riformismo" e risparmio troppo spesso approssimativo, stiamo affidando la docenza di molte di queste discipline in mano a personale che non è stato preparato in maniera appropriata per l'insegnamento di queste materie, ma che spesso le ha apprese  come conoscenza propedeutica per il conseguimento di competenze specifiche diverse.  
L'esempio su cui vorrei portare l'attenzione è la mancata presenza, tra le discipline previste nel concorso ordinario per l'immissione in ruolo nella scuola secondaria superiore, della classe di concorso A013: Chimiche e tecnologie chimiche.
 
Per evitare l'ennesimo scempio vi prego di dare ampia diffusione al documento allegato.
Ringraziandovi per la cortese attenzione e augurandovi buon lavoro vi porgo i miei saluti 
Caterina Iannello

Piu' attenzione al "sociale", per favore 25/09/2012

Egregio dr. Tarquinio, mi aspetto da Lei una spiccata attenzione ai temi "sociali", doverosa credo per noi cattolici, ormai soffocati da vicende che ci allontanano dai problemi veri, quelli che toccano profondamente il nostro essere. Sono una persona con grave disabilità (tetraplegico) e tuttavia con una storia un pò speciale e quindi non scrivo per lamentarmi ma per porre problematiche serie e complesse, sollecitazioni che spero vorrete fare oggetto dei Vs. servizi e approfondimenti. Infatti, nonostante le mie severe limitazioni sono giunto, a 54 anni, a svolgere le funzioni di Dirigente Amministrativo di Struttura Complessa presso la ASL di Rieti, ente presso il quale lavoro da ben 21 anni. (...) In realtà i problemi sono fuori, in una società che non vuol vedere i problemi dei disabili, che spesso sembrano appunto "invisibili" (come suona il titolo del fortunato blog di Franco Bomprezzi sul Corriere.it), abbandonati a sé stessi, alle loro famiglie, criminalizzati come "falsi invalidi", privi di un lavoro (il tasso di disoccupazione tra i disabili supera il 70%), nei casi più gravi sbattuti negli Istituti (sì, ci sono ancora, anche se magari hanno cambiato nome) con rette di € 4.000,00 al mese, in parte a carico delle famiglie, o affidati ai badanti (per chi può permetterselo). Io sono fortunato (!?), lo dico senza ironia, percepisco uno stipendio elevato e l'indennità di accompagnamento (finquando non sarà legata al reddito), il che mi consente di avere 2 badanti regolarmente assunti (per una spesa di € 25.000,00 circa all'anno, totalmente a mio carico) che mi consentono di svolgere una vita più o meno normale, garantendomi la necessaria mobilità mediante un furgone attrezzato, ovviamente di mia proprietà (a Rieti non esiste servizio di trasporto a chiamata per disabili). C'è altro? Certo, ci sarebbe molto altro da dire e Le offro la mia disponibilità per eventuali approfondimenti, anche se vi sono esponenti qualificati dell'Associazionismo (mi permetto di citare gli amici della FISH, con i quali ho a lungo collaborato) in grado di illustrare assai meglio di me le principali criticità sul tappeto, attualmente oggetto di serrate trattative con i Ministri ed i tecnici governativi. Mi permetta tuttavia un'ultima notazione, diciamo il classico "sassolino nella scarpa". Nonostante la mia situazione non mi sento un peso per lo Stato, ma un cittadino ed un contribuente, che versa all'Erario oltre 2.000 euro al mese di ritenute, oltre alle spese per l'assistenza: ebbene lo Stato consente di dedurre dal reddito non più di 2.000 euro l'anno per tali finalità ma - si badi bene - solo ai contribuenti che non superino un imponibile annuo lordo di € 40.000,00 e, quindi, io non ci rientro, perché sono troppo ricco! Un cordiale saluto. Glauco Perani

Ansia da autodichiarazione 23/09/2012

Ma non dovevano tutti i provvedimenti sulla semplificazione, evitare che la Pubblica Amministrazione richiedesse ai cittadini informazioni in  suo possesso?
Che bisogno c’è di costringere i pensionati a fare dichiarazioni, con rischio di errori, quando i dati comunque sono verificati con quelli dell’Agenzia delle Entrate? Non da trascurare l’effetto di ansia, vero e proprio “disturbo” che queste richieste dell’INPS provocano in molti pensionati.

Assunta Gigliotti

La Fiat e le altre europee 21/09/2012

Caro Imarisio, alcune riflessioni. Secondo lei, perché, nei primi anni 2000, la Volkswagenm, comprata la Seat dalla Fiat, mantenne attivi gli stabilimenti spagnoli, tra cui quello premiato di Martorell (in Catalogna) , producendo le Audi la cui qualità tanto colpisce i nostri politici ? Secondo lei, perché l'utilizzo dei fondi europei è stato positivo nel caso catalano, visto che lo stabilimento è stato ammodernato coi FSE ? E ancora, perché le case tedesche non comprano gli stabilimenti italiani ? - anzi, non solo tedesche, di nessun paese avanzato .                                 

                                             Antonio M. Orlando

Malasanità a Milano 21/09/2012

Caro dottor Imarisio,

di recente una mia parente, in carrozzella perché affetta da Parkinson, è andata al Pronto Soccorso di uno dei tre Ospedali Maggiori di Milano (il San Paolo, per esattezza, non so se si possono fare nomi); mentre aspettava il suo turno per essere visitata ha avuto la necessità di andare in bagno. Abbiamo girato l’intero Pronto Soccorso, che non è piccolo, abbiamo chiesto a un infermiere e abbiamo avuto da lui la conferma: non esiste un solo bagno attrezzato per persone in carrozzella. Anzi, i water erano particolarmente bassi, come quelli delle scuole elementari. Poi la nostra parente è stata ricoverata nel reparto di medicina perché aveva una grave affezione renale. Curata perfettamente da medici veramente encomiabili per professionalità, disponibilità, gentilezza; idem dicasi per gli infermieri, veramente bravi e gentili: unico difetto, sono pochi, e hanno un carico di lavoro insostenibile. Ciliegina sulla torta: seduta accanto al letto della malata, ho guardato per caso le strutture metalliche che sostenevano il letto: due dita di polvere brillavano su queste strutture al sole che entrava dalla finestra. Questo mi ha ricordato che 6 anni fa, nello stesso ospedale, avevo notato che nel giro di una settimana, sulle scale che portano ai vari reparti c’erano alcuni cadaverini di scarafaggi , più una scatola vuota di sigarette (sempre quelli in quanto ho controllato che la posizione non era cambiata). Quest’anno ho deciso di prendere sempre l’ascensore, per cui non sono aggiornata sullo stato delle scale.  Domanda? Chi è preposto al controllo della pulizia negli ospedali? Chi è preposto alla tutela del diritto di chi è in carrozzella a non farsela addosso all’interno dei Pronto Soccorso? Mi scuso per gli argomenti poco conviviali e rinnovo la mia stima per il personale medico e paramedico e constato una volta di più che, quasi sempre, c’è una discrasia tra lavoratori seriamente preparati e impegnati, e strutture fatiscenti. Ho pensato a quelle scuole in cui gli insegnanti si prodigano, ma dove negli ultimi anni alcuni studenti hanno perso la vita perché gli è crollato sulla testa il soffitto della classe. Di chi la colpa?                                                                                                                                                                                                                             Amelia, da Milano

Famiglia di campioni 21/09/2012

Moreno Moser ai mondiali di ciclismo in Olanda
da "Famiglia Cristiana" n. 39 del 23 settembre 2012
sito di Famiglia Cristiana

Gli svantaggi delle scuole private 12/09/2012

Sono un'insegnante di liceo e vorrei far presente al Sig. Alvise che le scuola private, nella maggioranza dei casi, sono l'ultimo rifugio degli allievi che, pluribocciati nella scuola pubblica, decidono di "comprare" un diploma.

Quanto poi al fatto che le nelle scuole private non ci sono assemblee degli studenti, agitazioni, etc. vorrei far presente che questi, se non abusati, sono strumenti importanti di crescita civile e democrazia.

Saluti Pierangela

Come insegnare educazione sessuale a scuola 12/09/2012

Gentile Giorgio dell'Arti
 
avendo sentito la domanda che poneva a se stesso e confidando nel suo senso dell'humor e del paradosso provo a suggerire un modo per insegnare educazione sessuale a scuola.
 
 
Saluti
 
Gianni Mazzarello

Sul bullismo a scuola: parla un'insegnante 11/09/2012

Ho ascoltato la notizia sull’insegnante di Palermo condannata in Cassazione per aver punito impropriamente uno studente che derideva e tormentava un compagno. Ho insegnato per anni , questo genere di problemi un insegnante lo incontra di frequente e deve decidere IMMEDIATAMENTE, razionalmente ma DAVANTI ALLA CLASSE, quale reazione è più conveniente scegliere. La classe è una microsocietà e deve imparare anche che cos’è la giustizia, deve capire che cosa viene considerato bene e che cosa male, ma in modo allargato. Un comportamento gravemente scorretto, a scuola, va stigmatizzato subito pubblicamente ma l’errore dell’insegnante, in questo caso,  è stata la scelta della dimensione tribale della punizione, che la riporta nell’ambito del dominio di famiglia (non sarà un caso che la famiglia dello studente maltrattore abbia sùbito  e ostinatamente rivendicato il dominio sul proprio membro!). In casi simili l’insegnante deve contemporaneamente istituirsi come modello e spersonalizzarsi all’interno di una funzione: quella del sistema sociale garante del diritto. Meglio dunque, senza tante prediche che vengono accolte dagli studenti con sorrisetti provocatori (e il debole maltrattato verrà ancor più umiliato), una sacrosanta nota sul diario di classe, che verbalizza tutto ufficialmente, e la convocazione immediata della Presidenza sul posto, com’è suo dovere. Di qui la richiesta di un consiglio di classe che discuta collettivamente l’eventualità e il peso di una punizione. Il consiglio di classe potrà decidere se fare intervenire nel dibattito i rappresentanti di genitori e studenti: che lo faccia o no, la punizione proverrà non da una persona singola ma da un corpo istituzionale. In sostanza: NON LA FAMIGLIA MA LA SOCIETA’.  A questo proposito sarebbe interessante sapere se i genitori del povero studente condannato a scrivere tot volte…lo abbiano almeno rimproverato per il suo comportamento prepotente e volgare con un compagno, se si siano domandati che razza di educazione gli hanno dato (il gran vanto della supervirilità e della derisione del femminile da chi discende? ), oppure se tutto si è risolto solo con l’avvampare furioso dell’orgoglio familiare: il figlio è mio, su di lui decido io. 

Per considerare però anche le responsabilità dell’istituzione ai livelli più alti, colgo l’occasione per deplorare lo smarrimento del sacro sentimento antropologico della VERGOGNA, organizzato molto  precisamente dalla legge attraverso l’ipocrita strumento della Privacy, introdotto anche nella scuola con il nascondimento delle votazioni per materia e per condotta sui tabelloni finali dell’anno scolastico, che viceversa, pubblicati normalmente, sono sempre serviti a una verifica immediata  del giudizio, fazioso o imparziale,dei docenti. Che cosa cambia, se poi i voti saranno scoperti segretamente via via in una stanza abbuiata? No: giustizia e ingiustizia, e soprattutto il conflitto, devono essere pubblici. Dalla scuola alle intercettazioni fatte a ragion veduta ai potenti del giorno alla vita politica: così s’impara la vita in società. Senza possibilità di vergogna non s’impara.  Rogozinski 

Docenti e bullismo 11/09/2012

Gentile conduttore, (mi scuso, ma non ricordo il suo nome) rispondo alla sua domanda “cosa avrebbe potuto fare nell’immediato la professoressa?" Perché mi sembra corretta e mi sembra significativo che ce la dobbiamo porre, quando una serie di risposte possibili, dalle più “vecchia scuola” alle più moderne, sono chiaramente scritte nel ruolo e nelle responsabilità del docente.

Credo sia doveroso rispondere rimanendo all’interno della logica che la professoressa stessa ha scelto: non utilizzare un approccio “pedagogicamente avanzato”, “politicamente corretto” “interdisciplinare”, di “coinvolgimento della classe e dei genitori” (che personalmente trovo più vicini alla mia sensibilità). La professoressa ha deciso di utilizzare la sua autorità (potere) di ruolo, per infliggere una punizione immediata all’allievo. Cosa avrebbe potuto fare di all’interno della sua logica? Fare semplicemente una bella cosa “all’antica”: scrivere una nota sul registro e chiedere all’allievo bullo di tornare a scuola il giorno dopo accompagnato da un genitore. Non avrebbe risposto ad un umiliazione con un tentativo di umiliazione corrispondente, non sarebbe uscita dal ruolo, avrebbe utilizzato correttamente una sanzione prevista, sarebbe stata inattaccabile e forse questo “stare nel ruolo” sarebbe anche stata una lezione un po’ antiquata ma corretta, in una situazione generale del nostro paese in cui lo “stare nel ruolo” e assumersi le responsabilità relative sembra sempre più difficile.

Detto ciò, mi sembra folle che tre livelli di giudici siano stati impegnati in una questione del genere!

Cordialmente
Pippo Senise

Il cacciatore e la preda 10/09/2012

Gentili redattori di Prima  Pagina,

non sono animalista. Nell'intervista di oggi la contessa descrive non tanto e non soltanto il piacere di uccidere, ma anche e soprattutto il piacere, il divertimento di braccare la preda. Tante persone (come me) che sono state prede braccate durante la guerra (sono ebrea) potranno dire quale esperienza terrificante questa sia e quanto possa condizionare tutta l'esistenza dei sopravvissuti. Non vorrei mai infliggere un simile supplizio a un altro essere vivente.

Coraggiosa l'intervistata? Ha alle spalle tutto l'esercito dei cacciatori! Si tratta di crudeltà raffinata di chi gode nell'infliggere sofferenza. Ai miei occhi, in questo caso,  al limite della patologia.

Vi ringrazio per l'attenzione                                                     Miriam Cividalli.

La caccia in un brano di Cecov 10/09/2012

Sul comportamento venatorio della signora Pompeani, descritto oggi 10 settembre 2012, segnalo il seguente brano di una lettera (1892) dello scrittore russo Anton Cechov, anche lui cacciatore:

 

"....   ll pittore Levitan è in vacanza da me. Ieri siamo andati a caccia. Levitan spara a una beccaccia che, ferita a un'ala, cade in una pozza. La raccolgo. Ha il becco lungo, grandi occhi neri, penne magnifiche. Mi guarda con un'aria stupita. Che fare? Levitan fa una smorfia dolorosa, chiude gli occhi e dice con voce incerta: "Mio caro, dàlle un colpo sulla testa". Rispondo: "Non posso". Levitan continua ad alzare nervosamente le spalle, a scuotere la testa supplicandomi. E la beccaccia continua a guardarmi con aria stupita. Sono stato costretto ad ascoltare Levitan e a ucciderla. Ora nel mondo c'è una bella creatura in meno! Quanto ai due imbecilli, sono tornati a casa e si sono messi tranquillamente a tavola....."

 

Francesco Framarin

La contessa cacciatrice 10/09/2012

Sono d'accordo che sia sconvolgente l'intervista alla contessa, ma che differenza fa tra il baciare la preda d'amore e mangiarsela in salmì "leccandosi i baffi"

come fa una qualcunque persona carnivora? Il fatto che la contessa se la uccida di sua mano, invece che delegare l'operazione al mattaoio, mi sembra un vero punto di nobiltà.

La morte è una tragedia, non penso che la confezione con cui ci venga servita faccia grande differenza.

 

Saluti, Mario Pucci

Farmaci generici e non 06/09/2012

Gentile Direttore,

credo sarebbe utile una inchiesta giornalistica di reale informazione : sull'argomento in oggetto noi cittadini consumatori forse non siamo in grado di scegliere con cognizione di causa. Personalmente non coltivo preconcetti, ma cerco di informarmi. Le elenco in breve quanto ho imparato io l'altro giorno da un farmacista di Chiavari (Farmacia "Centrale")  

1) i farmaci "equivalenti" possono contenere fino al 15% in meno del principio attivo rispetto a quello "griffato" : la legge italiana in materia lo consente!  

2) in Francia, mi è stato detto, il principio attivo deve per legge essere non al di sotto del 99%!!!  

3) il consiglio del Farmacista, a questo punto è stato:  se la patologia è importante meglio non rischiare, perché gli effetti di un farmaco meno valido potrebbero avere conseguenze, e magari  non subito ma dopo qualche tempo...  

In farmacia, a me è stata sempre offerta l'opzione dell' "equivalente" : le mie riserve (quando l'ho espresse, dopo aver provato) riguardavano caso mai  il mancato gradimento  della forma farmaceutica (es. pastiglie più grosse e/o meno agevoli da assumere, ecc.)

Poi ci saranno sicuramente altri aspetti, di tipo commerciale, che forse sarebbe interessante conoscere, tra cui  anche il motivo per cui, a detta del Farmacista, le farmacie guadagnano di più sulla vendita del farmaco equivalente...

Una bella giungla, vero?
Grazie dell'ascolto.  

Marcella Seta Erba da Chiavari

Test di medicina 06/09/2012

 

Gentile dott. La Rocca le scrivo perché non posso telefonare in merito al tema dei test di ingresso a medicina. Anche quest'anno dobbiamo sentire le sollote critiche e piagnistei dei genitori dei ragazzi. Mi sembra diseducativo assecondare questo atteggiamento, invece di trattare dell' argomento per quello che è. Si tratta di una prova selettiva, migliorabile certamenteme ma questo è. Se va male bisognerebbe avere la maturità di accettare la sconfitta, non reagire in modo infantile e tipicamente italiano dando la colpa al sistema. Mia figlia l'ha affrontato l'anno scorso e io le ho detto che doveva prenderla come una gara dove i primi ottengono il posto, gli altri rimangono fuori. Questo è. Lei l'ha vinta ma se l'avesse persa non avrei dato colpa ai test, lei avrei detto di cercarsi un'alternativa ed eventualmente riprovare. In Italia tutti danno la colpa agli altri, pochi si assumono le proprie responsabilità. Nel merito delle domande, molte di cultura generale sono esercizio di logica. Non mi sembra cosi sbagliato. L'altra metà. Sono di chimica, fisica, chimica e biologia. Se si riescono sempre a coprire ibposti evidentemente non sono impossibili. Insomma, anche voi giornalisti dovreste dare il vostro contributo per aumentare il sentimento di responsabilità e non alimentare polemiche sterili che portano alla critica di tutto.

Cordiali saluti Annamaria Pecile

 

Chi lavora con passione 06/09/2012

un applauso a quel signore che ha perso il lavoro perché lavorava con passione!  

è proprio così:

chi si impegna e si appassiona nel proprio lavoro da fastidio!

e invece di imitarlo lo si distrugge perché tutto rimanga come è!

ma si continua a non capirlo o a far finta di non capirlo perché fa comodo a troppi.  

per esempio uno come renzi da fastidio ai vecchi? è sufficiente “sputtanarlo” (berlusconi insegna!)  

se tutti lavorassero veramente e con passione altro che Germania!  

cordiali saluti  

Stefano

 

Risparmio energetico 2 14/08/2012

Tutto questo può essere fatto prima di tutto quando i cittadini conoscono almeno i tratti essenziali di questo argomento, purtroppo ignorato spesso anche da chi prende decisioni che influiscono sulla comunità come gli enti pubblici ma anche architetti, ingegneri, geometri e giornalisti.
E' per questo che mi dedico da 10 anni al mio progetto di formazione alla natura, mettendo a disposizione, oltre ai libri, anche un sito dove chiunque può muovere i primi passi in una conoscenza che adesso è in gran parte troppo frammentata e riservata agli specialisti.
Le suggerisco dunque di consultare il mio sito http://www.ascuoladaglialberi.net/ in modo che Lei stessa possa rispondere adeguatamente agli ascoltatori e sollecitare una diffusione della cultura della natura, senza la quale è impensabile trovare soluzioni intelligenti ai problemi ambientali ma anche economici.
Per adesso chiudo qui, in modo da non farle arrivare una valanga di informazioni. Sono, però, a Sua disposizione per continuare con altri vantaggi del risparmio energetico grazie alla riduzione delle enormi dispersioni di calore in tutti gli edifici, per il rilancio dell'economia. In ogni caso il mio sito rimanda ad altri che sono complementari e dai quali potrà ricavare molto.
 
Cordiali saluti
Anna Cassarino

L'importanza del risparmio energetico 14/08/2012

stamattina ho sentito trattare di nuovo il tema della produzione di energia. Ciò che non è stato citato né oggi né in altre puntate, è la grande risorsa del RISPARMIO ENERGETICO. Purtroppo è un aspetto estremamente trascurato, mentre dovrebbe essere il primo punto da trattare quando si parla di ecologia. Infatti è il meno costoso da applicare oltre ad avere un impatto ambientale positivo. Mi riferisco, in particolare, al mettere a dimora NELLE CITTA' E NELLE VICINANZE gli ALBERI adeguati a:
  • abbassare la temperatura in estate nelle case e nelle automobili. Infatti, usufruendo della loro ombra, si può ridurre l'uso dell'aria condizionata, che fa aumentare il calore esterno ed i consumi, insieme al riverbero del calore prodotto dalle case totalmente esposte al sole, delle automobili, dei parcheggi, delle strade;
  • ridurre l'inquinamento dell'aria che provoca un aumento delle spese sanitarie, le assenze dal lavoro, il malessere generale;
  • ridurre il pericolo di allagamento quando ci sono i nubifragi, dato che gli alberi da un lato diminuiscono la forza della pioggia sul suolo, dall'altro fanno assorbire ed incanalare parte dell'acqua nel terreno e nelle falde idriche, anziché far finire tutto nelle fogne e nei corsi d'acqua;
  • ridurre il pericolo di frane, dovute immancabilmente alla mancanza di alberi con radici adeguate a consolidare i terreni e ad evitare il loro dilavamento. Ovviamente occorre mettere gli alberi che si prestano a questo scopo e non alberi qualsiasi o quelli che si conta poi di abbattere per il legname;
  • ridurre il degrado ambientale, la desertificazione già in atto anche in Italia, aumentare la bellezza dei luoghi per attrarre il turismo di qualità.

Il fotovoltaico 14/08/2012

ho sentito stamane pronunciare sull'energia fotovoltaica dell'eresie belle e buone.
Meno male che si comincia a capire che l'occupazione di grandi superfici su terreni agricoli è dannosa e non rende.
Mettere i pannelli sui tetti è una cosa logica, ma abbiamo mai fatto un calcolo di quanta energia viene consumata ad esempio in un capannone industriale e di quanto possono dare i pannelli fotovoltaici sul tetto? E abbiamo tenuto conto che i pannelli non danno energia alla notte e ne danno pochissima all'inverno e quando il cielo è nuvoloso. In Italia in media vengono valutate solo 1500 ore all'anno di soleggiamento utile. E quando il sole non c'è da dove prendiamo l'energia? Si è pensato alle reti smartgrid, che consentono in qualche modo un certo accumulo di energia, ma le quantità in gioco sono così grandi che queste misure possono incidere poco. Ad ogni modo quando si parla di energia bisogna considerare che il consumo nazionale va oltre i 350 terawattora all'anno, corrispondenti a 350 miliardi di Kilowattora  e un mq di pannello dà circa 200 KWh all'anno. Quindi fate i vostri conti. Escludendo la fonte idroelettrica che a tutt'oggi assicura il 18% del fabbisogno, le altre fonti rinnovabili, incluso il fotovoltaico daranno sì e no il 10%,
Sull'inquinamento poi non è vero che i pannelli fotovoltaici non ne producono; sul momento no, ma fra venti o trent'anni quando dovranno essere sostituiti, sarà un disastro per l'ambiente, innanzitutto per la gran mole, ma anche perché contengono sostanze pesanti come il Piombo, l'Arsenico, Il Cesio ecc..
Detto questo, che è molto poco per dare un'idea dei grossi problemi energetici, affermo che le rinnovabili vanno considerate come fonti integrative e di risparmio, ma non risolveranno mai i problemi suddetti. E allora se non vogliamo il Nucleare ( scelta giustificata dai recenti avvenimenti) dovremo basarci sul petrolio, anche perché siamo forti consumatori di benzina, gasolio ecc.. e sul gas naturale.

saluto
Ing. Cesare Marchetti

Scuole italiane all'estero 09/08/2012

Sono al sesto anno di servizio all'estero come docente di italiano in un liceo tedesco di Frankfurt am Main, l'unico dell'Assia ed uno dei pochissimi della Germania, che permettono agli alunni di ottenere una doppia "maturità": italiana e tedesca.

Collegate al nostro ginnasio ci sono due scuole elementari, bilingui, che ci forniscono l'ottanta per cento degli alunni. Gli altri provengono da scuole "tedesche". Abbiamo alunni di ogni nazionalità, non solo italiani o provenienti da famiglie binazionali. Molti sono i "tedeschi tedeschi".

 

La posizione della signora Cesaretti riguardo alla Cultura Italiana all'estero, una non priorità che non merita alcun tipo di aiuto, non è isolata.

Naturalmente si può credere ingenuamente che tagliare tutto possa servire al nostro Paese a ritrovare forza e vigore.

Mi domando però quale sia l'immagine dell'Italia all'estero e dove si trovi la nostra "identità" nazionale se non nella Cultura, nella Lingua, nel Made in Italy come modello di vita.

Il pubblico interessato alla lingua ed alla cultura, alla vita "all'Italiana" è sterminato e vedo quotidianamente -in città- quanti asiatici, est-europei, africani, americani mi parlino e mostrino interesse per l'Italia.

La nostra scuola, poi, come tutte, ma un ginnasio in modo particolare, ed a Francoforte, città ultrastrategica, forma le classi dirigenti del futuro.

I cittadini del futuro.

Naturalmente si può credere che le priorità da salvaguardare siano altre.

Mi domando quali queste siano, senza essere travolto da un'onda di ilare disgusto.

Dio salvi l'Italia

Saluti

Dott. di Ricerca

L. d'Ambrosio

Frankfurt am Main

Alex Swarzer 09/08/2012

aveva perfettamente ragione il primo ascoltatore: quel ragazzo è diventato in un baleno il vero responsabile di tutti i guai italiani, dalla corruzione allo spread. nel paese della "tolleranza zero", della giustizia sportiva da barzelletta e delle estorsioni di finte emozioni, è la vittima pefetta da immolare per i vari petrucci, pescante, carraro, ecc, per tutti quelli cioè che occupano posti con disonore da anni e senza altri meriti se non quelli di amicizie politiche, nonchè per la stampa appecoronata. e come al solito l'ignorante cesaretti è rimasta senza parole...grazie, luigi

 

La Cina e l'allenamento delle piccole atlete 07/08/2012

Guardate su YouTube quanto sotto. Preparatevi a qualcosa di forte....

in negativo. ci ho pensato un po prima di mandarlo, fosse lo avete già visto, di solito mando cose piacevoli, ma questo mi sono sentito in dovere di farlo girare. Ma lo sport non dovrebbe servire a meglio socializzare e magari scaricare positivasmente l'aggressività che è in noi? Se si arriva a ritenere utilizzabili queste pratiche di allenamento, in confronto la pratica del doping sono acqua fresca, non credete? Ma non si può far niente? Se è vero che in Cina si fanno queste cose e quel paese non è allontanabile dalle gare internazinali, non rendiamoci complici, non mandiamo più i nostri atleti

Ma che sia vero, mi pare impossibile che si possa arrivare a tanto ...... ed il mondo tace

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Olimpiadi, la Cina fa il pieno di medaglie. Ecco come allenano i bambini

 

http://www.youtube.com/watch?v=8nRK60-yOZg 

 

Schwarzer e il sentimento antitedesco 07/08/2012

se vinci medaglie sei italiano. se spagli il nome dice tutto. schwarzer.altoadesino. italiano formalmente.
sentimenti anti-tedeschi pocco velati?
Stierlein

Speranza e utopia 24/07/2012

Nella Spending Review non solo togliere ma anche dare

 Un caso tipico è quello di Scuola  e Università.

Forse il governo non sa che la scuola pubblica – le cui spese stavano nella media OCSE – è stata letteralmente massacrata dal ministro Tremonti e dalla sua alleata e succube Gelmini, coi loro tagli da otto miliardi di euro in tre anni?                                                                   

Le donne dell'Ilva 18/07/2012

"Il comitato Donne per Taranto resta sconcertato dalle manovre che sta compiendo il Governo Regionale  per “scongiurare” un’imminente sequestro degli impianti inquinanti dell’Ilva.
Convinte che il binomio lavoro-salute è la strategia più sottile e vergognosa messa in atto in questi anni,  da parte di chi vuole continuare a spremere questo territorio e la sua gente, ponendosi come risolutore dei problemi senza risolverli,  noi esprimiamo il nostro sdegno nei confronti di tutti quei Politici, Sindacalisti e Amministratori che fino ad oggi hanno adottato questa strategia, non difendendo Dignità e Salute degli operai e dei cittadini e, contemporaneamente, esprimiamo la massima solidarietà alla Magistratura per il lavoro che fino ad oggi ha compiuto, certe che, libera da ogni condizionamento, compia azioni a tutela della salute dei nostri figli.
Questa nostra Terra ha le caratteristiche, le potenzialità e le risorse per poter vivere senza i lacci che ci legano ad un'Industria altamente inquinante che ha distrutto Economia, Ambiente, Salute e Qualità della Vita e confidiamo che, laddove  la Politica non è arrivata, arriverà la Magistraura


Il Comitato Donne per Taranto"

A proposito di Giappone e nucleare 05/07/2012

Vorrei segnalare circa quanto appena detto dalla collega conduttrice
che proprio oggi 5 luglio è stata riattivata una centrarle nucleare in Giappone
la notizia qui
http://www.giornalesentire.it/2012/luglio/935/fukushima-l-uomo-non-impara.html
buongiorno
Corona Perer

Ddl sul "Dopo di noi" 26/06/2012

lodevole ed illuminante l'azione della fondazione (o associazione ?) "dopo di noi, insieme". Ed è anche ben più ampia la base di persone interessate ché oltre a quei disabili che possiedono genitori in grado di occuparsi di loro coinvolge (e perché non dovrebbe?) gli invalidi accuditi dal coniuge e magari anche altre categorie. Chi ha visitato certi hospice relegati in zone remote dei grandi ospedali, certe case private di lunga degenza, certi istituti per disabili, ha ben presente il salto di qualità fra la vita sia pur menomata ma assistita in ambiente affettivamente ricco e la semivita che ha la morte come sola meta e speranza. Le case famiglia ben potrebbero costituire un significativo miglioramento, magari per tutti, anche per quelli (e sono certamente la maggioranza) che non hanno la fortuna di possedere una famiglia

disponibile.

Giulia Maria C.

I disabili soli 26/06/2012

Il 27 giugno va in discussione alla Commissione Bilancio della Camera dei Deputati il ddl sul Dopo di noi, un provvedimento
atteso da molte famiglie che hanno figli disabili.
Molti genitori anziani si pongono la domanda : Che fine farà mio figlio quando io non ci sarò più? Se il ddl, approvato dalla Commissione
affari sociali, avrà il via libera della Commissione bilancio, questi genitori avranno qualche certezza in più.
Si parla sempre e solo di falsi invalidi, chi dà voce ai bisogni degli invalidi veri? Le associazioni, i familiari,
i disabili hanno scritto decine di email ai deputati della Commissione Bilancio, vorremo che anche la RAI e i giornalisti più sensibili sostenessero coloro che  vogliono l'approvazione di una legge che completerebbe il complesso delle norme che danno diritti alle persone disabili dalla L.104, alla 68/99 alla 328/2000.
Cordiali saluti
Fiammetta Colapaoli

Da quali conti prelevare per il dl crescita 18/06/2012

LA CRESCITA PUO' MATERIALIZZARSI SOLO CON IL RILANCIO DELL'ECONOMIA,RIMETTENDO I SOLDI NELLE TASCHE DEGLI ITALIANI, TOLTE DALLA PRESSIONE FISCALE "FUORI MISURA".
CHE NE DICE SE FOSSE STATA FATTO NEL DECRETO QUALCHE COMMA SULL'ABBASSAMENTO DELLE TASSE - TUTTO E SUBITO - PER TUTTI I CITTADINI E UN BEL PROVVEDIMENTO
DI CORTO RAGGIO SUI PRELIEVI FISCALI DEI DIECI CHE POSSEGGONO L'EQUIVALENTE DELLA RICCHEZZA DI TRE MILIONI DI CITTADINI E QUALCHE COMMA SULLA TASSAZIONE DELLE TRANSAZIONI FINANZIARIE?

PAOLA GIANNONE

Le donazioni della regione Calabria 18/06/2012

Buongiorno, desidero informare che la Regione Calabria ha appena stanziato 2 milioni e mezzo di euro per il museo del Santuario di San Francesco da Paola, e 300 mila euro per un ascensore ancora per lo stesso santuario : così ha riferito alcuni giorni fa il neoeletto sindaco di Paola, avv. Basilio Ferrari, al Correttore Provinciale dell'Ordine dei Minimi, in occasione della inaugurazione di un convegno internazionale. 
Com'è possibile tutto questo, mentre i Bronzi di Riace giacciono in attesa di un Museo (vedi denuncia di Francesco Merlo), mentre i lavori dei cantieri della Salerno-Reggio Calabria non finiscono, e mentre il governo taglia ovunque per razionalizzare la spesa?
E' possibile fare un'indagine su un così grave scempio di denaro pubblico? Si aggiunga che quando il sindaco ha comunicato al Rettore la notizia, ha precisato che il Santuario potrà utilizzare quel fondo non solo per il museo.
Grazie dell'attenzione. 
Laura (Torino) 

I pacifisti e i massacri in Siria 18/06/2012

sull'ultima telefonata odierna che ripeteva il ritornello "dove sono i pacifisti sulla Siria?" la rimando a questo articolo che riassume bene il problema.

 http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/18/manifestazione-contro-massacro-siriano-polemica-sullintervento-straniero/192142/

 

Sui siti del movimento pacifista ovviamente c'è molto di più.

Il problema non è tanto l'anti-americanismo (che oltrettutto con un premio Nobel per la pace alla guida degli USA avrebbe poco senso), quanto la divisione nel movimento pacifista italiano tra favorevoli all'intervento attivo di forze armate sotto la guida ONU (quindi l'ennesima "guerra umanitaria", che per noi pacifisti è soprattutto "guerra") e chi vorrebbe soluzioni negoziali, senza alcun ricorso alle armi, alcuni anche mettendo in dubbio la totale veridicità delle notizie che giungono dalla Siria (posizione quest'ultima che io non mi sento di condividere perchè non è sulla quantità o sull'età dei morti che si deve decidere un'intervento).

E' poi vero che dove sia direttamente coinvolto il nostro paese o nostri alleati la mobilitazione è più vivace, perchè ci sono interlocutori precisi a cui rivolgersi, ma ad esempio sulla missione in Libano, dove l'attività dell'Esercito Italiano è soprattutto di interdizione tra diverse fazioni, le contestazioni sono state minime e di principio.

Quello che mi premeva sottolineare è che il movimento pacifista non sta chiudendo gli occhi perchè la Siria è protetta dalla Russia (quale Russia, poi, quella di Putin?!), quanto per le divisioni sulle soluzioni da proporre: non ne usciamo bene ugualmente, ma almeno non fateci passare per menefreghisti o trinariciuti, che non si sono accorti che è caduto il muro di Berlino.

Grazie e cordiali saluti

Claudio Siniscalchi

(Trieste)

Il gioco fa male 14/06/2012

Buongiorno alla redazione ed al Dott. Barbacetto,

PrimaPagina è la mia compagna di viaggio mentre vado al lavoro, dalla macchina mi è difficile telefonare, però questa mattina, se avessi avuto il tempo avrei chiamato. 
Mi riferisco al "fatturato" di giochi e lotterie che è il più alto del mondo. L'Italia è una bisca a cielo aperto, nel 2011 quasi novanta miliardi (tre finanziarie medie) giocati dagli italiani, la Tassa sulla Speranza, per citare Ilvo Diamanti, viaggia a livelli siderali. Se solo l'11% viene introitato dallo stato il resto dove va? Chi storicamente trae vantaggio dal gioco d'azzardo? La malavita organizzata.
La stessa che prima trattava con Andreotti (dal processo solo fino agli anni '80) e che poi spaventava con minacce di morte il povero Mannino e compagnia cantante che riavviavano la trattativa, la stessa che massacra il territorio, la stessa che costruisce le case con la sabbia, la stessa che spaventa gli amministratori della cosa pubblica, la stessa che da settant'anni ci fa annaspare nel fango.   
Si potrebbe argomentare ancora ma preferisco andare a ciò che voglio dire e mi piacerebbe sentir ripetere all'infinito, 
Questo paese non si muove perchè è un feudo mafioso, perchè la politica non è nemmeno più in grado di trattare alla pari con la mafia, è stata divorata, comprata con quattro escorts e le briciole degli affari sporchi. Gli "onesti" devono tacere e mimetizzarsi per non pagare di persona. Forse è il momento di mostrare i muscoli, se li abbiamo, almeno per insegnare ai nostri figli come sono e come si comportano gli uomini con la schiena diritta. La guerra deve cominciare, non bastano i libri, i giornali e le chiacchiere... Pertini diceva "Ad un brigante, un brigante e mezzo! " che non sia giunta l'ora? O devo morire mafioso di ritorno? 
Scusate lo sfogo, 
Luigi  

Monti eletto in Parlamento, quindi da noi 12/06/2012

Sento continuamente in questa trasmissione, ma anche in altre, la storia che il Gov. Monti non è stato eletto dal popolo.
Vorrei ricordare che la nostra è una Repubblica Parlamentare  quindi la sovranità del Popolo passa al Parlamento e ai Parlamentari al momento delle elezioni e ad essi rimane fino alle successive .  
Il Gov. Monti avendo avuto la fiducia del Parlamento, è come se fosse stato eletto dal Popolo.
Se vogliamo una Repubblica Presidenziale vera io sono d'accordo  (si veda il mio blog www.propostestonate.it  or www.presidenziale.it).  Ma al momento non è cosi.
Del resto anche negli USA il Presidente viene eletto dai delgato degli Stati. E quando si dimette, vedi il caso Nixon, il sostituto, Gerald Ford, venne scelto dal Parlamento.

Grazie per l'attenzione    

Luciano Salciccia

La cura (mancata) del nostro territorio 31/05/2012

Buongiorno.
Ho avuto l'occasione di intervenire alla vostra trasmissione una mattina dopo l'alluvione alle Cinque Terre (come primo ascoltatore, se non ricordo male). In sintesi ho affermato che dopo i disastri tutti parlano di territorio da mettere in sicurezza ma prima delle calamità chiunque provi - facendo il suo mestiere - a criticare o addirittura a bocciare un progetto perché non rispetta le leggi e non dà garanzie, viene visto come un burocrate un po' rigido contrario al progresso e alla crescita.
Lavoro come Guardiaparco, mi occupo di Valutazioni Ambientali e lo vivo sulla mia pelle.
Ieri in una diversa trasmissione radiofonica (RadioDue ora di pranzo) ho ascoltato un ingegnere affermare che o l'Italia si mette in testa di dedicarsi per i prossimi 40 anni (sic) a curare il proprio territorio, a ridurre - altro che crescita! - insediamenti e consumo di suolo, a rendere antisismico ogni edificio (e aggiungo io magari anche efficiente energeticamente), oppure è ora di finirla di piangere i morti ad ogni pioggia o ogni scoss
Concludo ricordando che ho 51 anni e che nella mia vita di italiano ho assistito ad una decina circa di terremoti importanti (mai coinvolto, per fortuna). Questo vuol dire che i terremoti in Italia non sono una rarità, anzi!
Grazie dell'attenzione, buon lavoro e com-passione per le vittime.
Luca Giunti


Il terremoto e l'amianto 31/05/2012

Buongiorno
sono Assunta Prato di Casale Monferrato
Vorrei segnalare un problema serissimo che si aggiunge ad altri problemi drammatici: la evidente presenza di amianto tra le macerie delle zone terremotate dell'Emilia Romagna
Questa presenza costituisce un pericolo per gli sfollati ed i soccorritori, perchè non esiste una soglia minima sotto la quale le fibre non siano pericolose, ma purtrooppo sono minime anche la sensibilità e l'attenzione nei confronti di questo problema
Si dice che l'amianto è un problema di Casale, o di Broni, di Bagnoli o dei cantieri navali e si preferisce ignorare che l'amianto è dovunque, che non esiste ancora un censimento completo in tutte le regioni italiane, che la bonifica è spesso una chimera
A quando una presa di coscienza collettiva di questo problema? Perché continuare ad essere miopi e superficiali, invece di adottare le misure necessarie di prevenzione? Bisogna essere coinvolti direttamente in una tragedia per capire davvero?
Grazie per l'attenzione, sono sempre disponibile per un intervento
Assunta Prato
 

Il nostro inno e la parata del 2 giugno 31/05/2012

Riporto la seconda strofa dell’inno nazionale:

Noi siamo da secoli calpesti, derisi perché non siam popolo, perché siam divisi. Raccolgaci  un’unica bandiera , una speme: di fonderci insieme, già l’ora suonò.

Basterebbe dare valore a questa frase, per aumentare il significato della nostra festa nazionale.

Ivana - Poggibonsi

Facciamo lo sciopero della Parata 31/05/2012

Caro Giovannetti,
              rifiutando di far sltare la parata il presidente Napolitano ha mostrato di essere un uomo della politica e non della gente. PROPONGO CHE CI SI ASTENGA A PARTECIAPARE COME SPETTATORI, SIA IN PRESENZA CHE VIA TV ALLA PARATA ANTIPOPOLARE.
                                                           Paolo Golinelli
P.S.: Scrivo dal gazebo della mia casa di CAvezzo (Mo), via Dante 48, dove ho passato la notte, dormendo fuori come tutti a CAvezzo. 

sisma e imposizione fiscale 31/05/2012

nel caso riprendiate la telefonata, vi prego di integrare con "spesso chi denuncia carenze sulla sicurezza sul lavoro nella propria ditta subisce minacce e vessazioni per cui l'isolamento diventa totale; ho un caso specifico in casa, abbastanza grave, di chi ha denunciato e portato in tribunale una grossa banca locale e ora subisce mobbing da parte dell'azienda e dei colleghi".

Grazie e complimenti per la trasmissione.
Max Carbone
Merano

Appello ai petrolieri 31/05/2012

Alla Unione Petrolifera.

Vi scriviamo per sollecitare una riduzione dei margini di guadagno dei petrolieri, in modo da compensare l'aumento delle accise deciso dal Governo, per reperire le risorse da destinare alle vittime del terremoto in Emilia.
Dopo anni di polemiche che la vostra Associazione ha suscitato per la differenza di "tempi di reazione" tra aumento (velocissimo) e riduzione (lenta e parziale) dei prezzi del carburante, rispetto alle oscillazioni del costo del petrolio, vi chiediamo di aderire all'invito che viene da molti settori della pubblica opinione, affinché non vi sia un ennesimo e regressivo aumento del carburante alla pompa.
I margini per questa compensazione ci sono.
Ora serve il vostro impegno, che in molto ci aspettiamo.
Buona riflessione.
Massimo Marnetto

Il terremoto e l'evacuazione delle scuole 30/05/2012

Egregio Dott. Giovanetti,
ancora una volta esprimo tutto il mio apprezzamento per il modo in cui conduce "Prima pagina".
Scrivo da Reggio Emilia; a proposito della telefonata di una studentessa che ha segnalato l'impreparazione dei propri insegnanti di fronte all'emergenza terremoto, vorrei segnalare ciò che mi ha raccontato martedì sera una maestra elementare che si è trovata ieri, per la terza volta nell'anno scolastico, a gestire il terremoto durante le ore di scuola: tutto ha funzionato benissimo, i bambini si sono rifugiati sotto i banchi durante la scossa di terremoto e subito dopo, in pochi secondi e in ordine sono usciti dall'aula e si sono portati nel cortile, dove hanno trascorso il resto della mattinata. Qualcosa, ancora, funziona.
Grazie ancora e complimenti per il suo lavoro.
Daniele Gianotti

Cancellazione parata del 2 giugno 30/05/2012

Gentile Signor Giovanetti,

ho ascoltato oggi la sua conduzione del programma e la sua risposta ad un ascoltatore che auspicava la cancella zione della parata del 2 giugno e criticava aspramente l’atteggiamento del Presidente della Repubblica.  Io sono dell’opinione opposta:  ho 72 anni e ricordo ancora con piacere le parate del 2 giugno a Roma quando ero bambina e l’Italia era per me già una passione.  Sono cresciuta patriottica ed europeista.  Mio padre è stato disperso in Russia nell’ultima guerra, quando avevo 2 anni, mio nonno era generale di corpo d’armata, pluridecorato durante la prima guerra mondiale.  La mia giovinezza è stata difficile perché mia madre faceva fatica a tirare avanti con due figli piccoli.  Ora vivo a Milano da più di 45 anni e devo sopportare le orrende istanze secessioniste del partito razzista ed antieuropeista della Lega.  Penso che la parata, anche in chiave ridotta, sia per moltissimi italiani un segno forte di unione, il simbolo di una patria comune da onorare non solo con la solidarietà con i terremotati (cosa ovvia, come per gli alluvionati recenti o le vittime delle nevicate eccezionali).  Serve anche la simbologia.  Dovremmo forse rinunciare a qualsiasi celebrazione perché le frane, le alluvioni, i terremoti ecc. colpiscono il nostro paese? Non credo.  Il Presidente mostra saggezza nel ricordare a tutti noi che siamo italiani e che ci unisce un destino comune.  

Cordiali saluti. Edoarda Paolini

L'autonomia del Trentino 29/05/2012

Ricordo che i contributi dello Stato italiano alla regione autonoma Trentino Alto Adige  sono superiori di una percentuale significativa con  riguardo al valore del  P.I.L, prodotto dalla stessa regione.Praticamente per ogni cittadino di quella regione lo Stato Unitario Italiano versa  al cittadino del Trentino Alto Adige duemila euro in piu' rispetto a quello abitante nelle restanti regioni a statuto ordinario . Dunque, a parte il corretto intervento di natura sotrico-politico,  formulato dal conduttore, sarebbe non  scorretto aggiungere  questo elemento conoscitivo  che rappresenterebbe  un valido oggetto di pubblica discussione .

 

Distinti Saluti Massimiliano Lazzari  

Il calcio è lo davvero lo sport nazionale? 29/05/2012

Buongiorno, in questi giorni si sta parlando tanto di calcio e scommesse. Mi consenta di contraddire un paio di affermazioni.
Sono una sportiva, "vera", in quanto ho praticato sport agonistico (nuoto) per 13 anni e successivamente sono rimasta nell'ambiente prestandomi gratuitamente per assistere ed insegnare, e le "mie" ragazze sono fonte di emozioni, soddisfazioni e dolori come è normale per chi ama davvero lo sport.  
1) il calcio lo sport più amato dagli italiani? Non mi sembra, a meno che la frase non sia da intendere ironicamente (nel senso di "guardare il calcio stando in poltrona"). Se guardiamo al numero di praticanti, il calcio ha molti meno iscritti e praticanti del ciclismo.
2) il calcio lo sport più amato dagli italiani? Come biglietti venduti, anche gli spettacoli teatrali battono ampiamente gli stadi di calcio
3) il calcio uno sport? Tecnicamente è un gioco (i risultati sono relativi a quelli dell'avversario, come nel tennis), tant'è che non esistono "record" delle prestazioni.
 
Diciamo che il calcio è stato oggetto di una campagna di spettacolarizzazione negli anni, con un giro di denaro cresciuto a dismisura.
Tra i veri sportivi c'è un certo astio verso il calcio, per l'indecente disparità di trattamento tra i calciatori, che spesso rappresentano l'Italia con modesti risultati, ed altri sportivi veri, che con sacrifici anche personali hanno raggiunto le vette più alte e sono sconosciuti ai più, prendono stipendi da impiegato e ricevono trattamenti di seconda classe.
Non lo chieda a me, ma magari ad un'atleta del livello di Valentina Vezzali ...
 
Con amarezza devo constatare che anche il dibattito sul calcio-scommesse, alla fine, fa parlare di calcio e quindi contribuisce al battage...
 
Cordiali saluti
Sabrina Sampaolesi
Casalecchio di Reno
BO

La scorta della Finocchiaro 24/05/2012

Caro Giovanni

E' sempre un grande piacere per me ascoltare la tua rassegna stampa per l'equilibrio e la visione d'insieme che riesci a dare ai fatti come studioso. Oggi però non ho per niente condiviso le tue osservazioni sulla Finocchiaro: perchè la presidente di un gruppo parlamentare ( non della Camera o del Senato) deve avere tre ( tre!) uomini di scorta? Che cosa la minaccia? In quale altro Paese cariche corrispondenti hanno diritto ad una tale overdose di difesa? Non ho potuto chiamare alla radio perché devo correre in Facoltà e anche perchè si ha sempre timore di scivolare nella demagogia ecc. ecc. Ma sono davvero indignata: è davvero un paese senza speranza, se la classe dirigente, anche nella sua componente più "sensibile"- non si rende conto dell'odiosità dei privilegi di cui gode in un momento come questo. Una tranche de vie: la mia collaboratrice domestica, appena arrivata, ha sentito quelal parte della rassegna stampa: era fuori di sé ( marito disoccupato , 3 figli , ecc. ecc. ). Buona giornata Eugenia Tognotti

Scorta Finocchiaro 24/05/2012

A proposito della On. Sig.ra Finocchiaro, finalmente una buona notizia! Mi rassicura profondamente che nel 2012 i giornalisti abbiano alla fine scoperto che le donne svolgono un doppio lavoro e riescano a portare a termine compiti impegnativi su più fronti !!!
Cordiali saluti
Gabriella Greco

Finocchiaro la scorta e l'ikea 24/05/2012

Gentilissimi della redazione e giornalista del Messagero in onda in questa settimana, la "piccola" notizia quasi folcloristica di un uso  improrio e indelicato della scorta, piccola non è  anzi  , in questo caso, è non solo aggravata dalla sconsoderata infantile  epressione  di un una persona adulta ( pure  politica) dell'uso della cosa pubblica  (che  getta sempre il nostro paese nella discarica.).a confronto con politici danesi  che vanno in bici o londinesi e  americani in metro ( ma non solo donne  sono così deleterie,  ex ministri maschi sono stati visti  fare acquisti a porta portese (Roma)  nel settore bici, con scorte che tenevano i pacchetti dei "bulloni e delle viti"!!!!!!), ma il grave si  deduce dalle foto che ritraggono il personale di scorta   della signora in questione, mentre  sceglie padelle e altre cosine del genere da IKEA!

signora mia!!!  in futuro  le consigliamo una maschera elegante e veneta  (o un burka)  ma sopratutto una terapia anti onnipotenza purchè pagata dai suoi soldi personali e  sul lettino  ci vada senza scorta  per favore!!!!!!!!!!
Noi gente comune ci mettiamo la faccia, il nome, e la delusione
rivelli paola

La dx non perdona la dirigenza che la tradisce 22/05/2012

Nella discussione emerge  l'accento sul patto di solidarietà che sta alla base del sistema fiscale sancito dalla Costituzione.
La progressività vuole dire che chi ha tanto, dà di più; chi ha poco, di meno; chi non ha abbastanza, riceve dagli altri. E questo sistema non ha solo una motivazione etica, ma anche funzionale, perché l'equità riduce gli attriti sociali e dà quindi una maggiore qualità alla convivenza.

Massimo Marnetto

Nessuna contrapposizione tra scuole pubbliche e private 21/05/2012

Mi chiamo Giorgio, sono di Reggio Emilia, insegno lettere in un liceo statale e sono diacono, cioè membro del clero cattolico. Tra le molte cose interessanti che ho ascoltato stamattina nelle risposte agli ascoltatori, ho seguito con particolare attenzione quella riguardante la scuola. Concordo sul disinteresse o addirittura ostilità messi in atto dal governo Berlusconi nei confronti della scuola pubblica. Ma lei ha aggiunto "la cosa non faceva dispiacere al Vaticano". Su cosa fonda questa affermazione? Se è chiaro che la Chiesa cattolica gradisce il finanziamento pubblico per tenere in piedi le proprie scuole, non vedo da nessuna parte un suo desiderio che si indebolisca la scuola pubblica. Nella mia diocesi c'è sempre stato un forte e leale impegno dei cattolici per la scuola statale. Io ho insegnato sempre e solo nella scuola pubblica e i miei due figli hanno frequentato solo scuole pubbliche. In Italia c'è circa un 10% di scuola privata e un 90% di scuola statale: a me sembra una proporzione ottimale, che la politica dovrebbe semplicemente mantenere così com'è, garantendo la sopravvivenza del limitato numero delle scuole non di Stato e curando la qualità dell'istruzione statale, mantenendone il carattere largamente maggioritario. Aggiungo che, per la conoscenza che ho di scuole cattoliche del mio territorio, esse forniscono un servizio di buona qualità, apprezzato anche da non cattolici, a costi bassissimi per lo Stato; non sono affatto una fonte di guadagno per gli enti ecclesiastici che le gestiscono, ma anzi spesso sono tenute in piedi con grande fatica con molto volontariato e frequente copertura delle spese da parte di parrocchie, diocesi, movimenti e privati cattolici. Insomma, non vedo alcun motivo per continuare ad alimentare una contrapposizione tra scuola statale e scuola cattolica.

 
Giorgio De Benedittis

Melissa e gli altri 20/05/2012

Gentile signor Cazzullo,
la ringrazio per le parole con cui oggi ha difeso la scuola pubblica italiana. Soprattutto oggi, giorno orribile in cui una ragazza è morta fuori dal  suo istituto, mentre aspettava che si aprissero i cancelli. In questo momento mi vengono in mente tutte le migliaia di faccine buffe, tristi, serie, pensierose, allegre, preoccupate, annoiate, curiose dei miei alunni che ho visto passare in 27 anni di insegnamento, e che hanno tutti la faccia di quella ragazzina morta oggi. Le migliaia di mattine in cui sono entrata a scuola alla prima ora, fendendo i gruppetti di studenti che fumavano la prima sigaretta della giornata. Non si può morire così. Ricordo ancora con astio e dolore mai sopito i funerali dei ragazzi del Salvemini di Bologna. L’allora Presidente della Repubblica, Cossiga, non vi partecipò.  

Daniela Goldoni, insegnante 

Per Melissa e le altre 20/05/2012

Sono madre e cittadina italiana, nonchè parte della comunità degli ascoltatori di radio 3. Comunico la mia rabbia ed indignazione insieme alla condivisione del dolore dei familiari e dei compagni delle vittime.

Paola Valdetarra
Voghera

Industria: dalle ideee alla realizzazione 15/05/2012

Non sono convinto che sia una buona idea separare le idee dalla loro concretizzazione, anzi se c'è un difetto dell'industria manufatturiera "occidentale" è proprio la tendenza a separare le idee, la progettazione dalla loro esecuzione. Nel passato questa separazione ha avuto ottime buone ragioni oggi non più. La rete delle piccole e grandi aziende italiane ha in questa crisi la grande opportunità di rifondarsi e ritrovare in se stessa la ragione della propria esistenza, dalle idee alla loro migliore esecuzione. I in questo c'è la grande opportunità di ridare significato alle mansioni di tutte le persone conivolte. Questa è la vera riserva di energie inespresse che sola ci può far uscire dalla crisi. 
I media possono fare molto per questo processo che sarà prima di tutto di consapevolezza dolorosa e costosa della fine di un contratto sociale non più sostenibile. L'esito finale del processo che stiamo vivendo non è probabilmente variabile; il modo, i tempi ed i costi sociali si.
Euro Perozzi
Verbania  

Made in Europe 15/05/2012

Ascoltavo la vostra trasmissione e ho sentito il Signor Cazzullo ripetere un affermazione che ho più volte sentito, suonava più o meno così: l'Europa (occidentale) è sempre di più è destinata a diventare produttore di idee che vengono prodotte altrove perché i costi del lavoro in altri paesi sono più bassi.
Affermazione che è realistica e ha una sua logica. Mi chiedo però:  le idee che può esportare l'Europa sono solo merci ? Vogliamo arrenderci ad accettare questo fatto come inevitabile?  Non vogliamo essere ancora un po' idealisti e pensare che il rispetto di condizioni decenti di lavoro è anche un valore da esportare? 
Sarebbe bello se un autorità potesse apporre un simbolo su gli oggetti che vengono prodotti in Europa (e non solo), un simbolo che vuol dire <<prodotto da lavoratori che non vengono sfruttati>>, questo non per ostacolare il giusto progresso dei paesi cosiddetti emergenti, ma per ribadire l'orgoglio delle idee che l'Europa ha prodotto nei secoli.
Provare a contagiare con queste idee anche altri paesi, se questi prodotti vengono venduti questo fatto diventa un invito anche ad altri paesi a produrre merci rispettando i diritti dei lavoratori.
Naturalmente i prodotti costerebbero di più e non tutti potrebbero permettersi di pagarli, ma vogliamo provare ad essere idealisti di nuovo e provarci almeno? 
L'Italia non ha solo prodotti di eccellenza come la moda, vogliamo veramente perdere quello che i nostri avi hanno faticosamente conquistato?
Perché dovrebbe essere impossibile pensare in modo solidale? << se posso pago di più volentieri perché mi interessa anche la vita di chi ha prodotto questo oggetto>>.
 
Giovanni

Le parole di Grasso 14/05/2012

Gentile redazione,
Mi ha colpito molto l'intervento del dott. Grasso in cui egli elogia Berlusconi per il contributo da lui dato alla lotta anti-mafia. Colpita, ho voluto riascoltare il suo intervento dal vivo, temendo che gli articoli ne avessero deformato il pensiero. Mi sono resa conto che il format stesso del programma, il tono che lo connota, che è ovviamente leggero come si addice ad un programma di intrattenimento, non sono i più adatti per affrontare temi molto complessi se non a rischio di banalizzarli.
Forse sarebbe opportuno che persone che guidano uffici così importanti come il dott. Grasso si astenessero dall'affidare i propri commenti a programmi leggeri come "La Zanzara", inadatti a trattare seriamente di problemi drammatici e complessi quali le mafie. A questo punto direi che risultano molto meno inappropriati gli interventi di magistrati che, come Ingroia, esprimono il proprio parere in contesti più seri, che consentono di non ridurre argomenti drammatici a barzellette.
A margine, sono una di quei cittadini/e che pensano che Mangano non fosse un eroe, ma che lo siano stati Rizzotto, Falcone, Borsellino e tutti coloro che le mafie hanno combattuto e tentano di combattere.
Stefania Fusero

La realta' dell'informazione 2 14/05/2012

I punti che vedo sono due.
Primo: se mi guardo intorno, casi analoghi al mio embrano spaventosamente frequenti. Il clima che percepisco è quello di una guerra civile, anche se per ora senza spari. Dalla rinuncia alle vacanze sono passato alla rinuncia al dentista (e non sono solo fatti miei, ma alla fine anche del dentista).
Secondo: quanti siamo, e soprattutto dove siamo? Quando i notiziari parlano di disoccupati, sottoccupati e di evasori fiscali, dove mi dovrebbero collocare?
Per le Entrate chiaramente io sono l'evasore, ma il mio committente è in regola, anche se ha deciso lui che il mio lavoro era "occasionale".
Un esempio credo ancor più spettacolare di mistificazione credo sia il "censimento", del quale forse si è parlato poco.
Tra le stupidissime domande cui sono stato chiamato a rispondere, ricordo ad esempio quanto tempo e quanta strada mi costa andare a lavorare. Una lacuna è così ovvia che sembra di sparare sulla Croce Rossa: quando lavoro da casa sul computer non mi muovo di un metro, quando devo andare a fare lezione sono 170 più 170 chilometri. Il genio dell'ISTAT ci avrà cavato una media assolutamente insensata, tanto per far finta di acquisire dati e riempir tabelle.
Ma l'altra lacuna, ben più interessante, è che da nessuna parte mi è stato chiesto SE, e ogni quanto, mi capita di avercelo il lavoro! Ma è ben qui che emergerebbe quel che evidentemente non si vuole scoprire... e qui è difficile credere che si tratti solo di disattenzione.
Conclusione: si sta delineando un completo travisamento della realtà, a partire dai suoi dati fondamentali. Sono proprio questi a mancarci di più!
E qualsiasi tentativo dei mezzi d'informazione, anche i più onesti, di ritrarre o comprendere quel che sta avvenendo, non può che fuorviarsi in partenza. Mi dispiace ma devo dirvelo: ho seguito spessissimo le vostre rassegne stampa del mattino, così come molti approfondimenti... ma spesso ho l'impressione che si stia parlando di un'Italia che esiste solo sulla carta e nel mondo delle idee. E più ci si lavora sopra più ci si perde. E questo mi pare molto più pericoloso di tutto il resto. Grazie per l'attenzione, Massimo Vicentini

La realta' dell'informazione 14/05/2012

Non ho una puntualizzazione specifica, ma se avrete la pazienza di leggermi forse il tema sarà chiaro, anche se generico.
Premetto che la mia vicenda personale è solo un pretesto, ma un punto di partenza che per me è chiaro e scottante (è rarissimo che mi decida a scrivere qualcosa, lo faccio solo con voi per la stima che ho dei vostri servizi giornalistici).
Lavoro da trent'anni per un Istituto culturale, di proprietà pubblica, in un grande Comune del Nord (per pietà non faccio nomi, ma è una di quelle città che si pensano europee).
Precario da sempre, mai assunto neppure part-time, per ogni anno e in ogni contratto costretto a firmare che il "rapporto" ha carattere occasionale ed è escluso ogni regime "impiegatizio". Recentemente la Civica Ragioneria, presa da sacri timori di aver tirato troppo la corda, mi obbliga ad aprire partita IVA. Ed ecco già un primo miracolo: da semidisoccupato divento un libero professionista. Coi compensi fermi ai tempi della lira, vado ad un centro per l'impiego per iscrivermi a liste di disoccupazione ma mi rispondono picche: perchè non sono mai stato licenziato - non essendo stato mai assunto! - e poi che diamine, ho pure la partita IVA.
Ma un professionista può mai incassare diecimila all'anno? E' credibile? Indaghiamo... un abile accertamento dell'Agenzia delle Entrate mi contesta di non aver avuto la partita IVA nel 2006 e 7: multa di 11mila. Ovvio che non l'avevo: secondo il Comune ero occasionale, secondo loro no. Il Comune si è risparmiato un sacco di soldi per circa 25 anni non pagando l'IVA (occasionale, no?), tanto ora glie la pago io.
Vado da un avvocato e mi dice di stare zitto e buono, perchè se dal 2006 dovessero guardare indietro mi farebbero pagare anche il resto.
Ora sto vendendo la casa perchè non ho più alcuna speranza di chiudere il mutuo... ma non è questo il punto.
...continua

Legittima suspicione 12/05/2012

Caro Folli,
ho sentito appena la sua risposta alla signora che parlava dell'attentato ad Adinolfi, sospettando una strategia dietro questo brutto episodio.
Sono d'accordo con Lei che occorre aspettare l'esito delle indagini.
Detto questo però, credo che sia legittimo nutrire sospetti, la storia di questo strano paese ce le insinua. Le Brigate Rosse sono esistite e sono state una scheggia impazzita del movimento del '68. Anche in questo sono d'accordo.
Però se ascolta Imposimato ad esempio, che ha indagato sul sequestro e sul delitto Moro, quello che dice è che Cossiga e Gladio all'epoca sapevano che le Brigate Rosse stavano mettendo in atto quello scellerato piano. Lo sapevano e non hanno fatto nulla per fermarlo. Ci dice cioè che non c'era una regia esterna, ma che parte dei servizi, quelli cosiddetti "deviati", sapevano.
In giorno del sequestro Moro doveva nascere il primo governo democristiano con l'appoggio esterno del PCI.
Vivendo in Italia, abbiamo sperimentato che in ogni momento di possibili cambiamenti, è successo qualcosa di clamoroso, esterno, che l'ha impedito. È storia.
Siamo l'unico paese occidentale che ha subito queste stragi, questa strategia, e che non ha alternanza al potere. Una ragione ci sarà!
Usare la "dietrologia" è sbagliato, ma un sano sospetto fondato sulla terribile esperienza è inevitabile.

Francesco Morante

L'articolo di Ricolfi 30/04/2012

Gentile dott. Passerini,

ho ascoltato con dispiacere l'articolo di commento di Luca Ricolfi di stamattina sulla stampa. Il collega Ricolfi è persona intelligente e informata ma questa volta si è messo da dare i numeri senza nessun riferimento scientifico serio. Per cominciare la cifra del 20% sulla performance della spesa pubblica italiana potrebbe essere stata presa dal famoso "Libro verde sulla spesa pubblica" dell'allora Ministro dell'Economia Padoa Schioppa (2007). Da quella fonte, però, si apprende semmai che è la qualità della spesa pubblica italiana italiana ad essere inferiore alle media europea (su un indice sintetico -11% rispetto alla Francia e -15% rispetto alla Germania).

Ma da quel libro verde si apprende anche che su alcune voci, come istruzione e salute, la spesa italiana appare tra le più efficienti mentre si altre (amministrazione e investimenti) tra le meno efficienti. Ma non scordiamo che pensioni, salute e istruzione sono le tre grandi voci di spesa dello Stato. Quanto poi alla ripartizione territoriale allego un file excel del Ministero della salute dal quale si capisce benissimo come il problema della spesa sanitaria al sud non è nella quantità della spesa procapite ma nella qualità dei servizi offerti, che spesso costringono i meridionali a recarsi al nord per curare mali importanti. E lo stesso vale per altri capitoli di spesa.

In pratica questi centomila miliardi di spesa da tagliare non esistono. La riduzione della spesa va fatta col bisturi con intelligenza e puntando al miglioramento della qualità dei servizi più che alla necessità di ridurre i costi.

Grazie, cordiali saluti,

Nicola Giannelli

Ricercatore, docente di Scienza dell'amministrazione, Università di Urbino

L'8 in condotta 26/04/2012

forse è meglio chiarire che da circa tre anni il voto in condotta fa "media" per il profitto di fine anno e quindi per la determinazione del credito scolastico da calcolarsi nel triennio delle scuole superiori.

Questo credito, poi, concorre in modo pesante sul voto di uscita dall'esame di stato (25%).

Per questo motivo tutte le scuole hanno ridefinito la griglia e i descrittori per l'assegnazione del voto di condotta (lei capisce che il consueto 9 in condotta è un premio molto grosso per comportamententi di semplice attenzione e in asswenza di disturbo, non ne parliamo per quello che una volta era un 8 punitivo (e che adesso alzerebbe la media di quelli che si vorrebbero "punire"). Nella griglia che anche il nostro liceo adotta, il voto-base è proprio 8 per quei comportamenti accettabili nel complesso, ma passivi. Il 9 e il 10 solo di fronte a comportamenti partecipativi e collaborativi

Beatrice Peruffo

 

Da una cittadina giapponese, precisazioni sul nucleare 26/04/2012

Buongiorno,

sono una cittadina giapponese impegnata per il superamento delle centrali nucleari nel Mondo, che vivo  a Torino da più di 30 anni e mi chiamo Chie Wada

Vi informo che che c'è stata qualche errore nella risposta di Dott. Gigi Riva;

1. il numero di vittima dell'incidente della centrale di Fukushima non è circa 20.000, di cui la causa è stata lo tsunami.

2. Il terremoto colpito  la centrale di Fukushima era di 6° + , assolutamente  non  9° grado, perché l'epicentro era nell'Oceano Pacifico alla distanza di più di 100Km dalla centrale di Fukushima;
ineffetti, i danni dello Tsunami è stato molto maggiore nella zona più nord della perfettura di Fukushima. 
Questo si può verificare facilmente sulla rete.
Vuol dire che i terremoti di 6°grado non sono così tanto eccezionali che possono colpire ovunque.

Nota: la pericolosità delle centrali nucleari è spiegata ampiamente nel libro "Scram -ovvero- la Fine del Nucleare" di A. Baracca e G. Ferrari

3. E' vero che fermerà l'ultimo reattore il 5 maggio per revisione come gli altri già fermi, non definitivamente.
C' è attualmente una disscussione fortissima sulla riapertura della Centrale di OOi.

Potrei fornire gli altri informazioni ma per adesso rimango a solo cennare qualche punto importante.

Cordiali saluti.

Chie Wada

Il Giappone e il nucleare 26/04/2012

Ho sentito questa mattina affermare da parte del conduttore dr. M. Riva, in una risposta alla domanda di un'ascoltatrice, che l'incidente nucleare di Fukushima avrebbe provocato 20.000 vittime. E naturalmente questo depone pesantemente contro qualunque ipotesi di scelta nucleare.
Vorrei precisare che le 20.000 vittime sono state provocate dallo tsunami, fenomeno naturale, e che al momento attuale non risulterebero vittime legate a contaminazione radioattiva (molto probabilmente ci saranno nel futuro; quante saranno, è da vedere).
Ho l'impressione che con questo tipo di approccio e di informazione si alimenti esclusivamente la reazione irrazionale di chi ascolta senza portare alcun contributo alla soluzione del problema (che mi sembra molto più complesso del "nucleare sì / nucleare no").
Allego un'intervista ad un ambientalista che fornisce una visione un po' diversa, criticando i mezzi di informazione, naturalmente senza mettere in dubbio i problemi oggettivi connessi con l'utilizzo di un'energia che comporta una elevato grado di rischio.
Cordiali saluti. Carlo Ambrogio.
Cuneo, 26/04/12

Su Rosy Mauro 11/04/2012

GentilissimoDott. Merlo, ho con molta attenzione ascoltato la sua lettura e commento dei giornali e mi congratulo con lei per il suo spirito libero e per la lettura in effetti con commento puntuale....

Non sono militante o simpatizzante Lega ma sono una donna ed ho molto apprezzato ciò che lei ha detto a proposito di Rosy Mauro aggredita in questo modo becero soprattutto perchè donna, la caccia alle streghe non è mai finita! Non mi aspetto certo eleganza e cultura da un gruppo di razzisti, ignoranti che considerano un distinguo essere nati da una parte o un'altra del mediterraneo mentre io la considero una bella del tutto casuale botta di fortuna.

Non credo si potranno ancora tollerare a lungo certi linguaggi come quelli sentiti in questi giorni di interviste volanti ai così detti uomini della strada!!

Le auguro di cuore buona e fruttuosa settimana a Prima Pagina

Dott.ssa Giuliana Sarteur medico

La politica e i suoi rappresentanti 11/04/2012

sono Viviana Stroher e intervengo in quanto presidente del Consiglio Comunale della mia città, Codogno, a proposito delle valutazioni generalmente espresse dalla maggior parte dei vostri ascoltatori sulla politica e i suoi rappresentanti. La mia osservazione è riferita all'impegno che ogni giorno diverse migliaia di noi, piccoli amministratori locali, hanno nei confronti della loro comunità. Il mio "stipendio" come presidente è di 102,00 euro al mese, non ho nessun rimborso spese, neanche il parcheggio gratuito quando sono in Comune a lavorare, mediamente sono impegnata circa una decina di ore settimanalmente oltre alla preparazione dei Consigli e al Consiglio stesso. Siamo i rappresentanti dello Stato più vicini alle persone, a noi si rivolgono per ogni problema che cerchiamo, nella miseria delle risorse, di risolvere. Eppure ci crediamo, riteniamo che la nostra persona sia a servizio della società e operiamo con onestà nel tentativo di assolvere a questo compito. Però sembra che questo non sia la politica, parola bellissima offesa da rappresentanti imposti ai quali si tende ad assimilarne modi e sentimenti. Cordialmente
Viviana Stroher

La dolce morte 11/04/2012

Salve,

          volevo ringraziare il giornalista Francesco Merlo, di turno questa settimana, per la sua modalità di conduzione di Primapagina, anche in particolare per quanto ha detto sulla possibilità, negata in Italia, di una scelta libera e consapevole di una morte dolce, alla fine di una vita segnata da una malattia irreversibile e dolorosa. Rammento con angoscia e disappunto la morte che ha dovuto mettere in atto  Monicelli, e penso che non dovrebbe mai più ripetersi se l’Italia si scegliesse dei Parlamentari adeguati al loro compito, cioè quello di varare le leggi che servono al Paese che cambia in relazione all’evolversi delle situazioni. Per me è un piacere ascoltare chi ha il coraggio di esporre le sue idee, con tatto, ma senza preclusioni. Cordiali saluti, Angiolina Bevilacqua

I diritti degli statali 23/03/2012

Sto ascoltando l'articolo 18 per gli statali. Ma che ragionamento e' quello di dire "sono assunto con concorso quindi non devo essere soggetto ad un licenziamento a seguito di necessita' (punto dolente di art. 18)". Mi sembra una ultima spiaggia di chi non sa piu' a cosa attaccarsi per mantenersi in una situazione stabile al di fuori di ogni necessita' oggettiva. Purtroppo la differenza e' dovuta alla lontananza nel settore pubblico fra chi paga(tasse) e chi e' "padrone del servizio" cioe' i dirigenti statali a tutti i livelli. Un dirigente statale non ci rimette nulla di suo se assume o licenzia, anzi ha piu' vantaggi se ha piu' dipendenti anche se molto inefficienti perche'

riuscira' cosi a produrre servizio anche se ha persone svogliate ed assenteiste. Pensiamo anche , ad esempio, alla scuola dove diritti acquisiti al nord vengono poi fatti rivalere con richieste di trasferimento al sud dove non vi e' trasferimento per esigenze di servizio, ma per favorire il dipendente.

Provate a trasferire questo metodo alle industrie private....!

Paolo

Modena

Auguri a Rossella 22/03/2012

Buongiorno, oggi Rossella Urru compie 30 anni, prigoniera nel deserto.

Vorrei che dai microfoni di Primapagina partisse un augurio di rapido e felice ritorno fra noi, persone libere.

Grazie

Bruno

Cinquantenni disoccupati 22/03/2012

sono un collega giornalista che ha fatto il direttore responsabile di un mensile, licenziato per crisi ho passato i miei due anni in disoccupazione e adesso so che non troverò mai più un lavoro dipedente. Magari guadagnerò denaro, ma non avrò mai la possibilità di completare i contributi per raggiungere una pensione decente a un' età decente. Eppure noi "ex" siamo un affare: esperti, ma a scadenza, nel senso che dopo una decina di anni andremo in pensione. Ci sono distorsioni nel mondo del lavoro, largo ai giovani, ma anche sostegno agli esperti considerati troppo spesso spompati. Io so bene che in una redazione posso fre in pochi minuti il lavoro che per un inesperto giovane dura un pomeriggio. Inoltre abbiamo la responsabilità dei figli: chi gli paga gli studi?

Antonio Vettese

Violenza e stupri. Le donne, e gli uomini....? 15/03/2012

poco fa -  a proposito di stupri -  la giornalista ha detto
"..... le donne si devono impegnare per cambiare la legge..."!

E gli uomini , no?

TUTTE  le persone di buona volontà si devono impegnare...!!!!

cordiali saluti

enrico - bologna

Carbone e Ogm 15/03/2012

Gentile Dott.ssa Sarzanini,

non riesco a prendere la linea di Prima Pagina, per questo le scrivo via mail lo stupore per tutte le cose "inesatte" dette dal radioascoltatore sul "carbone".

L'energia da carbone è riconosciuta pericolosa e dannosa da un'infinità di studi medici(in rete ci sono molti siti che spiegano tutto).Il carbone viene via via abbandonato nei paesi più civili, dove la salute dei cittadini viene rispettata (USA-Germania ecc. la stessa Cina stà ristudiando il problema) Il gas è molto meno dannoso. Le tecnologie per le fonti alternative sono in via di rapido sviluppo.

Il risparmio energetico deve ancora esser preso in seria considerazione.

Riguardo agli OGM, un conto è il progresso e la ricerca di laboratorio per affrontare e curare certe malattie. Un altro conto è l'introduzione in agricoltura di sementi che renderanno uniformi le produzioni(con tutti i risvolti rischiosissimi), e daranno potere di monopolio incontrastato alle multinazionali(senz'altro saprà quello che è successo in India).

Mi rendo conto che non posso dilungarmi.

Grazie per l'attenzione.

Gabriello Castellazzi(biologo e chimico)

Cassazione 15/03/2012

buon giorno,
la sentenza Dell'Utri, ora quella sugli stupri di gruppi, che toglie l'obbligo della carcerazione: ultimi esempi dell'incredibile caso della nostra Cassazione, una specie di congrega di reazionari a cui ci si appella in un estremo tentativo, da parte di chi è già stato condannato a tutti i livelli di giudizio precedenti, di farla franca.
ricordo, un paio di anni fa, un'altra incredibile sentenza, secondo la quale non è più possibile, automaticamente, dare ragione a chi viene investito sulle strisce pedonali, perché potrebbe averle attraversate all'improvviso e correndo.. pazzesco! da allora basta avere un bel po' di soldi da investire in un'azione legale a lungo termine per scansare il pagamento di sacrosanti indennizzi a persone rese invalide, o ai famigliari di persone uccise in incideni stradali.
questo in un paese in cui l'attraversamento sulle strisce è un'operazione rischiosissima, alla quale nessuno si accinge serenamente, ben sapendo che, mediamente, non più di due auto su dieci le rispettano.
e i morti si accumulano.
saluti,
Carlo Fossati

OGM 15/03/2012

Gentili Signori, ascoltando il dibattito sugli OGM (Organismi Geneticamente Modificati) di questa mattina, non ho potuto fare a meno di scrivere per sottolineare un aspetto che spesso i sostenitori di questa ipotesi non evidenziano con la dovuta chiarezza.
Negli OGM vegetali non si considera, infatti, a sufficienza il rischio delle fecondazioni spontanee incrociate tra le piante OGM e quelle non OGM, della stessa specie o di eventuali specie affini.
Ciò significa che i geni immessi artificialmente in alcuni organismi potrebbero passare anche negli organismi naturali, coltivati o selvatici. Le conseguenze di ciò sono totalmente sconosciute, si potrebbero percepire solo dopo diversi anni. Se le conseguenze fossero negative sarebbe ormai troppo tardi per fermare il processo che diverrebbe inarrestabile.
A quanto ne so io, non profonda conoscitrice del settore, ma pur sempre agronoma e interessata all'argomento da diversi anni, la considerazione esposta qui sopra è alla base del "principio di precauzione" che finora rallenta o impedisce la diffusione su larga scala degli OGM in Europa, anche se credo che negli ultimi anni le cose stiano cambiando verso una maggiore diffusione.
Suggerisco di leggere il divertente, non banale libro " La botanica del desiderio" in cui un capitolo è dedicato alla patata OGM che Mac Donald usa per le sue patatine.
Vi ringrazio di questo spazio
Isabella Devetta

Violenza e carcere 15/03/2012

Come lei, ho trovato aberrante la sentenza della cassazione che consente al “branco” di attendere il processo agli arresti domiciliari. Non sono d’accordo, invece, nel ritenere il carcere un “fortissimo deterrente”.
Neppure la pena di morte lo è. Le sanzioni penali non hanno mai frenato la criminalità.
Sono, semplicemente, la sacrosanta vendetta della società a fronte del danno infertale.
Chiamiamola col suo vero nome. Cordialmente Zicari Carmelo
Spinea (Venexia)

 

Pressione fiscale 14/03/2012

L'alta tassazione è una sconfitta dei precedenti governi che non hanno fatto una lotta alla criminalità, all'evasione, all'economia sommersa, alla corruzione, alla eccessiva dimensione del settore pubblico (dove si nascondono inefficienze e privilegi). L'attuale governo Monti sta cercando di porre dei ripari (con alcuni inevitabili limiti).

Le chiedo con quale coraggio (faccia) il pdl si permette di criticare alcune decisioni di questo governo dopo che ha contribuito ad aggravare questi malanni! Lo stesso vale per i sindacati che non si sono interessati dei lavoratori non protetti. Idem per il pd che non ha avanzato una linea di governo alternativa credibile per sanare questi malanni.

Ciò non significa non riconoscere la rilevanza della politica, ma piuttosto richiedere ai partiti di essere responsabili.

Grazie e buon lavoro Liliana Baculo

Bari, la cricca del cemento e quei santi in Comune 14/03/2012

di Antonio Massari e Valeria Pacelli
da Il Fatto Quotidiano, pag. 5
sito del Fatto Quotidiano

L'India e i marò italiani 05/03/2012

Scrivo dalla provincia di Venezia. Vorrei sapere come mai l'India si accanisce così tanto con i nostri 2 maro' . Le autorità indiani, non pensano che rschiano un incidente diplomatico e corrono il rischio di ritorsioni contro i loro cittadini in Italia? Cosa sarebbe successo se a sparare fossero stati gli americani o i francesi o i tedeschi? Come mai non vogliono gli esperti italiani all'esame balistico sulle armi sequestrate (quando l restituiranno?)?:

Grazie.

Antonio

La tav vista dalla Francia 01/03/2012

Mi chiamo Dominique,scrivo da Parigi e vi prego di scusarmi per il mio italiano.
  Stamattina sentendo prima pagina ho sentito parlare di questa video girata in val di Susa, in cui un manifestante insulta un polizioto che non reagisce.
  Sono stupito dall'importanza che ha preso quest'evento nella stampa, che ne vede quasi un'allegoria. Due italia si scontrano, quella dei anarcisti isterici figli di papa e quella della gente onesta che fa il suo dovere senza rumore.
  Ma insomma il poliziotto ha solo fatto quello che doveva fare in una situazione per la quale è stato preparato. Per farla breve, si tratta di una reazione normale. Parlare di eroismo presuppone che la reazione normale sarebbe stata la violenza.
  Nello stesso tempo so bene che quest' attengiamento non è sempre quella della polizia. Non parlo neanche della situazione in Francia, in cui purtroppo la violenza della polizia è cosi frequente che non stupisce più nessuno.
 Ma mi sembrerebbe più logico condannare questa violenza ( come è stata condannata quella dei no tav e quella di questo ragazzo) piuttosto esaltarci per il semplice rispetto della regola.
  In quanto all'aspetto simbolico della vicenda, questi discorsi sui giovani borghesi irresponsabili e sul merito del popolo disciplinato mi pare molto sospettosi. Anche Pasolini è stato convocato. Ma mi sembra che le parole di Pasolini fossero andate piuttosto contro il consenso dell'epoca, e la sua condannazione della violenza di classe che si manifestava degli insulti dei studenti non gli impediva di denunciare quella dello stato e non rendeva la rivolta illegitima ai suoi occhi. Non penso che avrebbe formulato questa allegoria, e che avrebbo fatto l'elogio del merito della gente umile, doverosa, disciplinata.
  Mi dispiace ma questi reazioni della stampa mi sembrano esaltare un profumo di populismo - anche quando vengono da un giornale come Repubblica, che ne se prentende immune.
  Sarei contento di avere una risposta a questa lettera, almeno che mi dite se à stata ricevuta e se sarà letta. Mi piace molto Rai 3, tra cui mi tengo informato della vita di un paese che amo molto.
 
 Vi ringrazio.

Cordialmente

Dominique
 

Trasporto merci 29/02/2012

Egregio dott. Massimo Giannini,
oggi il sig Tonino dalla Sicilia nella sua telefonata a Primapagina le ha sottoposto in modo molto coerente e corretto il problema dei trasporti su gomma che vengono favoriti a scapito dei trasporti su ferrovia. E' un fenomeno sotto gli occhi di tutti e sono stato molto contento che il sig. Tonino finalmente ne abbia parlato.
Lei ha sottolineato che il problema è circoscritto alla Sicilia e che non aveva spiegazioni riguardo al fenomeno.
Le assicuro che non è un problema circoscritto alla Sicilia, un tempo era possibile anche ai semplici privati effettuare spedizioni per ferrovia da tutta Italia. Addirittura quando la merce giungeva a destinazione era possibile, con un sovrapprezzo, richiedere la consegna della merce stessa presso l'indirizzo specificato. Ora non è assolutamente più possibile. le spedizioni devono essere fatte obbligatoriamente tramite trasporto su ruote.
A conferma della riduzione drastica non solo in Sicilia, relativa al trasporto merci su ferrovia, le posso segnalare che personalmente ho assistito, nella zona in cui abito, provincia di Genova, alla trasformazione su larga scala degli scali merci esistenti in parcheggi per auto a pagamento (strisce blu). Ciò è avvenuto in coincidenza della privatizzazione delle ferrovie.
Oltre alla spiegazione del sig. Tonino, le propongo altre ipotesi, peraltro non solo mie, riguardo la riduzione del servizio ferrovia per le merci a favore del trasporto su ruota. Al momento della privatizzazione delle ferrovie della Stato si è presentata la necessità di pareggiare i bilanci e ciò è stato fatto anche trasformando le zone merci in parcheggi. Il trasporto merci rende, alle ferrovie e a tutto l'indotto, molto meno che il trasporto persone e l'alta velocità, pensi semplicemente ai sussidi erogati dalle Regioni e a tutti gli investimenti anche europei sull'alta velocità.
Distinti saluti
Marcello Mirenda

Paghiamo con il bancomat 29/02/2012

Mi corre l'obbligo di segnalare una anomalia rispetto alla opportunità di eseguire pagamenti sempre più certificati -quindi con assegni, carte di credito, bancomat- che, secondo le nuove normative, inserite in qualche decreto, dovrebbero, o dovranno, essere privi di commissioni aggiuntive; ebbene, l'ACI che, tutti sappiamo, è incaricato di acquisire i pagamenti dei bolli per automezzi, accetta soltanto liquidi o, tutt'alpiù bancomat ma, per quest'ultimo pretende un un compenso aggiuntivo oltre a quello già previsto per la riscossione; credo sia opportuno che Lei de dia notizia affichè, chi di competenza, possa i necessari provvedimenti.
Complimenti per il lavoro che sta svolgendo a prima pagina, oltre ai quotidiani articoli su la Repubblica, che leggo sempre volentieri..
Sergio Mariani



 

Le parole della Marcegaglia 22/02/2012

La Marcegaglia accusa il sindacato di difendere ladri e fannulloni, proprio nel mezzo di una trattativa delicatissima sulla normativa del lavoro.

Si potrebbe rispondere  alla Confindustria, dicendo che non ha mai mosso un dito contro l'incivile pratica delle lettere di dimissioni in bianco, pretese da molti imprenditori per poter mandar via operai con gravi malattie e donne incinta.
Delegettimare il sindacato con cui siede allo stesso  tavolo per risolvere i problemi - gravissimi - del lavoro, dà l'idea di una Confindustria che cerca il diversivo per mancanza di argomenti.
Meglio invece lottare insieme contro i furbi e i disonesti.
Ovunque siano.
Massimo Marnetto

I mali della sanità 2 21/02/2012

Gentile dr. Veneziani

Difficilmente mi trovo d'accordo con Lei, tuttavia questa volta desidero complimentarmi per la risposta che ha dato questa mattina riguardo il fatto che prima di tutto dobbiamo avere il coraggio di essere e di pretendere di essere chiamati "cittadini". Da tempo detesto l'epiteto "consumatori" che ci viene regolarmente appiccicato da destra e da manca con l'implicito sottinteso di far prevalere il nostro, chiamiamolo così, "ruolo commerciale" su quello di persone e ribaltando così una gerarchia che viceversa dovrebbe essere sempre ben tenuta presente.
Volevo inoltre sottolineare che anche nel piccolo comune da cui le scrivo, la sanità è piena di amministrativi che per lo più trasportano carte da un ufficio all'altro mentre al pronto soccorso si aspettano ore. Qualcuno (forse più di qualcuno) è stato assunto con i soliti sistemi di raccomandazione clientelare (ne conosco personalmente diversi). Per fortuna il pronto soccorso è in condizioni ben più decorose di quelle del S. Camillo. Ma resta il fatto che c'è spesso da attendere per ore e periodicamente sui quotidiani locali la questione viene sollevata. Inutile dire che il direttore generale è stato nominato come al solito con criteri che nulla hanno a che vedere con la meritocrazia. E naturalmente sono piovute spese faraoniche per cose che poco hanno a che fare con la cura dei pazienti. Vedasi il nuovo ingresso che sembra la hall di un aeroporto...

Massimo Benà

I mali della sanità 1 21/02/2012

Non è solo questione di educazione sanitaria!! I medici di base sono disponibili solo a ore determinate e solo nel loro studio ! Se stai male da venerdì sera a lunedì riapertura a chi ti rivolgi? Se stai male la sera o di notte? Le visite a domicilio non ci sono più ! La guardia medica è depotenziata rispetto al passato e spesso si è trasformata in un PS di serie B.

Isabella

Manca una banca per l'industria 16/02/2012

Nelle privatizzazioni e fusioni bancarie di fine XX secolo è stato inghiottito l’Istituto Mobiliare Italiano, l’istituto bancario specializzato da circa 70 anni nel finanziamento a medio e lungo termine all’industria. E’ tempo che in tutta Europa si torni alla separazione tra banche di deposito e banche specializzate nel medio termine? Giorgio Lombardo

 

 

Abbassate i caloriferi 16/02/2012

Gentile Dr Fontana e Redazione Prima Pagina,

faccio seguito alla telefonata di una signora di genova in conflitto con il suo amministratore circa la temperatura dei caloriferi "sempre" al massimo anche con belle giornate nel periodo invernale.

In Lombardia esiste una legge regionale che obbliga i condomini all'istallazione delle "valvole termostatiche e contabilizzatori di calore"

entro il 31 luglio c.a., sanzioni previste da 500 a 2500 euro.

Costo indicativo fornitoci dal nostro amministratore euro 140/160 per calorifero.

Distinti saluti G. Bianchi

Doppio incarico 16/02/2012

Sette deputati continueranno ad avere un doppio incarico (e stipendio) nonostante l'indicazione contraria della Corte Costituzionale.


Pdl, Lega (quella di Roma Ladrona) e Udc hanno deciso che il politico  "centauro" -  metà deputato e metà presidente di provincia - basti e avanzi per elettori che con il porcellum non contano niente e devono solo star zitti e incassare le decisioni dei partiti.

Se invece questi signori fossero stati scelti da noi cittadini - e non nominati dai partiti - avrebbero abbassato la cresta, temendo altrimenti di non essere più votati.

Siamo scandalizzati per questa mancanza di rispetto per noi elettori.  La misura è colma.
Vogliamo subito una nuova legge elettorale, per scegliere i nostri rappresentanti e tornare ad esercitare democraticamente la nostra sovranità.

Massimo Marnetto

Grazie Monti 15/02/2012

Gentile giornalista, plaudo all'intervento del Presidente Monti per non aver voluto avallare la candidatura di Roma alle Olimpiadi. Città sfortunata con due sole linee (si fa per dire)  metro, strade eternamente  dissestate con ancora cumuli di neve gelata ovunque. Non voglio infine parlare delle cricche che già si stavano leccando i baffi per i possibili  appalti perchè sarebbe penoso. GRAZIE PRESIDENTE MONTI. Mauro

Una nuova classe politica 15/02/2012

Gent. Dott. Fontana

dai casi particolari portati all'attenzione da intelligenti ascoltatori di Prima Pagina emerge chiaramente l'incapacità di ragionare dei nostri politici. Il provincialismo italiano si serve della parola progresso per portare avanti progetti che ad una revisione razionale basata sul bene comune e sull'utilità si siano dimostrati inutili e dannosi. Una nuova classe politica deve fondare il proprio intervento non sul consenso ottenuto da persone poco informate ed irrazionali, ma come ha fatto Monti, impedendo lo spreco delle Olimpiadi, dimostrare di ragionare senza enfasi nel merito delle questioni.  La saluto     Cinzia



 

Idroelettrico 15/02/2012

Buongiorno.

Faccio seguito alla telefonata sull'idroelettrico in Italia e come si sia scatenata una furiosa gara all'accaparramento di ogni risorsa possibile, e premetto che sono senz'altro favorevole ai piccoli impianti.

Quello che sta succedendo da noi è nulla: in America Latina per esempio Enel Green Power e altre multinazionali costruiscono prese briglie e dighe per sfruttare corsi d'acqua in territori abitati da indigeni che non hanno voce in capitolo per influire su decisioni che riguardano la loro terra.

A prescindere dai principi economici che permettono alle multinazionali da sempre di produrre ricchezza di cui nulla o quasi resta a chi è "proprietario" o meglio custode delle risorse, sarebbe utile e dignitoso che si trattasse alla pari con le popolazioni, soprattutto se si tratta di comunità indigene che dai loro stessi governi sono prevaricati.

Mi augurerei che fosse il popolo italiano a influire sul comportamento di Enel Green Power, in modo che, pur perseguendo i propri fini economici, si distinguesse dalle altre per un'etica impeccabile nel trattare con le popolazioni con cui forzatamente vengono a trattare.

Certo, ci vorrebbero informazione sufficiente e maggior interesse per quello che succede fuori dai nostri confini.

Grazie

marina clerici

 

Energia fai da te 15/02/2012

Buongiorno,

un mio amico anni fa ha voluto mettere una piccola turbina per auto produrre energia da una cascata che ha dietro casa in montagna.

Bene: è impazzito a correre per tutti i permessi necessari, ha dovuto chiedere persino autorizzazione all'Aeronautica Militare!!!

visto che il sistema italiano facilita sempre le cose!!!

cordiali saluti

Stefano

Insegnanti in esubero 15/02/2012

Il problema che vorrei sottoporre alla vostra attenzione non è di ordine politico, né economico strictu sensu, insomma non riguarda le tematiche che si stanno affrontando con tanta attenzione in questi giorni. Io vorrei esporvi una situazione che riguarda la scuola, e in particolare la scuola superiore. Io sono un'insegnante di latino e greco. A causa dell'ultima riforma della scuola superiore, consistita soprattutto in tagli di ore curricolari ( e quindi sottrazione di diritto allo studio, all'apprendimento e all'approfondimento degli studenti) molti docenti di tante materie, e nel mio caso di materie letterarie, sono rimasti senza lavoro, sono "in esubero", dopo diversi anni di onorato servizio; quelli che non hanno perso la cattedra si sono trovati in enormi difficoltà dal punto di vista didattico, soprattutto al liceo classico, che al ginnasio aveva un orario cattedra difficilmente divisibile in altro modo: i risultati sono stati, insomma, disastrosi. Nella mia classe di concorso sono cinque anni che non si fanno assunzioni in ruolo; la recente riforma delle pensioni ha solo peggiorato la situazione. Dal Ministero dell'Istruzione non comunicano niente ai docenti; in fondo siamo anche noi cittadini e avremmo, credo, diritto a essere informati su quale dovrebbe essere il nostro destino. Voglio denunciare questa situazione; voglio affermare con forza che stanno togliendo a noi docenti il diritto al lavoro, e quindi alla vita; e agli studenti, il diritto ad apprendere e a conoscere. Poichè questa redazione si è dimostrata seria e preparata, spero in una risposta, visto che le Istituzioni tacciono. Mi auguro che questa tematica trovi modo di essere affrontata con la dovuta attenzione. Distinti saluti, Clara Tortorelli

L'utilità dei notai 15/02/2012

Egr.dott. Fontana, ho ascoltato la telefonata di quel signore di Locri il quale si lamentava dei costi di un atto di trasferimento di una casa per il quale aveva pagato 5.000,00 euro senza specificare l'importo delle imposte pagate allo stato e l'ammontare dell'onorario percepito dal notaio e suggeriva di affidare la funzione notarile ad un impiegato comunale. Rispetto il punto di vista dell'ascoltatore e registro tanta genericità, imprecisione e mancata conoscenza dell'effettiva attività svolta dal notaio e diretta a garantirgli l'acquisto. Non si possono condividere affermazioni così generiche ed anzichè rispondere con lo stesso tono dell'ascoltatore, peraltro condiviso - così  mi è parso - anche da Lei che stimo molto  propongo all'attenzione dei giornalisti e degli ascoltatori degli spunti di riflessione. Se lo Stato ha deciso di affidare ampi settori della vita sociale alle varie categorie professionali una ragione ci deve pur essere e Le chiedo: perchè affidare ad un avvocato la difesa dei cittadini davanti al giudice?  Non sarebbe meno costoso per ciascun cittadino di andare davanti al magistrato ed esporre le proprie ragioni?  Perchè affidare ad un ingegnere la redazione di un progetto per la costruzione di una casa? Non sarebbe meno costoso rivolgerci ad un buon muratore per farsela costruire?  Perchè affidare al medico la tutela della propria salute? Non sarebbe meno costoso rivolgersi a qualcuno che ha esperienza di patologie e farmaci e risparmiare i costi del servizio sanitario?  Un tema così complesso richiederebbe dibattiti con persone competenti ( giuristi, medici, sociologi, politici etc....). Ritengo che non sia sufficiente il generico e livoroso lamento di una singola persona o di una minoranza che non intende sborsare un euro per un servizio  reso anche nell'interesse della collettività per dare addosso al mondo delle professioni. Certamente il mondo delle professioni ha molte zone d'ombra ed è giusto e sacrosanto che siano eliminate o quanto meno ridotte ma non si può buttare il bambino con l'acqua sporca. Più proficuo sarebbe dibattere sul ruolo delle professioni in generale ma con competenza e dati oggettivi e magari arrivare alla stessa conclusione dell'ascoltatore che si possa fare a meno della "casta" dei professionisti. Ed ancora un'altra domanda: come potrebbe una società funzionare senza le professioni?  perchè  si percepisce lo status di privilegio e non si pensa agli anni passati sui libri a studiare? Non tutti i notai sono uguali. Ci sono quelli bravi, quelli meno bravi, quelli che pur essendo bravi sono dei "banditi", poi ci sono quelli ricchi e quelli che sono integrati perchè svolgono la loro opera nelle zone povere del paese. Il tema è complesso e sarebbe opportuno anche un approccio diverso. Ciascuno di noi può anche avere un'esperienza negativa: un pessimo notaio, un pessimo avvocato, un pessimo medico, un pessimo ingegnere, un pessimo artigiano e così via, ma non si può fare dell'erba tutta un fascio. Mi auguro che anche chi fa comunicazione la faccia con correttezza e senza strumentalizzazione. Con stima, Rocco Della Cava notaio.    

Grandi opere e democrazia 15/02/2012

Ho ascoltato prima pagina stamattina, come tutte le mattine. Vorrei segnalare che anche a Bologna abbiamo una piccola TAV, si chiama People Mover ed è una monorotaia sopraelevata che percorrerà il tratto stazione aeroporto in 5 minuti. Questo breve tempo è l'unica motivazione dei favorevoli. A fare quel servizio c’è già un bus della azienda di trasporto che impiega 20 minuti per quel percorso, ma ha il vantaggio che nei casi di molta affluenza si può aggiungere una corsa, mentre il People Mover non può aumentare la propria capacità in quanto è limitato dalla portata delle arcate del ponte sul fiume Reno. L’opera costerà 120 milioni di euro in partenza, proprio in questo momento in cui si tagliano tutti i servizi, e doveva essere un project financing cioè costruito a spese del vincitore, la CCC, che però ha costituito una società insieme alla azienda di trasporto pubblico con patti parasociali che prevedono il passaggio del 100% della proprietà a questa ultima. Quindi il 100% del rischio a carico dell’azienda pubblica, altro che project financig. Come la TAV.

Il comitato

nopeoplemover ha raccolto in ottobre 3.700 firme di cittadini che chiedevano una istruttoria pubblica, ma il Comune non la ha concessa con la motivazione che l’iter dell’opera era terminato e dovevano necessariamente iniziare i lavori. Il progetto esecutivo del People Mover, però, è stato approvato ieri 14 febbraio 2012. Viene da dire "più grandi opere = meno democrazia".

Cordiali saluti. Daniela

Valdiserra - Bologna

 

Branco, decide il giudice 14/02/2012

Non sono avvocato ma mi piace tenermi informato e le sottopongo questo articolo da MicroMega on line:

http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/02/03/domenico-gallo-per-favore-non-sparate-sulla-cassazione/ 

In pratica, il reato non di violenza di gruppo si depenalizza: semplicemente, rimane al giudice - come in tutti i casi - la facoltà di valutare se esiste o meno l'esigenza di custodia "cautelare" per gli imputati; custodia che quindi si applica ove il giudice valuti che sussista il pericolo di fuga, di reiterazione del reato o di inquinamento delle prove.

Quindi in realtà torniamo semplicemente alla legislazione vigente prima del 2009, quando in occasione dello stupro della Caffarella a Roma il ministro Mara Carfagna promosse l'inasprimento delle pene per reati sessuali - misure che poi furono cassate dalla Consulta in quanto discriminavano i colpevoli di questi reati rispetto agli altri. Adesso la Cassazione semplicemente applica alla violenza di gruppo questi stessi principi.

Possiamo poi discutere se ciò sia giusto o ingiusto ma alla fine spero che concorderà con me che questa notizia è stata riportata in maniera imprecisa dai media e raccolta e amplificata producendo disinformazione.

Simone Lando

Il disastro Grecia 13/02/2012

Ormai è chiaro. La Grecia non ce la può fare a seguire delle condizioni capestro imposte dalla troika, Commissione Europea, BCE, Fondo Monetario dietro cui ci sono le posizioni irremovibili delle elite al potere in Germania (e satelliti) e in Francia, che servono a garantire la sopravvivenza e un certo equilibrio del sistema bancario greco, francese e tedesco ma non alla coesione europea e neppure alla sopravvivenza dell’Euro che a poco a che fare del resto con il debito pubblico di un paese già insolvente. Ormai è chiaro ed è un terribile annuncio, il distacco della classe parlamentare greca dai destini del popolo greco. Il pericolo di una seconda dittatura è in vista.

 

E’ lo specchio, l’irresponsabilità della classe parlamentare greca di quel Parlamento Italiano che ha prodotto il gruppo dei “responsabili”, che ha speso tre anni di legislatura a discutere di leggi ad personam pro Berlusconi e cricche varie e che ancora pervicacemente non riesce a riformare gli straordinari privilegi di cui è portatrice. Ci siamo già dimenticati del Governo Berlusconi infarcito di ministri, viceministri e sottosegretari incompetenti, inutili o collusi, di una maggioranza tesa allo spasimo in difesa di un premier indifendibile e zuzzurellone. Se perdiamo la memoria non ricordiamo quanto losca e cinica e miope sia stata la classe di governanti di otto degli ultimi dieci anni e debole e divisa la sua opposizione.

 

Ai partiti italiani maggiori che sembrano essersi accordati su principi di riforma della legge elettorale che prevedano la designazione diretta del premier da parte degli elettori con il voto dato a una maggioranza occorre dire che questo potere di designazione è del presidente della Repubblica e del Parlamento e non degli elettori in via diretta e che la diminuzione del numero dei parlamentari è i n contraddizione con il ritorno ai collegi uninominali che consentirebbero agli elettori di scegliere candidati noti e in rapporto diretto con il loro collegio.

 

Giorgio Lombardo

 



 

Olimpiadi a Roma? 13/02/2012

Perché non fare delle Olimpiadi 2020, la prima edizione di Giochi "sostenibili"?

Come?  Evitando di costruire il Villaggio degli atleti.
Chiedendo invece  ad altrettante famiglie di impegnarsi ad ospitare un atleta per tutta la durata della sua permanenza.

Le famiglie - verificate e selezionate - avrebbero in cambio la "Carta Olimpica",  consegnata in una cerimonia pubblica di riconoscenza, valida per l'ingresso gratuito  nei musei italiani e dello stato di appartenenza dell'atleta ospitato, per quattro anni.
Così non avremmo consumo del suolo, ma più cultura  e amicizia tra cittadini del mondo.

Massimo Marnetto

Porzûs 10/02/2012

Non trattasi di fatto collegato al fenomeno delle foibe ,ma L'eccidio di Porzûs consistette nell'uccisione, fra il 7 e il 18 febbraio 1945, di sedici o diciassette partigiani (più una loro ex prigioniera) della Brigata Osoppo, formazione di orientamento cattolico e laico- socialista, da parte di un gruppo di partigiani - in prevalenza gappisti - appartenenti al Partito Comunista Italiano. È uno degli episodi più tragici e controversi della storia della Resistenza italiana, che ha causato varie ondate di polemiche in ordine ai mandanti dell'eccidio e alle sue motivazioni, e non furono uccisi in una foiba ma in un bosco, precisamente bosco romagno vicino Cormons.

M.Savignano

Il Referendum del 1991 e l'abolizione delle preferenze 10/02/2012

Per il giornalista Marcello Sorgi

Da due giorni lei continua a ripetere che il voto di preferenza fu abolito dal referendum del 1991, che invece abolì solo il voto di preferenza plurimo nelle sole votazioni per la Camera dei deputati mantenendo il diritto dell’elettore di esprimere un solo voto di preferenza in questo tipo di elezioni. Tanto è vero che nelle elezioni politiche del 1992 si votò con la possibilità di esprimere una sola preferenza per la Camera. Peraltro, quel referendum non si estendeva all’esercizio del voto di preferenza plurimo nelle elezioni europee, in quelle regionali e in quelle comunali, nelle quali è tuttora vigente, tranne che nelle regionali della Toscana, dove una legge regionale voluta dal Centro-sinistra fece da apripista al “Porcellum” introducendo le liste bloccate. Aggiungo che le liste bloccate della legge  “Porcellum” furono parzialmente anticipate dalla legge “Mattarellum”, che le introdusse fin dal 1994 per la quota proporzionale, ragion per cui quella legge con il senno di poi si potrebbe chiamare  “Porcellinum”.

Cordiali saluti Nicola Bruni

 

I treni e la no tav 10/02/2012

Spett redazione,

mi chiamo Enrico e abito in val Pellice.

pochi minuti fa ho ascoltato la risposta di Marcello Sorgi sul tema NO-TAV.

Avrei voluto fare due semplicissime domande che mi sembrano di buon senso (purtroppo ho trovato sempre occupato).

Vi sarò grato se potete girarle voi al noto editorialista de La Stampa.

1) va bene, il treno, una volta costruito la linea, è più ecologico.

Ma la linea esiste già, a velocità normale. Perché costruirne un'altra per sparare le merci a 300 km/h? Se le bottiglie di porto arrivano a Torino un'ora dopo, è così grave?

2) perché invece non si fa lo stesso ragionamento nella nostra valle e si minaccia continuamente di chiudere le linea ferroviaria e sostitiure il treno con i pullman? La val Pellice non merita di avere l'aria pulita?

Grazie, saluti e buon lavoro.

Enrico

La cultura del posto fisso 07/02/2012

- i giovani mirano al posto fisso sia per una cultura ereditata dalla società sia soprattutto per il sistema sociale che, iniziando dalle banche e dalle stesse famiglie,  hanno attribuito al posto fisso una garanzia di vita. Così il sistema si è ingessato e, contrariamente a quanto accade in altre nazioni, il mondo del lavoro si è irrigidito con un griviglio di privilegi e garanzie che non si riescono a sciogliere. Ho cugini americani della mia stessa fascia di età e, a suo tempo con mia grande meraviglia, a quindici anni già erano impegnati in lavori "precari" che prendevano o lasciavano anche per la differenza di pochi dollari in più (consegna del latte, dei quotidiani, camerieri, etc.),
- il ministro degli interni lamenta che i giovani vogliono un posto fisso e vicino a mamma e papà, non sarebbe male se uscisse dal Palazzo e scendesse a vedere cosa succade il Piazza. Oggi i mamma e papà, aiutati dai nonni,  costituiscono  i più efficaci ammortizzatori sociali, aiuti economici concreti, curano i bambini garantendo un'assistenza sicura e colma dia affetto.
L'attuale governo non deve giustificare il passato, ma non può ignorare cosa è successo da dopo guerra in poi, chi, più che dalla società, ha suggerito ai giovani la garanzia del posto fisso se non i politici che da oltre mezzo secolo sono sempre gli stessi e qualcuno, credo, sarebbe in grado di battere il record della Regina Elisabetta?
Antonio Mei

Lavoro sicuro 07/02/2012

Buongiorno,

la discussione sul posto fisso da fastidio perché porta allo scoperto la mentalità miope dei nostri genitori che si sono e ci hanno illusi col miraggio appunto del posto fisso!

Anche se poi, per esempio, si sta in qualche ufficio pubblico a leggere la gazzetta dello sport o, dopo aver lasciato la giacchetta sulla sedia, si va a fare la spesa durante l'orario di lavoro!

Ciò che è da garantire è l'opportunità di un lavoro decoroso e non "il posto fisso" tanto caro ai sindacati!

cordiali saluti

Stefano

I giovani vogliono il posto di mamma e papà 07/02/2012

Credo che la ministra abbia sbagliato preposizione: non il posto vicino a mamma e papà ma il posto di mamma o di papà e possibilimente proprio il lavoro di mamma o papà.!!!!!

In un paese di raccomandati dove si grida allo scandolo quando si scopre una parenteopoli

è veramente ipocrita che nessuno, sottolineo nessuno, in particolare i

giornali, si butti a capo fitto contro il ministro, di un governo che peraltro non appoggio, essendo il mio partito quello di Rifondazione Comunista.

cari saluti - Teresa

Basta polemiche 07/02/2012

Basta col dare conto ogni giorno della diatriba tra Alemanno e la protezione civile sull’accaduto: risulta noioso ed altamente inutile... la gente ha bisogno di sapere se è stato  predisposto un vero piano di emergenza per fronteggiare la nuova ondata di maltempo prevista per il fine settimana , per garantire i servizi essenziali e tutelare l’ incolumità di anziani e bambini ... la gente ha bisogno di sapere se,  in mezzo a tante vane polemiche, hanno trovato il tempo  di fare il loro dovere di amministratori della cosa pubblica. 

post pubblicato sulla mia pagina  FB domenica u.s.

EMERGENZA NEVE: Alemanno non ha tutti i torti se la protezione civile annuncia per oggi una tregua (Tg delle Marche di ieri sera) e i meteo di internet mettono neve continua ... qui non ha smesso un attimo da martedì!! Chi gestisce il sistema paese non ha nessuna capacità di previsione, né di tutela, né di intervento... in sintesi è totalmente assente qualsiasi capacità organizzativa... ovvio,  quando le intelligenze sono totalmente ed esclusivamente orientate a proteggere la propria poltrona, invece dell’interesse pubblico UNICO REALE PERPETUO COMPITO DELLE ISTITUZIONI  Paola Calafati Claudi - Castello di Vestignano  (Macerata)

 

 

La legge elettorale 07/02/2012

Dr. Sorgi,

desidero esprimerle il mio più vivo apprezzamento per il suo intervento di lunedì mattina sull'attuale legge elettorale, per aver detto che il primo problema non e' - come sento dire di regola quando si parla del porcellum - l'impossibilita per gli elettori di scegliere tra i candidati (che lei ha citato giustamente come secondo), bensì il premio di maggioranza senza alcuna clausola cautelativa. Ho apprezzato anche l'esempio dei tre terzi, semplice e chiaro; io aggiungerei una ulteriore considerazione: con le attuali percentuali di assenteismo, schede bianche e voti nulli, ad un terzo dei voti validi corrisponde al massimo un quarto dei cittadini elettori (votanti e non). 
Con stima.
Adriano Orso

Altro che posto fisso! 07/02/2012

 

Vorrei invitare i ministri Cancellieri e Fornero ad informarsi meglio prima di fare certe affermazioni. Ci sono tanti e tanti ragazzi, che pur di sentirsi inseriti nel ciclo produttivo e fare esperienza, stanno lavorando a diverse centinaia di Km dalle loro famiglie. Altro che illusione di posto fisso, nemmeno quello di “un lavoro”. Questo con tanti sacrifici perché la loro retribuzione saltuaria non basta per l’affitto di un appartamento in condivisione e per i viaggi per ritrovare i famigliari. Fra un contratto cococo, uno a progetto ed un altro ancora, non sempre tutti i mesi vengono coperti, mentre le spese di vitto alloggio e trasporti sono sempre gli stessi.  (Viaggi di ore e ore in condizioni precarie con orari e prezzi da Trenitalia). Fino a dover subire l’umiliazione di non riuscire ad essere indipendenti. Oltre ai sacrifici la beffa, sì la beffa di pagare le stesse tasse dei figli di papà che lavorano sottocasa e vivono in famiglia senza spesa alcuna. Sarebbe meglio che detti ministri riconoscessero i sacrifici di questi lavoratori e ne promuovessero i diritti.

Remo Mariani

 

 

Emergenza maltempo 06/02/2012

Come mai siamo un popolo che si fa trovare sempre impreparato di fronte alle emergenze naturali sia per quanto riguarda gli aspetti pratici che quelli psicologici ?Siamo in inverno e aspettarsi freddo e neve dovrebbe essere naturale e tra l'altro l'intensità del maltempo che ci sta maltrattando era stata segnalata da tempo e con indicazioni precise sia per le località interessate che per per la durata e tipologia dei fenomeni (mi riferisco al sito meteoam.it , sito ufficiale dell'Aeronautica Militare Italiana che ha diramato molti avvisi in proposito). Secondo me esiste ormai da tempo nella stragrande maggioranza degli italiani l'incapacità di saper stimare le conseguenze di un annuncio di allarme perché parole come tempesta di neve,gelo siberiano,temperature polari,smuovono più l'aspetto emotivo che quello razionale essendo questa manifestazione di immaturità incoraggiata dai media che non vogliono mai spiegare con chiarezza le cose per timore di far cadere l'audience o di danneggiare gli interessi di qualche categoria. Nevica molto,oltre 30-40 cm. nelle città o in grandi aree metropolitane ? Diciamo subito che non esiste un rimedio miracoloso che possa eliminare del tutto il caos nei trasporti su gomma o ferro e le autorità dovrebbero avere il coraggio di metterlo bene in chiaro in modo da attivare nei cittadini la consapevolezza di dover cambiare le solite abitudini di fronte ad un evento eccezionale :la cosciente collaborazione di chi è coinvolto è in questi casi essenziale per la buona riuscita delle attività di soccorso. Possiamo però diminuire gli effetti negativi delle emergenze se con grande maturità si è già provveduto a investire risorse nella attività di prevenzione con i relativi costi a carico di tutta la nazione. Nel caso attuale,a titolo di esempio,bisognava avere operativi migliaia di mezzi spartineve e spargisale nelle città e sulle strade ,un centinaio di potenti locomotive diesel (a vapore non ce ne sono più) pronte a correre in aiuto dei treni la cui locomotiva elettrica si era bloccata perché la neve e il gelo avevano messo a terra la linea elettrica di alimentazione e così via. Invece come bambini , pretendiamo che tutto funzioni senza avere speso un euro per prepararsi agli eventi e senza voler prendere coscienza che certe cause hanno certi effetti incoraggiati in questo atteggiamento dal modo con il quale i media danno le notizie che come ho detto prima escludono sempre di mettere accanto alla parola efficienza la parola costi. Certo è facile immaginare le polemiche che verrebbero innescate dopo che magari per anni i mezzi comprati e tutta la relativa logistica non sono stati impiegati perché non si sono verificati eventi eccezionali. Bene,finché agire nel senso giusto con presa di coscienza di ciò che c'è da fare e dei relativi costi passa in seconda linea a favore delle polemiche scatenate nella affannosa ricerca dei responsabili ,come sta accadendo molto italianamente anche questa volta, ogni evento prossimo sarà sempre eccezionale e provocherà il solito caos.Cordiali saluti. Luciano Fedi (Firenze)

Gasolio caro, ma rimborsato ! 24/01/2012

Per i trasportatori che si lamentano dell'aumento del gasolio varato con il decreto del governo dello scorso dicembre. Forse non sanno che l'aumento è rimborsabile, come previsto dallo stesso decreto all'art.15 comma 4

DECRETO-LEGGE 6 dicembre 2011 , n. 201 (Disposizioni in materia di accise) Art. 15

4. Il maggior onere conseguente agli aumenti dell'aliquota di accisa sul gasolio usato come carburante, disposti dai commi 1, lettera b), e 2, e' rimborsato, con le modalita' previste dall'articolo 6, comma 2, primo e secondo periodo, del decreto legislativo 2 febbraio 2007, n. 26, nei confronti dei soggetti di cui all'articolo 5, comma 1, limitatamente agli esercenti le attivita' di trasporto merci con veicoli di massa massima complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate, e comma 2, del decreto legge 28 dicembre 2001, n. 452, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2002, n. 16.

Stefano

Senza regole solo il caos 24/01/2012

Il progresso e la civiltà di un popolo si fonda sul rispetto di regole condivise.
Dalla Costituzione, al condominio.
Per il semplice motivo che solo con le regole si prevengono i conflitti oppure li risolvono senza violenza.
La rivolta siciliana, i blocchi dei tassisti e dei camionisti avvengono fuori delle regole.
Dove ritorna in vigore immediatamente la legge del più forte.
Ho il massimo rispetto del diritto di sciopero e comprendo - anche se spesso non condivido - la reazione delle corporazioni più colpite dalle recenti misure di governo.
Ma subisco l' "ictus" delle autostrade e della viabilità cittadina come una violenza, che mette in discussione l'assetto democratico del Paese.
Uno sciopero nelle regole crea disagio all'utenza.
Una reazione fuori dalle regole, alla convivenza.

Massimo Marnetto

Le foto davanti al relitto 20/01/2012

Buon giorno,

Premetto che, da sempre, quando per strada mi imbatto in un incidente, tiro dritto senza nemmeno guardare; e sono d' accordo che farsi fotografare di fronte al relitto sia un comportamento deprecabile, ma tutti quei fotografi diciamo ufficiali? Loro hanno il patentino per comportarsi da barbari? Che differenza c'è tra un free lance che scatta per vendere le foto ad un giornale che ha la nobile finalità di informare il pubblico, e un curioso che scatta con la finalità di informare i nipotini gli amici i parenti? La differenza tra il fotografo ed il barbaro sta nella quantità di pubblico che riescono ad avere?

Grazie,

Cordiali saluti

 

Antonio Castagna

Bassano del Grappa VI

Licenze commerciali e liberalizzazioni 19/01/2012

Gen.redazione
sono una ex commerciante che ha pagato la sua licenza con sacrifici immensi  ( anno settantanove). Un mese prima della cessazione della mia attività sono state liberalizzate le licenze .
Vorrei rispondere al farmacista che è intervenuto martedì a prima( ha detto che rischia il fallimento) pagina che sono sopravvissuta pagado con i miei (pochi) guadagni quello che rimaneva da pagare, certo che io non ho azzardato comperare anche casa per essere vicina al lavoro , ma avevo preso un appartamento in affitto.
Con simpatia, Ade.

Per fermare l'acquisto degli F35 19/01/2012

Un appello perché venga fermato l’acquisto degli F35: Chi dobbiamo bombardare, contro la nostra Costituzione?

 

 

DATA LA CRISI il taglio alle spese militari è doveroso”, dice il nostro ministro della Difesa all’Unità, l’ammiraglio Giampaolo Di Paola, ma poi non si trattiene: “Lo strumento militare italiano ha bisogno di una capacità aerea tattica. L’F-35 è la risposta corretta a questa esigenza”. Mentre i cittadini stringono la cinghia, un decreto “Salva Italia” dopo l’altro, lo Stato vuole spendere ben 15 miliardi (mezza manovra Monti) per acquistare 131 cacciabombardieri che tra l’altro, lo dice il Pentagono, hanno seri problemi di stabilità. La Norvegia s’è già sfilata dal progetto, la Danimarca ha rinviato ogni decisione. Lo stesso ministro-ammiraglio alla Camera ha spiegato perché quello del F-35 è un progetto da portare a casa: perché si creerebbero 10 mila posti di lavoro. Senza contare i 45 miliardi che ci costerebbero di manutenzione, calcolatrice alla mano, lo Stato per ogni posto spenderebbe 1,5 milioni: giusto lo stipendio del nuovo amministratore delegato di Bpm, Piero Montani. E pensare che Famiglia cristiana ha calcolato che con il costo di un F-35 si possono costruire 143 asili. E sai quanti posti di lavoro.

 

Grazie per l’attenzione

 

Roberto M.

 

Milano

 

 

 

Il referendum sull'acqua pubblica 19/01/2012

Presidente del Consiglio, Mario Monti,

le scriviamo perché dal suo Governo vengono segnali preoccupanti di "aggiramento" del referendum sull'acqua.  Che ha indicato chiaramente la diffusa  volontà degli Italiani affinché l'acqua non sia oggetto di speculazione, in quanto bene pubblico essenziale.

Presidente Monti, sappia che non tollereremo che la speculazione - travestita da efficienza -  rientri dalla finestra.dopo esser stata cacciata dalla porta dalla maggioranza degli italiani,

Le chiediamo, pertanto, di attivarsi affinché le prossime liberalizzazioni non siano l'occasione - per le solite lobby - di far inserire "clausole di aggiramento" della volontà referendaria, perché saremo in tanti ad avere gli occhi ben aperti. E per niente rassegnati alla prepotenza.

Con vigilanza democratica

Massimo Marnetto
Libertà e Giustizia di Roma 

Tassisti: guiardiamo l'estero 19/01/2012

Noto con stupore la mancanza di un commento fondamentale circa la discussione sui taxi. In altri paesi, per es. la Spagna, i taxi sono moltissimi, costano pochissimo, lavorano in continuazione (perché viaggiare con loro è infinitamente più conveniente che usare il mezzo proprio) e non 'cè neppure bisogno di chiamarli o aspettarli: basta alzare la mano e nel giro di due minuti se ne ferma uno! Evidentemente lì non ci sono corporazioni.
Grazie,
Liliana Stracuzzi

Tassisti 19/01/2012

Buongiorno

prima di protestare, perché i tassisti non cominciano a fare una regolare ricevuta?

e se la si chiede ti guardano male...

cordiali saluti

Stefano

 

Il trasporto pubblico 19/01/2012

Il servizio di TAXI è un segmento del trasporto pubblico, al pari dei bus cittadini, tant’è che viene normato dai Comuni.

Sorprende quindi che si stia procedendo ( giustamente ) ad una liberalizzazione separata dei due segmenti, quello dei bus e dei taxi.

In Toscana, ad esempio, dove si sta procedendo ad una gara unica di affidamento del TPL ( Trasporto Pubblico Locale) per tutta la Regione  è prevedibile che i processi di accorpamento delle aziende oggi esistenti, produrrà un surplus di autisti, cioè prepensionamenti e licenziamenti.

 Non potrebbe essere proprio questo il bacino di professionalità cui attingere per liberalizzare ( in maniera pilotata e controllata)   il settore TAXI ?Gestita magari a livello locale..

Un caro saluto.

Carlo R

Assessore alla Mobilità Portoferraio ( LI )

Sulla violenza e gli scippi a Roma 10/01/2012

Se l'ascoltatrice parla di valutazioni fatte da una stazione dei Carabinieri si tratta già di analisi compiute non al mercato ortofrutticolo tra massaie, ma da operatori che hanno il polso di una situazione e la possono facilmente confrontare col passato. L'ascoltatrice parla di qualcosa che i cittadini percepiscono quotidianamente da anni a Roma, ed è un aumento della conflittualità nel traffico come la sera uscendo in centro. Del resto noto io, se il modello di governo che ci è stato proposto era quello della distruzione delle Istituzioni, delle Leggi, dei tempi dei processi e della certezza di pena, un giovane senza particolari Fari Etici che lo orientino, italico o meno, si abbandona facilmente a comportamenti che non sono certo impensieriti dal timore di punizioni esemplari. Cosa rischia un ragazzo che scippa? Magari avrà anche sentito dire che le volanti non hanno benzina per inseguirlo....

Claudio, Roma

Su Equitalia 03/01/2012

Egregio sig. Sansonetti,

nella puntata odierna di prima pagina si è parlato più volte di Equitalia. Mi sembra che esista un equivoco di fondo. Equitalia non è un ente IMPOSITORE ma un ente di RISCOSSIONE. Quindi non impone le tasse, ma si limita a riscuotere quelle stabilite dagli enti impositori (erario, regioni, comuni, ecc. ) Di consequenza non può ridurre, condonare o patteggiare imposte con i contribuenti: questo può farlo solo l'ente impositore. E' errato quindi dire che sia stata Equitalia a ridurre le imposte ai vari Pavarotti, Valentino Rossi e altri, cosa invece che ha fatto - e non poteva essere altrimenti - l'Agenzia delle Entrate, in qualità di ente impositore. E' inoltre errato scandalizzarsi se Equitalia, a una richiesta di informazione sulla natura e sul motivo del tributo, indirizzi il contribuente all'Ente impositore, perchè solo quest'ultimo è in grado di fornire informazioni in proposito, avendo imposto il tributo. Equitalia si limita a riscuotere! Se poi questo avviene in modo irregolare è un altro discorso. Ma non si faccia confusione tra chi impone le tasse e chi li riscuote.

Cordiali saluti. Giancarlo Disi

Raccolta di firme e stipendi dei parlamentari 03/01/2012

Sta passando sotto silenzio l'attuale raccolta di firme mirante a proporre una legge di iniziativa popolare   per decurtare le indennità dei parlamentari ecc. ecc.

   Non mi sembra che la stampa, nonostane il sempre proclamato  diritto all'informazione, abbia informato in merito i cittadini. Fatto di una gravità enorme, a mio parere.

Romolo Musti - Bologna

Da Pescara a Pechino. Ma non a Giulianova 13/12/2011

Sono da tempo titolare di un abbonamento ferroviario di Trenitalia per la tratta regionale Pescara Centrale-Giulianova.
Sul retro del tagliando di abbonamento Trenitalia afferma orgogliosamente che chi utilizza il treno come mezzo di trasporto privilegiato, contribuisce ad abbattere di oltre il 50% le emissioni di anidride carbonica. Ebbene, da oggi io, grazie alla collaborazione di Trenitalia, tornerò stabilmente ad incrementare di oltre il 50% le emissioni di anidride carbonica nell'atmosfera terrestre. Vivo a Giulianova, ma da molto tempo lavoro a Pescara dove, svolgendo la mia attività professionale in un albergo, il mio turno lavorativo termina attorno alle ore 23:00 per cui ho finora avuto modo di utilizzare il mezzo ferroviario per rientrare a Giulianova grazie all'unico treno disponibile in quella fascia oraria, l'Espresso 924 Lecce-Bolzano, affiancato nel periodo estivo da un altro convoglio diretto a Torino Porta Nuova. Com'è noto, queste corse notturne sono state da oggi soppresse (con la conseguente perdita di numerosi posti di lavoro), pertanto chi, come me, deve spostarsi da Pescara per raggiungere le cittadine limitrofe in un orario compreso fra le ore 21:00 circa e le ore 05:00 della mattina successiva, è costretto da ora in poi a farlo in automobile. [...].
Tutto ciò porterà all'aggravamento dei contributi all'inquinamento atmosferico, all'incremento del traffico stradale e delle problematiche relative ai parcheggi, nonché al deterioramento della qualità della vita personale, costretta a confrontarsi quotidianamente con lo stress e l'effetto logorante di tutti questi elementi combinati. Senza poi trascurare il fatto che il costante aumento del costo dei carburanti, spingerà ad uno spropositato aumento del cespite di spesa familiare obbligatoriamente riservato a tale scopo, depauperando ancora di più il potere di acquisto riservabile altrimenti ad altri generi di consumo. [...] Per non parlare, infine, degli accresciuti rischi legati alla salute e all'incolumità fisica [...] Pensiamo ad esempio a tutti quei giovani che, dovendo raggiungere locali notturni ubicati lungo la costa abruzzese-marchigiana, lo fanno in automobile, in mancanza di un'alternativa su rotaie o su autobus di linea, con tutti i notori rischi legati alle conseguenze del consumo di alcolici e quant'altro. [...].
Altro che globalizzazione. Qui, a breve, saremo capaci di prendere un aereo che in poche ore ci porti da Pescara a Pechino o a Sydney, ma intanto non sapremo più come arrivare da Pescara a Giulianova!

Gerlando Fabio Sorrentino

 

I privilegi dell'Ici anche per i sindacati? 12/12/2011

è vero che i sindacati italiani possono godere degli stessi privilegi sull'ICI che ha la chiesa cattolica?

se sì perché non se ne parla?

Saluti

Stefano

 

 

 

Il falso stupro e il medioevo prossimo venturo 12/12/2011

Premetto che provo sdegno e rabbia per la violenza perpetrata da un gruppo di ultrà torinesi contro cittadini Rom al fine di vendicare la vittima di uno stupro in realtà non avvenuto (ma anche se fosse avvenuto, la mia condanna non sarebbe meno forte). Vorrei però sapere cosa pensa Lei di una famiglia che impone alla figlia di restare vergine fino al matrimonio con una tale ossessività da indurla a inventarsi uno stupro pur di non confessare di avere avuto rapporti sessuali con un coetaneo. Non è anche questa una forma di violenza? Possibile che in Italia, nel 2011, una ragazza tema ancora a tal punto di incorrere nella collera dei genitori per una ragione del genere?

Ad aggravare la situazione, leggo che la ragazza viene sottoposta periodicamente a controlli ginecologici per verificare che non abbia perso la verginità. E' una cosa legale, o lede i diritti delle minore? Non mi pare di aver letto o sentito nei media una parola di sostegno per questa ragazza che nei familiari, nonna inclusa, non trova appoggio e comprensione, ma solo un atteggiamento sospettoso e oppressivo.

Da quando ero ragazza io è passato mezzo secolo, ma a volte ho l'impressione che di progressi, quando si tratta di difendere le giovani da genitori retrogradi e prevaricatori, ne siano stati fatti pochi.

Un cordiale saluto, Antonietta Pastore

Dov'erano tutti? 06/12/2011

Sto per andare a scuola e sono ben contenta di andarci, anche se mi piacerebbe vedere un giovane al mio fianco, pronto a prendere il mio posto in classe.
Mentre ascoltavo le telefonate non ho potuto fare a meno di chiedermi: "ma dove stava tutta questa gente prima? Ma cosa stanno a considerare le lacrime del nuovo ministro? quando abbiamo visto e sopportato le signore dell'ultim'ora nominate ministro per "grazia ricevuta"? e la Brianza tutta si sveglia solo ora? dov'era quando i ministri leghisti buttavano i loro soldi, o quelli di "Roma Ladrona", a Pontida , sul Monviso, a Ponte di legno o in regione e nei consigli comunali a infiocchettare le scuole di verde? O a mostrarci il dito medio e a farci le pernacchie?

Dov'era tutta questa gente che solo ora vede le ingiustizie del "governo tecnico"? Dov'era quando le piazze si riempivano per protestare contro il governo Berlusconi? Dov'era quando il suddetto governo diceva che la crisi non c'era? quando il Ministro Lupi diceva al Prof. Boeri che la crisi l'aveva letta su "Topolino"?
Vorrei tanto ricevere delle risposte. sono certa, però, che passata la crisi si ricomincerà perchè, purtoppo, la memoria storica non fa parte del nostro patrimonio culturale, come tante altre cose.

Rosanna De Rosa

 

 

"Autovelox" contro gli evasori 06/12/2011

Qualche tempo fa procedevo in auto sulla circonvallazione. Rispettosa del codice della strada (ho vissuto in Inghilterra per anni e ho preso cattive abitudini) procedevo sulla mia corsia a 50 all'ora, fari accesi, cintura allacciata e mi grattavo un orecchio. All'inizio della curva, dove vige un divieto di sorpasso, sono stata superata da una macchina che procedeva a velocità elevatissima. Sbuco dalla curva e vedo una pattuglia dei carabinieri a lato strada. Finalmente avrebbero beccato quel disgraziato che correva come un pazzo e sorpassava contro ogni divieto!
I carabinieri alzano la paletta e fermano me!
Mi stavo grattando l'orecchio e pensavano che stessi telefonando.
Ho protestato: perchè non avevano fermato quel pirata che meritava il ritiro della patente?
"Chi li prende quelli? " è stata la risposta dei carabinieri.
Ascoltando la conferenza stampa di Monti, mi sono sentita allo stesso modo.
La stupida che pagava ancora il conto con la sua pensioncina, con il blocco dell'adeguamento della pensione per due anni, con l'ici sulla casa comprata con sacrifici, con l'imposta di bollo sul deposito titoli (quattro soldi in bot) e così via...
Non posso accettare che mi si dica che i pirati del fisco sono difficili da fermare. Che lo stato si doti degli autovelox per farlo!

Marina Anselmi

 

 

Un'italiana in Grecia 05/12/2011

La mia mail non vuole essere una critica né un encomio a Monti [...]. La mia mail è soprattutto un'espressione di depressione, disillusione totale. Io parlo dalla povera e derelitta Grecia e sono più di due anni che sento sempre le stesse identiche cose e le stesse parole, prima qui in Grecia e adesso in Italia (l'unica eccezione sono le lacrime della ministro...). Fermo restando lo stile e la serietà di Monti - e anche di Papadimos, che però ha difficoltà politiche enormemente superiori a quelle di Monti(purtroppo i politici greci sono molto, ma molto peggio degli italiani) - non vedo (da profana, lo ammetto) una soluzione Europea alle crisi, che a me sembra la sola via d'uscita. Possibile che nessun politico riesca a vedere più in là del proprio naso e dei propri interessi a brevissimo termine? [...] Per me, al'estero da tanti anni, siete una finestra sull'Italia che però sento sempre più distante ed estranea da quella che ho lasciato.

Laura Migou Meda            

Legalità? Roba da "crucchi" 03/12/2011

Un paio di giorni fa ci si chiedeva, parlando dell'evasione fiscale e della corruzione, cosa si deve fare per RIPORTARE la legalità in questo paese. La domanda è malposta, non si tratta di RI-portare ma di portare, perchè la legalità in questo paese, almeno dal dopoguerra non è mai stato un valore condiviso né perseguito. Basta guardare i personaggi del cinema neorealista che erano una summa di simpatica cialtroneria, per i quali la legalità era tutt'altro che un valore, almeno fino a un certo punto. I Soliti Ignoti, i Falsari, i Vitelloni e tanti altri, per un'Italia uscita dalla miseria della prima metà del novecento (e si sa dove c'è miseria la legalità è un lusso), erano personaggi che suscitavano una compiaciuta simpatia. In seguito in piena guerra fredda sostenuti da un piano Marshall, dai finanziamenti occulti americani e russi gli italiani si sono potuti permettere un livello di vita superiore ai loro meriti. Fino agli anni settanta pagare le tasse erano un onere (già da allora) riservato solo ai salariati... Tutto questo per dire che questo è un paese che non sta inseguendo un glorioso passato ahimé perduto, ma piuttosto un paese da fondare su una scala di valori del tutto nuovi per noi. E' da qui che nasce la fatica. Dobbiamo diventare un po' più come quei crucchi che per decenni ci siamo divertiti a prendere in giro, perché il tempo delle vacche grasse è finito.
Sergio Sghedoni

 

Riforma delle pensioni 30/11/2011

Mi chiamo Giulio Pomar, sono un dirigente bancario ed anche sindacale (DirCredito. sindacato bancario dell’area direttiva e delle alte professionalità) ancora in servizio, ma per poco, a Palermo.Mi trovo esattamente nella identica situazione (sia pure come “genitore”) descritta dal ragazzo nella telefonata di oggi.Anche io ho due figli (entrambi studenti, con grandi sacrifici loro e miei, fuori sede) una iscritta al 4° l’altro al 3° anno.  Dopo una causa che durava da 5 anni con la mia Azienda (stando in servizio, comprendete lo stress quotidiano!), avevo infine concluso – prima della bufera finanziaria – un accordo individuale in sede giudiziale fondato di fatto sul mio “accompagnamento” ai 40 anni di contributi (che raggiungerò ad inizio 2014 a 58 anni).Di fatto avrei dovuto versare volontariamente da gennaio 2013, data della mia “uscita”, a giugno 2014 i contributi che la stessa mi ha “conteggiato”.Bene, come potrò vivere ora con l’allungamento di altri 3 anni dei contributi necessari alla pensione?Come mantenere ancora agli studi i miei figli, non solo non potendo contare su stipendio e pensione, ma dovendo pure pagare 3 anni ulteriori di contributi volontari per la maturazione del diritto?Nelle banche gli accordi individuali, anche volontari, “spinti” dalle Aziende in questi ultimi mesi con “accompagnamenti” sino alla maturazione dei 40 anni di contributi, sulla base delle ancora vigenti regole (!), sono stati moltissimi (ed il superministro Passera lo sa benissimo!).Tanto da indurre il mio sindacato ad intervenire direttamente presso il Ministro Fornero a sollevare la richiesta di prevedere in questi casi una apposita clausola di salvaguardia (cfr anche comunicato stampa www.dircredito.net dello scorso 21/11).Sono situazioni dunque che conoscono benissimo: speriamo intervengano.Anche in relazione alla circostanza che in una delle scarse comunicazioni alla stampa il nuovo Governo ha dichiarato come sulla materia non intendono certo operare “con l’accetta” (che tale sarebbe in questo caso).A proposito, non erano loro che sostenevano di non essere elettrodomestici?Allora perché ci trattano quasi da condannati?

L'agricoltura e il dissesto idrogeologico 14/11/2011

Mi chiamo Fabrizio Garbarino allevatore cooperativo della Langa Astigiana (www.lamasca.it)
Ho denunciato parecchie volte alle vostre trasmissioni l'abbandono dell'agricoltura contadina italiana da parte delle istituzioni italiane (sindacati agricoli COMPRESI) che credo fortemente sia una delle CAUSE PIU' IMPORTANTI DEL DISSESTO IDROGEOLOGICO ITALIANO.
Mi sembrava quindi importante che fra tutte le voci che citerete nella vostra speciale programmazione di oggi si parli di questo aspetto.
Quello che facevano (e fanno) migliaia di contadini RESISTENTI di collina e di montagna per mantenere il territorio non lo potranno fare mai squadroni di cantonieri (che non ci sono più), forestali stagionali (vedi Calabria) o geologi ed ingegneri.
Faccio presente che in Italia ci sono diverse realtà associative che da anni si battono per l'agricoltura contadina, agroecologica e solidale mentre tutti parlano di agricoltura tout court (industriale), competizione e IMPRESA AGRICOLA: risultato 35% di aziende agricole in meno in 10 anni e trend in crescendo e solo in liguria il 45 %.
Vi invito a guardare questi siti www.assorurale.it http://www.eurovia.org/spip.php?article267 e l'allegato di Antonio Onorati che collabora con noi e presiede l'ong Crocevia www.croceviaterra.it che vi raccontano come sta avvenendo la sparizione dell'agricoltura in Italia ela risposta dell'agricoltura contadina al ricaldamento globlale.
LA GESTIONE DEL TERRITORIO CHE FANNO I CONTADINI IN ITALIA STA TERMINANDO ANCHE GRAZIE ALL'INDIFFERENZA DEI MEDIA E DELLA POLITICA.
Grazie per l'attenzione
Fabrizio Garbarino
contadino e allevatore

Non demonizziamo i politici di professione 13/11/2011

Buongiorno,

scrivo velocemente dopo un po' di titubanza e scrivo solo solo per esprimere il mio sconforto per aver sentito avallare anche stamane la discutibile affermazione che "è ora di finirla con i politici di professione..."

bene io sono una FAUTRICE dei professionisti della politica: ma che siano onesti, capaci e responsabili una nostalgica forse delle vecchie scuole di partito!

e ben vengano le scuole di partito di destra di centro e di sinistra, purché sfornino politici veri ovvero "abili nell'arte di governare la polis, la società"

perché di improvvisati ministri e amministratori ne abbiamo visti fin troppi.... e abbiamo visto anche dove ci hanno condotto.

ciò che manca sono serietà, professionalità e senso di responsabilità per il ruolo pubblico che si ricopre la politica è una professione e insieme un'arte: non si improvvisa ma si impara, non certo con la corruzione e la ricerca del profitto personale....

con triste sconforto mi auguro un periodo di responsabilizzazione individuale e collettiva buon lavoro a tutti cristiana

Vota Antonio! 06/11/2011

Due aspiranti Sindaci, in qualunque città italiana, propongono due diversi programmi. Il primo promette "un grande sforzo economico e politico per il riassetto del territorio"; il secondo promette "un condono largo totale di tutti gli abusi, in zone protette, zone verdi, zone archeologiche ecc." Chi diverrà sindaco?

Basta vedere che fine ha fatto il Governatore Soro perché voleva difendere il mare della Sardegna!

Gaetano Attanasio 

Renzi o non Renzi 31/10/2011

Ho 37 anni, forse un anno in più di Matteo Renzi.
Non sono un entusiasta delle rottamazioni, né comprendo la necessità di distinguere i rappresentanti politici su base anagrafica. La categoria di "generazione" mi pare francamente poco politica, o peggio, derivata da una visione politica regressiva.
Tuttavia Renzi coglie nel segno, non perché abbia idee strabilianti, non perché sia brillante, ma perché apre all'inclusione, ridiscute le regole del gioco e appare sufficientemente estraneo alle rendite di posizione della nomenclatura del suo partito.

In questo - mi rendo conto di dire un'eresia - è molto vicino a Nichi Vendola: cambiare le regole e rimettere il mandato di rappresentanza in mano ai cittadini elettori. Chiamiamole primarie, ma forse è riduttivo.
Se i due trovassero un piano di alleanza e riuscissero a proporre un candidato premier di garanzia (la già invocata Rosi Bindi?) potrebbero anche "rischiare" di vincere le elezioni.

Gli altri, nel pd ma non solo, sembrano non avere altro interesse se non quello di mantenere le posizioni di potere, le sfere di influenza, i bacini di elettori. Non c'è niente di male, è umano occuparsi della propria sopravvivenza. E perché mai chi oggi occupa i seggi in parlamento dovrebbe, in nome della democrazia e della partecipazione, rinnegare quelle regole che gli hanno consentito di essere lì?? è un paradosso! Non accadrà mai, se non attraverso una forte pressione dal basso.
C'è chi parla di populismo.
Ma gli elettori non sono come gli allevamenti di branzini: potrebbero assomigliare di più alle anguille. I bacini elettorali, quelli sì che sono un'idea vecchia, da anni '80.

Da elettore attivo, non iscritto ad alcun partito, penso che il mio potere di condizionare la vita pubblica di questo Paese si sia enormemente ristretto negli ultimi dieci anni. Il primo e più importante potere che vorrei (ri)avere sarebbe quello di scegliere i miei candidati, poi i miei rappresentanti in Parlamento, verificare ciò che fanno, interloquire con loro (come faccio con voi, perché no? la tecnologia ce lo consente) e infine, dopo cinque anni, decidere se rivotarli oppure no. C'è chi dice che questo è populismo e che la realtà è più complicata di così... io ritengo che sia soltanto un alibi, dal sapore anche un po' autoritario.

Facciamo le primarie, di tutti i candidati (locali e nazionali). I partiti propongono una rosa allargata, gli elettori scelgono la rosa ristretta da inserire nelle liste. Poi si va a votare.
Al prossimo giro io voterò quelli che si avvicineranno di più a questa mia aspettativa, a prescindere dalle "idee" in materia di politica economica: perché su quelle io non scelgo e forse neppure loro potranno.

Alessandro Armando
Torino

In fila per l'elettronica 28/10/2011

Avrei una cosa da sottolineare riguardo l'argomento del giorno, e cioè la ressa al centro commerciale di Roma ... Mi ha colpito la risposta che riassumo: "non siamo a Mosca dove la gente si metteva in fila perchè non aveva i generi di prima necessità. Siamo pur sempre la settima potenza del mondo (...)" dalla quale io ho colto, non so se correttamente o meno, che tutto sommato siamo (mediamente) ricchi e che fare la fila per qualcosa di superfluo è segno di benessere e pure in qualche modo incomprensibile (e forse sciocco).
Io non la penso così: credo che se fossimo veramente la settima potenza del mondo, se veramente fossimo così benestanti da disporre del nostro denaro anche per le cose futili, non avremmo bisogno di alzarci alle quattro di mattina per andare a mettersi in fila davanti ad un negozio che pratica gli sconti. Semplicemente se ci prendesse la voglia di qualcosa (che poi sia giusta o meno è un altro discorso) andremmo in un negozio e la prenderemmo, perchè il benestante, se davvero benestante è, le voglie se le toglie quando le ha non quando se le può permettere e se, se le può permettere. Io vedo in questa ressa invece la decadenza di un Paese che ERA la settima potenza del mondo e che è ancora convinto di esserlo. Vedo nella ressa di Roma la stessa voglia che avevano i giovani dell'Est ai tempi proprio delle code di Mosca, quando barattavano l'imbarattabile per un paio di jeans o di calze da donna. Futili e inutili, esattamente come l'iPad o il televisore in 3D, però nessuno di noi, osservatori dall'esterno, si sognava di definire sciocchi e inutili quei desideri. Ci facevano solo un po' pena per il modo in cui vivevano non per quello che chiedevano. Quindi, personalmente, le file di Mosca e di Roma le considero sintomo diverso della stessa malattia. Come nel racconto dell'ospedale di Dino Buzzati, stiamo scendendo di piano in piano, convinti sempre di stare nel posto che non è il nostro fino a che sarà troppo tardi per porvi rimedio. 

Lucio Gobbetti
  

 

Evasione, conta la portata 18/10/2011

Riguardo ai dati sull'evasione fiscale non conta solo il numero degli evasori, ma soprattutto l'ammontare dell'imponibile evaso. E' come per i fiumi, dove conta la portata. E il 10% del Po è di gran lunga superiore al 50% del Volturno, dell'Ofanto, del Basento e del Sele messi insieme. Del resto basta vedere quali sono le regioni di residenza di coloro che hanno usufruito dello scudo fiscale per farsi una idea della reale consistenza geografica dell'evasione fiscale.

Michele Gennarelli
 

Pensare solido 18/10/2011

Ho sentito questa mattina nella Vostra trasmissione una signora che lamantava la qualità delle nuove generazioni che sono in grado si fare solo i lavori più umili (che non richiedono capacità di pensare). L'esempio lo ha fatto con elettricisti e idraulici, il giornalista ha ribattuto che questi lavori gli italiani non li vogliono più fare. Credo modestamente che in Italia andiamo come andiamo perchè abbiamo troppa gente che crede di sapere pensare e che fa i ragionamenti che abbiamo potuto sentire oggi. un mio amico prete mi dice che quando era in seminario a fare il liceo, gli facevano fare anche una bella dose di matematica perchè, a dire del suo maestro, il diavolo si insinua nei dettagli: l'interpretazione errata di un piccolissimo segno, apparentemente insignificante, può cambiare il risultato ottenuto.
Abbiamo troppi pensatori inconcludenti, troppi generali scarsi e pochi buoni soldati. I nostri prodotti non riescono a competere come vorremmo nel mercato mondiale perchè non pensiamo come farli bene e a buon prezzo, li preferiamo
belli e ci affidiamo agli architetti e meno agli ingegneri.
Nel dialetto veneto si dice che la differenza tra un ingegnere ed un architetto sia la seguente " l'ingegnere dice scaca boton pinza la luce" tradotto "pigia il bottone e si deve accendere la luce" l'architetto dice " Xe beo ? xe bruto ? parlemoghene" "è bello ? è brutto ? parliamone". Forse il cittadino non a più voglia di vedere gli incantatori di serpenti ma vuole vedere la luce accendersi. E' certo che prima di tutto bisogna sapere dove andare, ma bisogna anche sapere come arrivarci. I francesi al proposito hanno un detto, bisogna sapersi dare i mezzi all'altezza delle proprie ambizioni.
Fino a quando si penserà che la filosofia sia per menti superiori e la tecnica per gli altri raccoglieremo quello che vediamo adesso.

Dimitri De Toffol

Resistenza all'innovazione 16/10/2011

Ottimo direttore Paolo Madron, stamattina, se ho ben capito, lei ha affermato che noi italiani non sviluppiamo innovazioni tecnologiche nei nostri prodotti e quindi i nostri prodotti perdono mercati perché sono superati.

Orbene in Italia, almeno a livello di piccola impresa o di semplice ed umile ma ottimo artigiano, che non inventa la pietra filosofale o la fusione fredda ma, ad esempio, un recuperatore di calore per piani di cottura, ci troviamo enormi barriere all'ingresso per, in gradiente: a) le mafie che ingrassano grazie allo status quo, b) gli operatori di settore che amano l'immobilismo che garantisce, per ora, un reddito certo, c) i tecnici che non devono pensare troppo (una tecnologia storicizzata è facilmente gestibile, una nuova è da studiare, provare, collaudare e poi bisogna intervenire, modificare...che noia... In soldoni, l'impegno sul nuovo per chi ha grandi, medi e piccoli poteri è antagonista al potere di guadagno.

Ben poche volte nella mia, quasi dodici lustri, ho visto accettare le nuove tecnologie: pensiero creativo, laterale, divergente, dissonanza cognitiva, cambiamento sono cose che si scrivono, si pompano nei corsi poi FUNERE MERSIT ACERBO.

Quindi, nuove tecnologie si sviluppano, eccome, ma non entrano sul mercato. Allora siamo noi che siamo somari o è la nostra società che è dominata da alcuni che accettano il cambiamento se è funzionale ai loro interessi e se è di loro proprietà? Il furto delle idee e dei prodotti in Italia è protetto e garantito.

Giuseppe Parisi.

Innovazione o decrescita? 16/10/2011

Sicuramente l'innovazione di prodotto/servizio è alla base della costruzione di nuovi bisogni e di nuove possibilità d'uso che alimentano la domanda di prodotti. In questo dire che "l'innovazione di prodotto" crea un circolo virtuoso di crescita è un'impostazione corretta. Corretta ma, purtroppo, datata.
Oggi ci stiamo chiedendo se e come potrà essere possibile continuare a creare "prodotti" nuovi per creare continuamente nuova domanda, che soddisfi bisogni sempre più effimeri, a fronte di una distribuzione della ricchezza che vede 500 milioni di persone detenere e consumare qualcosa come il 90% delle risorse del pianeta a fronte di più di 3 miliardi di persone che premono per partecipare a questa spartizione e altri 3 miliardi che vivono in condizioni di povertà grave.
Oggi il mercato cinese rappresenta il primo mercato 'di prodotti' anche per le produzioni italiane, che sono considerate distintive in termini di gusto e piacevolezza di vita.
Un mercato di 1,3 miliardi di cittadini di cui 6 milioni di ricchi. Il resto però, ha poco più che i mezzi di sussistenza.
E' questo il mondo che stiamo costruendo? E' questo il nostro futuro?
Oppure esiste una via di uscita che riduca la sproporzione nella distribuzione della ricchezza e permetta di creare un circolo virtuoso non sulla produzione-consumo-distruzione di beni materiali, ma sulla condivisione di produzioni ecosostenibili e sulla costruzione di una società basata su altri parametri?
Carlo Maria Cipolla ha bene illustrato come le società orientali erano incentrate sull'essenza dell'essere, mentre le società occidentali sulla produzione di "Vele e Cannoni"...
Noi, sostenitori della decrescita sostenibile, ci chiediamo come individuare una strada di sviluppo, per tutto il pianeta, che sia sostenibile sul lungo periodo.
Per questo crediamo che l'innovazione di prodotto non sia la risposta giusta. Anzi, pensare che si possano risolvere problemi nuovi con risposte vecchie ci pare pericoloso: si tende a peggiorare una situazione già gravemente compromessa. Occorre una scelta di cambiamento che nessuno ha davvero il coraggio di prendere oggi.

Antonio Specchia

 

Indignati e addolorati 16/10/2011

Sono indignata e per fortuna non sono sola!
Da ieri, mi chiedo chi sono "i ragazzi che hanno deciso volontariamente" di spaccare tutto!!!
Non di certo gli Indignati, per NOI era NECESSARIO che la manifestazione fosse PACIFICA e DEMOCRATICA!!!
Chi aveva tutta l'intenzione di far fallire la manifestazione pacifica e democratica???
Abito troppo lontana da Roma ma il mio cuore era a Roma!!! Per un giorno della mia vita mi sono sentita romana cioè italiana, non solo...mi sono sentita cittadina del mondo!!!
ferita nel cuore e nella mente...
Voi che potete parlare...i nostri studenti della scuola pubblica hanno perfettamente ragione.
I poveri continuano a pagare!
I mascalzoni hanno preso le prime pagine e i ragazzi dalle buone idee sono rimasti in seconda pagina........ che VERGOGNA!
NON permettiamo al silenzio di cancellare il buono della nostra società!!!
Facciamo pulizia di questi parlamentari "vecchi dentro e fuori" abbiamo bisogno di nuove idee e non di veline................ SPAZIO ai giovani democratici e pacifisti!
IO ci sarò.
Anna Rita

ICI 14/10/2011

Mi permetto di precisare che l'ICI non è stata affatto abolita ed il DLgs 504 del 1992 è sempre lì al suo posto. E' stata solo esentata dall'imposta l'"abitazione principale" (quella in cui si risulta essere residenti), ma le seconde e terze case, gli uffici, i negozi, capannoni ed ogni altro tipo di immobile, compresi i terreni, continuano a pagare regolarmente l'aliquota ordinaria stabilita dai comuni. Il calo di gettito dovuto all'esenzione dell'abitazione principale è stato molto scarso, perché sin dalla sua istituzione era previsto che l'iICI sull'abitazione principale godesse, oltre che di un'aliquota ridotta (mediamente il 4/5 x mille al posto del 7/9 x mille), anche di una detrazione fissa di 103 €, elevabile a 250 € per situazioni di carattere personale, che ciascuno degli 8.800 comuni italiani era (ed è) libero di adottare con proprio regolamento.
Il Governo Prodi, con la finanziaria 2008 (L. 244/2007), ha poi introdotto un'ulteriore detrazione per l'abitazione principale, cumulabile con le altre, dell'1,33 x mille fino ad un max di 200 €, che in molti casi di fatto azzerava già l'ICI sull'abitazione principale. 

Franco Gallo

 

I soldi alle università private 13/10/2011

la mia mail è certo di parte sia perché di una università pubblica (che sta abbastanza bene tutto sommato) sia perché sono sconsolato di 20 milioni di euro quando non si riescono a raccogliere poche migliaia di euro per far funzionare una sede universitaria con un migliaio di studenti.
A parte i dubbi sulla costituzionalità dell’aiuto a scuole (e università) private e il dubbio che si configuri come aiuti di stato a imprese, ci si chiede 20 milioni di euro per cosa? 20 milioni dati a una decina di scatole vuote: alcune di queste università private infatti non sono che due uffici in una palazzina con quattro segretarie. I corsi vengono fatti spesso on-line registrati (e lungi dal condannare questo tipo di trasmissione del sapere che stiamo sperimentando anche noi, ben lungi dal restare lontano dalle nuove tecnologie – ne sono il primo appassionato) ovvero il docente è pagato per registrare una volta le lezioni e fare gli esami. Le attività di ricerca vengono poi svolte nelle università da cui questi docenti sono venuti (e sono stati formati, con i soldi pubblici) e in cui continueranno ad operare gravando, se non per i costi dello stipendio, sui costi di infrastruttura di tali università oltre a creare altri problemi.
Insomma il solito metodo all’italiana in cui lo stato continua a buttare fuori denaro (pubblico) a a pochi e si taglia a molti.
Cari saluti,
Max Avalle

I docenti nelle scuole private 13/10/2011

in merito alla telefonata di un’ascoltatrice di Prima Pagina (la Sig.ra Provvidenza), durante la trasmissione del 13/10/2011, dove si sottolineava lo sfruttamento dei docenti nelle scuole private, vorrei rafforzare lo spirito di quell’intervento con la mia esperienza. Sono ormai un docente di ruolo ma nella mia molteplice esperienza lavorativa nel meridione d’Italia (Napoli!) ho riscontrato una situazione, soprattutto nel privato, a dir poco feudale, da servi della gleba, nella scuola come in altri contesti.

Più volte m’è capitato di dover lavorare gratis! Ciò non vuol dire che io accettassi tale assurda situazione (cosa che peraltro molti fanno e anche in ambito scolastico, pagandosi addirittura di tasca propria i contributi pur d’avere l’agognato punteggio) ma mi sono ritrovato in questa situazione subendo inganni e raggiri da parte dei “miei datori di lavoro”. A volte c’era l’illusione del rimborso spese, altre il periodo di prova (che comunque va pagato!) ma in un modo o nell’altro non sborsavano, anzi gli si doveva essere addirittura riconoscenti per l’opportunità che ti davano!

Io non ho mai accettato questo stato delle cose anche perché non devo niente a nessuno e ho sempre reagito a tutto ciò, cosa che non posso dire di molti dei miei colleghi e concittadini che giustificano quest’andazzo col tira a campa’. Sono andato anche per le vie legali, ho vinto una causa di lavoro contro una scuola paritaria, che con regolare contratto, certificato di servizio e CUD non mi ha mai pagato, sa com’è andata a finire? Solo due colleghi mi hanno appoggiato, la scuola ha cambiato ragione sociale e io non ho visto un centesimo!

Non m’arrendo e mai lo farò ma la gente, queste cose le sa? Un saluto Ciro

Condono 10/10/2011

Perchè sul condono fiscale sono diventati tutti così spietati ?

Sì daccordo, in passato sono stati concessi tanti condoni senza alcun motivo.

Ma ora la situazione è diversa ora c'è una crisi economica spaventosa e una grande parte del popolo delle partite IVA sta vivendo un momento drammatico Non ci sono infatti solo i grandi evasori ci sono anche migliaia di piccole partite IVA soprattutto giovani che negli anni 2008/2010 non hanno avuto materialmente i soldi per pagare tasse ; a tal riguardo vorrei ricordare infatti che i lavoratori autonomi sono obbligati a pagare le tasse anche se il loro reddito è inferiore al minimo di sussistenza e una tale situazione (reddito insufficiente neanche per sopravvivere) è molto frequente per i giovani agli inizi della carriera. A ciò si aggiunga che la crisi del 2008 ha determinato un impoverimento di tantissimi piccoli imprenditori che hanno visto i loro redditi ridursi oltre il limite della sopravvivenza con conseguente impossibilità a pagare le tasse. Ecco, ora molti di queste giovani partite IVA si ritrovano le case pignorate da equitalia e il loro destino è atroce, attendono terrorizzati la vendita della loro casa. E quindi Le chiedo: non si potrebbe evitare di essere spietati contro questi poveracci e concedere un condono ? Questo condono salverebbe la povera gente giacchè ai ricchi (quelli che hanno i patrimoni all'estero) il condono è stato già dato - lo hanno chiamato scudo fiscale. Quando invece si tratta di dare un aiuto ai poveri allora tutti diventano cattivi e rigorosi. Possibile che i politici della sinistra e i giornalisti ma anche gli intellettuali non si accorgono della disperazione dei piccoli commercianti, dei piccoli artigiani ma soprattutto di quei giovani che per disperazione hanno aperto una partita IVA e che avendo guadagnato una miseria non hanno potuto pagare le tasse o le famiglie che perderanno la casa per equitalia ?

Io penso che in un momento di crisi e povertà oggettiva, concedere un po di clemenza è un atto oltre che di bontà cristiana e laica anche di buon senso.

Romeo Casti da Roma

Censimento 2011 10/10/2011

Sono laureato in ingegneria (alla fine di questa chiarirò perchè preciso il titolo di studio), e ritengo che il motivo per cui il sito Internet dell'Istat sia andato in tilti nella giornat di ieri sia molto banale e spiego perchè.
Anch'io ieri pomeriggio domenica 9 ottobre mi sono accinto a compilare il modulo del censimento. Per quale motivo? Perchè io sono una di quelle persone, e penso che siano comunque tante, che applicano la ironica legge di Murphy nel famoso assioma di Gumperson che dice: "quando tutto fallisce leggete le istruzioni" (digitate Murphy su un motore di ricerca e vi divertirete).

Ebbene nelle istruzioni si prega il cittadino di compilare il modulo NON PRIMA DEL 9 OTTOBRE. Non c'è nessuna informazione che dica per esempio "COMPILATE IL QUESTIONARIO A PARTIRE DAL 9 OTTOBRE E FINO AL 31 DICEMBRE". Penso cioè che, nell'ambiguità che contraddistingue purtroppo la formulazione di leggi e istruzioni varie, sempre soggette a neccessità di interpretazioni dall'alto, molti abbiano pensato, come me, che bisognasse compilare il 9 ottobre, assolvendo con scrupolo AL LORO DOVERE CIVICO.

Bene, il collegamento internet era lentissimo, poi è andato in tilt, ed è apparsa la comunicazione "LE RICORDIAMO COMUNQUE CHE IL QUESTIONARIO PUò ESSERE COMPILATO FINO AL 31 DICEMBRE", solo allora ho scoperto che, come mi appariva logico anche se non scritto espressamente , c'è un intervallo di tempo entro cui compilare il modulo!

Siccome sono diffidente sul fatto che tutto ciò sia casuale, ritengo che SIA STATA UNA SCELTA VOLUTA quella di non precisare il periodo di tempo entro cui compilare il modulo; m'immagino le discussioni tra i tecnici ISTAT: "conoscendo gli italiani, se gli diciamo che possono compilare entro il 31 dicembre, aspetteranno l'ultimo momento e si saranno dimenticati di quello che avevano fatto il 9 ottobre..." e un altro magari risponde "e se poi si collegassero in molti il 9 ottobre?...." Insomma  discussioni basate sulla diffidenza di fondo verso un presunto scarso senso civico degli italiani. Mah, penso che la situazione si normalizzerà.

Ma se l'istat in testa alle istruzioni avesse scritto in caratteri evidenti "MODULO DA COMPILARE ENTRO IN 31 DICEMBRE CON RIFERIMENTO AL 9 OTTOBRE" di sicuro non mi sarei precipitato a compilare esattamente il 9 ottobre. Penso comunque che, nonostante la preghiera dell'ISTAT di compilare on line, consegnerò il modulo ormai compilato alle poste. Infine, ho precisato il titolo di studio in testa non per piaggeria ma perchè ritengo di essere in grado di leggere attentamente ciò che si scrive.
Cordiali saluti
Andrea Sini, Oristano   

Condizioni di lavoro giovanile 07/10/2011

Un'osservazione in merito al crollo di Barletta.
Ci si scandalizza per le condizioni di lavoro delle giovani vittime: € 3,95 all'ora.
Uno dei miei figli riceve qui a Trieste una retribuzione, alla luce del sole, che con i voucher è equivalente  € 5,00 all'ora, netti € 3,75 senza ferie, senza malattia, con orari che vengono concordati di giorno in giorno (1 ora oggi, 3 domani, per 2 giorni non serve, per la regata Barcolana 10 e più ore al giorno per 3 giorni). E' un bene la flessibilità negli orari ma quando dura 4 -  5 mesi diventa incertezza ed impossibilità progettare altre occasioni (ripresa dello studio, un altro lavoro, ecc.)
Mi sembra paradossale scandalizzarsi per le condizioni di lavoro del Sud Italia come hanno fatto i politici, a partire dal Presidente Napolitano, e la stampa nel suo complesso, quando è sufficiente guardasi attorno anche nel "progredito" Nord Est.
Meglio allora appuntare l'attenzione sugli edifici fatiscenti all'origine del crollo piuttosto che sdegnarsi per condizioni di lavoro che ci appartengono e per le quali non sembra sia presente la volontà di intervenire concretamente da parte delle compagini politiche.
Saluti
Renata Bracco

Solidarietà a Metropolis 04/10/2011

Caro Bonini,
tramite la tua trasmissione anch’io vorrei esprimere la mia solidarietà ad Alessandra- che ha telefonato stamani -  e a tutta la redazione di Metropolis per la mala vicenda di cui è rimasta vittima.  Come hai commentato, stando a qualche centinaio di chilometri è più facile avere coraggio, sebbene mi sembri  che per molti non basta neppure tale distanza.
Un caro saluto.
Giorgio Salvatori- Pietrasanta

Sud e Nord 04/10/2011

 Gent.mo dr.Bonini

Le scrivo non per porre domande ma per sottolineare  ancora una volta, quanto il paese in cui viviamo ,si stia spaccando drammaticamente ed inesorabilmente… in una contrapposizione ideologica  che è geografica, di classe , di istanze  calpestate , di incapacità diffuse a risolvere anche i più banali problemi. Forse non basterà neppure una “vittoria” calcistica ,per quanto prestigiosa possa essere, a ricucire quello che gli ultimi trent’anni di agonia della Repubblica nata dalla Resistenza , si è strappato  e di cui siamo stati  tutti responsabili.  Giorni fa ,una rete televisiva locale del Nord . ha mandato in onda un servizio televisivo che voleva essere ironico e tra battute razziste verso Napoli ed il Sud , voleva insegnare come si fa la raccolta differenziata , concludendo che loro ( quelli del nord) sono stufi di pagare per quelli del Sud . Il riferimento era alle sanzioni irrogate dall’Europa all’Italia per la mancata risoluzione del problema rifiuti a Napoli e in Campania.Ovviamente nessun servizio è stato fatto su quello che l’Italia (Nord + centro+ sud ) paga per le multe irrogate sempre dalla Comunità Europea all’Italia a causa del non rispetto della normativa attinente le quote latte da parte di alcuni  allevatori del Nord . Vorrei aggiungere che io cittadino del Sud e di Napoli pago la tassa rifiuti tra le più care d’Europa, pago l’assicurazione RCA per l’auto con importi tripli rispetto ad un mio omologo cittadino (per età, tipo d’auto etc) del Nord  (nella fattispecie ho avuto un aumento del 18% pur avendo da oltre 12 anni la classe di merito più alta) . Inoltre sono costretto a comprare nei supermercati francesi  prodotti “padani” che danno occupazione e sviluppo a chi mi denigra , mi offende e non si accorge di sputare nel piatto dove mangia .Purtroppo abbiamo la colpa di non avere voce , in una società dell’informazione e dei media che è calata in questa contrapposizione , che insegue la cronaca nera o rosa, e spreca fiumi d’inchiostro, virtuali (se sul web) o reali ,per  riportare le dichiarazioni (sic!) di Bossi, Brunetta, Cicchitto, Bersani, Di Pietro , Casini , Marchionne , Marcegaglia e tutta quella compagnia di giro che ammorba il Paese. Faccio di contro, un plauso a Marco Pannella ed ai Radicali per la nobile e sacrosanta battaglia sulla questione delle carceri in Italia .Aggiungo , per prendermi la patente di demagogo, che quando un politico con la sua famiglia  , mi dimostrerà di poter campare al Sud con mille euro  ,allora lo voterò. Le allego , per satira personale , una sentenza di un tribunale ,che non è mai stata emessa , ma che mi piacerebbe fosse eseguita.

Saluti ,Domenico  da Napoli

Dai Crespi a Della Valle 01/10/2011

Questa settimana ha visto gli italiani molto impegnati a discutere su tre messaggi di alto spessore intellettuale.Il primo del Card. Bagnasco cui ha fatto seguito l'impegno di molti per cercare di interpretare, secondo le proprie esigenze, il contenuto della prolusione che era tra l'altro molto chiara, come ribadito da Mons. Crociata. Il secondo messaggio è del Presidente della Repubblica Napolitano, ed oggi la domanda straziante è: "ma cosa voleva dire Napolitano?", che a me pare un povero vecchietto strumentalizzato da molti (situazione molto frequente in Italia e già usata con altri arzilli vecchietti). Il terzo messaggio è la "lezione magistrale" di Della Valle sul Corriere. Questo fortunatamente meno cripto, forse perché fatto da un calzolaio e richiede meno sforzo nella esegesi e nella ricerca della interpretazione. Senza voler sminuire il grande, grandissimo Della Valle, che riesce a vendere scarpe e borse in tutto il mondo di bassissima qualità, ma a prezzi altissimi. Quindi molto bravo nel suo ambito.Rimane solo una considerazione : povera Italia- povero Corriere: dai Crespi ai Della Valle.

 

Disattesi i quesiti referendari? 30/09/2011

eg. signor Fubini, sono una dei tanti che hanno contribuito ( un poco..) alle bugie grazie a cui sono stati vinti e referendum di giugno.
i quesiti votati erano abbastanza chiari, nel primo si chieeva la revoca del decreto Ronchi che imponeva l'entrata di almeno il 40 % di capitale privato nella gestione dei servizi pubblici, quindi di fatto un obbligo di privatizzazione, nel secondo l'abrogazione della parte della legge Galli che riconosceva per legge ai gestori del servizio idrico il 7 % di remunerazione del capitale investito. 
non mi pare che da parte dei referendari sia stata fatta una campagna denigrando il privato ed esaltando il pubblico, mentre dall'altra parte si è cercato di non si è fatto il contrario ma si è piuttosto cercato di negare che si trattasse di privatizzazione (se ricorda con l'assurda precisazuone che si privatizzava ilservizio e non il bene acqua, come se ptesseroessere disgiu.)
Di fatto il privato in molti casi, e nella gestione dell'acqua in particolare, si è screditato da se.
Lorenza Erlicher   Trento

Le pensioni degli insegnanti 29/09/2011

Ieri un ascoltatore è intervenuto criticando gli insegnanti perchè "sono andati in pensione in massa" con il 100% della retribuzione, dimostrando di non essere bene informato. Cito il il mio caso: sono un ex insegnante di Scuola Primaria, l'anno scorso sono andato in pensione a 61 anni con un'anzianità contributiva di 36 anni, 3 mesi e 15gg, con un "lauto" assegno di 1500 € circa, pari all'87% circa dell'ultimo stipendio. Decidendo di concludere la mia vita lavorativa non sento di aver defraudato nessuno, ho semplicemente usufruito di un mio diritto, garantito dalla Legge Dini, così come hanno fatto tanti altri colleghi.

Cordialmente

Ignazio Melas

I bot italiani 29/09/2011


Egregio Conduttore mi scuso per non aver sentito bene il suo nome ma ho sentito che legge le mail che le vengono inviate per cui le invio questa in merito all'ultima telefonata di questa mattina di un signore di Firenze che proponeva di dare delle garanzie ai titoli di stato. Lei ha risposto che ci sarebbero i beni del demanio che potrebbero essere usati come garanzia o anche venduti. Io credo che i beni del demanio propriamente detti non sia possibile venderli. Ma userei molte cautele anche a vendere gli altri beni dello stato non solo perche il mercato ne risentirebbe come lei dice, ma anche perchè l' operazione rischierebbe di risultatre un'altra abbuffata a spese dello stato da parte dei soliti noti. Avrei un'altra proposta che trova a questo link www.propostestonate.splinder.com/post/25576478 e che le invio anche in allegato.
Grazie per l'attenzione.
Luciano

Questi non sono eroi? 27/09/2011

Tre soldati italiani sono morti per un incidente d'auto in Afghanistan. Poche righe e parole hanno accompagnato il fatto sottolineando con ciò la grande differenza rispetto ai morti in azione combattuta. Mi pare che nessuno abbia colto e segnalato tale eclatante differenza. Si sono classificati soldati che a parità d'ingaggio sono morti in azioni certamente diverse.  La classificazione che distingue l'incidente dall'azione combattuta risiede a mio parere nel criterio per cui l'azione combattuta è bellica, violenta, sanguinaria ed il rischio mortale è prossimo. Ai morti da azione combattuta si riconoscono esequie ufficiali nella basilica romana, grandi titoli e commozione. Per gli altri morti l'ufficialità è quella della solitudine ammutolita delle loro famiglie. Due giorni fa sono stato alla marcia della pace, contro la guerra Perugia- Assisi. Contro la guerra, massima espressione del fascino che, purtroppo ancora, esercita il macabro ed il penitenziale e che resta l'opzione politica forte di chi fa del macabro una cultura e di questa si alimenta. L'incidente automobilistico nel quale sono morti i tre soldati  non ha purtroppo raggiunto, rispetto alle attese della informazione e della opinione pubblica, il livello di macabro sufficente per farne eroi. E' per questo motivo che l'ufficialità non si è mossa cogliendo anzi nell'incidente il pretesto per occultare il rituale sempre più imbarazzante del rientro delle salme dall'Afghanistan. Adriano Santato

Ancora Inps, l'articolo di Brambilla 27/09/2011

Gentile giornalista,
l'articolo che ha letto questa mattina, durante il confronto con gli ascoltatori, in merito alle pensioni era del Brambilla di cui a questo limk?
http://www.itinerariprevidenziali.it/comitato_cv_brambilla.html, ovvero dell'ex sottosegretario del governo Berlusconi, esponente della Lega Nord, consulente di banche ed assicurazioni?
Ovvero di uno che se potesse chiuderebbe l'INPS per dare tutto il sistema pensionistico in mano ai privati?
Capisco che non si può essere competente in tutte le materie, ma forse prima di leggere un articolo bisognerebbe chiedersi chi è che lo scrive e se magari non si trovi in un leggero conflitto di interesse...
Quanto poi al contenuto, come prassi per gettare fumo negli occhi di chi non sa come informarsi altrimenti, si parla di un pauroso deficit dell'INPS a carico della fiscalità generale, omettendo di sottolineare come il deficiti sia dovuto principalmente e soprattutto al fatto che, impropriamente, l'INPS eroga anche servizi di natura assistenziale come la cassa integrazione che dovrebbero essere a carico del Ministero del Lavoro e quindi sì a carico della collettività (e vorrei pure ricordare che la cassa integrazione è pagata ANCHE dai lavoratori dipendenti, oltre che dalle aziende e dallo stato...).
Il bilancio del fondo lavoratori dipendenti è in AVANZO di 7 miliardi di euro (sì, ha letto bene) e quei sette miliardi servono a coprire le pensioni dei dirigenti d'azienda (che beffa che il lavoratore FIAT paghi la pensione a Romiti, pensionato a 53 anni...), dei preti, dei lavoratori autonomi e di alcune categorie particolari (tipo i ferrovieri). In più ci sono non ricordo quanti miliardi di euro di avanzo della gestione dei parasubordinati, che prenderanno di pensione una miseria... Questi sono i veri scandali!
So bene la sua obiezione: ma l'aumento della durata di vita... A parte il fatto che questo aumento si è interrotto da alcuni anni e che già oggi, in media, gli italiani vanno in pensione a 61 anni (tra le età più alte in Europa), Lei ha mai lavorato in un fonderia, in una scuola materna, in un magazzino per il freddo? Dopo 35 (oggi 36) anni di lavoro, mi creda, non avrà il tempo di godersi la pensione, perchè morirà prima.
Se vuole sapere davvero qualcosa di istruttivo sulle pensioni, La prego di leggere gli studi del prof. Pizzuti del Centro studi sullo stato sociale, vedrà le cose in maniera più chiara.
Cordialità
Saverio Primavera

L'Inps 27/09/2011

Ho seguito la trasmissione di questa mattina e mi riferisco alle informazioni fornite dal conduttore in merito al deficit INPS. Trasmetto un articolo apparso su Repubblica che viceversa configura una situazione diversa.

Chi ha ragione? Probabilmente come al solito vale la regola che gli stessi numeri possono essere utilizzati (senza mentire) per dimostrare tesi diverse.

Grazie per i chiarimenti che il giornalista potrà dare

Elio Smedile, Monza

PREVIDENZA

Bilancio Inps, chiude in avanzo
ma meno del previsto per la crisi

Dai conti 2010 un attivo di 706 milioni, ma nel bilancio preventivo se ne stimavano 4.145. Hanno inciso il calo delle entrate contributive e l'aumento della spesa per prestazioni

ROMA - Il bilancio dell'Inps assestato per il 2010 stima un avanzo a fine anno di 706 milioni, inferiore alle previsioni di oltre 3 miliardi. Nel bilancio preventivo dell'anno si parlava infatti di 4.145 milioni. L'Inps ha dovuto fare i conti col calo delle entrate contributive e l'aumento della spesa per prestazioni.
L'avanzo della gestione di 706 milioni - spiega l'Istituto che oggi ha approvato il bilancio - è la differenza tra accertamenti per 284.219 milioni ed impegni per 283.513 milioni.

Repubblica 13 OTTOBRE 2010

Sposarsi? non conviene 27/09/2011

Non sono cattolica e mi sono sposata civilmente 16 anni fa. Continuo ad essere felice di averlo fatto. Come lei diceva, il governo si è adagiato sulle posizioni della Chiesa non approvando ad esempio i Dico. Oggi ci troviamo nella situazione, per me paradossale, che semplicemente sposarsi non conviene economicamente. Non faccio riferimento ai costi della cerimonia, ma ai costi fiscali e ai benefici per le famiglie. È molto meglio non essere sposati perché in questo modo non si cumulano i redditi dei due coniugi e non paghi il ticket sulla sanità, e passi davanti a tutti gli sposati nella graduatoria per il nido del bambino, solo per fare due esempi. Forse sarebbe il caso di riflettere su questo risultato.

 

Susanna Del Nero

 

Secessione o scappellotti? 19/09/2011

I miei nonni hanno fatto la guerra 15-18, sono partiti che avevano 18 anni. Erano 2 "Arditi". Ne sono tornati pochi e forse per questo non è rimasta traccia nella memoria collettiva. Per Capodanno pranzavamo tutti insieme e, prima di andare a tavola la radio mandava in onda l'inno nazionale. Tutti si alzavano in piedi. I miei nonni mettevano la mano sul cuore e avevano le lacrime agli occhi. Le nonne gli occhi bassi, si erano sposate tutte e due in abiti scuri, subito dopo la guerra si usava così per ricordare i soldati caduti. La mia cuginetta e io ci prendevamo degli scapaccioni perché non stavamo zitte e approfittavamo del momento per farci dispetti. Avevamo 5 e 6 anni. Quanto dobbiamo aspettare perché qualcuno dia un sonoro scappellotto all'onorevole Bossi?

Anita

 

 

Chi pensa ai giovani? 08/09/2011

Camusso, in televisione, durante un tg, ha detto che bisogna difendere i diritti dei lavoratori e dei pensionati; e ai giovani, a chi ora ha 16 anni, chi ci pensa? Luigi-Milano

Economia ed etica 08/09/2011

Ringrazio il giornalista di prima pagina di questa settimana. Ha un'ottima conduzione e mi trova d'accordo nei suoi commenti.

Volevo aggiungere un commento a quanto detto questa mattina sull'economia.  In realtà aspettavo che lui inserisse questa parola su quello che manca all'economia oggi: ETICA.

Sto leggendo il libro di Hans Küng: Onestà, perche l'economia ha bisogno di un'etica.
E mi trovo assolutamente d'accordo con Küng quando analizza cause e possibili soluzioni della crisi mondiale.
Se non cambia la testa delle persone (e credo che cambino solo se costrette da regole rigide) l'avidità e l'egoismo, il non rispetto alle regole finirà per generare sempre più tensioni sociali e sofferenza tra gli uomini di tutto il mondo.

Magari qualcuno, un "deus ex-machina",  riesce e imporre regole al mondo, in particolare alla finanza, che rendano il mondo vivibile per tutti.

Grazie a tutti e buona giornata
  

  Ligia

L'annosa lotta all'evasione in Italia 31/08/2011

buongiorno dott. Tramballi,
               sono pensionato da  lavoro dipendente ed ho vissuto dall’inizio la riforma fiscale del 1974 con l’introduzione dell’IRPEF e e del sostituto d’imposta per i miei redditi.
               Da subito si scoprì che il commerciante di Via Montenapoleone dichiarava meno della sua commessa ed iniziò la lotta  all’evasione fiscale. Mi ricordo Andreotti dichiarare in televisione nel 1976 : “riderà bene chi riderà ultimo”ed il ministro Preti circondato di terminali video del progetto Athena e dell’anagrafe tributaria, arma finale per la sconfitta dell’evasore.
           L’introduzione dello scontrino fiscale nel 1985 da parte del galantuomo Visentini venne considerato un colpo mortale ai furbi commercianti.
           Ci furono poi i super ispettori ed il solo nome sarebbe stato terrorizzante per i grandi evasori.
             Si potrebbe continuare ma questa lotta quarantennale ha solo aumentato la fortuna di commercialisti, fiscalisti e impiegati corrotti.
             I giornali dovrebbero denunciare il vero problema che è la causa di questa incapacità dello stato a farsi pagare le tasse dove non c’è il sostituto d’imposta e che è il sistema, le procedure, l’organizzazione del lavoro dei 120mila impiegati dell’Agenzia delle Entrate.
            Secondo lei non è possibile azzerare questo sistema farraginoso e inefficiente e copiare uno di modi in uso in paesi come Germania, Francia, Stati Uniti?
Cordiali saluti
D. Canesi

Questa mattina sull'autobus ... 30/08/2011

Lui " Cos'è questa cosa degli anni di università e del servizio militare?" Lei: " Da ieri gli anni di
università e quello del servizio militare non sono considerati per la pensione..." Lui: "Cosa significa,
che per raggiungere i 40 anni non viene più contato l'anno di militare?" Lei: "Si, è cosi...." Lui:"
Vabbè l‘università non l‘ho fatta, ma per il militare non lo ritengo giusto, io il militare l'ho fatto, mica
per scelta, e adesso mi fanno andare in pensione un anno più tardi? E poi è una discriminazione
tra uomini e donne... "
Ascoltavo e capivo. Capivo come il problema più importante, relativamente al cambiamento,
risieda prioritariamente nel livello culturale delle persone, del popolo. Ogni popolo ha i governanti
che si merita, l'esempio nel nostro paese fa rabbrividire: se questa classe dirigente rispecchia il
paese reale, siamo rovinati. Da più parti si dice che no, l'attuale classe dirigente è molto peggio del
paese che rappresenta; molto bene dico io, però è un fatto che, brogli e manipolazioni a parte, la
metà del paese ritiene preferibile il governo attuale (oggi forse molto meno), e se consideriamo
anche coloro che si ritrovano nelle posizioni della classe dirigente all'opposizione, il totale degli
italiani che accettano il sistema così come è, sembrerebbe molto elevato.
Il lui in questione è un lavoratore subordinato, oggi si scaglia contro la decisione di eliminare l'anno
di servizio militare dal cumulo degli anni per calcolare la pensione; il giorno in cui otterrà l'obiettivo
di una vita di lavoro, la sua pensione, sarà pronto per lamentare l'esiguità del trattamento: "Non si
può vivere con questa cifra!! Ho lavorato una vita per prendere così poco!!!!"
Quando i suoi figli andavano a scuola ha combattuto una fiera battaglia per avere i libri gratis. " Lo
studio è un diritto di tutti!"
Il giorno che i suoi figli si sono iscritti all'università lo abbiamo sentito tuonare: "Non è possibile, le
tasse universitarie sono troppo alte: mantenere un figlio costa tanto, lo stato non dovrebbe far
pagare le tasse per studiare!!"
Intanto i suoi figli si praticavano l'autoriduzione del prezzo del biglietto sui trasporti urbani, e lui: "Mi
sembra giusto, costano troppo!"
In qualche occasione gli è capitato di fare qualche lavoretto privatamente, si è fatto pagare per il
lavoro svolto, ma non ha mai dichiarato tali compensi, lui: "Pago già le tasse sul mio lavoro, mi
sembra che siano più che sufficienti"
Tempo fa ad una manifestazione del sindacato arringava i compagni: "Il governo deve intervenire
sul cuneo fiscale!!! Non possiamo essere strozzati in questo modo!! Pagano sempre i più deboli!!!!
Più soldi in busta paga significa che la gente spenderà di più, quindi l'economia migliorerà"
Quando il governo abolì la tassa comunale sugli immobili esultò: "Finalmente, un governo che
riduce le tasse ai cittadini!!!"

Antonio Specchia

Il furto del servizio militare 30/08/2011

Molto sinteticamente un commento all'ultima modifica della manovra per quanto riguarda il tema pensioni:lo Stato mi ha rubato un anno di vita quando ho fatto il militare e ora me ne ruba un altro non contaggiandomelo dal punto di vista pensionistico. Così si comportano i predoni del deserto.L'unica differenza è che la maggior parte dei nostri predoni probabilmente non ha mai fatto il militare e non si sogna minimamente di toccare il loro vitalizio dopo cinque anni di " servizio militare". sic! Riccardo

Pensioni e lavori usuranti 30/08/2011

Buongiorno,
è raccapricciante il fatto che pensino di trovare i soldi per la manovra dai medici ospedalieri che fanno lavori usuranti in pronto soccorso togliendo la possibilità di riscattare gli anni di laurea e specializzazione! I più danneggiati sono proprio i medici  ospedalieri, quelli che si occupano del pronto soccorso, perchè hanno la laurea più lunga e la specializzazione!
Questo va aggiunto al doppio furto già subito da parte dello stato ed anche delle singole università, come l'università cattolica nei miei confronti, della specialità non riconosciuta né dal punto di vista economico né formale a livello europeo né pensionistico ora. 
(Io ho lavorato per 4 anni pieni dopo la laurea in cattolica e non mi è stata erogata la borsa di studio che altre università già erogavano e la mia specializzazione non è riconosciuta a livello europeo. Non ho mai capito dove siano finiti i miei soldi della borsa di studio a cui avrei avuto diritto negli anni 89-93.)
Al danno di quegli anni anni si aggiunge ora la beffa del mancato riconoscimento pensionistico degli anni di laurea e specializzazione. I miei colleghi degli anni successivi, quando finalmente lo stato si è adeguato alle normative europee già in vigore da tempo,  almeno hanno  il riconoscimento degli anni di specializzazione!
Immaginavo da tempo che quando la sanità si sarebbe femminilizzata non sarebbe più stato conveniente fare il medico, ma questo taglio incredibile alla possibilità di andare in pensione non me lo aspettavo!
E come al solito nessun taglio ai baroni maschi che continuano ad imperversare nella politica come nella sanità.
La prospettiva è un mobbing di stato. Da un lato non è possibile andare in pensione, dall'altra troppo vecchi per riuscire a fare i turni di notte e, dopo una vita dedicata alla professione e la giovinezza sui libri a studiare, ci mobbizzeranno per indurci al licenziamento e lavorare in strutture private o deprimenti ed inadeguati poliambulatori di periferia.
Tutto ciò dopo che da sempre siamo fra i più grandi contribuenti dello stato.
Vorrei sapere dov'è l'ordine dei medici?
come al solito, aiutateci
grazie
s de giorgi

Bossi e la difesa delle pensioni 30/08/2011

Bossi aveva promesso ai suoi elettori che non toccava le pensioni.
Ha accettato il taglio di quattro anni di studio (ma non diciamo sempre ai nostri figli che il loro lavoro è studiare?) regolarmente riscattati secondo regole contrattuali che oggi vengono unilateralmente cancellate.
Quindi o non esistono laureati tra gli elettori della lega (e allora Bossi ha mantenuto la sua promessa) o Bossi è inaffidabile (e allora i suoi elettori dovrebbero tenerne conto).
Teresa

TAV: perché sì 30/06/2011

Dottoressa Rangeri buongiorno.

Lecito lo schierarsi per i No tav, ma dovrebbe essere obiettiva.

Tempi di percorrenza Torino Parigi con la TAV oggi: 6 ore circa di cui 4 ore per il tratto francese da Modane a Parigi e 2 da Modane a Torino.

I numeri parlano da soli. Alta velocità e traffico merci non sono compatibili sulla stessa linea, ergo....

Torino ha bisogno di questo collegamento europeo, altrimenti rimarrà tagliata fuori dalle grandi direttrici di comunicazioni: se non passerà in Val Susa passerà in Svizzera; il traforo del Gottardo che unisce Nord Europa al sud via Milano è quasi finito, ma questo taglierebbe fuori il Piemonte.

Torino sta vivendo una grave crisi occupazionale e deve puntare anche e specialmente sui servizi, ma se mancano le vie di comunicazione a chi li vendiamo i servizi: non è sufficiente internet, qualche volta le persone devono pur vedersi. Per sua informazione lo sa che il polo dei servizi avanzati a Torino è secondo solo ai metalmeccanici (fonte Confindustria).

I soldi della TAV potrebbero andare in pensioni o nel welfare: falso in quanto l'INPS dovrà prima o poi fare da se senza il sussidio dello stato. Le ricordo sempre, nel caso se lo fosse dimenticato che l'esercizio INPS sarebbe di per se positivo se non dovesse pagare gli interventi di cassa integrazione e quant'altro, non propriamente spettanti alla gestione pensionistica.

Sono d'accordo con lei che vi debba essere una equità sociale, ma non è fermando la TAV che si raggiunge lo scopo. Alcune grandi opere sono necessarie (non ad esempio il ponte sullo stretto, cattedrale nel deserto), altrimenti si deve accettare di avere un tipo di vita totalmente diverso, molto più spartano, tenore di vita che personalmente mi potrebbe anche star bene, ma che non starebbe bene alla maggior parte degli italiani. Grecia docet.

Cordiali saluti

 


Filiberto Amè

 

 

Lettera degli studenti del corso di scienze della formazione 28/06/2011

Il nuovo decreto di aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento (GaE), DM.44 del 12 maggio 2011, ha buttato nello sconforto quasi ventimila aspiranti docenti italiani che, pur in possesso di abilitazione o comunque in corso di conseguimento, sono stati brutalmente esclusi poiche' immatricolati a decorrere dal 2008/09. Un disagio che, attualmente, coinvolge un così grande numero di studenti in tutta Italia, discriminati rispetto a chi ha intrapreso questo percorso formativo negli anni precedenti al 2008 e che ora si trova già inserito in graduatoria, può lasciare indifferenti? Gli studenti iscritti al Primo, Secondo e Terzo anno del Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria delle Università italiane, abilitante all'insegnamento,  molti dei quali già in possesso di una precedente laurea erano, fino a pochi giorni fa,  certi di entrare, una volta laureati, nelle graduatorie per prestare servizio nella Scuola come insegnanti. Da più di dieci anni a questa parte la formazione delle future maestre e dei futuri maestri, avviene dopo un impegnativo corso quadriennale di laurea  strutturato in Tirocinio Diretto e Indiretto, frequenza alle lezioni e laboratori,  tutto ciò per formare insegnanti riflessivi e competenti, che possano offrire nuove risorse e stimoli alla realtà scolastica. Di fatto questi studenti entrano nelle scuole italiane con un  progetto di partenariato tra università e scuola e ci stanno per centinaia di ore affiancati nelle loro osservazioni e performance di tirocinio da docenti di ruolo. Sono circa 800 gli studenti iscritti al Primo, Secondo e Terzo anno del Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria delle Università di Padova e Verona, che hanno tentato di presentare una proposta emendativa al decreto legislativo controfirmando e consegnando a onorevoli illustri la proposta, ma non hanno ottenuto nessuna risposta. La speranza è che la stampa si faccia portavoce e porti a conoscenza del cittadino questo grido di delusione e amarezza che non è solo degli studenti ma anche dei formatori universitari che a vario titolo si impegnano giorno dopo giorno per edificare la “ società della conoscenza” tanto declamata del Consiglio di Lisbona. I supervisori e gli studenti dell’Università di Padova Scienze Formazione Primaria Per i supervisori: Paola Battistella Per gli studenti: Michela Romio

Il corso di laurea in scienze della formazione primaria 28/06/2011

Sono Paola Battistella docente di scuola primaria residente a legnago Vr con distacco presso la facoltà di scienze formazione primaria di Padova nel ruolo di supervisore a tempo parziale. La facoltà ha un suo dipartimento anche a VR. Mi rivolgo a voi nella speranza che accogliate la proposta di pubblicazione della lettera in allegato. Perchè mi adopero a tanto: perchè da otto anni seguo gli studenti universitari come supervisore. Da otto anni vedo con quanto impegno e voglia di intraprendere una professione questi studenti, che saranno finalmente docenti di scuola primaria e dell'infanzia con una solida cultura, esperienza di tirocinio, competenza, nonchè disponibilità alla responsabilità affrontano quattro anni di studio, tirocinio e laboratori di didattica. Chi cerca un mestiere non studia quattro anni con mille difficoltà. Molla molto prima dell'arrivo. Questo vedo. Finalmente possiamo sperare che nella scuola entrino docenti preparati e di qualità. E che scosa si fa? Si pensa bene di tarpare loro le ali per lasciar posto a chi fa rumore come i famosi " precari" tanto protetti dai sindacati perchè forniscono tessere. Gli studenti invece non riescono a pagare le tessere perchè devono pagare i libri. La società deve avere solo docenti che hanno tanti anni di precariato non i meritevoli. E allora perchè non farli gareggiare insieme: meritevoli abilitati e precari abilitati? Ogni anno il ministero dice quanti studenti possono entrare al corso in quanto stabilisce i posti che nella regione saranno liberati dai pensionamenti. Ogni anno la facoltà fa entrare alla frequenza solo i numeri disponibili e assegnati. E perchè dal 2008 questo non basta? La gente deve sapere perchè la conoscenza fa l'uomo libero. Ho interpella to un politico della zona con tanto di firme sulla lettera che allego. Bene il politico non si è più fatto sentire. Non è una proposta e una riflessione che interessa. Non ci sono soldi in ballo: questa è la verità. Ora mi rivolgo a voi nella speranza che noi gente comune siamo presi in considerazione. Una redazione scolastica ha risposto che è il caso che aspettino anche loro come i precari per entrare nella scuola....non mi sembra proprio l'idea di una scuola che va verso il futuro e che vuole personale qualificato. Ma ora il problema non è il governo è il sistema sindacale che non difende la qualità ma la quantità. E' la politica che non ascolta il consiglio di Lisbona e che ci dà le dritte per la società della conoscenza vincente per un futuro economico e di sviluppo. Ora non aggiungo altro e chiedo scusa dello sfogo ma mi assumo tutte le responsabilità. Ho 53 anni e conosco bene la scuola e il sistema che ruota intorno e per questo mi permetto di fare affermazioni di genere.

Paola Battistella

Legnago VR

Pagare tutti per pagare meno 14/06/2011

Sono un dipendente dell'industria a reddito medio alto (direi più medio che alto...) che paga già l'aliquota marginale massima dell'IRPEF. In tutta onestà, se pagassi un po' più di tasse, il mio tenore di vita non peggiorerebbe sensibilmente.
Come potrebbe quindi peggiorare il tenore di vita di tutti quelli che hanno un reddito superiore, anche molto superiore al mio, per un aumento diciamo dell'1% dell'aliquota marginale? Allora perché non lo si fa? Quanto contante porterebbe alle casse dello stato? Quanto aiuterebbe a non peggiorare, forse a migliorare, servizi essenziali come quelli per l'istruzione? Quanto permetterebbe magari di ridurre le tasse ai redditi meno alti? Naturalmente, un utile corollario all'aumento delle tasse per i più ricchi sarebbe una profonda lotta all'evasione, che permetterebbe a tutti di pagare più serenamente, e, chissà, in prospettiva anche di calare un po' le tasse a tutti.

Guido Moruzzi

Referendum: voto dei naviganti 13/06/2011

Caro Borraccetti, bentornato a "Prima Pagina"! Colgo l'occasione  delle votazioni ancora in corso perchè le sarei grato se volesse portare all'attenzione di "chi compete" che anche in questa tornata saranno diecine di migliaia i cittadini italiani da sempre deprivati ex-lege del diritto di accedere alle urne ! Sono i connazionali  ( Equipaggi e Passeggeri )  che nei giorni di votazioni si ritrovano imbarcati su navi in mare in navigazione e per i quali 60 anni di legislature ancora non hanno normato un sistema per colmare questa lacuna costituzionale. 
       Da ex navigante ne ho sofferto per una vita : mi sono rivolto ogni volta sistematicamente a tutti gli interlocutori istituzionali, mediatici, sindacati compresi, e perfino ai due ultimi Presidenti della Repubblica, incontrando sempre e senza eccezioni un silenzio assoluto ! Eppure sono tanti i voti che  vanno ogni volta nel buco nero degli " astensionist forzati"" e che potrebbero perfino fare le differenze in tutti i livelli di consultazioni . Ho potuto constatare che perfino i Paesi Africani v'hanno da tempo provveduto con la semplice istituzione di un seggio elettorale a bordo, sotto la presidenza del Comandante, e spedizione dei risultati per via telematica o postale ! Sarebbe poi tanto difficile ? Mi creda, me ne sento mortificato come italiano !
        Lascio a lei per come vorrà usare questo mio ennesimo "sfogo" . La saluto cordialmente ed eventualmente la ringrazierò per quanto vorrà adoperarsi.

Referendum: voto degli italiani fuori sede 13/06/2011

Sono un assiduo ed entusiasta ascoltatore della Vostra trasmissione che trovo sempre interessantissima.

Ho un figlio che da tre anni vive a Milano dove però non ha ancora trasferito la residenza perchè il suo lavoro non è stabile,cioè a tempo indeterminato,e che pertanto da altrettanti anni non può esercitare il suo diritto-dovere di cittadino elettore.

Mi chiedevo : non sarebbe giusto consentire a questi cittadini che continuano a vivere in Italia ma lontani dal luogo di residenza anagrafica,che partecipino anch'essi alle elezioni politiche ed ai referendum e preoccuparsi di meno degli italiani all'Estero,ai quali,secondo me, importa poco o niente di ciò che succede qua in Italia ?

Cordiali saluti ed auguri per la trasmissione.

Giuseppe Donato dalla provincia di Catanzaro.

Referendum: voto degli italiani all'estero 13/06/2011

Buongiorno
in relazione al primo intervento di oggi, la risposta fornita non è corretta. Il problema infatti è proprio quello sollevato dall'ascoltatrice: le schede sul nucleare sono state ristampate in quanto il quesito è stato modificato la scorsa settimana e non c'è stato tempo di far pervenire le nuove all'estero. Gli italiani fuori sede, pertanto, hanno votato un quesito diverso dal nostro. Ora la questione è se i loro voti sono validi o no
http://www.avvenire.it/Cronaca/referendum+voto+estero_201106091059415130000.htm

Grazie mille e buona settimana
Francesca Romana Onofri

Paralisi alle Poste (e a scuola) 07/06/2011

Scrivo un'email, anziché intervenire in trasmissione, giacché alle 8.00 sarò PRECARIAMENTE a scuola
Sulla mia condizione - che condivido con altri 200.000 precari, si è scritto tanto. Ma l'ennesimo affronto sta accadendo in questi giorni. Il 1 giugno - giorno in cui i sistemi informatici delle Poste sono andati in 'tilt' - scadeva il termine utile per consegnare la domanda di aggiornamento per le graduatorie ad esaurimento . Tuttavia, sino ad oggi, molti non sono riusciti a presentarla perché non riescono ad ottenere dalle Poste l'attestazione di quanto avvenuto quel mercoledì. Le Poste temono una class action, con conseguente risarcimento.
Il ministero ha emanato una nota in cui si avvisa della proroga fino al 6 giugno, tramite attestazione delle Poste che dimostri l'impossibilità a spedire la domanda mercoledì 1° giugno.Le Poste però, secondo quanto riferiscono molti colleghi, non solo non hanno rilasciato alcuna attestazione mercoledì (unico giorno in cui avrebbe dovuto essere fatto, a nostro parere), ma si rifiutano di farlo adesso, a distanza di giorni, perchè è impossibile distinguere coloro che potrebbero approfittare della situazione. La sottoscritta NON si è servita delle Poste e ha consegnato la domanda direttamente all'Ufficio scolastico provinciale; tuttavia, l'episodio avrà una ricaduta su tutti i precari, con inevitabili ritardi, ricorsi e controricorsi.

Roberta Casarini (docente pluriabilitata, plurimasterizzata, pluriaggiornata etc etc.)

 

 

Promozioni 04/06/2011

Leggo su Il Manifesto di giovedì che Spartaco Mortola, ex capo della DIGOS durante il G8 di Genova nel 2001, è stato promosso a dirigente superiore (in pratica questore, per ora senza sede). È la seconda promozione dopo quella del 2001, subito dopo i fatti dalla scuola Diaz, per i quali questo signore è stato condannato in appello a 3 anni e 8 mesi per le violenze, oltre a 1 anno e 2 mesi per induzione alla falsa testimonianza. Inoltre è provato che durante il processo rese falsa testimonianza su fatti specifici. Queste due promozioni sono, non dico lecite, ma opportune? (Secondo me, no). In un paese "normalmente democratico" (mi csi onceda il termine...riassuntivo), non dovrebbe essere impossibile una cosa del genere?
(Secondo me, sì).

Paolo De Stefano
Milano

Vita da mamma 27/05/2011

In merito all'intervento di un ascoltatore sull'argomento" legge italiana sulla maternità", reputata molto favorevole rispetto ad altri paesi europei, ringrazio per l'acuta risposta, che ha messo in luce le difficoltà chele donne italiane trovano nella gestione della vita quotidiana nel momento in cui tornano al lavoro. Ma vorrei aggiungere: non si tratta di 3 anni di assenza dal lavoro, bensì di 11 mesi: 5 di astensione obbligatoria e 6 di astensione facoltativa, retribuita al 30%. La maternità viene pagata dall'INPS e non dalle aziende che, anzi, godono di agevolazioni fiscali quando sostituiscono il personale in maternità.

Le mamme che lavorano in Italia devono fare i conti con: 3 mesi di interruzione dell'attività scolastica in estate, 15 giorni a Natale, 1 settimana a Pasqua, chiusura della scuola per le elezioni (il giorno prima per allestire, il giorno successivo al per la disinfestazione), scarsità dei posti negli asili e, lavorando, devono assolvere a tutti gli impegni della vita sociale dei bambini. Non potendo più lasciarli circolare liberamente in città per ovvi motivi di sicurezza, dopo il lavoro le mamme si trasformano in tassisti per accompagnarli alle varie attività di sport e musica (il moto per i bambini che passano 8 ore seduti, la musica per la loro impostazione mentale e per far loro conoscere il nostro patrimonio artistico ) che la scuola non offre tra le attività del pomeriggio.

E quando anche le mamme stanno a casa in maternità 11 mesi non fanno altro che allattare, svegliarsi di notte per accudire il bambino, cullarlo quando piange, preparare gli altri bambini per andare a scuola, lavare tutto quello che un neonato sporca ogni giorno, preparare i pasti, pensare alla spesa, alla casa. Meno male che la maternità non dura 3 anni, ma solo 11 mesi!

Grazie e buona conduzione di PrimaPagina (la sola trasmissione radiofonica che come madre di 3 figli posso ascoltare in santa pace circa 20 minuti tra l'accompagnamento a scuola dei bimbi e l'inizio del lavoro).
Isabella Lapalorcia

Come si vota al ballottaggio. Una precisazione del ministero dell'Interno 25/05/2011

Per il turno di ballottaggio si sceglie solo tra i due candidati  (presidenti di provincia o sindaci)  che hanno ottenuto, al primo turno, il maggior numero di voti e l’elettore vota tracciando un segno sul rettangolo entro il quale è scritto il nome del candidato prescelto.Nel caso in cui il segno venga apposto sul contrassegno del partito, il voto è valido e si intende espresso al candidato sindaco o presidente collegato.
Cordialmente
Felice Colombrino
Dirigente Ufficio Stampa e Comunicazione
Ministero dell'Interno
Palazzo Viminale

Valorizziamo l'Italia in "7mosse" 24/05/2011

Ieri sono stata a Genova e sono rimasta incantata da Eataly.

7 mosse per l'Italia organizzata da gente di pensiero e di azione per migliorare il nostro paese.

La loro regata partita il 25 Aprile per raggiungere New-York il 2 Giugno è un impresa meravigliosa che fa onore all'Italia.

E il vento che arriva dal mare, che porta l'immagine dell'eccellenza dei prodotti italiani.....

Aiutiamo con i nostri suggerimenti, via mail, ciò che desideriamo per un Italia migliore .

Il sito è www.7mosse.it

Spero tanto che ne parliate sulle onde della radio per raggiungere questo vento che deve cambiare GRAZIE

Solange Moretta

Il Referendum propositivo 24/05/2011

Gentile redazione

Ieri il giornalista ospite nelle sue risposte ha evidenziato come in Italia manchi il referendum propositivo. Ed è esatto.

Esistono però norme nella Costituzione che, se abbinate, possono configurare addirittura un REFERENDUM PROPOSITIVO-IMPOSITIVO. E sono l'art. 71, proposta di legge di iniziativa popolare, e l'art.1, che sancisce come la volontà popolare sia sovrana.

Allora se una proposta di legge di iniziativa popolare o meglio un decalogo di proposte presentate alle camere secondo norma dai promotori, almeno 50 mila firme di elettori, ottenesse il supporto di 10/15 milioni di firme raccolte nella forma semplice della petizione popolare, anch'essa regolata in costituzione, assurgerebbe di fatto ad un ruolo di REFERENDUM IMPOSITIVO.

 

Per i seguenti motivi:

per gli articoli Cost. 71 e soprattutto con l'autorevolezza del n.1

perchè la "maggioranza" che sostiene il governo in senato rappresenta oggi meno di 15 milioni di voti validamente espressi

perchè un parlamento "democraticamente eletto" non può far finta di nulla, nascondere, insabbiare tanta volontà popolare chiaramente espressa in consonanza con la Costituzione.

perchè il decalogo si comporrebbe delle 10 leggi più attese dalla cittadinanza e sempre promesse e mai attuate dai parlamenti (elettorale, fiscasle, giustizia, provincie e microcomuni, numero e stipendi parlamentari, ecc.)

Io mi domando, e non trovo risposte esaustive, perchè questa via di democrazia diretta, questa via diretta alle riforme a misura di cittadinanza, venga colpevolmente trascurata dalle più raffinate elites della Società Civile.

e non mi si dica che 15 milioni sono un'utopia: la fiducia nella politica è scesa al 7,7%, i simpatizzanti pdiellini in pochi gg ne hanno raccolte 10 milioni, per nulla, per nulla!

Paolo Barbieri

Lavoro e ricerca in Italia 24/05/2011

Buongiorno

mi riferisco al contributo dell'ascoltatore che, il giorno 24 maggio 2001, parlando di disoccupati e ricercatori, ha posto la questione come se l'investire sulla ricerca abbia come conseguenza l'aspettativa per cui tutti i disoccupati possano fare i ricercatori.

L'ascoltatore diceva che invece i giovani andrebbero dissuasi e indirizzati a fare i vecchi mestieri di contadino, commesso, ecc.

A tal proposito vorrei evidenziare che i paesi che investono in ricerca non è che abbiano milioni di ricercatori, ma, attraverso il lavoro di un congruo numero di ricercatori e di fondi finalizzati alla ricerca, riescono a creare nuovi posti di lavoro, nuove figure professionali e non rimangono fermi ai mestieri di 100 anni fa che ci rendono quello che oggi siamo: un paese vecchio, egoista, chiuso in se stesso e, quel che è peggio, privo di prospettive.

Cordiali saluti

Daniela Razzanti

Le schede per votare ai ballottaggi 24/05/2011

Egregio Giornalista,

                                    credo che la notizia di cui stamattina ha parlato un'ascoltatrice, che cioè per votare al ballottaggio sia necessario fare un segno solo sul nome del candidato Sindaco  (o Presidente di Provincia) e non su uno dei partiti che lo sostengono,  pena la nullità del voto, ancorché confermata dal lei che ha letto il comunicato diffuso dal Ministero dell'Interno, sia una "bufala". 
Infatti è molto probabile che:
a) le schede fossero già predisposte (per le città in cui poteva verificarsi un ballottaggio) fin da prima del primo turno (tra l'altro fin da prima del primo turno faccio notare che il comunicato radiofonico e televisivo parla solo di scheda azzurra per il Comune, mentre almeno a Trieste la scheda è di colore arancio, il che non è mai stato detto !), lasciando in bianco ovviamente solo i rettangoli in cui sarebbero stati sovrastampati (se questo è tecnicamente possibile come credo), dopo il risultato del primo turno,  i nomi dei candidati al ballottaggio, 
b) in ogni caso le schede siano state stampate, coi nomi dei candidati al ballottaggio,  subito dopo i risultati del primo turno, non potendo attendere la conclusione delle trattative per gli apparentamenti, in alcuni casi noti solo da ieri: ciò significa che sulle schede non  possono esserci i simboli dei partiti che sostengono i due candidati Sindaco (o Presidente di Provincia).
Ne deduco che la "bufala" deriva direttamente dal Ministero!
Cordiali saluti
                         Bianca Pani

Stipendi bancari 14/05/2011

Sono un bancario. Dopo undici anni nel settore, guadagno il corrispondente di 1350 €/mese (in realtà meno, perchè part-time) per tredici mesi all'anno. Forse guadagno meglio di un immigrato clandestino che lavora sui ponteggi in nero, ma non mi sembra nè di sfruttare i clienti della mia banca nè di essere colluso con i dirigenti della mia azienda .

1) Non mi sembra che diminuirmi lo stipendio per rispetto verso chi guadagna meno di me sia una via sensata per farglielo aumentare. invece

2) faccio notare che cercare di tenere il proprio tenore di vita nei limiti di decenza contribuisca a spingere in alto anche quello degli altri

3) 206 € sono una richiesta di meno di 16 euro al mese LORDI...

4) una gran parte della lotta sindacale che stiamo facendo in questo periodo è per cercare di arginare la percentuale di contratti precari nel settore, in modo da garantire a più persone possibili (e relative famiglie) un po' di stabilità e futuro. 

Paolo De Stefano, Milano

Freedom Flotilla per Gaza 11/05/2011

Volevo segnalarvi il tema dell’assedio di Gaza e delle iniziative che in questi giorni si stanno mettendo a punto, anche a seguito dell’uccisione di Vittorio Arrigoni.

Non conoscevo Vittorio, eppure la sua morte mi ha colpito, di più, ha cambiato il mio sguardo sul mondo e su me stessa.

Ero stata in Palestina e a Gaza 20 anni fa,  avevo 30 anni e due bambini piccoli, tornando mi ero ripromessa di fare la mia parte “umana“ come diceva Vik, ed invece, in un certo senso, la disumanità quotidiana un po’ mi ha contaminato e ho lasciato il pezzo di cuore perso in quelle terre ad inaridire.

Poi è arrivato Vik con la sua cifra umana e poetica, oltre che politica, davvero non comune ed ha riaperto qualcosa, una fessura, una speranza, un dovere. Don Gallo dice che l’ottavo vizio capitale è l’indifferenza e io credo che non possiamo più essere indifferenti. Per questo mi sono attaccata ad Internet, ho cercato informazioni e ho scoperto che esiste un gruppo che si chiama We are all on the Freedom Flotilla 2, che nasce con l’obiettivo di “proteggere” da terra i naviganti che a giugno saranno sulle navi della FF2, e di diffondere gli obiettivi della flottiglia di 20 navi da 20 Paesi Europei,  che vuole rompere i quasi 4 anni di assedio di Gaza. E’ una missione pericolosa, per via del tentativo del governo Israeliano di impedirla, è una missione di pace.

Pace e Pericolo  non dovrebbero andare insieme. 

Queste navi portano merci, solidarietà, vita a 1 milione e mezzo di persone prigioniere nella loro terra. Li faranno passare per terroristi, ma non è così. E ho scoperto anche che ci sono 80 persone, quasi tutti italiani, che stasera partiranno per raggiungere Gaza via terra, si chiama Convoglio restiamo Umani, e sto cercando di metterli in contatto con i media, avrò i loro cellulari quando saranno laggiù.. li potreste intervistare, se volete. E c'è un ragazzo tunisino MOUNIR che percorrerà in bici la Tunisia con la scritta STAY HUMAN. Tutto ciò ha prodotto il sacrificio di Vittorio Arrigoni.

Il 14 maggio, ad un mese dalla morte di Vittorio Arrigoni,  andrò a Roma alla manifestazione di protesta per l’assedio di Gaza, ci andrò da sola da Milano, ma so che non sarò sola. Viviana

I test a scuola 10/05/2011

Sono un'insegnante della scuola primaria che da anni si prepara per offrire agli allievi una scuola di qualità basata sulle competenze (che possono durare per la vita) e non sulle conoscenze e nozioni (anche se non possiamo sottovalutarle).
Io, che non ho mai utilizzato schede preparatorie, ho sempre lavorato sui vari aspetti cognitivi della comprensione, anche se non tralascio la creatività e l'espressività del linguaggio. Ben vengano le prove Invalsi che mi hanno permesso di capire che il mio percorso è quello giusto perché la mia classe ha avuto risultati nella media (anche se sono presenti  5 bambini stranieri e alcuni bambini con varie difficoltà). Ritengo che queste prove siano salutari e necessarie se si ritiene che un insegnante debba sempre mettersi in gioco per migliorarsi, senza aver paura del confronto.
Cordiali Saluti
Elena Fiorani
(Modena)

Le scorie di Saluggia 10/05/2011

Egregio Dr. Magri,

innanzitutto mi complimento per la sua conduzione di ottimo livello della trasmissione di RadioTre Prima Pagina, però ho ascoltato la sua risposta all'ascoltatrice che parlava della centrale di Saluggia e non mi ha soddisfatto. Le spiego perché.

L'ascoltatrice aveva un tono propagandistico e massimalista però le cose che asseriva sono in gran parte vere. Che la dismessa centrale di Saluggia costituisca un grave pericolo è dimostrato da alcuni fatti. In occasione dell'alluvione del novembre 1994 si sfiorò una catastrofe nucleare simile se non più grave di quelle di Cenobyl e Fukushima: l'acqua continuò a salire arrivando a pochi centimetri dal deposito di materiale radioattivo poi quasi per miracolo si fermò. Ancora pochissimo e l'intiera pianura padana sarebbe stata contaminata dalle acque radiottive. All'epoca nessuno dei media parlò della cosa (sapevano e tacevano per ordini dall'alto, non sapevano, non osavano...?) benché gli abitanti della zona di Saluggia sapessero benissimo. A riprova di ciò un articolo della Stampa di pochi anni or sono, in occasione dell'inizio dei trasporti dei rifiuti in Francia, narrò esplicitamente ma a distanza di parecchi anni questo fatto.

Comunque è sufficiente che la Stampa mandi un cronista a Saluggia per avere conferma di ciò.

Che le centrali servano soprattutto per produrre il plutonio indispensabile per gli armamenti atomici è un altro fatto, seppure ampiamente sottaciuto: si accusa l'Iran di voler costruire una centrale per dotarsi di bomba atomica e le nostre invece a cosa servirebbero? Non sono mai decollate le centrali al torio molto più sicure e meno problematiche, ma che non hanno come sottoprodotto il plutonio (vedi l'opinione di Rubbia che non mi sembra il primo venuto).

Riguardo alle accuse della signora sulle modalita di trasporto in Francia dei rifiuti radiottivi concordo invece con lei, dr.Magri, è strano che un magistrato iperattivo come Guariniello non sia ancora intervenuto se ce ne fossero gli estremi.

Un'ultimo appunto e non me ne voglia: lei dice che il compito di un quotidiano è quello di dare le notizie e commentarle. D'accordo ma non è sufficiente, altrimenti mi basterebbero la rete e i socialnetwork tipo Twitter. Un grande quotidiano come La Stampa a mio parere dovrebbe anche fare inchieste d'assalto rivoltando le pietre che nascondono verità e fatti scomodi, proprio perché ha competenze e risorse adatte e molto superiori rispetto a quelle a disposizione di un singolo o di una piccola assaociazione. Capisco che bisogni mediare e barcamenarsi tra poteri polici ed economici, però ogni tanto un soprassalto di orgoglio ed uscire fuori dalle righe non sarebbe male. La saluto con stima. Dino Mammola

Cucina di governo 09/05/2011

L'utopia del rivoluzionario russo Vladimir Lenin era quella che sarebbe stata sufficiente una cuoca a governare uno Stato di democrazia socialista. Ma, per le tante stranezze e tortuosità della storia, l'utopia si è realizzata non in un improbabile stato socialista ma in quello ossessivamente anticomunista di Berlusconi. Ed ha addirittura superato il sogno di Lenin. Il potere è andato non a una cuoca, ma ad un aiuto cuoca. L'on. Antonio Razzi, transfuga dall' IdV, nominato consigliere personale, per la contraffazione, del ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Saverio Romano, ci ha svelato le sue riposte conoscenze ed esperienze nel settore: "Sono un buongustaio, mi piace cucinare e spesso aiuto mia moglie ai fornelli".

Ezio Pelino

 

 

Elogio della lentezza 23/04/2011

Ho 31 anni, forse sono ancora abbastanza giovane da poter rispondere all'imprenditrice che lavora per una multinazionale francese che chiamò martedì. Costei lamentava che i giovani di oggi fossero impreparati a lavorare per le grandi aziende multinazionali, fossero poco internazionali, non disposti a "mettersi in gioco" [...].

Vorrei ricordare che quello della donna manager è un punto di vista. Dal canto mio, mi esercito a rimanere esterrefatto di fronte ai punti di vista che mettono al centro della vita il lavoro salariato.

Al centro della mia vita ci stanno molto prima l'amore, le relazioni con le persone che ho dattorno, il rapporto con la mia terra, la ricerca intellettuale e spirituale, la ricerca di lentezza. Ho una laurea che mi dicono prestigiosa, ho ricevuto offerte di lavoro dalle multinazionali, e le ho rifiutate senza esitare. Parlo inglese e francese, ho voglia di lavorare, ma il mio lavoro non lo voglio offrire a chi mette avanti a tutto il profitto, e sradica la gente dalla propria terra, dalla propria esistenza. Io pretendo di vivere vicino a casa, con la mia gente, sulla mia terra: la mia scelta è di fare il contadino.

Bertrand Russell notava, nel dimenticatissimo "Elogio dell'ozio", che con una buona organizzazione del lavoro potremmo lavorare tutti poche ore al giorno e per il resto del tempo dedicarci a vivere non come bruti, frettolosi, con l'ansia del reddito, ma per seguire virtù, conoscenza, amore, essere presenti ai nostri luoghi, ai nostri cari, essere presenti alla nostra vita. Un altro saggio uomo, molto citato ma poco ascoltato, chiedeva: "chi di voi, per quanto si affanni, potrà aggiungere una sola ora alla sua vita?"

Dario Patrone 

 

Le aziende e il capitale umano 20/04/2011

Con riferimento al dibattito su aziende e formazione dei giovani, vorrei ricordare che fino a qualche tempo fa le aziende formavano la loro manodopera e cercavano di tenersela come un valore . Credo che oggi il vero problema stia nel fatto che le aziende non investono più nel loro capitale umano : cercano personale qualificato e pretendono di assumerlo con contratti di apprendistato perchè non considerano più il lavoro delle persone come un valore da proteggere ma solo come un peso di cui potersi liberare al momento opportuno. Per questo vorrebbero un bacino di persone superpreparate a cui attingere nei soli momenti di bisogno ,da pagare poco e di cui liberarsi facilmente. Della serie botte piena e moglie ubriaca ! La scuola non può preparare a tutte le professionalità , la scuola deve dare quella cultura che rende le persone aperte e recettive e le aziende devono tornare a fare la loro parte !

Patrizia

Acqua ed energie alternative 20/04/2011

in queste mattine si parla molto del nucleare rinviato. Mi pare che la telefonata a PRIMA PAGINA  dell'ascoltatore del Trentino abbia attirato stamane  l'attenzione su un filone abbastanza trascurato: i tanti KW  di energia elettrica prodotti nel nostro Paese nel secolo appena concluso dalle numerosissime centrali  (piccole -medie e grandi)alimentate ad acqua. Sia in montagna, ma anche in pianura: basta un leggero dislivello.
Ora: se i soldi che non vengono investiti nel nucleare, venissero investiti in tutti i settori alternativi - oltre all'acqua, anche solare, eolico, ecc.) si darebbe lavoro a moltissimi italiani. Giovani ed anziani (serve l'esperienza). Per molti anni. Con guadagni in sicurezza - salute e valorizzazione dell'ambiente. E naturalmente la scuola (sopratutto le professionei) dovrebbe preparare a  questi lavori!!!
L'Italia del dopoguerra ha visto proliferare una classe imprenditoriale notevole: fabbriche di biciclette -moto - auto col marchio italiano. E in molte Regioni.
Cordiali saluti
Enrico Morganti - Bologna

Incidenti sul lavoro 20/04/2011

Un ascoltatore, ex ispettore del lavoro, ieri mattina è intervenuto in "prima pagina", sulla sentenza Tyssen,  ricordando il triste primato delle morti bianche in Italia, che pur vanta numerose norme in materia di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro. 


A me vien da fare questa riflessione:

"record" degli infortuni sul lavoro in Europa;
"record" dell'evasione fiscale dei Paesi occidentali (pur avendo il più alto rapporto tra Enti Controllori (caso unico al mondo con addirittura un corpo militare anti-evasione)cittadini/imprese);
"record" (anzi unicità)  delle numerose forme di criminalità organizzata (pur in presenza del più alto rapporto poliziotti/cittadini);

per non parlare sull'inefficienza della pubblica amministrazione, gli scandali sulle commesse pubbliche (ad es. finmeccanica) tutto questo, x me ha una sola  risposta:CORRUZIONE non diffusa, ma CAPILLARE nel nostro sistema.

Saluti.
AT

Vik e i testimoni di pace 20/04/2011

Quasi ogni giorno trovavamo nella posta almeno un messaggio di Vik Utopia così si firmava Vittorio Arrigoni - che ci aggiornava sulla vita e sulla morte a Gaza.

I suoi messaggi più recenti ci avevano parlato prima della manifestazione dei giovani gazawi scesi in piazza il 15 marzo scorso e repressi duramente dai corpi speciali di Hamas, poi dei recenti attacchi di Israele sulla Striscia che avevano provocato molte vittime fra i civili.

Da tre anni Vittorio viveva a Gaza, amato dalle persone comuni, dai pescatori, dai contadini, dai giovani, di cui conosceva e raccontava problemi e sofferenze, a partire da quelli provocati dall’Operazione Piombo Fuso del 2008, di cui era stato uno dei pochi testimoni occidentali.

L’ultimo aggiornamento che Vittorio aveva postato mercoledì 13 aprile sul suo blog guerrilla radio riguardava la morte di quattro lavoratori palestinesi schiacciati nel crollo di uno dei tunnel al confine attraverso cui arrivano a Gaza i beni di prima necessità.

Abbiamo conosciuto Vittorio quando gli abbiamo comunicato l’intenzione di conferirgli il Premio Speciale Rachel Corrie 2010. Ha accettato un po’

stupito, dichiarandosene onorato; dopo la premiazione, in cui i suoi genitori avevano ritirato il premio in sua vece, ci ha ringraziato commosso per l’accoglienza a loro riservata.

Era un uomo buono, autenticamente grande, che aveva deliberatamente scelto di vivere fra persone ferite ed umiliate, chiuse in una striscia di terra martoriata ed infelice, di cui talvolta sembrava essere rimasto l’ultimo testimone.

I suoi assassini, accecati da un odio feroce e ottuso, hanno voluto porre fine alla vita del cittadino di un "degenerato staterello crociato", non si sono accorti di avere invece vilmente ucciso un uomo giusto, che con la sua testimonianza faceva onore non solo all’Italia, ma al mondo intero.

Questo crimine orrendo provocherà altre vittime, pensiamo ai bambini, alle donne, agli uomini della Striscia di Gaza che sono stati privati della voce del loro amico Vittorio, che in questi anni si è limpidamente levata - spesso da sola a difesa della loro umanità negata e oltraggiata.

Questa morte arriva dopo l'altra di Juliano Mer Khamis ucciso pochi giorni fa a Jenin, in Cisgiordania. Sia Vittorio sia Juliano lottavano per una società nonviolenta, stavano dalla parte degli oppressi e si battevano contro l'occupazione israeliana. Vittorio aveva dichiarato "guerriglia alla prigionia dell'informazione.. contro la corruzione dell'industria mediatica, il bigottismo dei ceti medi, l'imperdonabile assopimento della coscienza civile", mentre il Freedom Theatre di Juliano Mer Khamis era nato per contrastare l’isolamento, la frammentazione e la disillusione di un popolo che vive da troppi anni sotto occupazione militare, sostenendone il diritto alla libertà di informazione e al rispetto dei diritti individuali.

Ne piangiamo la morte, cercando di restare umani, come Vittorio ci ha insegnato. La strada è difficile.

Testimone di pace

In morte di un 'umano' 16/04/2011

La terribile vicenda di Vittorio Arrigoni ha colto di sorpresa la gran parte di quotidiani e giornalisti italiani, perchè nessuno di loro tranne il Manifesto, sapeva chi era e che faceva Vittorio. Il giudizio è incrinato da questa mancanza di sapere. Vittorio era seguito stimato e aiutato da migliaia di italiani che come me ricevevano, guardavano, leggevano e facevano girare le sue, spesso strazianti, informazioni. La Rete è indubbiamente un mezzo potente e aiuta ad informare meglio di qualsiasi mezzo mediatico. Ora davanti a questa sciagurato assassinio l' informazione convenzionale si è affrettata ad informarsi in fretta e furia sulla persona Arrrigoni traendone, come anche ha fatto lei, delle convinzioni posticce e usuali. Vittorio non era di parte, ma stava dalla parte dei più deboli del Mondo occidentale che guarda caso si affacciano proprio nel nostro Mar Mediterraneo, aiutando concretamente e psicologicamente le persone fisiche nelle loro sopravvivenza. Non creda poi che l' atteggiamento di Arrigoni possa aver creato odio verso Israele, ma in particolare non è giusto confondere il popolo israeliano con il suo governo. Cittadini, scrittori, registi, Intellettuali israeliani stanno in Israele proprio per criticare il Governo d' aver tradito l' ideale di base del loro disgraziato popolo. Sono anziana eppure Vittorio l' ho sempre seguito ed aiutato pur nell' impotenza di grandi gesti. E' chiaro che dava più fastidio al Governo Israeliano che non ad Amas. Nessun organo d' informazione italiano ne parlava della Striscia, ma proprio in questi giorni arrivavano da li, attraverso Vittorio, cronache giornaliere di attacchi, lanci di bombe e morti civili. Per i residenti a Gaza, avere accanto uno come lui, era una risorsa, un mezzo per far sapere ciò che realmente succedeva nella striscia, senza mediazioni politiche, ne schieramenti. Anche lei dunque dovrebbe impegnarsi a capire quel che veramente faceva Vittorio e domandarsi come mai perfino l' Onu si dispiace di questo assassinio !! Restiamo umani
Carla 1941

Mercato come politica 10/04/2011

Sono da tempo convinto che il problema economico è lo specchio di quello sociale. Scrivo perché sono rimasto colpito dalla [...] drammatica testimonianza dell'ascoltatore di Napoli che parlava del problema immondizia.

Personalmente trovo un parallelo fra la risposta che lei ha dato e quella che bisognerebbe dare all'ascoltatore: lei diceva di "non comprare i prodotti della tale azienda", e io aggiungerei "non votateli".
In un caso si parla di pilotare i consumi, che sarebbe il modo per guidare una vera e propria rivoluzione e costringere le aziende a lavorare nella legalità, calmierare i margini di reddito delle grandi distribuzioni che strangolano la piccola e media impresa e cosi' via. Purtroppo non sono un economista e non ho i mezzi per fare una valutazione precisa, ma sono convinto che se un'azienda cinese non rispetta un contratto di lavoro secondo gli standard europei NON DOVREBBE esportare in Europa: il prodotto non è competitivo per qualità della ricerca, ma solo per lo sfruttamento che sta alla base della sua produzione.

Nell'altro caso si tratterebbe di risvegliare la coscienza sociale: è assurdo continuare a votare personaggi che dimostrano la loro inettitudine solo per il miraggio di un qualche favore nel breve termine. Nessuno mi toglie dalla testa che il meccanismi sia questo. Bisogna avere il coraggio di votare la persone, io direi anche a prescindere dal colore politico, la persona non collusa, non avida, dalla morale forte, non i soliti pollaroli arraffatori. Per me è potente chi capisce la sua misura, chi non desidera più di ciò di cui ha bisogno, chi sa avere un pensiero che comprende la salute della collettività. E' debole chi non resiste, chi ha una morale fiacca, chi acquisisce potere per soddisfare bisogni indotti ai quali non riesce a resistere.

Massimo Berni

 

Caro asilo 24/03/2011

 

Salve, sono la mamma di una bimba di 2 anni e mezzo e vivo a Bologna, nel mese di marzo ho ricevuto l'avviso dal Comune che con atto del Commissario Straordinario (che abbiamo purtroppo in vece di Sindaco) le tariffe degli asili nido comunali (che mia figlia frequenta) aumentavano per me (semplice impegata e moglie di uno statale) di 145€ mensili.
Com'è facile immaginare è stata una doccia fredda, anche a fronte del fatto, che lo stesso Comune sta per chiudere numerosi asili nido, vecchi e fatiscenti, per riaprirne qualcuno ristrutturato, ma con nuova gestione privata.
Da cittadina onesta sono allibita nel vedere un amministrazione comunale che penalizza i cittadini mettendoli in difficoltà economica e prendendo provvedimenti che ricadono sui bimbi.
Tanto per essere chiari la tariffa che dovrei pagare supera il milione di vecchie lire al mese!!!
Spero che questa mia lettera verrà pubblicata e che in vista delle imminenti elezioni comunali qui a Bologna risvegli la sensibilità degli amministratori, dei quali comprendo le difficoltà economiche dovute ai tagli e alla soppressione dell'ICI, ma che credo potrebbero tagliare altrove prima di penalizzare bimbi e mamme lavoratrici.
   
Grazie

Miris Pispisa

 

La nomina del ministro Romano 24/03/2011

Sono garantista e non mi sento di dire che il nuovo Ministro Romano sia un mafioso o un criminale, essere indagati non significa affatto essere colpevoli, ma vorrei sapere se fra coloro non si scandalizzano per la sua nomina c’è qualcuno che affiderebbe tranquillamente il proprio figlio o il proprio nipote ad una baby sitter INDAGATA  per pedofilia o non avrebbe niente da obiettare se un amico che frequenta lo stesso figlio o nipote è INDAGATO  per spaccio di stupefacenti, anche queste persone non saranno colpevoli fino al terzo grado di giudizio e non possiamo fino ad allora affermare che siano colpevoli, ma sono sicurissimo riterrebbero più che opportuno affidare il proprio nipote o figlio ad un’altra baby sitter e farebbero il possibile perché lo stesso figlio o nipote non frequenti più quell’amico.

 

Ebbene: allo stesso modo non trovo affatto giusto che le mie tasse devo contribuire a pagare un indagato? Aspettiamo i tre gradi di giudizio nel frattempo riduciamo il suo compenso al livello di uno stipendio di un italiano medio, diciamo intorno ai 1.000/1.200 euro /mese, e poi se innocente restituiamoli gli arretrati con gli interessi.

 

 

Luca Binazzi

 

Firenze

 

Trentino rinnovabile 21/03/2011

Il figlio di un amico ha partecipato a un tour TIS Innovation Park della provincia di Bolzano sulle energie rinnovabili e il risparmio energetico: case passive che accendono il riscaldamento 3 ore al mattino e 3 ore alla sera con temperatura esterna di 10 gradi sotto lo zero, per avere una temperatura costante i 21- 22 gradi. Un paese di 3.000 abitanti, Prato allo Stelvio, premiato come comune più "rinnovabile" d'Europa: quasi ogni casa e azienda ha un impianto fotovoltaico sul tetto. IL PAESE AUTOPRODUCE IL DOPPIO DELL'ENERGIA DI CUI HA BISOGNO, DOVE UN PANNELLO RENDE LA META' DI QUELLO CHE PRODURREBBE IN CALABRIA.
Raffaele Farina

I 1000 perchè delle rivolta nordafricane 21/03/2011

Oggi leggo su "La Stampa" l'articolo di Ruotolo "Partite truccate dietro la rivolta di Bengasi" nel quale, finalmente, si portano a conoscenza dei lettori alcune delle cause prime della rivolta in Libia; ad es. si parla dell'esecuzione di 1200 detenuti politici avvenuta nel 1996 per punirli di non aver rilvelato il colpevole dell'uccisione di una guardia carceraria, e della recente incarcerazione, a febbraio 2011, dell'avvocato che, a nome delle famiglie dei trucidati, operava per ottenere giustizia.

Con questa mia sono ad esprimere una profonda critica verso la stampa italiana che non aveva portato a conoscenza dei lettori di questi eventi di enorme crudeltà a tempo debito, o per lo meno, a quanto mi consta, non aveva dato giusto rilievo ai fatti, visti gli stretti rapporti Italia -Libia cui, peraltro, si era dedicato tantissimo spazio pubblico e sulla stampa.
Attenedosi perciò esculsivamente a quanto hanno scritto sino ad ora i giornalisti italiani, parrebbe che certi eventi (rivoluzioni nel Magreb) nascano dal nulla oppure siano dovuti esclusivamente, come cercano di farci credere da un bel po', ai social network e al "desiderio di libertà": sembra di essere in un reality televisivo.
 
Mirenda Marcello


Le bandiere della festa 18/03/2011

Gentile Dottor Riva

ho ascoltato ieri la telefonata del signore di Genova che si rammaricava nel non vedere molti tricolori sventolare nel suo quartiere, per la festa dell'Unità d'Italia.

Neanche io ho appeso la bandiera italiana alle mie finestre, anche se sono stata molto contenta che l’abbia fatto mio nipote. Non l’ho messa perché le bandiere non mi piacciono - non sono in assoluto un segno positivo, dipende da dove sventolano - non certo per noncuranza della Storia o disprezzo del valore simbolico della festa.

Amo il mio paese. Non ho bisogno di sentirmi italiana, sono italiana e, in quanto tale, partecipe di una storia che è anche la mia.

Quando ero piccola mia nonna - meravigliosa italiana del 1902 - ci cantava Bella ciao e le nostre favole sono state, raccontate con rigore, storie di guerra e di resistenza.

Da sempre ho chiaro in me il concetto di cittadinanza e sempre si rafforza, anche in confronto con queste piccole patrie-comunità che si moltiplicano, in proporzione alla crescita dell’ignoranza e della menzogna.

Amo la Costituzione italiana, anche se non la conosco a memoria.

Credo sia giusto pagare le tasse, è uno dei modi che ho di partecipare alla cosa pubblica.

Di questo paese cerco di tutelare non solo i monumenti a tutti noti, ma anche i piccoli luoghi nascosti, il giardino sotto casa e mi rattrista vedere quanto sia poca l’attenzione dei miei concittadini verso questa ricchezza.

Amo le piccole stazioni dei paesi d’Italia che, quando ci transiti, ti sembra di stare in un romanzo.

Sono felice di leggere, nella lingua in cui scrissero, Leopardi, Galileo, Montale … Amo l’Italia come paese fondatore di un’unità europea, della quale ci sembra ora di vedere solo l’aspetto più grigio.

Sono solo alcuni pensieri, dei quali le ho scritto non per un acuto attacco di autobiografismo ma, semplicemente, per rincuorare quel signore che mi ha veramente commosso:

l’assenza di sventolii di bandiere non è sempre mancanza di amore.

Con molti cari saluti

Giusi D'Alessandro

Credits

A cura di Paola De Monte
In redazione:
Maria Chiara Beraneck, Angelica De Rossi, Marco Pompi, Gianfranco Rossi

Ricordando Falcone


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