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Helen Mort
Vittorio Magrelli

È nata a Sheffield (Inghilterra)  nel 1985. La sua raccolta Division  Street  (Chatto & Windus) è arrivata in finale al premio T.S. Eliot  e al premio Costa.  Ha pubblicato due pamphlets  intitolati The shape of every box e A pint for the ghost. Cinque volte vincitrice del premio Foyle per giovani poeti, ha ricevuto il premio Eric Gregory dalla Società degli autori nel 2007 e vinto nel 2008 il Premio Manchester per giovani scrittori. Nel 2010 è diventata il più giovane poeta in residence al Wordsworth Trust, Grasmere. Helen Mort è il nuovo poeta laureato del Derbyshire.





Twenty Two Words for Snow

The lawn was freezing over
but the air stayed empty,
and I wondered how the Inuit
would name this waiting –
our radio playing to itself in the bathroom,
the sound from the street
of ice-cream vans out of season
in this town where we don’t have

twenty-two words for anything,
where I learned the name
for artificial hills, the bridge
where a man was felled by bricks
in the strike. From the window,
I watch the sky as it starts to fill.
In the kitchen, dad sifts flour,
still panning for something.




Ventidue parole per neve

Il prato stava gelando
ma l’aria restava vuota,
e mi chiesi come gli Inuit
avrebbero chiamato questa attesa –
la nostra radio in bagno che parlava da sola,
il rumore dalla strada
di furgoni di gelati fuori stagione
in questa città dove non abbiamo

ventidue parole per niente,
dove ho imparato il nome
di colline artificiali, il ponte
dove un uomo fu abbattuto da mattoni
nello sciopero. Dalla finestra
guardo il cielo mentre comincia a riempirsi.
In cucina, babbo setaccia la farina,
ancora cercando qualche pagliuzza.

(traduzione di Massimo Bacigalupo)





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Murmuration

The bones of a daytime moon
then the shock of them across it:

using their arms like wings,
wheeling above Middleton Moor

now as one body,
now as many.

They fly in wax jackets
and blue check shirts,

plaid jumpers and high vis,
magpie-black leather.

Sometimes you might catch
a bracelet falling like a feather,

feel the plumage of a skirt,
the down of a coat brush close

or crane your neck to the burr
of a word in a language you don’t know

or one you’ve spoken all your life,
not recognised the song of it.

But mostly they stay close
together, crowding the sky,

flocking from everywhere.
Bradford and Bruge.

Retford and Romania,
from yesterday’s news

and tomorrow’s grainy footage.
They have seen your borders

and crossed them
the only way they can,

in the only way left to us,
rising to cloud-height,

leaving the checkpoint world,
the branches and gateposts below.




Murmure

Gli ossi di una luna diurna
poi lo stupore di questi che la attraversano:

usando le braccia come ali,
ruotando sopra Middleton Moor

ora come un corpo solo,
ora come tanti corpi diversi.

Volano in giacche cerate
e camicie a quadri blu,

golf a scacchi e giacchette di alta visibilità,
pelle nero-gazza.

Qualche volte si può afferrare
un bracciale che cade come una piuma,

sentire il piumaggio di una gonna,
la lanugine di una giacca che ti sfiora

o tendere il collo al raspare
di una parola in una lingua che non conosci

o che hai parlato tutta la vita,
senza riconoscerne il canto.

Ma perlopiù fanno gruppo,
vicini, affollando il cielo,

sopraggiungendo da tutte le parti,
Bradford e Bruges,

Retford e Romania,
dalle notizie di ieri

e le immagini sgranate di domani.
Hanno visto i nostri confini

e li hanno attraversati
nel solo modo che possono,

nel solo modo che ci rimane,
salendo all’altezza delle nuvole,

lasciando il mondo dei posti di guardia,
i rami e le colonne di cancelli sottostanti.

(traduzione di Massimo Bacigalupo)




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Night

A karner butterfly,
climbing the stairwell
of late evening,

through the shadows
cast by larches, up
into the last colour

this sun can give;
how it holds
its black-edged wings,

unreadable. At night,
I take a leather book,
switch off the lamp

and open it. So dark,
I barely even see
the white. It’s then

I settle on the bed.
It’s then I read
just what I like.




Notte

Una farfalla karner,
che monta nel vano delle scale
a tarda sera,

attraverso le ombre
dei larici, su
nell’ultimo colore

che questo sole può dare;
come trattiene
le ali orlate di nero,

illeggibili. Di notte,
prendo un libro in pelle,
spengo la lampada

e lo apro. Così scuro,
quasi non vedo
il bianco. E’ allora

che mi stendo sul letto.
E’ allora che leggo
quel che mi piace.

(traduzione di Massimo Bacigalupo)




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Common Names

Somewhere, there is a spider called Harrison Ford,
another genus known as Orson Welles. The ocean’s full
of seahorses who take their names from racing champs.
Above our heads, a solitary Greta Garbo wasp takes flight.

Each day, someone adopts a killer whale or buys
a patch of moon only to call it Bob, and last night,
watching meteors sail drunk across the Grasmere sky,
you told me there are minor planets christened

Elvis, Nietzsche, Mr Spock. Forgive me if I looked up
past your face, to see those nearly silver drops
make rivers in the dark, and, for a moment,
thought there might be stars named after us.




Nomi comuni

Da qualche parte c’è un ragno di nome Harrison Ford,
e un altro genere detto Orson Welles. Il mare è pieno
di cavallucci marini che prendono nome da purosangue.
Sopra le nostre teste, una solitaria vespa Greta Garbo spicca il volo.

Tutti i giorni qualcuno adotta una balena killer o compra
un pezzetto di luna solo per chiamarla Bob, e la notte scorsa,
guardando i meteoriti veleggiare ubriachi nel cielo di Grasmere,
mi hai detto che ci sono pianetini battezzati

Elvis, Nietzsche, Mr Spock. Perdonami se ho guardato in alto
oltre la tua faccia, per vedere quelle gocce quasi argentee
far fiumi nel buio, e per aver pensato un momento
che potrebbero esserci delle stelle coi nostri nomi.

(traduzione di di Massimo Bacigalupo)



Anedda Cucchi Grunbein
Antonella Anedda | Italy Maurizio Cucchi | Italy Durs Grünbein | Germany
     
Magrelli Mort Zagajewski
Valerio Magrelli | Italy
Helen Mort | Uk Adam Zagajewski | Poland


Credits

A cura delle redazioni di Radio3

per il web:
Benedetta Annibali
Paolo De Chellis
Alessandro Petrocco
Sara Sanzi

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