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Antonella Anedda
Antonella Anedda (Anedda-Angioy) è nata a Roma da una famiglia di origine sardo-corsa. Insegna presso l'Università della Svizzera italiana. È autrice di volumi di poesia e di saggi tradotti in diverse lingue. Il suo ultimo libro di poesia è Salva con nome (2012,Mondadori). Tra i saggi: 2013 Isolatria. Viaggio nell'Arcipelago della Maddalena (Laterza). Ha tradotto poeti classici come Ovidio e contemporanei come Philippe Jaccottet e Anne Carson. Ha collaborato e collabora con artisti e musicisti quali Jenny Holzer e Paolo Fresu. Nel 2014 le è stato assegnato il Premio Puskin per l'opera saggistica e poetica. Nel 2014 uscirà per la casa editrice Bloodaxe un'antologia dal titolo Archipelago tradotta dal poeta Jamie McKendrick.



LIMBA

Non tenes baùle ‘e istrisinare in supr’e nie

Ma unu cane a trémula in s’iscuriù

Limba-matre ses triste

S’azu s’inniéddigat in sa sartàine

Sa mùghit’anziat

Sos ventos si coffundent.

Eolo survat et Babele s’isparghet.

Fiza-limba tràchitas a ghineperu

Una tremita tua naschinde

Est ch’astula de livrina in mes’a isteddos

et sas nues, sas nues a sa thurpas fughint

iscanzellande dae chelu onzi zenìas.

TONGUE

You own no cof fin to drag across the snow,

just a dog shivering in the dark.

Mother-tongue you’re heavyhearted;

garlic blackens in the copper pan.

A low drone rises from the hearth.

Winds tangle random and athwart.

Aeolus blows but Babel’s left alive.

Daughter-tongue: creak of the juniper.

Your shudder at birth’s a shard chipped off

a storm among the planets

and the clouds, the clouds blindly race

obliterating from the skies

all trace of lineage.

(traduzione di Jaime Mc Kendrick)

--

CORAGGIO

La cucina è un promontorio. Le pentole sono scogli divorati da un vento-lupo che soffia e corre

in cerchio nell’isola. La ringhiera della finestra è una raffica grigia, sua compagna nostra sorella

aguzza. Appena svegli noi siamo gli uccelli chini sul lavabo, stanchi della migrazione notturna,

confusi dai razzi che percuotono i sogni.

In tutto il quadro è inverno.

Nella musica della radio rintocca la grandine.

Il suo bianco vibra sulle antenne e il balcone.

Con il suo muso di nuvola pietosa

l’alba ci spinge alla vita.

COURAGE

The kitchen is a promontory. The pans are rocks devoured by a wolf wind

that scours the island for prey. The window's railing is a grey gust of rain - his companion, our

angular sister. Just woken, we are birds leaning over the sink tired from night migrations, dazzled

by flares that drum on our dreams.

Winter fills the whole picture.

With the radio music we hear the clatter of hail.

Its whiteness quivers on the aerials and the balcony.

With its compassionate muzzle of cloud

dawn nudges us into life.

(traduzione di Jaime Mc Kendrick)

--

CORO

Siamo lo schermo, il corpo, questa luce

che taglia la scrittura.

Siamo l’alfabeto che scolora.

Vattene dico alla parola

cosa dubbiosa lasciami

cancella subito me stessa

fai che un’altra ti prenda e ti raccolga

che mi sgombri dal tempo

e faccia nulla della mia persona

la privi come vuole di lamento

le scavi un vuoto aperto solo al vento.

CHOURUS

We are the screen, the body, this light

which cuts the writing.

We’re the alphabet that fades.

Go I say to the word

unsteady thing be gone

cancel myself at a stroke

let some other woman select you

and let me be free of time

and make nothing of my person

deprive her as you see fit of lament

dig in her an open gap for the wind.

(traduzione di Jaime Mc Kendrick)

--

MATTINO 7:00 - 12:00

coperto

Maestrale

(voci sovrapposte)

All’ alba siamo coraggiosi.

La musica della sveglia ci sorprende.

La Ciaccona di Bach alla radio ci controlla

annuncia tra le lancette: vivrete.

Siamo vissuti, stiamo ancora vivendo.

Quante ore, l’intero giorno?

Bisogna rendere onore a tutto questo:

coprire le spalle, circondare il collo.

Metterò un golf, la sciarpa, stringerò il bavero al capotto.

La luce cade nelle tazze, dondola sul latte.

Siamo sopravvissuti almeno per sederci in cucina

le mani sul tavolo, le teste in fiamme

sotto due lampade dai paralumi

a quadri bianchi e rossi, rossi.

MORNING 7:00 - 12:00

overcast

mistral

(superimposed voices)

At dawn we are full of courage.

The alarm clock’s music takes us by surprise.

Bach’s Chaconne on the radio calms us down

and says between the dials: you’ll live.

We have lived, we’re still alive.

For many hours, for the whole day?

We need to pay tribute to all of this:

to cover our shoulders, wrap up our necks..

Put jackets on, scarves, turn up our coat collars.

Light falls on the cups, sways over the milk.

We have at least survived to sit in the kitchen,

hands on the table, heads in flames

under two lamps whose shades

checkered with white and red, and red.

(traduzione di Jaime Mc Kendrick)

--

NOTIZIE

È qui la tempesta annunciata stanotte dalla radio

l'avviso ai naviganti ascoltato nel buio

mentre il vento rinforza in fortunale. La voce avverte ma non trema

non mente, non consola.

Il maestrale obbedisce, sbianca i lenzuoli

prova a scucire le navi dagli ormeggi.

Oltre i vetri chi guarda cova una felicità segreta

di sonno scardinato a cui da il nome, vita.


ALTRE NOTIZIE

Al nord sole e schiarite, temperatura in aumento, piogge

anche di forte intensità all'interno.

Il tempo di spegnere la radio per fare mente locale

su quale sia il mio luogo.

Una domanda a cui rispondo in fretta, sono in un vento

che annuncia un temporale, ascoltando una voce che parla di futuro.

Può bastare a confondere il dubbio di esistere davvero

mentre l'albergo annega dentro l'autostrada

e i prati sono neri come gomme di camion.

 

NEWES

It’s here, the storm forecast tonight on the radio,

the shipping news listened to in the dark

as the wind whips up to gale force. The voice warns but doesn’t

tremble or lie, doesn’t console.

The mistral obeys, whitens the sheets,

tries to unpick the boats from their moorings.

Behind windows whoever watches stores a secret joy

of unhinged sleep to which is given the name, life.


FURTHER NEWES

To the north, sun and clearing weather, increase in temperature, rain

possibly heavy inland.

Time to turn off the radio to focus in

on where I am.

A question to which I hurriedly reply: I’m in a wind

about to be a gale, listening to a voice which speaks of the future.

Which ought to help overcome any doubts

about actually existing, while the motorway hotel is obliterated

and the fields are black as lorry tyres.

(traduzione di Jaime Mc Kendrick)




Anedda Cucchi Grunbein
Antonella Anedda | Italy Maurizio Cucchi | Italy Durs Grünbein | Germany
     
Magrelli Mort Zagajewski
Valerio Magrelli | Italy
Helen Mort | Uk Adam Zagajewski | Poland


Credits

A cura delle redazioni di Radio3

per il web:
Benedetta Annibali
Paolo De Chellis
Alessandro Petrocco
Sara Sanzi

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