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Un piano del governo per il Tfr in busta paga

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di Mobili e Rogari

Trasferire subito il 50% del Tfr nelle buste paga dei lavoratori e lasciare l'altra metà alle imprese. Almeno per un anno, più probabilmente per due o tre cominciando dai dipendenti del settore privato. Il rilancio dei consumi e il sostegno alle attività produttive, secondo un piano allo studio del Governo, oltre alla stabilizzazione degli 80 euro e alla riduzione dell'Irap, potrebbe passare anche per un robusto sostegno ai salari percepiti dai lavoratori dipendenti.

Secondo quanto risulta al Sole 24 Ore metà della quota del Tfr “maturando” accantonata mensilmente dal datore di lavoro potrebbe essere erogata direttamente al lavoratore, magari in unica soluzione annuale, e non più al termine della sua vita lavorativa. La scelta spetterebbe comunque al dipendente. Non solo. Il dossier su cui si starebbe lavorando per la messa a punto della legge di stabilità, che il governo punta a varare il prossimo 10 ottobre, prevederebbe anche la possibilità per le imprese di mantenere una fetta pari al 50% delle liquidazioni. Ma il nodo delle compensazioni alle aziende non sarebbe stato ancora sciolto. Sul tappeto ci sarebbero anche alcune opzioni alternative. Tra le quali la possibilità di mantenere il meccanismo fiscale agevolato attualmente previsto per il trasferimento del Tfr ai fondi pensione. Per evitare problemi di liquidità non sarebbe poi esclusa a priori la possibilità di prevedere un accesso al credito agevolato per il flusso di Tfr da trasferire in busta paga o, in alternativa, un dispositivo ad hoc con il coinvolgimento della Cassa depositi e prestiti.

(…) Trasferire direttamente nelle tasche dei lavoratori il 50% delle liquidazioni, nelle intenzioni dell’Esecutivo farebbe comunque aumentare il potere di acquisto delle famiglie. Allo stesso tempo lo Stato potrebbe recuperare maggiori risorse con l’aumento dei consumi a cui sarebbero legati maggiori incassi dell’Iva. E le stesse maggiori entrate Iva potrebbero andare a compensare eventuali perdite di gettito.  (…)





sito del Sole 24 Ore

Credits

A cura di Paola De Monte
In redazione:
Maria Chiara Beraneck, Natascia Cerqueti, Marco Pompi, Gianfranco Rossi

Francesca Sforza



Francesca Sforza lavora alla Stampa dal 1999. Ha trascorso quattro anni a Berlino come corrispondente e due anni a Mosca. Nel corso di questo periodo all’estero è stata più volte inviata in Polonia, in Repubblica Ceca, in Slovenia e a più riprese nel Caucaso. Il suo libro “Mosca-Grozny: neanche un bianco su questo treno” (2006, Salerno Editrice) ha vinto il Premio Antonio Russo  e il Premio Maria Grazia Cutuli. Dal 2007 al 2011 ha lavorato a Torino come caporedattore del Servizio Esteri. Attualmente è responsabile dei contenuti digitali della redazione romana per il sito www.lastampa.it

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Le 2 Chiese divise su divorzio e famiglia - Paolo Rodari - La Repubblica

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Separati, non abbandonati - Maurizio Crippa - Il Foglio

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Mare nostro - Stop trivelle - Il Manifesto

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La Nuova Ecologia - il mensile di Legambiente di luglio-agosto 2015




Attenuare il rischio climatico rinaturalizzando le città. Adottare stili di vita flessibili per
vivere meglio e sprecare meno. Sorella resilienza. Così possiamo cogliere la sfida del cambiamento e salvaguardare la casa comune dell'umanità. All'interno un'intervista a James Lovelock. 


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