Radio3

Contenuti della pagina

Una battaglia possibile

slcontent

Che fare. Tra nuove schiavitù e sfruttamento intellettuale

Per sce­gliere come agire con­viene par­tire dalla cono­scenza dei dati di fatto. Eccone alcuni, a mio avviso rilevanti:

a) Sta tor­nando, anche nel cuore di società ric­che, la schia­vitù; secondo una stima della Cgil in tale con­di­zione si tro­vano (ma le stime sono rife­rite a ciò che è visi­bile, non al som­merso) già 400.000 esseri umani, in larga parte extra­co­mu­ni­tari; il “pro­fitto” se ne giova enormemente.

b) Stret­ta­mente con­nesso è il potere incon­tra­stato dei grandi e meno grandi cen­tri mafiosi equa­mente dif­fusi nel pia­neta. (Con la vit­to­ria della “libertà” a Mosca, anche Mosca è diven­tato un epi­cen­tro mafioso). Le ban­che rici­clano indi­stur­bate il “denaro sporco”, di cui droga, pro­sti­tu­zione, capo­ra­lato, ecc. sono l’alimento. Così l’intreccio tra capi­tale finan­zia­rio e mala­vita si è com­piuto. Nella totale pas­si­vità e com­pli­cità dei poteri politici.

c) Il cosid­detto feno­meno migra­to­rio ha carat­tere strut­tu­rale ed epo­cale. Ogni tro­vata mirante a inter­rom­perlo (respin­gi­menti, inter­venti nei luo­ghi di par­tenza) è risi­bile. E’ come voler svuo­tare il mare col mestolo. L’Occidente – fab­bri­canti di armi sem­pre pronti a com­muo­versi, inter­venti impe­riali in Irak, Siria, Libia ecc. — ha creato i disa­stri, una cui con­se­guenza è tale migra­zione di popoli.

d) La muta­zione della Cina in paese iper­ca­pi­ta­li­stico a carat­tere nazio­nal­so­cia­li­sta ha chiuso il ciclo nove­cen­te­sco del “socialismo”.

e) La fine del movi­mento comu­ni­sta ha com­por­tato anche il declino delle socialdemocrazie.

f) Il mec­ca­ni­smo elet­to­rale plu­ri­par­ti­tico (carat­te­ri­stica e vanto dell’Occidente) è defunto. Ciò gra­zie a dina­mi­che liber­ti­cide irre­ver­si­bili: delega dei poteri deci­sio­nali a strut­ture tec­ni­che non elet­tive, e per di più mas­sic­cia intro­du­zione di sistemi elet­to­rali di tipo mag­gio­ri­ta­rio. Il de pro­fun­dis è stato il for­male misco­no­sci­mento della volontà espressa dal refe­ren­dum greco di luglio da parte dello stesso governo che lo aveva indetto. Ciò, per ordine e ricatto di una entità priva di qua­lun­que legit­ti­ma­zione elet­to­rale quale l’Eurogruppo.

g) Il sog­getto sociale tra­di­zio­nale dei par­titi di sini­stra è, nume­ri­ca­mente, in via di estin­zione. Mi rife­ri­sco all’operaio di fab­brica, o meglio a quella parte che veniva un tempo defi­nita “ope­rai coscienti”. Sono suben­trati per un verso la nuova schia­vitù, per l’altro un gigan­te­sco ceto medio con­dan­nato ad un cre­scente impo­ve­ri­mento, in alcuni paesi appe­san­tito dalle rigi­dità della moneta unica.

h) Una for­ma­zione poli­tica di sini­stra dovrebbe dun­que deci­dere se: (1) sce­gliere di rap­pre­sen­tare i nuovi dise­re­dati, ovvero (2) pun­tare, con qua­lun­que alleato, ad andare al governo a qua­lun­que costo per fare una qua­lun­que poli­tica. Da tempo, la ex-sinistra (in Ita­lia, Fran­cia, Ger­ma­nia, ora anche Gre­cia) ha scelto tale seconda opzione.

i) La sola bat­ta­glia pos­si­bile in que­sta situa­zione è di carat­tere cul­tu­rale, il più pos­si­bile di massa. Descri­vere scien­ti­fi­ca­mente il “capi­tale” del XXI secolo e sma­sche­rare la cosid­detta “demo­cra­zia occi­den­tale”; dif­fon­dere la con­sa­pe­vo­lezza della sua vera natura. I luo­ghi di inter­vento non sono molti. La grande stampa fun­ziona sulla base di una costante cen­sura del pen­siero cri­tico nei con­fronti dell’Occidente. Ma c’è un grande ter­reno di lotta cul­tu­rale, che è la scuola. E’ lì che si può indi­riz­zare una lotta tenace in favore del pen­siero critico.

j) Verrà sol­le­vata la que­stione: ma qual è la classe sociale di cui la sini­stra dovrebbe rap­pre­sen­tare gli inte­ressi? Lo sfrut­ta­mento non è affatto scom­parso, ma è ormai soprat­tutto sfrut­ta­mento del lavoro intel­let­tuale che costi­tui­sce la parte essen­ziale del ciclo pro­dut­tivo. E per­sino ai qua­dri medio/alti — per ora ben pagati – andrebbe fatto capire che anch’essi sono degli sfrut­tati e che chi li sfrutta è mera­mente parassitario.

k) Nell’epoca del domi­nio mon­diale del capi­tale finan­zia­rio, “il nemico” è quasi invisibile.

sito del Manifesto 

 


Credits

A cura di Paola De Monte
In redazione:
Maria Chiara Beraneck, Natascia Cerqueti, Marco Pompi, Gianfranco Rossi

Francesca Sforza



Francesca Sforza lavora alla Stampa dal 1999. Ha trascorso quattro anni a Berlino come corrispondente e due anni a Mosca. Nel corso di questo periodo all’estero è stata più volte inviata in Polonia, in Repubblica Ceca, in Slovenia e a più riprese nel Caucaso. Il suo libro “Mosca-Grozny: neanche un bianco su questo treno” (2006, Salerno Editrice) ha vinto il Premio Antonio Russo  e il Premio Maria Grazia Cutuli. Dal 2007 al 2011 ha lavorato a Torino come caporedattore del Servizio Esteri. Attualmente è responsabile dei contenuti digitali della redazione romana per il sito www.lastampa.it

Rassegna stampa
del 1 ottobre

Quello che Putin non dice - Franco Venturini - Corriere della Sera

Ripartiamo dalla maternità - Barbara Stefanelli - Corriere della Sera

"Ma dopo anni si intravede uno spiraglio" - Int. a De Mistura di Massimo Gaggi - Corriere della Sera

"No ai fondamentalisti in nome del Vangelo" - Int. a Walter Kasper di G.Guido Vecchi - Corriere della Sera

Padri naturali - Massimo Gramellini - La Stampa

Alla casa non serve solo meno fisco - Franco Bruni - La Stampa

Burocrazia, un dietrofront tra le vigne - Michele Brambilla - La Stampa

Perché difendo Obama l'indeciso - Thomas L. Friedman - La Repubblica

Libia, l'occidente cambia inviato - Vincenzo Nigro - La Repubblica

Gender, la fabbrica del pregiudizio - Maria Novella De Luca - La Repubblica

Le 2 Chiese divise su divorzio e famiglia - Paolo Rodari - La Repubblica

C'è un problema tra l'Italia e la Francia - Non solo Libia e non solo Siria - Il Foglio

Separati, non abbandonati - Maurizio Crippa - Il Foglio

La forza di vivere - Marina Corradi - Avvenire

Se questa è democrazia - Sotto attacco - Il Fatto Quotidiano 

Giannini: "Partita la caccia, il premier ha slegato i cani" - Int. a Massimo Giannini - Il Fatto Quotidiano

Mare nostro - Stop trivelle - Il Manifesto

"300 mila firme non bastano" - Int. a Pippo Civati di Daniela Preziosi - Il Manifesto



 


La Nuova Ecologia - il mensile di Legambiente di luglio-agosto 2015




Attenuare il rischio climatico rinaturalizzando le città. Adottare stili di vita flessibili per
vivere meglio e sprecare meno. Sorella resilienza. Così possiamo cogliere la sfida del cambiamento e salvaguardare la casa comune dell'umanità. All'interno un'intervista a James Lovelock. 


sito de La nuova ecologia

Riascolta

Riascolta

Access key

La navigazione di questo sito è agevolata dalle access key, tramite le quali è possibile accedere alle funzioni e ai contenuti principali del sito.

Sono state definite le seguenti access key