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Guido Guidi. Veramente

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Guido Guidi, importante figura della fotografia italiana contemporanea, pioniere nel rinnovamento della fotografia del territorio, vede la fotografia come un prolungamento dello sguardo, un modo di vivere e per la prima volta in Francia, una retrospettiva ne ripercorre i quarant'anni di carriera Nei due piani di mostra gli esperimenti degli anni settanta in bianco e nero, accanto alle serie a colori come In between cities, A new ma of Italy.

Nato nel 1941 a Cesena, Guido Guidi sogna di diventare un architetto o un pittore, studia architettura presso lo IUAV (Venezia Istituto Universitario di Architettura ) e frequenta il Corso Superiore di Disegno Industriale a Venezia . Tra i suoi professori, architetti di fama quali Carlo Scarpa e Luigi Veronesi, che avranno una grande influenza sul suo lavoro. Durante questo corso, si interessa di fotografia e vi si dedica completamente dalla metà degli anni sessanta.

Durante i primi anni della sua carriera, attratto dal lavoro di Walker Evans, Lee Friedlander e dal neorealismo italiano, s'interessa alla fotografia in bianco e nero e realizza delle serie nel movimento dell'arte concettuale del tempo Dal 1970 lavora come fotografo per il Dipartimento di Urbanistica dell'Università di Venezia e si concentra sul paesaggio contemporaneo e le sue trasformazioni.
Abbandona il bianco e nero per dedicarsi all'utilizzo delle pellicole a colori e sviluppo in grandi formati. Vuole documentare l'Italia, registrare la vita italiana, non negli spazi culturali, ma concentrandosi sulle aree periferiche, ai margini. Per Guidi: "Lavorare ai confini comprende lavorare in situazioni private, osservare le situazioni non codificate, incerte, aperte, poco comprese o non comprese. Insistere sul margine, anche la fotografia ha un margine, questo significa indossare uno sguardo più ampio delle cose senza pregiudizi."

Dalla fine degli anni ottanta insegna fotografia all'Accademia di Belle Arti di Ravenna e presso l'Università di Architettura di Venezia.

La mostra, organizzata con il sostegno dell'Istituto Italiano di Cultura di Parigi, in collaborazione con Télérama, è accompagnata da un catalogo edito da MACK con un'introduzione di Agnès Sire, curatore della mostra e un saggio di Marta Daho, storico della fotografia.

www.henricartierbresson.org

Credits

Un programma a cura di Cettina Flaccavento
Conduce Elena del Drago

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