Radio3

Contenuti della pagina

A Parigi per Florence Henry e Piero Fornasetti

slcontent



Florence Henri
 (New York, 1893 – Compiègne, 1982), prima di ottenere un posto innegabile nel campo della fotografia d’avanguardia tra la fine del 1920 e l’inizio del 1940, era conosciuta per le sue grandi doti da pittrice.
Americana per nascita, iniziò a viaggiare per il mondo giovanissima, sostando nelle grandi capitali europee, da Roma a Berlino a Londra dove in alcuni casi entrò in contatto con personalità artistiche del calibro di Carl Einstein, Hans Arp, Adrian Ludwig Richter, John Heartfield , László Moholy-Nagy, Paul Klee eWassily Kandinsky.
Tuttavia fu Parigi ad attrarla maggiormente, ispirandola a sperimentare nel campo della fotografia e permettendole di indagare le relazioni con lo spazio, compresa l’introduzione di specchi e altri oggetti nelle sue composizioni.

La Jeu de Paume di Parigi presenta un vasto panorama della produzione fotografica di Florence Henri, sviluppato tra il 1927 e il 1940, che comprende autoritratti, composizioni astratte, ritratti di artisti, nudi, fotomontaggi, collage di foto, come fotografie documentarie scattate a Roma a Parigi e la Bretagna. La mostra si compone essenzialmente di stampe d’epoca e alcuni documenti e pubblicazioni.

La contemporaneità e la modernità dei suoi lavori continua ad affascinare e a far emergere tutta l’audacia di questa straordinaria artista.

 

 


Al Musée des Arts Décoratifs di Parigi (fino al 14 giugno) “La Folie Pratique”, mostra antologica dedicata al lavoro di Piero Fornasetti, pittore, scultore, designer, decoratore d’interni, cui si deve la creazione di oltre tredicimila oggetti. La mostra, già ospitata nel 2014 dalla T
riennale di Milano e qui arricchita di un omaggio a Marianne, simbolo della Repubblica francese interpretata dal volto di Lina Cavalieri (l’icona modello dell’artista milanese scomparso nel 1988), mette a fuoco il genio multiforme di uno degli artisti più anticonformisti e visionari del Novecento attraverso oltre mille pezzi, che vanno dai vassoi ai portaombrelli, dai mobili ai quadri, dai paraventi ai trumeau. “È una retroprospettiva perché contiene continui riferimenti alla realtà”, spiega Barnaba Fornasetti, che ne è ideatore e curatore. “E la Marianne non è soltanto un nuovo decoro, ma l’ho scelta perché è portatrice di un messaggio importante e attuale in questo preciso momento storico”. Espulso dall’Accademia di Brera nel 1930, stretto collaboratore di Gio Ponti con cui sviluppò l’interior design, maestro del decorativismo, Piero Fornasetti si conferma oggi di una modernità sorprendente. “La sua modernità sta nel non avere l’ossessione della modernità, il segreto, credo, della sopravvivenza e della trasversalità della sua opera”, conclude Barnaba Fornasetti. “Nei suoi lavori non c’è l’ossessione di seguire le mode o il gusto del momento, né l’appartenenza a una corrente di pensiero”. 

   

Credits

Curatori
Monica D'Onofrio, Paola Damiani e Stefano Roffi
Redazione
Leda Bianchi, Giorgia Niso
Regia
Chiara D'Ambros
Conduttori
Francesco Antonioni, Oreste Bossini, Nicola Campogrande, Riccardo Giagni, Andrea Ottonello, Andrea Penna, Stefano Valanzuolo, Guido Zaccagnini

Sede Rai di Milano:
Nicola Pedone





Access key

La navigazione di questo sito è agevolata dalle access key, tramite le quali è possibile accedere alle funzioni e ai contenuti principali del sito.

Sono state definite le seguenti access key