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Rubble and Revelation - Cyprien Gaillard

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Cyprien Gaillard, nato a Parigi nel 1980, in pochi anni si è affermato nel panorama internazionale come uno degli artisti più promettenti della sua generazione: ha ricevuto alcuni tra i più prestigiosi riconoscimenti per artisti emergenti, quali il Premio per la Giovane Arte della Galleria Nazionale di Berlino (2011) e il Premio Marcel  Duchamp del Centre Georges Pompidou di Parigi (2010); ha già esposto nei più celebri musei del mondo – dalla Tate Modern di Londra, all’Hamburger Bahnhof di Berlino, al MoMA di New York, al New Museum  di New York – e ha preso parte alle maggiori kermesse internazionali, tra cui la Biennale di Venezia, la  Biennale di Gwangju e la Biennale di Berlino.

La mostra Rubble and Revelation - Rivelazioni e Rovine presenta una selezione di lavori recenti e di nuove produzioni che riflettono sui  temi della  distruzione e della decadenza, trasportandoci in un viaggio tra passato e presente, tra culture e contesti  differenti segnati da trasformazioni violente e manifestazioni di disintegrazione. Archeologo delle  rovine della modernità, Cyprien Gaillard esplora il mondo a caccia di monumenti della nostra epoca, e con la precisione di un ricercatore ne documenta la vita e il progressivo degrado. Come un nomade si sposta da un continente all’altro, imbattendosi in macerie e relitti che immortala con fotografie, video, sculture e collage, sintesi di un’ossessione per la poesia della distruzione.
I suoi lavori ci raccontano la quiete dopo la tempesta: ogni rivoluzione e cambiamento ha radici profonde, che Gaillard evidenzia raccogliendone le tracce e costruendo un immenso archivio di immagini in cui ogni dettaglio è un tassello di memoria collettiva, un pezzo di storia corale. Quella di Gaillard è una ricerca sull’iconoclastia, sulla perenne riscrittura della storia, sul vandalismo e il potere delle immagini, che diventa ancora più di attualità nel nostro presente agitato da proteste di strada e disastri naturali. L’architettura, così come i simboli commerciali del mondo globalizzato e le effigi del potere sono elementi che affascinano Gaillard per la loro capacità di influenzare profondamente i comportamenti umani. Edifici modernisti, periferie degradate, ruderi di torri e grattacieli, fortezze e bunker militari fanno da sfondo a una
Storia naturale della distruzione all’interno della quale Gaillard mette l’accento sulle dinamiche che regolano le relazioni sociali, sui rapporti tra individuo e gruppo – in particolare nelle sottoculture giovanili di bande e tribù metropolitane – dove categorie quali la libertà e il diritto di scelta cessano di valere e tutto sembra muoversi come guidato dalla forza della massa.

Credits

Un programma a cura di Cettina Flaccavento
Conduce Elena del Drago

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