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Ricordando di Dario De Rosa

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Il 19 novembre del 2013 il Conservatorio Verdi di Milano ha voluto rendere omaggio a Dario De Rosa (il grande pianista del Trio di Trieste, una formazione leggendaria per la musica da camera italiana, scomparso nel maggio del 2013) con una giornata organizzata e sollecitata da Emanuela Piemonti, che ha avuto con De Rosa un rapporto didattico trentennale, e che questa sera ci ha raccontato di quella giornata.

Nato in via Galleria da famiglia di imprenditori artigiani, Dario De Rosa venne avviato agli studi musicali in tenerissima età ed apprese le prime nozioni di pianoforte da uno dei più eletti pianisti triestini del tempo, Eusebio Curelich. Di quell'insegnamento, il giovanissimo Dario assimilò i segreti e ne fece tesoro: le capacità di trascinatore, quando questo fosse necessario con orchestra o con un gruppo numeroso, ma anche la duttilità estemporanea per mantenere perfetto l'equilibrio in duo o accompagnando una voce. Fu proprio nelle aule del vecchio Ateneo “Tartini”, quello di via Carducci, che si  formò quel sodalizio musicale divenuto celebre nel mondo. Ne fu artefice un insegnante di violino, Umberto Nigri, che mise insieme a Dario De Rosa i poco più che decenni Libero Lana e il suo prediletto Renato Zanettovich, rispettivamente studenti di violoncello e violino, e li fece debuttare in un saggio scolastico.

Nacque così il “Trio di Trieste”, formazione unica nella storia perchè seppe mantenere nel tempo il carattere di stabilità. Correva l'anno 1933. In una formazione da camera non esistono priorità: tutti per uno ed uno per tutti. Suonando a tre, ogni strumento ha pari importanza, eppure il pianoforte ha una sua diversità specifica, sul pianista concentrandosi le potenzialità di uno strumento unico. Un autorevole critico ebbe a definire De Rosa “il pianista più intelligente oggi in circolazione” e visto l'affollamento della galassia, un'affermazione non da poco. De Rosa fu anche docente, comprensivo ma esigente, e fece parte del Tartini statalizzato fin dagli inizi. Nel tempo, la burocrazia imperante soverchiò la sua dedizione e, come tutti gli artisti sensibili, finì per dedicarsi al meglio in strutture indipendenti: l'Accademia Chigiana, Fiesole, Imola.

Credits

Curatori
Monica D'Onofrio, Paola Damiani e Stefano Roffi
Redazione
Leda Bianchi, Giorgia Niso
Regia
Chiara D'Ambros
Conduttori
Francesco Antonioni, Oreste Bossini, Nicola Campogrande, Riccardo Giagni, Andrea Ottonello, Andrea Penna, Stefano Valanzuolo, Guido Zaccagnini

Sede Rai di Milano:
Nicola Pedone





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