Radio3

Contenuti della pagina

Lettere di ottobre

slcontent

Al cimitero

Inatteso, un sorriso
ampio come un abbraccio
m’accoglie al cimitero.
Le lapidi marmoree sembrano
trattenere il cuore e il volto
dell’eternità.
Tremule sotto i raggi ottobrini
danzano le voci
di chi ho conosciuto,
mentre il vento vibra
un sussurro basso
dentro le cime dei cipressi
Come il calore di una carezza
spiazza il peggio
nell’anima desertificata,
il sorriso dona immagine
e promessa al presente che sarà:
amore.

Marilena Menicucci

__________________________________________________________________________



Bene ha fatto quell'ascoltatore nel chiamarlo "signor Bergoglio".
Vero che i Pontefici divengono tali per opera dello Spirito Santo, ma Questi non è un dittatore ed agisce solo laddove vi siano persone disposte ad ascoltarLo.
Ancora una volta, le "batterie contraeree" di Satana sono entrate in azione, portando al soglio che fu di Pietro un emissario del Male.
Zicari Carmelo
Spinea (Venexia)
___________________________________________________________________

Nella prima scena del film Amour di Michael Haneke, che racconta l’ultima fase della vita di due coniugi, ormai vecchi, Georges dopo avere accarezzato Anne le dice: “Ti ho già detto che ti trovavo molto carina questa sera?”. Le carezze reciproche che si daranno fino alla fine della loro esistenza possono rappresentare il contatto col quale nella vecchiaia si manifesta l’atto erotico. Tenersi stretti per mano non solo rafforza l’unione d’amore ma impedisce simbolicamente anche il dividersi della coppia.
Andrea Lopes Pegna
__________________________________________________________________________

Carissima redazione,
vi seguo da sempre con stima, gratitudine e sofferenza.
Quest'ultima a causa del tono, estremamente polemico, che viene  riservato alla Chiesa Cattolica. Questo tono lascia l'amaro in bocca e il disorientamento. I contenuti sono validi e condivisibili, ma questa asprezza toglie ad essi il 90% della bellezza e dell'efficacia.
Vi abbraccio fraternamente
Vittoria Rotondi
________________________________________________________________

Spettabile Redazione,
ho seguito la trasmissione di ieri dedicata al rapporto fra omosessualità  e religione cattolica.  Annoto per Voi e i Vostri Spettabili Ospiti che:
1)  "Ideologia"  non è una parolaccia, bensì significa etimologicamente  "scienza della formazione delle idee", stante Destutt de Tracy (appunto, ideologo e formulatore di tale denominazione -fine secolo XVIII, età napoleonica).  Il primo a disprezzare tale concezione fu lo stesso Napoleone, che confuse ideologia con astrattezza.  Seguirà poi Marx appunto nell'"Ideologia Tedesca", opera confusa ed incompleta, scritta a otto o dieci mani e poiabbandonata alla "critica dei topi".
2)  Successivamente per "ideologia" si intese, soprattutto in senso politico,  "sistema coerente di idee e di pensiero".
3)  Non solo l'Antico Testamento fu ferocemente severo contro l'omosessualità,  ma tutte le norme morali dell'età antica (cfr.  leggi mesopotamiche e l'Avesta di Zoroastro, completamente  falsato da Nietzsche in "Così parlò Zarathustra".   Perfino Platone (cfr  "Le Leggi")  e Aristotele (cfr.  "L'Etica Nicomachea")  giudicarono severamente  la pratica omosessuale .
4)  Nel Nuovo Testamento l'omosessualità ed analoghe distorsioni dell'istinto di riproduzione vengono esplicitamente condannate  da Paolo in "Lettera ai Romani"  e da Giuda.
5)   Dio non teme e non può temere (è Dio, non un ragazzino, Essere Eterno ed Immutabile, non un adolescente incerto nelle proprie scelte !!!,  signor Bergoglio !!!)  le "novità" (vecchie di millenni),  ma può valutarle assai negativamente:  IL NUOVO NON COINCIDE COL BENE,  SIG.  BERGOGLIO !!!, almeno dal punto di vista del credente.  Si rileggano i profeti, che vedono nella distruzione di israele la giusta pena per le "novità" religiose.
6)  Dio è l'Ente Eterno ed Immutabile, la sua Volontà non cambia secondo le mode e la decadenza dei costumi. 7)  O la Bibbia è "parola di Dio", quindi perfetta ed immutabile, o è un qualunque libretto  da interpretare ad uso e consumo  e secondo i comodi.
8)  sarebbe opportuno leggere i Testi, cosiddetti sacri integralmente, e non a frasette secondo il comodo dell'ora.
9)  La Chiesa Cattolica è semèpre stata, da Teodosio in poi,  un organismo politico, non un'organizzazione religiosa.  Spesso si comporta da bottega che vede qualunque merce secondo  le richieste della clientela.  Soprattutto mai perderla, ad ogni costo.  Facciano pure ciò che fa comodo, basta andare a Messa, belare i vari canti ed inni, e dare l'obolo quotidiano, farsi i sacramenti, battersi il petto, ecc.:  ecco la Chiesa Cattolica Apostolica e Romana, che ha sempre fatto mercimonio di sé e di Cristo, spacciato per Seconda Persona divina.
10)  Vorrei che da Codesta Spett. Trasmissione, oltre alla solita paccottiglia delle tradizioni religiose, venissero trattate le religioni razionali, deiste,  sorte o risorte nel XVIII secolo o già dopo le guerre di religione del XVII.
11)  Radio RAI, che tanto si è reclamizzata in questi giorni per un preteso "novantennio" (la RAI non è l'URI, né l'EIAR, e nemmeno la RAI di Bernabei) crede di poter affrontare ponderosi argomenti in una mezz'ora, inframmezzata da musichette e canticchiamenti,  il che è pura perdita di tempo, ritenendo probabilmente i propri ascolattri solo una massa di ebeti la cui attenzione non supera i classici 10 minuti tipici dell'infanzia.   Argomenti seri vanno affrontati in modo serio.
Questi sono i "frutti"  del clerico-marxismo ormai dominante in Italia,  che ha svenduto Duio e l'idea sociale, in nome di un capitalismo internazionale schiavista.

Distinti  saluti, 
prof.  Manlio Tummolo
____________________________________________________________________________


Spettabile Redazione, 
 
Uomini e Profeti rilegge giustamente i testi antichi con un occhio all’attuale disastro mediorientale. La gravità della situazione potrebbe giustificare un appello ai “profeti di oggi”, che l’allegato evoca chiamandoli pudicamente “idioti illuminati”.   
Il Medio Oriente assomiglia ormai all’Europa del 1944, le cui rovine erano attraversate di milioni di profughi. Mentre qualcuno ricostruiva le case, altri tentavano di ricostruire i cuori, le anime, la dignità e l’onore, persi in tanto orrore. Qualcuno pensava alla Speranza, anche se nel 1944, sembrava folle sperare nel futuro e nell’Uomo.  
Nel 1944, non esisteva ancora l’U.E., l’Unione Europea.
Nel 2014 in Medio Oriente, non esiste ancora l’U.T.P.: l’Unione delle Terre dei Profeti.  
A tale epilogo felice si giunge con la logica implacabile dell’orrore, al termine dell’allegato testo breve: “L’U.T.P. – Un cambio di paradigma per il Medio Oriente”.
Un secondo testo breve, complementare, evidenzia il legame tra quanto succede in Medio Oriente e il nostro quotidiano, indicando una delle possibili soluzioni: “Vogliamo le WaMs! - Un cambio di paradigma per l’industria automobilistica, l’energia, la società e la pace”.
Entrambi testi sono scaricabili in 4 lingue da https://independent.academia.edu/JeanSantilli .
Un motivo di speranza: il secondo testo ha raggiunto la soglia dei “Top 1%” su un sito "serio" dove milioni di ricercatori e docenti da tutto il mondo pubblicano i loro lavori. 
Cordiali saluti.  
Jean Santilli
Reti WaMs
_________________________________________________________________


Gentile redazione,
la mia lettera sarà lunga ma quanto sto per scriverle necessità di una spiegazione.

Ieri, domenica 12 ottobre, ho ascoltato la trasmissione di Uomini e Profeti (un piacere che non mi faccio mancare mai, direttamente o in podcast) e ho sentito che la prossima settimana parlerete del Sinodo sulla famiglia.
E’ ben noto, a chi di questo argomento si interessi e sappiamo che l’interesse è ampio, il concetto di misericordia con cui papa Francesco invita ad affrontare l’argomento e sono certa che sarà ben presente mentre ci aiuterete a muoverci fra le varie tipologie di famiglia che la realtà ci impone.
Ma c’è anche una fondamentale questione di giustizia e di ciò temo non si parlerà, perché l’argomento è poco noto ma non posso ignorare le piccole vittime di opportunistiche scelte umane cui la famiglia – in Italia e per legge – è negata.
Disperando dell’interesse del mondo cattolico cui da cinque anni cerco di porre – dove io vivo e nelle relazioni che ho – la questione, ho deciso di riferirmi direttamente a chi nella chiesa cattolica ha una alta collocazione di diretta responsabilità e ho scritto perciò al card. Bagnasco.
A chiarimento di quanto ho appena accennato ricopio la lettera spedita ieri perché ritengo che ci sino questioni cui l’impegno personale e la parola espressa, anche se perdente,  siano un dovere
Grazie
Augusta De Piero

Eminenza rev.ma,
Io spero che il modo di rivolgermi a Lei sia adeguato ma non voglio paralizzarmi nel galateo perché sento il dovere di dire ciò che penso e che ho tentato invano di condividere con la comunità cattolica nell’ambiente in cui vivo, ricevendone un riscontro indifferente.
Vi accingete a sviluppare le istanze proprie del Sinodo sulla famiglia che, a quanto ho capito, non mira ad escludere  a priori, irrigidendo il significato delle nostre tradizioni, il significato di forme di unione e di stabilità di relazione cui le singole persone accedono (non entro nel significato sacramentale di matrimonio che è problema altro da quello che cercherò di porre).
Mi sembra, da quanto ho letto e dall’attenzione che ho cercato di riservare alle parole di Papa Francesco, che un fondamento della ricerca che il Sinodo apre sia la condizione dei bambini, riferita di fatto nella società non più a una e unica famiglia ma a diverse tipologie di famiglie.
E su ciò non posso che concordare perché la condizione dei piccoli è, nella mia coscienza e nella cultura che ho cercato di elaborare, una priorità.
La legislazione italiana però prevede che vi siano nuovi nati in Italia cui è preclusa la possibilità di avere una famiglia oggi e quindi genitori che li tutelino e le sicurezze loro dovute nei rapporti con il sistema sociale, semplicemente perché è negato loro il certificato di nascita e quindi non esistono in una vita di relazione giuridicamente riconosciuta, né esisteranno in futuro.
L’atroce esclusione consegue l’assenza di permesso di soggiorno dei loro genitori e fa capo alla legge 94/2009 (art. 1, comma 22, lettera g) che, se pur contraddetta da una circolare di poco temporalmente successiva alla legge, resta sempre una possibilità sia perché i sindaci quali ufficiali di stato civile potrebbero privilegiare la legge in luogo della circolare, sia perché uno strumento amministrativo, quale la circolare è, può venir cancellato senza neppure un dibattito parlamentare.
Così ne scrive il gruppo Convention on the Rights of the Child – che ha il compito appunto di monitorare l’attuazione della norma sui diritti del minore - nel suo quinto rapporto di aggiornamento firmato anche dalla Caritas italiana: “Il timore […] di essere identificati come irregolari può spingere i nuclei familiari ove siano presenti donne in gravidanza sprovviste di permesso di soggiorno a non rivolgersi a strutture pubbliche per il parto, con la conseguente mancata iscrizione al registro anagrafico comunale del neonato, in violazione del diritto all’identità (art. 7 CRC), nonché dell’art. 9 CRC contro gli allontanamenti arbitrari dei figli dai propri genitori”.
Un gruppo di parlamentari ha presentato una proposta di legge (n.740) che – senza oneri di spesa (non sia superfluo sottolinearlo in questo momento di crisi) - ci riporterebbe  alla situazione precedente il 2009 e quindi all’assenza della richiesta del permesso di soggiorno a un genitore che voglia certificare il figlio come proprio.
Purtroppo se non c’è spinta da parte della società la legge italiana continuerà a costruire bambini nascosti dalla paura dei loro genitori di vederseli sottrarre.
Forte della parola della Gaudium et spes per cui “è compito sommamente confacente al nostro tempo, in specie per i cristiani, lavorare indefessamente perché tanto in campo economico quanto in campo politico, tanto sul piano nazionale quanto sul piano internazionale, siano prese le decisioni fondamentali, mediante le quali sia riconosciuto e attuato dovunque il diritto di tutti a una cultura umana conforme alla dignità della persona, senza distinzione di razza, di sesso, di nazione, di religione o di condizione sociale” Le esprimo questa mia forte preoccupazione in un contesto che non ritengo improprio.
Nella speranza che autorevoli esponenti della chiesa cattolica non vogliano associarsi a chi nega ad alcuni bambini, identificati in una categoria artatamente costruita. il diritto a far parte della propria famiglia, la saluto ringraziandola per l’attenzione.
Augusta De Piero
________________________________________________________________

 

Cara redazione,
oggi ho sentito  l' intervista a Don Nicola Borgo su Turoldo. Questo mi ha spinto a scrivere alcune righe.

Dico semplicemente e senza mezzi termini che dall’anno scorso (aprile 2013), dopo essere uscito da una lunga depressione dovuta ad un processo penale e civile per un incidente sul lavoro( io sono ingegnere, e lavoro al comune di Livorno), dopo aver conosciuto una signora che fa la cosiddetta scrittura automatica e tramite lei aver ricevuto messaggi di David, dopo un viaggio di quindici giorni sulle sue tracce da Fontanella fino a Coderno, anzi più precisamente durante quel viaggio, anch’io ho cominciato a fare la cosiddetta scrittura automatica e David è una delle più frequenti persone con cui scrivo in questi incontri. Loro mi dicono continuamente : “ Non aver paura”. Con David il tema principale degli incontri è la guerra, le guerre; con precisi riferimenti alla cronaca odierna e con parole di carattere generale: il tema è sul come fermare le armi senza le armi, su quale coscienza avere di chi ne imbraccia una.
Trascrivo una sua frase a proposito del fatto che le donne possono molto contro l’uso delle armi in virtù della loro natura di procreatrici; io gli avevo chiesto di indicarmi un messaggio da inviare alle donne tramite una trasmissione radiofonica( prima pagina, mi sembra), era il 25 luglio scorso: “O donne che avete intelletto d’amore, che fate nascere in voi la vita ed il futuro, aiutateci a deporre le armi ed a mettere fine alle aggressioni alla dignità della vita attraverso l’ingiustizia, la fame e l’ignoranza; e se necessario fermate gli eserciti con le vostre mani bianche” . Io lo ringraziavo e lui: “Non ne posso più di guerre e di morti; vai sicuro nel vento e fra le pietraie, troverai i fiori e poi il mare fiorito di luce.” Ed io: “ Quale mare ?” “ Il mare che unisce tutte le terre in una sola nazione”.....................................................................................................
Mi piacerebbe parlare con Don Nicola e raccontargli la mia esperienza quando giunsi a Coderno e feci un gioco con i sassi e una poesia di Turoldo sul sagrato della chiesa all’uscita della messa della domenica, con tutti i bambini e il prete che scappava. La poesia era questa: “ Vivi di noi. Sei la verità che non ragiona. Un Dio che pena nel cuore dell’uomo. “
Claudio Fantozzi
_______________________________________________________________________________________________________________________
Buongiorno. Ho appena ascoltato la puntata odierna di Uomini e Profeti su Israele con in coda il richiamo alle pubblicazioni del Sole 24 Ore sulla Compagnia di Gesù e riflettevo sulla rimozione, o quantomento all'oblio, riservato in ambito cattolico e forse non solo ad una figura a mio parere così importante come quella del cardinale Martini, che mi sembra anche trasversale ai due argomenti oggi trattati.... 
Un  caro saluto
Maria Paola
_____________________________________________________________ 


Gent.ma Gabriella Caramore, Gentilissime/i tutte di “Uomini e Profeti”,

è stato bello e confortante ritrovarvi dopo la pausa di questa estate!
Mi sono messo con uno speciale piacere a scaricare il podcast della prima puntata di settembre, e subito, prima che iniziassero le parole, la mia sorpresa è stata grande: il cambio radicale della esecuzione della vostra sigla musicale!

La scelta di Bach per la sigla di “Uomini e Profeti” mi è sempre sembrata perfetta: trovo moltissimo in comune tra l’ “Offerta musicale” coi suoi “Ricercari”, e il vostro “offrirci" il frutto del vostro “Ricercare” nelle trasmissioni.
Scavare nelle nella spiritualità mettendo in dialogo personaggi e testi, senza esprimere giudizi affrettati, lasciare tutti parlare liberamente, in un bellissimo stile, è analogo a quello che fa Bach quando prende un tema e lo mette in relazione con altre voci (“motivi/ ospiti”) che intessono contrappunti (“commenti- nota contro nota”) che danno alla frase principale (“tema”, come il “tema della trasmissione”) tutte le sue sfaccettature possibili (“armonie”, „risonanze“,“ritmi”, “ornamentazioni” e molto di più…).

Studio da sempre la musica di Bach suonandola, ascoltandola, o lavorandoci sopra nelle prove, nelle lezioni coi miei studenti, ritrovando sempre nuove armonie e di riflesso al lavoro, nuovi rapporti personali.
Così mi pare facciate anche voi.

Bach non “prende posizione”, così che dalla prima alla ultima nota, ogni sua composizione  “è quello che è”, né più né meno, né meglio né peggio.
Anche tutti i vostri personaggi sono così: trasmettono svariatissime idee, le chiosate nei vostri commenti, ci rimandano a tanti nuovi mondi possibili.
E sempre anche allo studio delle strutture, alla ricerca di che cosa li regge. Così Bach, scienziato attentissimo, scopre via via sempre più le regole che reggono il mondo musicale.(Ricerca della “fede”?).

La creatività di Bach non sembra aver limiti.
Anche la vostra: nella trasmissione (…di idee, ma pur sempre con i suoni delle “parole”) vi aprite a nuovi contrappunti con immutata curiosità.
Ci percepisco, come in Bach, anche sempre una grande ispirazione e passione.
Ascoltando la vostra trasmissione e anche la musica di Bach, alla fine mi sento bene!

Ritorno al primo ascolto della nuova sigla: improvvisamente, al posto di quella familiare, dei suoni tenuti di intensità perfettamente uguale, un vibrato omogeneo, una dinamica “sostenuta sempre”, senza il flauto (ll flauto barocco a 1 chiave della versione precedente): cosa succede?
Confesso che per alcuni istanti mi sono sorpreso a pensare che  fosse una versione “midi”, generata da un computer!
Sì, per alcuni istanti (solo 2-3 secondi, ma molto lunghi!) mi sono ingannato e ho pensato aveste adottato, nella „versione midi“ volutamente uno stile nuovo, „astratto“, più „attuale“: “Uomini e Profeti” ha subito un lifting!
Poi improvvisamente sono trasalito alle „sbavature“ di una „esecuzione vera“: è emerso il “fattore umano”, con intonazione “temperata” (non molto “barocca”) una certa irregolarità del „vibrato costante“, i cambi di registro e di corda percettibili: segni inequivocabili di un certo “stile”… Ero tornato alla mia prospettiva di ascolto strumentale, quindi anche piena di pregiudizi...

Per esempio: avevo associato la sigla ai vostri contenuti, nel senso che  pensavo aveste scelto Harnoncourt quale  “esecuzione migliore”.
Ho quindi dovuto ricredermi.
Pensandoci bene dovevo aspettarmelo: è nello stile di „Uomini e Profeti“ considerare anche le altre interpretazioni, le più disparate, degne di attenzione.
Giustamente, bisogna guardare con rispetto anche alle cose che sembrerebbero “palesemente sbagliate” o “non più attuali” anche nella musica, anche nella sigla, come nella spiritualità.

È vero che, grazie agli studi musicologici associati agli esperimenti dei musicisti che si dedicano al barocco (di cui faccio anche io parte nel mio piccolo), possiamo affermare che Richter faceva certamente cose perlomeno in contrasto con ciò che si può dedurre leggendo i metodi antichi, e le descrizioni di esecuzioni fatte all’epoca di Bach.
Ma forse, semplicemente che poteva pensare anche un certo uso più  “spontaneo” della fantasia.
Sappiamo che il vibrato continuo, l’articolazione “uguale” e molte altre caratteristiche considerate „normali“ per i musicisti cosiddetti “classici” in realtà nel barocco erano molto diverse, o non esistevano, e sono una invenzione del Romanticismo e del ‘900.
Richter, immerso nel suo mondo, non si è chiesto se ci fosse qualcosa dietro, come ha invece fatto Harnoncourt: era un conservatore convinto, e aborriva evidentemente ogni intervento ispirato alle nuove ricerche.

Quindi con lui c’è bisogno di applicare un ascolto “storico (“esegesi musicale”), bisogna collocarlo all’interno del mondo del dopoguerra (2a mondiale) in cui l’arte del far musica era “oggettivo”, e si “eseguivano” le partiture così come „erano scritte“ senza preoccuparsi prima di come andassero „lette“.

L’interpretazione di Richter, mi ricorda i conservatori di museo che mantengono le tele antiche “come sono“ perché così devono essere e restare per sempre.
Le conservano ma non le restaurano avendo paura di rischiare l’irreparabile, ma perdendo, come nel caso della cappella Sistina, o di Harnoncourt, l'occasione di avere un’illuminazione!

Registrando Bach, Richter omaggia un monumento (pseudo)romantico a Bach, e celebra nei concerti un rito collettivo di adorazione al mito Bachiano.

Il primo gesto di Harnoncourt, è invece stato quello dell’artigiano: raschiare la patina, usare tutti gli strumenti che può: strumenti musicali originali, letture di trattati strumentali dell’epoca, re-imparare (soprattutto re-inventare) una tecnica strumentale barocca “Bachiana”, ricreare un discorso e una retorica barocche del 1700.

Voi fate qualcosa del genere, per esempio, nelle vostre letture della Bibbia: mettete a confronto vari commenti, cercate poi di capire a quale strato del restauro (del resto mai concluso) fermarsi per avvicinarci oggi a quell'idea senza fraintenderla.
Si rischia, come anche Harnoncourt fa ogni tanto, di produrre sull'opera anche qualche graffio… (all’inizio Harnoncourt fu per questi “graffi”, minimi e insignificanti a confronto del risultato raggiunto, spesso stroncato).

Omaggiava però il Bach „umano“, il quale fra l'altro ci ha lasciato l’”Arte della fuga”, un manuale di conversazione in suoni e quasi suo diario intimo, in cui annotava contrappunti anche improbabili e complessi, nel tentativo di “comprendere”, e in cui il dialogo fra i temi è testimonianza viva della meditazione su se stesso.
Di questo ci racconta Bach coscientemente, senza concludere, visto che l’ha lasciata volutamente in sospeso.

Ma allora Richter non cerca più perché ha già trovato la perfezione e ci dà una lettura “estatica”?
Forse il merito grande di Richter (1926- 1981) è allora che “conservando”, provoca nel contemporaneo Harnoncourt (1929*) il desiderio di andare avanti a cercare altro, perché così come fa Richter è forse “noioso”?

Se era necessario Richter per generare musicisti come Harnoncourt e tanti altri giovani di oggi, beh, allora: grazie mille, Herr Richter!

E grazie ancora a lei e voi per farmi partecipare del vostro bellissimo mondo.
Tanti cordialissimi saluti!

Omar Zoboli
(da Zurigo, che le aveva già scritto qualche mese fa quando incominciò ad ascoltarvi…).


grazie ancora!
______________________________________________________________


Buon giorno,vorrei avere un recapito telefonico del Centro coscienza di Milano di cui avete parlato la settimana scorsa; vorrei chiedere un riferimento per seguire un corso a Roma,grazie, cordiali saluti, Anna Rispoli

______________________________________________________________ 

Bellissima puntata sul Centro coscienza.
Barbara d'Aumiller, Verona

Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

Moni Ovadia a Uomini e Profeti

Guarda la fotogallery >>

Lettere a U&P



E’ stato interessante il discorso sulla bellezza di domenica scorsa. Riflettendoci su vorrei sottolineare che esiste anche una seduzione negativa delle cose e che sarebbe opportuno evidenziare la differenza tra la seduzione di cui avete parlato, riferita alla bellezza legata alla verità,  e quella che invece riesce ad attrarre per la sua capacità di mimetizzare il vuoto a lei sottostante...

Calendario interreligioso

Appuntamenti

Leggere la Bibbia


Pablo Picasso, Ragazza che legge al tavolo Le letture bibliche di Uomini e Profeti in podcast >> Per  leggere i contenuti clicca su  archivio >>

ALTRE LETTURE


 














Medhat Shafik - Porta D'Oriente
Riascolti di Uomini e Profeti in  Podcast >>

Riascolta

Access key

La navigazione di questo sito è agevolata dalle access key, tramite le quali è possibile accedere alle funzioni e ai contenuti principali del sito.

Sono state definite le seguenti access key