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Rosa Bianca: come resistere nei tempi della barbarie
con Paolo Ghezzi e Lorenzo Tibaldo



                                            Sophie Scholl

 

La questione che ci poniamo oggi è relativa a come resistere nei tempi della barbarie. È una questione che si è posta nelle grandi tragedie della storia, è una questione che va posta ora, alle giovani generazioni, che sembrano apatiche, incapaci di scuotersi,ma poi ci sorprendono, con slanci di improvvisa generosità, rischio, fantasia. Talvolta, non sempre, con una motivazione anche di fede, ma sempre con una fiducia nell’umano che non sembra venire dalla rappresentazione che il mondo adulto dà di se stesso. Oggi ne parliamo in relazione alla Rosa Bianca, il gruppo di giovani studenti dell’Università di Monaco di Baviera, che si ribellarono intimamente alla violenza del nazionalsocialismo, e decisero di dare visibilità pubblica a questa loro ribellione distribuendo alcuni volantini che invitavano alla resistenza in nome della libertà, della giustizia, della fratellanza. I principali esponenti del gruppo furono catturati e ghigliottinati, ma la loro vicenda continua a interrogarci – ribellarsi o tacere e sopportare? – anche perché erano un gruppo di ragazzi belli, dalla fortissima idealità, colti, amanti della vita e della bellezza.
A parlarne due ospiti, entrambi autori di due lavori sulla Rosa Bianca usciti di recente: Paolo Ghezzi e Lorenzo Tibaldo.

 

Suggerimenti di lettura
Paolo Ghezzi, Sophie Scholl e la rosa bianca, Morcelliana 2003
Ghezzi Paolo, 2006, San Paolo Edizioni
Paolo Ghezzi, La rosa Bianca. Un gruppo di Resistenza al nazismo in nome della libertà, San Paolo ed. 2006

Paolo 
Ghezzi, La Rosa Bianca non vi darà pace - Abbecedario della giovane Resistenza,  Il Margine 2014
Lorenzo Tibaldo, La Rosa Bianca. Giovani contro Hitler, Claudiana ed. 2014
Elisabeth Kressman Taylor, Senza ritorno, Rizzoli 2014
Esodo - Etty Hillesum, solo per amore - Quaderni trimestrali dell'Associazione Esodo - n. 3 -  luglio-settembre 2014



Musica
Franz Schubert - Andantino dal quintetto  "La trota"

Link
http://www.rosabianca.org/



Parole
E' questo forse il segno che i tedeschi si sono imbarbariti nei loro più elementari sentimenti umani, che nessuna corda vibra in loro, stridendo alla vista di tali azioni, che sono ormai sprofondati in un sonno mortale da cui nessun risveglio sarà mai possibile? Così sembra, e così  certamente sarà se i tedeschi non si sveglieranno da questa indifferenza, se non protesteranno dovunque essi possano contro questa cricca di criminali, se non parteciperanno al dolore di queste centinaia di migliaia di vittime. E non solo essi devono provare compassione per questo dolore, ma molto di più: devono sentirsi corresponsabili. Infatti è soltanto a causa del loro comportamento apatico che uomini malvagi hanno la possibilità di agire così; essi sopportano questo "governo" che si è macchiato di una colpa infinitamente grande; non solo, essi sono anche colpevoli del fatto che un tale governo si è potuto installare!
                                           Secondo volantino della Rosa Bianca 



In realtà il vero cristianesimo consiste in un impegno di vita molto più difficile, pieno di insicureza e di fatica, che dobbiamo assumerci e portare a compimento ogni giorno per poterne essere all'alteza.
La fede non è una cosa così semplice come ci è sembrata
                                                                     
Willi Graf


                        
Non lo farò. Non chiederò la grazia. So distinguere il falso orgoglio da quello vero.
                                                                     
Hans Scholl

                                                                              Hans Scholl

Una giornata di sole così bella, e io me ne devo andare. Ma quanti non sono quelli che anche oggi muoiono sul campo di battaglia che importa la mia morte se le nostre azioni saranno servite a scuotere e a risvegliare gli uomini. Fra gli studenti ci sarà certo una rivolta. Mi sarebbe potuto accadere di morire per una malattia, ma avrebbe avuto la mia morte  lo stesso senso? Se mio fratello viene condannato a morte, non voglio e non posso accettare una pena minore. Sono colpevole quanto lui.
                                                                                 Sophie Scholl

Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

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