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David Clearboult

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Artista belga nato nel 1969, David Claerbout ha seguito inizialmente studi di pittura, per prendere in seguito le distanze da questa forma espressiva e lavorare nel campo della fotografia e del cinema, che gli permettono di mettere a fuoco meglio il rapporto dello spettatore con le immagini ferme e in movimento, utilizzate per catturare un singolo istante o per documentare il passaggio del tempo. 

 Claerbout utilizza una serie di macchine fotografiche diverse per cogliere la scena da vari punti di vista, producendo oltre 50000 immagini scattate nell’arco di pochi secondi. In seguito ordina le fotografie in una determinata sequenza per realizzare una proiezione video che interferisce con la nostra percezione lineare del tempo, facendo credere allo spettatore che il film segua uno svolgimento narrativo. Frutto di un elaborato taglia-e-cuci, l’opera produce nello spettatore un momento di sospensione dell’incredulità: solo prestando molta attenzione si com- prende che l’artista ha laboriosamente prolungato un singolo istante. Una narrazione apparentemente reale si rivela piano piano falsa. Le immagini mostrano i confini rigidi e limitati delle vite dei ragazzi, mentre il loro momento felice svanisce progressivamente.

Credits

Curatori
Monica D'Onofrio, Paola Damiani e Stefano Roffi
Redazione
Leda Bianchi, Giorgia Niso
Regia
Chiara D'Ambros
Conduttori
Francesco Antonioni, Oreste Bossini, Nicola Campogrande, Riccardo Giagni, Andrea Ottonello, Andrea Penna, Stefano Valanzuolo, Guido Zaccagnini

Sede Rai di Milano:
Nicola Pedone





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