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Verdi tra Parma e Busseto

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Matteo Paoletti, giornalista musicale e studioso di teatro musicale, ancora una volta gradito ospite di Rado3suite, ci ha parlato di due eventi legati al bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi.

 Il primo è una mostra  alla Casa del Suono: “Il disco e Verdi”.
Quando il leggendario primo interprete di Otello, Francesco Tamagno, nel 1903 affidava al disco la sua interpretazione del Moro di Venezia, la registrazione del suono era ancora agli albori, nonostante molta strada fosse stata percorsa dalle sperimentazione degli ultimi decenni dell'Ottocento. Già allora gli avvisi pubblicitari si arrischiavano a dichiarare che con il fonografo e il grammofono il teatro sarebbe entrato nelle case, e sempre più numerosi gli artisti di canto lasciavano testimonianza delle loro voci in registrazioni che sono giunte fino a noi.
In questo modo possiamo conoscere "da vicino" anche le voci di interpreti già famosi quando Verdi era ancora vivo e operante, da Francesco Tamagno a Mattia Batistini, per citare solo due fra i più noti. E da quell'epoca ancora eroica per la registrazione discografica è giunta fino a noi anche la rarità rappresentata dal "disco enigma", pubblicato nel 1913 per le celebrazioni del primo centenario della nascita di Verdi. Da allora le interpretazoni verdiane sul mercato discografico si sono moltiplicate.
E' da quella messe davvero imponente che deriva questa piccola ma significativa selezione di registrazioni storiche: testimonianze preziose che provengono dalle collezioni della Casa della Musica, il cui patrimonio discografico - anche grazie alle generosità e lungimiranza di tanti donatori - conta oggi quasi 25.000 esemplari. 





Il secondo è una mostra alla Casa della Musica: “Il primo festival verdiano” dedicato alle manifestazioni del 1913 tra Parma e Busseto.
L'esposizione, che in gran parte si avvale di oggetti provenienti dalle collezioni della Casa della Musica, tratta delle celebrazioni che nel 1913 si organizzarono a Parma e a Busseto. Insieme a manifesti teatrali, immagini e documenti vengono esposti i simboli della vera rivoluzione moderna in campo musicale: i dischi e i loro strumenti di riproduzione. Il 1913, in effetti, è la prima ricorrenza riferibile a Verdi alla quale si possano associare, sia pure in modo indiretto, numerose tracce sonore. Proprio in quella occasione, infatti, la Società Italiana del Grammofono incide una piccola antologia di brani tratti da opere di Verdi, che poi resterà in catalogo almeno fino al decennio successivo con il titolo "Disco verdiano". Ma in quegli anni, soprattutto, già esistono e sono diffuse le testimonianze delle voci degli interpreti che animano le stagioni teatrali di Parma e Busseto. Il loro ascolto, unito alla visione delle apparecchiature e dei supporti sonori dell'epoca, costituisce il nucleo dell'esposizione e lega le tradizionali raccolte documentarie della Casa della Musica al nuovo progetto che nel suo ambito ha realizzato: la Casa del Suono, struttura dedicata alla musica riprodotta e, in generale, alla dimensione tecnologica del suono.

 

 

 

 

Credits

Curatori
Monica D'Onofrio, Paola Damiani e Stefano Roffi
Redazione
Leda Bianchi, Giorgia Niso
Regia
Chiara D'Ambros
Conduttori
Francesco Antonioni, Oreste Bossini, Nicola Campogrande, Riccardo Giagni, Andrea Ottonello, Andrea Penna, Stefano Valanzuolo, Guido Zaccagnini

Sede Rai di Milano:
Nicola Pedone





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