Radio3

Contenuti della pagina

Lettere di marzo

slcontent

Un sincero ringraziamento per la puntata di ieri.
Oltre a ravvivare la memoria del prossimo 25 aprile, mi ha fatto tornare in mente i racconti di mio padre, diciannovenne bersagliere  internato in un campo non lontano da Mauthausen: bucce di patate e scarti da mangiare, malattie, lavoro durissimo. E il rifiuto consapevole di combattere per Mussolini o le SS in Italia.
Io posso raccontarlo alle mie figlie e (tra un po') alla mia nipotina, voi lo avete raccontato a tutti.
Saluti a tutti
Domenico Trotta
________________________________________________________________________________________


Gentile redazione
rischio di essere noioso, con le mie lodi, mi rendo perfettamente conto: ma come faccio a fermarmi ? 
Come fate a mettere sempre il dito proprio sui temi più profondi ? Corro a vedere in che scaffale ho messo il libro "Widerstand und Ergebung" di Bonhoeffer, devo rileggerlo; e domani corro a comprare il libro del vostro  ospite di oggi. Dal centro del mio 90° anno un devoto saluto. 
Luca Erizzo
_________________________________________________________________________

Carissime,
grazie di aver parlato delle donne che lavorano i frutti dell'albero di argan. Ho provato il loro prodotto che mi ha portato un'amica dal Marocco anni fa ed e' fantastico.
Il profumo, la morbidezza e la sua freschezza  mi davano gioia, aprendo la  piccola scatola, prima ancora di stenderlo sulla pelle, che lo assorbiva avidamente.
Il programma evidenziava anche gli aspetti sociali: il lavoro, la dignità riacquistata e le la scuola per le figlie delle lavoratrici.
Tutto partito dalla conoscenza tradizionale di un albero dall'amore per il suo frutto e ...dallo spirito del Colibri!
Bellissimo programma! grazie alla redazione!
Alida Vatta,
Firenze
__________________________________________________________________________________

Splendida trasmissione, grazie. 
Marialuisa Vittori Chersi
____________________________________________________________________________

Le poesie di Roberta Dapunt  in cui si "eleva la malattia alla dignità di beatitudine”, sono stupende, e interessante e intenso è stato il dialogo intercorso tra la poetessa e Gabriella Caramore.
Oltre alla dignità della malattia la Dapunt  ha focalizzato l'attenzione sulla dignità e sulla solitudine di chi si occupa del malato, di chi giorno dopo giorno si confronta con la malattia e si adopera per curarla e alleviarla. Con una velatura di sofferenza ci ha detto che: "nessuno si occupa di chi si prende cura della malattia", e della dignità delle persone da cui il benessere del malato dipende, affermando che lei stessa trascorrere molto tempo senza incontrare nessuno.
Importante ed efficace è anche il modo con cui la Dapunt  riconduce a una unità inscindibile la condizione del malato a quella di chi ne ha cura. Nelle sue poesie intreccia mirabilmente il vissuto, le reazioni ed emozioni della madre malata, con il suo esserle accanto nel curarla e accudirla, e le impressioni e i sentimenti che a sua volta la madre suscita in lei. 
La testimonianza di Roberta Dapunt  mi è particolarmente cara perché in diverse occasioni ho provato il dolore di sapere che a persone a me tanto care era stato diagnosticato un tumore maligno, e breve era il tempo di vita concesso.
La brutalità con cui mi furono comunicate notizie così devastanti mi segnarono a fuoco, e nell'esercizio della mia professione infermieristica mai ho dissociato la sofferenza e la condizione del malato, dalla sofferenza e dalla condizione dei parenti che dovevano prendersi cura del malato, compresi gli infermieri.
Sottolineo anche la condizione degli infermieri perché, come quella dei parenti, è completamente cancellata. Con pericolosa superficialità si preferisce ignorare che chi spende energie fisiche e morali nell'occuparsi dei malati, necessita di essere a sua volta supportato, e ha bisogno di fonti rigeneratrici da cui attingere quella quotidiana attenzione e disponibilità.
Roberta Dapunt è un esempio ammirevole nel trovare forze e motivazioni per mantenere alto il morale, la fiducia e la dignità. Però, sia pure con pudore e discrezione, ci ha ricordato la solitudine di chi si prende cura del malato conferendo "dignità e beatitudine" alla malattia stessa. Di questo desidero personalmente ringraziarla.
Teresa Mele
_________________________________________________________________________________________________

Gentili signori di radioraitre,
abito a Buenos Aires e sono avida  delle vostre trasmissioni peraltro preziosissime per il mio lavoro. Possiedo un Ipad e avevo le puntate dei programmi a me più cari. .............................Congratulandomi della vostra splendida rete vi saluto cordialmente
Analía Requejo
_________________________________________________________________________________________________


Gentile redazione,
grazie per avermi fatto conoscere Christine Lavant poetessa di cui nulla sapevo.
Com'è bello sentire che colei di cui non conoscevi neppure l'esistenza è già divenuta tua amica!
In settimana riceverò i testi della Lavant (che ho subito prenotati) e prestissimo allargherò il cerchio di amicizie, perché la presenterò ai miei adorati alunni!
Grazie davvero per il suo prezioso lavoro!
Chiara Frassi
_________________________________________________________________________________________________


Seguo la trasmissione e sono insegnante; sono totalmente d'accordo col pensiero di Dolci, lo studio è passione per sè, curiosità e desiderio di risposte; ai ragazzi (figli o alunni) non si danno concetti, ma un modo di vivere, cioè vagliare tutto e trattenere cio' che vale.

Luigi - Milano
________________________________________________________________________________________________ 

Cara redazione,
ho sentito
la trasmissione sull’Ucraina. Sono molto coinvolto, personalmente, su quanto succede e riguarda questo paese, il cosiddetto Paese Vicino, perché una mia amica, Alina, è Ucraina; abbiamo vissuto momenti di panico nei giorni scorsi, sia per la situazione generale, sia perché, anche nel suo paese, Chemeglinetsc, e non solo a Kiev, si è sparato e ferito. Ma  voglio dire solo cose belle: ce n’è bisogno.
Alina mi racconta la sua vita, la vita delle sue amiche che, come lei, sono emigrate qui da noi; dei rapporti con chi è là; di altre storie di donne che vivono o hanno vissuto laggiù.
Ne viene un immagine di grande forza vitale, di desiderio di gioia e sorriso, di profondo amore, anche e nonostante la dura esperienza del rapporto con l’altro sesso (alcolismo, violenza, sfruttamento).
Ce n’è da scriverne un bellissimo libro che parla concretamente di gente di una terra vicina.
Chissà che, con l’aiuto di Alina, non lo faccia.
Conoscete  la poesia di Majakovskij, “Dovere verso l’ Ucraina” ?  Rivolgendosi ai russi li esorta a rendersi conto della meraviglia della lingua ucraina e a rispettarla; scrive: Io -  che per voi ho inventato non poche parole, - soppesandole bene, - vorrei soltanto una cosa:- che diventassero - tutti - i miei - versi di parole - di suono pieno - come la parola “ ciuesc “. ( Che vuol dire “ascolti” in ucraino e che lui contrappone alla analoga, prima citata, parola in russo, che si dice “slyscisc”). E finisce: E’ difficile - mescolare gli uomini - in un tutto unico. Non - ti dare troppe arie. Conosciamo noi la notte ucraina? - Macché, - non la conosciamo la notte ucraina. ( Citando dal racconto di Gogol Una notte di maggio).
Stiamo vicini a questa gente, a questa terra vicina, con tutto il nostro spirito di fratellanza e solidarietà.
Claudio Fantozzi da Pisa

Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

Moni Ovadia a Uomini e Profeti

Guarda la fotogallery >>

Lettere a U&P



E’ stato interessante il discorso sulla bellezza di domenica scorsa. Riflettendoci su vorrei sottolineare che esiste anche una seduzione negativa delle cose e che sarebbe opportuno evidenziare la differenza tra la seduzione di cui avete parlato, riferita alla bellezza legata alla verità,  e quella che invece riesce ad attrarre per la sua capacità di mimetizzare il vuoto a lei sottostante...

Calendario interreligioso

Appuntamenti

Leggere la Bibbia


Pablo Picasso, Ragazza che legge al tavolo Le letture bibliche di Uomini e Profeti in podcast >> Per  leggere i contenuti clicca su  archivio >>

ALTRE LETTURE


 














Medhat Shafik - Porta D'Oriente
Riascolti di Uomini e Profeti in  Podcast >>

Riascolta

Access key

La navigazione di questo sito è agevolata dalle access key, tramite le quali è possibile accedere alle funzioni e ai contenuti principali del sito.

Sono state definite le seguenti access key