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Un Lama renziano del 1978 e l'arretratezza sindacale di Camusso

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Il know out definitivo al “camussismo” lo assesta Luciano Lama. È un colpo mortale che non lascia scampo. La prova regina naviga su twitter grazie al cinguettio impertinente di Fabrizio Rondolino.
Perché Susanna Camusso è fuori tempo? Te lo spiega un’icona del sindacalismo pragmatico e responsabile, il leader della Cgil più amato e rispettato (insieme a Giuseppe Di Vittorio). Nell’intervista pubblicata il 24 gennaio 1978 su Repubblica, Lama annuncia a Eugenio Scalfari i capisaldi del “programma si solidarietà nazionale” con cui la Federazione sindacale unitaria decide di impegnarsi per “raddrizzare la barca Italia”. Innanzitutto un sindacato che badi alla concretezza delle cose e non si accontenti di far rumore deve saper perseguire i propri fini:“Se vogliamo essere coerenti con l’obiettivo di far diminuire la disoccupazione, è chiaro che il miglioramento delle condizioni degli operai occupati deve passare in seconda linea”. Per Lama il problema numero uno, “angoscioso e tragico” è dato da un milione e 600miladisoccupati. Per far fronte in modo efficace e non solo propagandistico, il sindacato deve accettare un piano di sacrifici. Seguendo il filo del ragionamento, oggigiorno Camusso sarebbe “coerente” se dichiarasse che la Cgil cura gli interessi dei propri iscritti, in primis pensionati e ultra garantiti. Chi un lavoro non ce l’ha non rientra in alcuna delle predette categorie. Sempre meglio un bagno di coerenza che con l’agitazione permanente, il soffiare sul fuoco del disagio sociale a suon ultimatum e rutti di piazza.

Credits

A cura di Paola De Monte
In redazione:
Maria Chiara Beraneck, Natascia Cerqueti, Marco Pompi, Gianfranco Rossi

Francesca Sforza



Francesca Sforza lavora alla Stampa dal 1999. Ha trascorso quattro anni a Berlino come corrispondente e due anni a Mosca. Nel corso di questo periodo all’estero è stata più volte inviata in Polonia, in Repubblica Ceca, in Slovenia e a più riprese nel Caucaso. Il suo libro “Mosca-Grozny: neanche un bianco su questo treno” (2006, Salerno Editrice) ha vinto il Premio Antonio Russo  e il Premio Maria Grazia Cutuli. Dal 2007 al 2011 ha lavorato a Torino come caporedattore del Servizio Esteri. Attualmente è responsabile dei contenuti digitali della redazione romana per il sito www.lastampa.it

Rassegna stampa
del 1 ottobre

Quello che Putin non dice - Franco Venturini - Corriere della Sera

Ripartiamo dalla maternità - Barbara Stefanelli - Corriere della Sera

"Ma dopo anni si intravede uno spiraglio" - Int. a De Mistura di Massimo Gaggi - Corriere della Sera

"No ai fondamentalisti in nome del Vangelo" - Int. a Walter Kasper di G.Guido Vecchi - Corriere della Sera

Padri naturali - Massimo Gramellini - La Stampa

Alla casa non serve solo meno fisco - Franco Bruni - La Stampa

Burocrazia, un dietrofront tra le vigne - Michele Brambilla - La Stampa

Perché difendo Obama l'indeciso - Thomas L. Friedman - La Repubblica

Libia, l'occidente cambia inviato - Vincenzo Nigro - La Repubblica

Gender, la fabbrica del pregiudizio - Maria Novella De Luca - La Repubblica

Le 2 Chiese divise su divorzio e famiglia - Paolo Rodari - La Repubblica

C'è un problema tra l'Italia e la Francia - Non solo Libia e non solo Siria - Il Foglio

Separati, non abbandonati - Maurizio Crippa - Il Foglio

La forza di vivere - Marina Corradi - Avvenire

Se questa è democrazia - Sotto attacco - Il Fatto Quotidiano 

Giannini: "Partita la caccia, il premier ha slegato i cani" - Int. a Massimo Giannini - Il Fatto Quotidiano

Mare nostro - Stop trivelle - Il Manifesto

"300 mila firme non bastano" - Int. a Pippo Civati di Daniela Preziosi - Il Manifesto



 


La Nuova Ecologia - il mensile di Legambiente di luglio-agosto 2015




Attenuare il rischio climatico rinaturalizzando le città. Adottare stili di vita flessibili per
vivere meglio e sprecare meno. Sorella resilienza. Così possiamo cogliere la sfida del cambiamento e salvaguardare la casa comune dell'umanità. All'interno un'intervista a James Lovelock. 


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